Il cimitero dei folli… roba da matti!

ok7awsd

Più leggero di “Fahrenheit 451” – più cupo sarebbe stato impossibile – e marziano quanto le “Cronache Marziane”, ma senza andare su Marte.

“Il cimitero dei folli” di Ray Bradbury è un cine-libro: i richiami alla Hollywood dei tempi d’oro, gli schiamazzi del mondo della celluloide, omicidi a go go e tanto, tanto alcol.

Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

Questo libro potrebbe anche avere una trama moscia e sarebbe comunque esilarante. Potrebbe avere dei personaggi poco interessanti ed essere comunque apprezzato per lo stile con cui è stato scritto. Già, potrebbe.
Invece la trama tiene, i personaggi sono assolutamente godibili, così come i dialoghi. Insomma, gli manca solo la parola!

Un noir atipico, scritto così bene, ma così bene…

Su ibs un lettore lascia questo commento:

Un libro entusiasmante ed esaltante. E’ necessario leggerlo DOPO “La morte è un affare solitario” (oppure “Morte a Venice”), perché ne e’ il seguito. Lo si trova anche col titolo “La follia è una bara di cristallo”. Quindi la caratterizzazione dei personaggi si trova nel primo libro della trilogia, di cui il terzo capitolo (“Constance contro tutti”) è il meno riuscito. Ovviamente il primo libro non fa parte della stessa collana Mondadori, per cui non è scritto da nessuna parte che si tratta di un’appassionante trilogia, tra le migliori opere di Bradbury. C’è qualche punto un po’ fragile nella trama (che non posso menzionare per chi non ha letto il libro), ma nel complesso è un intrigo noir veramente appassionante. Personaggi simpatici. Purtroppo la mia favorita (Constance Rattigan) e’ un po’ ai margini della storia. E’ un libro “in bianco e nero” per l’atmosfera. Molto cinematografico. Splendido. Ovviamente, essendo un ottimo romanzo, è difficilissimo reperirlo.

Naturalmente io le trilogie le inizio a casaccio, succede sempre così. Nonostante tutto “Il cimitero dei folli” – ristampa Mondadori del 2010 – è proprio un bel leggere.

(Traduzione di Andrea Terzi).

Tag:, , ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: