Isabella Santacroce, una che ne sa…

Proporvi le migliori frasi di Isabella Santacroce è come parlare del Circo Barnum in chiave metafisica. Lo si può fare, certo, ma poi non si sa in quanti avranno la fortuna di intuire la profondità dell’indagine.

Lo confesso, mi piace Isabella Santacroce, adoro il suo essere personaggio. È come Minnie che rinnega la Disney e si dà al bondage, Nonna Papera che sforna torte lisergiche e Candy Candy votata alla conduzione di un bordello. La Santacroce è questo e altro, l’ho capito leggendo i suoi status su Facebook: lei non scrive per raccontare, preferisce ricevere commenti – idilliaci o schifati – di chi la prende sul serio.

Va bene tutto, purché se ne parli. Se le cose stanno così, allora anch’io voglio parlarvi della Santacroce, immaginando che i suoi fans mi metteranno sulla loro lista nera.
Tranquilli, non c’è problema, il nero è un colore che mi dona: s’intona al mio umorismo.

Quindi, senza nulla togliere alla Santacroce, senza nulla aggiungere alle sue opere, ecco una carrellata di “frasi ad effetto” prese sulla pagina Facebook – una delle tante – dedicata all’artista.

Allacciate le cinture, serrate le manette e fate la punta ai tacchi a spillo… si parte!

“La sua amicizia. Il suo modo di guardarla e viverla. Ambiguamente. Assomigliava. All’amore.”

Dalla Santacroce al punto croce il passo è breve: qui i punti saltano fuori come pulci da un cane bagnato che si scrolla senza ritegno. Può piacere – il cane intendo – o infastidire. Dipende dal vostro rapporto con le pulci.

“Sdraiata sull’erba con la bici accanto e un intero universo che le attraversava l’anima.”

Ci siamo sentiti tutti così, specialmente la volta in cui abbiamo bucato. Una lunga strada ghiaiata, il cellulare rimasto a casa, e tutto un universo di santi e beati che ci ha attraversato l’anima e ci ha levato il sacramento della Cresima!

“Tra le mani solo foto. Immortalata contro voglia.”

La mestizia di questa frase mi ha messo i lacrimoni, la sto ascoltando mentre Carmen Consoli gracchia la sua “In bianco e nero”: “Le avrei voluto parlare di me, chiederle almeno il perché…”, già, ma vorrei domandarlo alla Santacroce.

“L’amore è uno specchio che la morte riflette.”

In effetti entrambi non hanno niente di meglio da fare. Ma che burloni!

“La felicità nasce dalla tristezza.”

Una di quelle cose che, sentita di prima mattina, ti mette nel giusto stato d’animo. Poi esci e spari al vicino.

“I misericordiosi si vergognano di disprezzare, e così scelgono di essere misericordiosi.”

Non c’è pace tra gli ulivi! Qui a essere buoni si passa per cattivi poco professionali…

“La notte può finire da un momento all’altro.”

Questo è il ruggito della mia sveglia: dormi finché puoi, la notte – ma tu guarda il caso! – può finire quando meno te lo aspetti. Bip bip biiiiiiiiiiiiip. Slam, manata alla suoneria!

“Vorrei ammaestrare le stelle per deciderne il rientro.”

Ma non basta un buon cane pastore?

“Il passato mi tedia, il presente mi ferisce, ma preferisco essere ferita che tediata, almeno posso difendermi.”

Ed è un po’ quello che tutti pensiamo. Infatti – invece di leggere i libri della Santacroce – noi della redazione preferiamo usarli di taglio: uno sulla crapa dell’altro, a turno, per non annoiarci.

“Desideravo tornare dov’ero. Lo volevo tantissimo.”

Tranquilla, stiamo già facendo la colletta per pagarti il biglietto!

“Poteva essere felice, lo disse piano alle foglie…”

E la mariagiovanna rispose: sono qui apposta!

“Non considerare lontano ciò che può essere raggiunto, anche se in mezzo si pone il tramonto.”

E qui il tramonto si fa di cartongesso, serve il carpentiere! Oppure è solo questione di fretta? Vuoi che non riesca ad aspettare fin verso le 18? Arriva il tramonto. E poi? Che ne so, magari ci facciamo uno spritz! Animo, Isabella, il tramonto non può farci alcun male… è la notte che prima o poi finisce. Ma quello l’avevi già detto, no?

‘”Non uno di loro la comprese, la lasciarono nel suo grande silenzio, tra le braccia di nessuno.”

Oh, povera donna, abbandonata e sola, nemmeno un tramonto a farle compagnia! Non è che i poveretti si sono radunati in seduta plenaria per poter interpretare i tuoi scritti? Vorrai mica pretendere che gli umili mortali ti comprendano al volo?

“Se penso alla mia vita, vedo un movimento senza passi, uno scivolare verso dove mi hanno spinto.”

Mai provato a usare comodi mocassini?

“Frenetica inquietitudine bisognosa di felice quiete.”

E qui ci manca solo la lapide!

“Mi abbandonavo regalandomi, vittima dalla facile resistenza.”

Che è un po’ quello che capita a me quando mi immergo nella vasca, ma non ci scrivo mica un libro!

“Dalla terrazza guardava il blu intenso del mare. Sembrava plastica sciolta.”

L’immaginario santacrocifero è una plastilina di emozioni, lei le plasma con le dita – gliel’hanno insegnato all’asilo – e te le regala… come quegli orrendi “pensierini per la mamma” che la nostra genitrice è stata costretta a esporre sulla mensola del salotto.

“Rimani. Perché l’esistenza è continua mancanza. Mi Manco.”

Lo sentite il fluido? No, voglio dire, la poesia vi è arrivata fin dentro la retina, trapanandovi il cranio per poi lasciarvi un buco nella nuca? Ecco, o vi siete sparati con una 45 o avete finalmente intuito il genio della Santacroce.
Non preoccupatevi, i danni a livello cerebrale sono gli stessi.

“Non ho dormito quella notte. Un torrente nel cervello. Uno scroscio nella mente. Una girandola a ruotarmi nella testa.”

Era la peperonata, credimi.

“Hai il cuore a punta… Mi trapassava il petto a ogni battito.”

Ehm, la patta dei pantaloni è più in basso…

“C’era quella calma che ti massacra. Quando tutto sembra perfetto e invece è una merda.”

Allegra disquisizione sul prepensionamento o un piacevole pomeriggio in un polmone d’acciaio?

“Punti interrogativi nella nebbia.”

Macché, soltanto i cartelli di località in Val Padana, da ottobre a marzo.

“La purezza è una lente di ingrandimento posata sopra la luce.”

È così che i monelli bruciano le formiche…

“I sogni senza amore non sono nulla, i sogni con l’amore sono magia.”

Nemmeno i Baci Perugina arrivano a tanto!

“Così dolce e crudele perdermi anche solo per secondi. Così dolce e crudele. Nel silenzio. Così dolce.”

E poi va in loop!

“Gli violentavo le labbra. Mi spingeva. Rifiutava la mia lingua. Dai forza bastardo. Ti desidero da starci male.”

Scene di sesso tra formichieri.

“Non sapevo se piangere o ridere. Speravo solo d’essere presa a botte. Rinchiusa in una clinica psichiatrica.”

Beh, se proprio vuoi…

“La notte non riuscì a dormire. Nascevano proiezioni dai suoi pensieri.”

So di gente che si è abbonata a Sky per ottenere gli stessi effetti.

“Strinse tra le braccia la disperazione. A quella disperazione accarezzò i capelli. Regalò voce. Raccontò favole.”

Isabella… adotta una Pigotta!

“Inizio a girare per la casa schivando corpi e tacchi a spillo.”

Così impari a subaffittare casa!

“So che mi stai pensando. Da 15 minuti. Da 30 minuti. Mi pensi. Lo sento. Voglio che sia così.”

È vero, è mezzora che scrivo di te. Credo mi fermerò qui: a tutto c’è un limite!

Ecco, questa era Isabella Santacroce nelle migliori interpretazioni di se stessa. Mi è stato riferito che Isabella non ha – tra le tante doti – uno spiccato senso dell’umorismo.
Peccato, forse non apprezzerà questo post. Peccato. Davvero un peccato. Che peccato!

Ops… mi è presa la santacrocite!


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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

13 responses to “Isabella Santacroce, una che ne sa…”

  1. Mario Borghi says :

    Concordo e sottoscrivo ogni singolo pixel. Ti invidio maledettamente per il coraggio che hai avuto. Quando ti leggerà la sua faccia sarà compsta da due -.- negli occhi e un >.<* al posto della bocca.

    (*) Emoticon similbimbominkiale.

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  2. dex says :

    hahahahaahaaa brutta cosa l’nvidia!!!!!

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  3. mozart2006 says :

    “In mezzo si pone il tramonto”… e l’ happy hour. Meglio berci sopra, va….

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  4. Daniele says :

    Signore pietà, sembra di leggere la sua pagina Nonciclopedia, solo che qui è tutto vero, lo confermi?
    Ora mi regalo un bel tour infernale degli altri articoli su Isabella ^_^ (tra l’altro, la sua combo nome-cognome è una figata, che tu sappia si chiama davvero così o è un nome d’arte?)

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    • Gaia Conventi says :

      Isabella è così, fatta così, scrive così. Lei non finge: lei è.
      Io ovviamente ci gioco e ci scherzo ma, tutto sommato, meglio una Santacroce che non si finge altro di un altro che imita la Santacroce.
      Mi fermo, il santacrocismo mi è già entrato nel sangue. 😉

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      • Daniele says :

        Ma si, non è dannosa – se l’italiano avesse una coscienza, obietterebbe – ed è divertente, nulla da ridire. Può fare quello che vuole, e non perché le faccia io questa concessione… ma mi resta sempre il dubbio su come diavolo abbia fatto a farsi pubblicare da Feltrinelli… forse sono troppo ynvidiohso, dovrei diventare una persona migliore!

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        • Gaia Conventi says :

          Guarda, hai fatto bene a dirlo: è tutta invidia.
          Tu sei invidioso, io sono invidiosa. Sono addirittura invidiosa di te che sei invidioso: vorrei surclassarti nell’invidia.
          Lo diciamo e azzeriamo la carica esplosiva dei commentatori anonimi. 😀

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