Joe R. Lansdale, “Bad Chili”

Durante le Festività, mentre qualcuno sgranava rosari e altri mangiavano panettoni, io mi sono cuccata “Bad chili” di Lansdale. Uno di quei libri che ti mettono in pace col Natale, della serie “ho già dato, grazie, adesso lasciatemi cattiva e contenta!”.

Trama e recensioni su aNobii: Un’altra fantasmagorica avventura della più strampalata coppia di detective mai inventata: Hap Collins e Leonard Rine.
Dopo mesi di lavoro sulla piattaforma petrolifera, Hap Collins è tornato a casa, a LaBorde, determinato a cambiare vita.
Arrivato in città, riceve i festeggiamenti appuntiti di uno scoiattolo rabbioso e deve consegnarsi a severe cure mediche. L’amico Leonard Rine, invece, è intristito per la fine della sua relazione con l’amato Raul.
I guai veri e propri cominciano subito dopo. Un biker locale, soprannominato Cazzo-di-Cavallo, è trovato morto e Leonard pare coinvolto nell’omicidio. Tanto per smentirsi, gli sbirri brancolano nel buio. Per aiutare l’amico, Hap non solo infrange la legge, la calpesta brutalmente. Tutto questo mentre perde la testa per Brett Sawyer, un’infermiera con un passato da dimenticare e due bellissime gambe, e i cadaveri continuano a saltar fuori nei posti più impensati. Infine, ci sarebbe da chiarire la posizione di King Arthur, il re del chili, che pare coinvolto in un mare di attività, lecite o illecite. Se poi a qualcuno venisse in mente che in una storia del genere manca solo un tornado da Guinness dei primati, be’, gli diremmo che è sulla buona strada. Già, perché qui non siamo in una delle tante e pallide province dell’impero, qui siamo nel Texas, dove le cose se possono accadere accadono.
Il Texas che, come afferma Lansdale, «è uno stato d’animo, o più semplicemente, il luogo ideale per un romanzo».

Il volume l’ho acquistato usato, probabilmente è stato scartato dal suo precedente proprietario dopo una veloce lettura… non credo sia andato oltre le prime dieci pagine. L’interno è intonso, la copertina, invece, racconta di spostamenti da una mensola all’altra. Questo mi porta a presumere che prima di approdare sul mio comodino sia caduto nelle mani sbagliate: forse è stato regalato ad un cresimando, o magari a qualche perbenista che si è fatto venire l’ulcera al primo capitolo.

Cosa c’è che non va in questo libro? Oh, beh, secondo me niente, ma immagino che non tutti siano disposti a leggere dialoghi altamente censurabili, situazioni crude al limite del grottesco e una sfilza ininterrotta che va dal “frogio” al “baco del cubo” passando per video-torture e scazzottate, calibro 12 spianati ad ogni chiaro di luna e rapporti malsani e deliranti. Insomma, il catalogo è di quelli che il vostro consulente spirituale vi sconsiglierebbe, io no.

Questo libro è assolutamente godibile, si ride, ci si schifa, si legge di gente che parla come di solito parla la gente: l’unica finzione è quella letteraria, ma è talmente imbottita di eventi assurdi che alla fine ci credete volentieri e vi chiedete come ha fatto il traduttore ad arrivare alla fine del libro senza poi sfoggiare un lessico da cavernicolo!

Ah, già, la traduzione è di Alfredo Colitto, che ha saputo rendere magistralmente la cattiveria e l’aggressione verbale di Lansdale. Dev’essere stato un bel trip anche per lui!


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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

7 responses to “Joe R. Lansdale, “Bad Chili””

  1. Vittorio Fioravanti says :

    Una recensione così densa ed esaustiva …che è come se l’avessi letto. Il libro usato. Sai mostrarne pregi e difetti, e sopra tutto il sapore del gusto, e quasi l’odore. Se poi il linguaggio è quello che è, siamo a posto.
    Ho invece voglia di leggere i tuoi racconti, Gaia, Da come scrivi, e il tono ironico che usi geniale …sono più che sicuro – direi certo – che mi piaceranno. Ho finito.

    Vittorio Fioravanti
    Caracas

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  2. Silvia says :

    Secondo libro che leggo della serie su Hap e Leonard, anche questo mi è piaciuto un sacco!

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  3. Silvia says :

    Questa volta seguo l’ordine cronologico e vado con Rumble Tumble ! 🙂
    L’inizio di Bad Chili è stato davvero scoppiettante e divertentissimo …
    Frase che mi è rimasta:
    Ehi, merdina…
    Cosa? – dissi.
    -Non tu,- ……..
    (E questo, visto cìò che mi rimane impresso… da l’idea della mia strepitosa intelligenza 🙂 )

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