Esercizi di stile: 99 modi di raccontare la stessa storia

“Esercizi di stile” di Raymond Queneau. Introduzione e traduzione di Umberto Eco. Nuova edizione a cura di Stefano Bartezzaghi.

Una scena banale – un autobus affollato, un tale che si lamenta per una spinta ricevuta, lo stesso tale che occupa un posto libero e, due ore dopo, ancora lui in compagnia di un amico che gli suggerisce d’aggiungere un bottone al soprabito – diventa l’occasione per fare, appunto, esercizi di stile.

La mia edizione è nuova, intonsa, bellissima: Einaudi 2008, curata da Stefano Bartezzaghi. La traduzione e l’introduzione sono di Umberto Eco. Insomma, tre mostri sacri messi assieme al modico costo di dodici euro e mezzo. Si può fare! L’esclamazione va urlata, il film ovviamente è “Frankenstein Junior”.

E come accidenti la si fa una recensione a un libro così?

Neutra
Un classico, lo si legge per dovere o per piacere. Lettura simpatica ben introdotta da Umberto Eco e accuratamente spiegata da Stefano Bartezzaghi.

Entusiasta
Un libro meraviglioso, da leggere e rileggere! Una lettura incredibilmente divertente e intelligente che la traduzione di Eco ha reso al meglio. Mirabile la postfazione di Bartezzaghi.

Tentennante
Ehm, sì ok, è un bel libro. Forse non ho capito tutte le 99 varianti, ma nel complesso l’ho trovato scorrevole. Ecco, magari l’introduzione di Umberto Eco è un tantino pesante, ma chi sono io per dirlo? Bartezzaghi cerca di spiegare cosa c’è dietro questo testo, lo fa bene, per carità, ma non sono riuscita a capire granché.

Precisino
Ho letto questo libro in due nottate consecutive – erano un lunedì e un martedì – e ho impiegato all’incirca sei ore per andare da pagina uno a pagina trecentodiciannove, indice compreso. La traduzione di Umberto Eco non è letterale ma assai letteraria, ben riadattata per un pubblico di lingua italiana. Questa edizione – uscita per Einaudi nel 2008 e da me acquistata per la modica somma di dodici euro e cinquanta, pagando con carta di credito, alla libreria MelBook di Ferrara nel febbraio 2011 – è stata curata da Stefano Bartezzaghi, da me letto in diverse occasioni e sempre apprezzato per il suo acume. Una lettura appagante per la sua scorrevolezza – impossibile per me soffermarmi a lungo sulla versione a fronte, in francese, a causa della mia scarsa propensione alle lingue straniere – adatta a diversi fruitori.

Conversando

Allora, ti è piaciuto questo libro?

Sì, certo.

Ma perché?

Beh, per prima cosa l’edizione è curata da Stefano Bartezzaghi.

Ma Bartezzaghi Bartezzaghi?

No, il figlio.

E poi?

E poi il libro è tradotto da Umberto Eco.

Eco Eco?

Sì, lui, quello de “Il nome della rosa”.

Ah, bene, ma cosa c’è di interessante in questo libro?

E’ la stessa storiella raccontata in 99 maniere diverse.

Divertente?

Sì, molto.

Chissà quanto pensare e rimaneggiare ha fatto il povero Queneau per tirare fuori questo gioiello, eh?

Ah, sì, davvero, la prima edizione è del ‘47, poi Quenau ha continuato a rimaneggiarlo. Figurati che in una parte del libro l’autore consiglia molti altri possibili esercizi di stile!

Ma dai, non mi dire!

 

Ecco, la recensione – vagamente cialtrona – di “Esercizi di stile” di Raymond Queneau.
Avrei potuto tediarvi in 99 maniere diverse, mi sono fermata a 5. Spero me ne sarete grati.

 

g.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

10 responses to “Esercizi di stile: 99 modi di raccontare la stessa storia”

  1. danzanelfuoco says :

    Io ho dovuto leggere per la scuola in “Perchè leggere i classici” un saggio di Calvino su Queneau. Mi è sembrato solo un gran furbo. Esercizi di stile, ovvero come ripetere 99 volte la stessa storia. Cento mila miliardi di poemi, ovvero come rimescolando gli stessi 10 versi in combinazioni differenti ottenere Cento mila miliardi di poesie che dicono tutte la stessa cosa!

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  2. Perennemente Sloggata says :

    io lo imporrei a scuola interpreti e traduttori come libro di testo fondamentale. indipendentemente dalla lingua.
    la mia prof di lingua e linguistica francese ci fece corsi originali e particolari sulla lingua francese, genericamente e banalmente definibile con ‘scrittura creativa’.
    ma quest’opera meravigliosa la scoprii grazie ad un coinquilino, dottorando o post doc in fisica alla sissa (centro di eccellenza), che di cose ne sapeva a pacchi. recitava la mitologia germanica con pathos, degno di un teatro. fin quando non mi tirò fuori ‘sto libretto e mi lesse alcune delle versioni italiane di eco. me ne innamorai subito.

    comunque, questa tua recensione è degna di quest’opera magnifica, complimenti per fantasia ed originalità (e bravura), Gaia.

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  3. ilcomizietto says :

    Esercizi di stile ce lo lesse il prof di italiano il primo o secondo anno di liceo. Ce lo lesse in classe e ricordo che risi tanto da avere le lacrime agli occhi. La tua recensione non poteva essere migliore. Complimenti!

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