Ecchéavraimaidascrivere???

 

Le solite domande: da dove veniamo, dove andiamo, ci sarà posto…

Poi, tra le notizie del meteo e la situazione dei parcheggi in città, salta fuori l’oracolo. È lui, quello che, tra un Martini con l’oliva e un salatino prodotto nelle favelas del Brasile (perché fa figo sostenere le altrui economie durante l’aperitivo) se ne esce con “Scrivo. Scrivo perché non posso farne a meno. È così anche per te, vero?” e sul quel “vero” inghiotte un salatino di traverso, strabuzza gli occhi. Si starà strozzando o avrà visto la Madonna?

Sorseggio il Martini, sputo il nocciolo dell’oliva nei riccioli complessi e complessati di una delle artistucole in cerca d’editore ed esclamo, facendogli finalmente aprire la bocca e sputare il salatino ciancicato, che no, posso smettere quando voglio. Magari potessi dirlo anche delle sigarette, dei sigari, dell’alcool e dell’acquisto compulsivo su ebay!

Scrivo perché mi diverte, lo farò finché mi divertirà, se scoprirò che pettinare le bambole è più divertente… beh, santo cielo, cambierò hobby e attività!

Ma come? E lì i riccioli sfusi di lei e la confezione dei salatini brasiliani hanno un sobbalzo, non scrivi da sempre? Da prima di leggere? Da quando eri nella pancia di mammà?

A parte il fatto che mia madre non ha mai avuto un utero con l’abat-jour, e questo deve avermi fortemente castrata in quei nove mesi, ricordo le garbate astine della prima elementare e il fatto che, a quell’età, le bambole le pettinavo davvero.

Sono arrivata alla scrittura in tarda età, tardissima, poco prima di passare a miglior vita su questo blog. Fino a quel momento me la sono spassata, tra avventurosi viaggi in motoslitta e osservazioni del globo terraqueo dalle migliori terrazze panoramiche, poi mi sono fermata e ho deciso di scrivere. E voi? Voi che sorseggiate Martini al solito pub, cosa avete di bello da raccontare? Le vostre disgrazie durante l’adolescenza? Echissenefrega! Perdonatemi, ma sono ciance in cui siamo incappati tutti, siate originali, e, soprattutto, non parlate di voi. Parlate del mondo e delle sfighe, se vi aggrada, ma non fateci piangere, per quello abbiamo già i canali Rai.

Se volete scrivere un libro e farne un’autobiografia, siate onesti, ditelo fin dalla quarta di copertina… ce ne terremo alla larga.

Informazioni su Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.
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