“La mia famiglia e altri animali”, tutti a Corfù cuccurucù


“La mia famiglia e altri animali” serve a farsi coraggio: i vostri pranzi in famiglia non possono essere peggiori, datemi retta!

Gerald Durrell continua a spuntare tra i nostri tag, la cosa è inspiegabile ma dobbiamo adeguarci, perché lui compare spesso sul mio comodino e questo vorrà pur dire qualcosa.

Di questo libro troverete recensioni ovunque, è un classico, molti pargoli devono sorbirselo a scuola. Non a caso i siti d’aiuto ai compiti (il copia-incolla è una vera magia!) riportano il riassuntino preciso preciso.

Ok, allora facciamo così, io vi racconto quello che gli altri non dicono.

La famiglia del piccolo Gerry – Durrell si racconta all’età di 10 anni, durante il soggiorno quinquennale a Corfù nella prima metà degli anni ‘50 – è composta da personaggi piuttosto antipatici. Ma come? Durrell non è uno scrittore ironico e spassoso? Si lo è, ma se questo libro è autobiografico, Durrell non può mentire: quindi, dicevamo, i familiari del piccolo Gerry sono insopportabili.

Larry, il maggiore dei quattro fratelli, è all’epoca uno scrittore in erba, con gli anni diventerà davvero uno scrittore – forse il nome Lawrence Durrell vi dirà di più – ma, durante la permanenza a Corfù, è un mix di malcelata superiorità intellettuale e dandismo. Del resto pare che in Grecia, a quei tempi, tutti gli inglesi fossero considerati dei lord dalla popolazione locale: il fratello figo però fa di meglio, lui è l’inglese che si sente superiore anche anche al resto dei suoi connazionali.

Larry, potendo, l’avrei preso a calci fin dalla prima pagina.

Leslie è il fratello con la doppietta sempre carica, Gerry diventerà zoologo ma questo qui ha la caccia nel sangue. Durante tutto il libro accumula selvaggina morta, mentre il più giovane accumula tartarughe in giardino, serpenti nella vasca da bagno e gazze in salotto. Ma che bell’esempio di animalisti!

Gerry frega le uova nei nidi, l’altro va sulla terraferma a caccia di cinghiali; Gerry adotta pesciolini rossi che poi vengono sbranati dalla tartaruga – adottata pure lei – mentre il fratello armato continua a mietere vittime una pagina sì e una no. Una bella banda di sterminatori!

La sorella è Margo – una che ai giorni nostri avrebbe letto Moccia e guardato il Grande Fratello – è una graziosa ex-acneica adolescente che passa le estati a prendere il sole e gli inverni a fare la dieta. A Margo urleresti “sveglia, gallina!” per tutte le 300 pagine del libro.

A tenere assieme questa eterogenea combriccola di pazzi c’è la cara mammina, dedita più ai libri di cucina che al rimettere in carreggiata i figlioli, una che si lascia convincere a cambiare casa alla velocità con cui io cambio avatar su facebook.
Lasciano Londra perché Larry sostiene che il clima inglese non fa bene ai reumi, e partono per Corfù. Lì scovano una bella casetta, ma la devono presto lasciare perché Larry ha invitato qualche amico per le vacanze… qualche? Qualche decina d’artisti di vario calibro, uno più ubriaco dell’altro! Vuoi mandarli all’ostello dei giovani, in sacco a pelo in mezzo ai mirti, in tenda tra gli ulivi? Ma figuriamoci!

“Dai mamma, cambiamo casa!” e finiscono in una villa enorme e cadente. Grande abbastanza per starci tutti, ma troppo grande quando la prozia, vecchia e rompiballe, vorrà andare da loro per i reumi, e stavolta lei i reumi li ha davvero. Ok, si cambia dimora, stavolta va presa più piccola, così la zietta non ci sta ed è costretta a rimanersene a casa. Ma che peccato!

Cambiando casa, si cambia giardino. Ogni giardino ha le sue bestiole da studiare, da spalpazzare, da portare via per essere infilate in una scatola di cartone, in una gabbietta, in un mastello… Oh, Gerry, vuoi lasciare le bestie nel loro habitat, sì o no?

E poi i dintorni, le colline, il mare… pagine e pagine di descrizioni naturalistiche che ti portano ad odiare persino la raccolta differenziata.

I vicini – ma che selvaggi deliziosi! – servizievoli, sempre pronti a offrire compagnia e sostentamento. Un po’ impiccioni forse, ma così carini, così curiosi di sapere come si sta in un posto civile. Ah, l’Inghilterra!

Ma Durrell non è uno scrittore ironico? Non fa un sacco di battute? Certo che sì, le battute ci sono e si riesce anche a ridere, ma i fratelli di Gerry Durrell sono talmente odiosi che la stizza ha sempre il sopravvento sul riso.

Libro consigliato a chi vuole sentirsi il buon colonialista che porta la civiltà in Grecia, a chi ha tempo di far sguazzare lo scrittore in descrizioni particolareggiate di lombrichi e simili, a chi pensa che un classico vada sempre letto.

Sconsigliato a chi va di fretta, a chi ha una famiglia altrettanto insopportabile e a chi – tutto sommato – di Gerald Durrell – può fare a meno.

Nota a margine: terminata la vicenda, Adelphi ci propone un accorato appello che recita: “Ci auguriamo che il vostro interesse per la consacrazione della natura non si dilegui quando voltate pagina. Scriveteci subito e vi diremo come potrete partecipare alla crociata per salvare gli animali dall’estinzione. Per altre informazioni o per l’invio di contributi in denaro scrivete oggi a […]” (seguono indirizzi delle tre Fondazioni animaliste create da Durrell).

Se volevano chiudere in bellezza, non ci sono riusciti.

g.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.
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