Natale di carta

Metti che ci sia la neve, il camino acceso e un buon bicchiere di vino. Cosa manca al quadretto? Sicuramente un libro. Se poi non nevica, avete acceso la stufetta e bevete aranciata, va bene uguale: perché il libro farà il resto.

Partiamo dal consiglio chic, e qui il bicchiere di rosso ci vuole assolutamente: Notti di dicembre. Racconti di Natale” .

La Sellerio ce lo racconta così: La strenna di fine anno portava nelle case della borghesia dell’800 i racconti di Natale: scritti d’occasione di grandi autori.[...] Da Tarchetti a Pirandello, da De Marchi a Di Giacomo, da Pascoli a De Amicis. S’innestava così, pur nel tronco della creazione occasionale, il tratto originale, il tocco del genio, e sullo sfondo edificante e consolatorio adatto alla circostanza festiva, non mancava il rilievo del dramma, della critica, del negativo. Secondo la tendenza e il momento il racconto di Natale poteva prendere il verso dell’horror e del noir, dell’iconoclastia comico satirica e della bohème, della critica sociale e del moralismo progressista, oppure, semplicemente, restare nel solco della poetica del focolare e della sua un po’ malinconica sicurezza. Tutto finì, improvvisamente com’era nato, all’entrata del Novecento. Il nuovo secolo e la sua società di massa conosceva altri lussi, altri consumi: la borghesia italiana ormai davvero colta non aveva più bisogno di mostrarlo sui tavolini del salotto.[...]

Ok, toglietevi la giacca da camera. Passiamo a qualcosa di più arioso…

“Il ladro di Natale” di Mary e Carol Higgins Clark.

L’investigatrice Regan Reilly e la detective dilettante Alvirah Meehan si trovano alle prese con la scomparsa di… un abete. Ma non è una pianta qualunque, bensì l’imponente esemplare scelto per diventare il celebre albero di Natale del Rockefeller Center. Quello che nessuno sa è che tra i suoi rami si cela un tesoro in diamanti che un truffatore vi ha nascosto una decina di anni prima. Ora questo losco figuro è uscito di prigione e vuole recuperare il bottino. Parte dunque per i boschi del Vermont con la sua bizzarra squadra di complici, solo per scoprire che la conifera sta per essere spedita a New York, e che oltretutto sono in vacanza nella zona Alvirah e Regan, accompagnate dai rispettivi partner…

Se, invece, preferite il delitto natalizio all’italiana, la nostra attenzione è stata attirata da Delitti per le feste” di Maurizio Matrone e Stefano Tura.

Il volume raccoglie due mini-thriller. “A Natale ti ammazzo!”, è firmato da Stefano Tura, giornalista e scrittore, già corrispondente di guerra nella Ex Jugoslavia, in Kosovo, Afghanistan, Iraq. Al centro della vicenda una catena di delitti che dovrebbero sfociare – a Natale – nell’assassinio di Alba Soave, giornalista di cinquantotto anni confidente e amica dei suoi lettori. “Che bomba!” è opera di Maurizio Matrone, poliziotto veronese laureato in Pedagogia, autore di romanzi, di opere teatrali e sceneggiature per la televisione. Il romanzo breve racconta una “normale” notte di Capodanno dentro e attorno alla stazione di Bologna: un clandestino con la gola squarciata, e un pugno di poliziotti alle prese con una bomba da disinnescare.


Andate di fretta e vi serve un po’ di humour nero per affrontare amici e parenti? I dodici incubi del Natale” di John Updike. Questo fa parte della mia personale raccolta “libri strambi”: Con piglio perfido e sorridente i due geniali autori, per la prima volta insieme, si sono divertiti a prendere in giro i luoghi comuni del Natale. Vi siete mai chiesti cosa fa Babbo Natale 11 mesi l’anno? E se l’albero di Natale non fosse così innocuo come sembra? Avete mai pensato che lo scambio di doni potrebbe causare danni fisici e psicologici?

Le illustrazioni sono carine, il libro è di dimensioni “borsetta da signora”: se cercate qualcosa di veramente cattivo, passate oltre.

Se siete alla ricerca di un libro che vi faccia piangere, che oltre a voi faccia piangere figli e nonne, uno di quei libri da passare alle vicine di casa per poi trovarsi ai giardinetti esclamando “signora, mia, sapesse quanto ho pianto!”, ecco quello che fa per voi: “Un cane di nome: NAT” di Greg Kincaid.

A noi già la recensione su Spigoli&Culture ha fatto scendere la lacrimuccia… Chi di noi da bambino non ha desiderato un cane? Todd è un ragazzo “speciale” (davvero speciale), estremamente sensibile, il quinto di cinque figli ormai grandi, ha quasi vent’anni ed ha sempre desiderato avere un cane tutto per sé da tenere nella grande fattoria della famiglia, ma sa bene che esperienze e delusioni passate del padre, non hanno mai permesso di tenere un cucciolo, neppure ai suoi fratelli più grandi! […] Il resto lo lasciamo a voi, noi abbiamo già inzuppato il fazzoletto.

Rimaniamo tra i buoni sentimenti (ancora per poco, ho già la glicemia alta!) e diamo un’occhiata a “La cena di Natale” di Mary K.Andrews.

È la settimana prima di Natale e Weezie Foley, già incontrata in “Seduzione al cioccolato” e “Amore vista mare”, è tutta presa a decorare la vetrina della sua bottega di antiquariato nel centro storico di Savannah, in Georgia, per la consueta gara di addobbi. Per lei il periodo natalizio è sempre stato il più gioioso dell’anno, ma stavolta sembra che tutti congiurino per rovinarle le feste: la sua strampalata famiglia si comporta in modo più bizzarro del solito, il suo cane pensa bene di sparire, il fidanzato Daniel si mostra improvvisamente malinconico e distante, qualcuno ha preso a visitare nottetempo la sua bottega e gli acerrimi rivali del negozio accanto hanno dichiarato la guerra degli addobbi. Da inguaribile ottimista qual è, Weezie è comunque determinata non solo a sbaragliare la concorrenza, ma anche a riunire per la prima volta intorno all’albero i suoi parenti e quelli di Daniel, una combinazione che si preannuncia esplosiva. Tuttavia, strane cose continuano ad accadere. Per lei sarà un Natale indimenticabile… persino più di quanto potesse immaginare.

Ok, noi pensiamo di poterne fare a meno, ma vorremmo farvi notare una cosa: stesso titolo ma vero “pacco” di Natale… La cena di Natale. A tavola con Kay Scarpetta” di Patricia Cornwell.

Il libro è un lungo racconto incentrato sulla preparazione di una cena di Natale che, oltre a rivelare gli aspetti sconosciuti di Kay Scarpetta e dei suoi amici, ne presenta le sue ricette preferite, scaturite da una mescolanza delle tradizioni culinarie americane e italiane. Dai fornelli della famosa dottoressa Scarpetta scaturiscono pietanze tanto allettanti quanto originali, come il micidiale “eggnog” di Marino, i “criminosi biscotti”di Lucy, la pizza “con una marcia in più” firmata da Kay. E non mancheranno le sorprese: a tavola infatti si siederanno due ospiti inattesi, presentatisi in modo un po’ inconsueto.

Sappiate che questo libro non entrerà mai in casa mia, e non solo perché detesto cucinare. La Cornwell ha perso da tempo il tocco magico, sapere che nel 1999 era scesa tanto in basso me la rende ancor più indigesta!

Chiudiamo la puntatona di oggi col nero, il nero slancia, sta bene su tutto e ci aiuta a smaltire gli zuccheri di questi ultimi titoli: “Nero Natale, Nove racconti da brivido”, antologia edita da Einaudi.

Nero Natale” metterà sotto il vostro albero nove racconti esemplari – dal giallo al thriller, dalla commedia nera al grottesco macabro – in cui i doni saranno rappresentati da furti e omicidi, crimini efferati e strani misteri, che renderanno l’attesa ancora piú ricca di suspense. Così racconta la quarta di copertina. Chi ci trovate dentro? Nathaniel Hawthorne, Il banchetto di Natale; Amelia B. Edwards, L’espresso delle 16.15; Robert Louis Stevenson, Markheim; Giovanni Pascoli, Il ceppo; Frank L. Baum, Il rapimento di Babbo Natale; Arthur Conan Doyle, L’avventura del carbonchio azzurro; Saki, I lupi di Cernogratz; Agatha Christie, L’avventura del dolce di Natale e
Howard Phillips Lovecraft, La ricorrenza.

Ok, anche stavolta abbiamo chiuso in bellezza. Leggete quello che vi pare, ma leggete… il “Natale di carta” aiuta a sopportare il Natale!

g.

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Informazioni su Gaia Giramenti

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