Storie vere di vita vissuta: quando il thriller va a scuola

A volte mi viene chiesto di tenere “lezioni di giallo” alle scuole medie: è così che ho scoperto la genialità omicida dei ragazzini.
Oggi ho deciso per un “trame tramortite live”, vi racconto quello che ho scovato nei loro delitti cartacei.

Secondo i nostri giallisti in erba – e qui la colpa è di CSI – i risultati delle autopsie arrivano in un baleno, un paio d’ore, un paio di giorni quando proprio la si vuol tirare per le lunghe. Nei fazzoletti da naso si scovano le impronte digitali, ma a nessuno viene in mente di cercare il dna, forse quella puntata di CSI è risultata noiosa.

I delitti avvengono sempre in notti buie e tempestose, a volte il cadavere viene strangolato con un’arma da taglio o con un sacchetto da freezer. Se si decide di organizzare una festa – per agire indisturbati tra gli ospiti –, inutile poi scalpitare se gli invitati non se ne vanno e tocca rimandare l’omicidio. Tanto vale delinquere alla svelta e godersi la serata!

“All’improvviso un urlo raccapricciante squarcia il silenzio afoso del pomeriggio, ma nessuno ci fa caso”, magari la notte buia e tempestosa serve proprio a far risaltare quell’urlo, metti che la gente sia sorda.

Dovendo sparare, state attenti ai lineamenti del proiettile – ehm, o le rigature? – che possono procurarvi guai. Se questo non bastasse a incastrarvi, può sempre succedere di imbattersi in un poliziotto furbo che ripulisce un proiettile e ci legge sopra la marca: “armeria da Jon”, parole testuali.

Se preferite usare la mazza da baseball, vi sconsiglio di nasconderla nell’Invicta. Mi raccomando, state attenti che la mazza non rimanga impregnata di sangue!
Tutto sommato, forse è meglio impiccare qualcuno con una cordicella. Una corda è roba da burini, cerchiamo di darci un tono, eh?

Ci sono anche assassini sfortunati che, cercando una forbicina da unghie nel cassetto del bagno, trovano soltanto una pistola. Tocca quindi accontentarsi.

Durante un inseguimento, la polizia spara alle gambe del sospettato in maniera da potersi concedere un attimo di riposo.

Nei racconti troviamo mogli che urlano, preoccupate per la presenza di un killer in casa; postini che rimangono ghiacciati e pieni d’ansia; gente che corre alla polizia in spalla alla bicicletta.

Quando le cose si mettono davvero male, il protagonista vede la fontana riempirsi di proiettili, ma se le cose vanno bene spuntano ragazze con un ciappo in testa.

Un consiglio alle consorti: se il marito vi tradisce, non è il caso di ammazzarlo, vi basta denunciarlo per tradimento.

Gialli truculenti con personcine cadute a terra in una macchia di sangue, pistole estratte dal fodero e interrogatori – nell’aula degli interrogatori – dove il tale viene spinto a confessare l’omicidio, segno che della Polizia si può solo pensare il peggio.

C’è poi chi fa uccidere Vasco Rossi da un venditore ambulante di calzini, pagato duemila euro per prendersi tutte le colpe, tanto poi il cattivo ammazza pure lui. Si tenga presente che il nostro cattivone ha persino rubato la carta di credito di Vasco Rossi per comprare l’arma di entrambi i delitti. Diabolico!

L’importante è sempre procurarsi un halibi, con l’acca è pure meglio.

I colpevoli hanno davanti cinquant’anni di galera da scontare, se nel frattempo decidono di farsi vivi col protagonista, il numero di telefono del carcere sarà strano. Strano come? Non lo so, magari me lo spiegano nei prossimi racconti.

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Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

10 responses to “Storie vere di vita vissuta: quando il thriller va a scuola”

  1. Mihaela says :

    Mi immagino l’assasino dal ferramenta a scegliere cordicelle e sacchini, non vorrai lasciarmi il mortino così in mezzo al salottino…
    Vabbè, detta la ca***ta del giorno, posso anche andarmene.

  2. Lilly says :

    Gaia, forse avrai fatto lezione in una scuola bbene. Possibile che nessuno di questi famigerati ‘ragazzini delle medie’ se ne sia uscito con un piano revisionato e stampato in triplice copia per l’omicidio della prof di italiano?

  3. Mihaela says :

    Era una delle mie cazzate giornaliere: sono come i pasti, tre al giorno. :D
    Anche io una volta avevo elaborato un meraviglioso piano per far sparire dall’Universo la supplente di greco, dovrei ricordarmi dove ho messo lo schema con il disegno.

  4. Mihaela says :

    Ricordo perfettamente dove l’ho mandata un paio di volte. :P

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