Il tramista ai blocchi di partenza

I tramisti hanno spesso dubbi che richiedono un fraterno intervento della scure di Giramenti. Ovviamente non ci stiamo inventando niente, il copia-incolla è fedele, vi basta googlare.

Vorrei scrivere un libro! Entrateee!?

Certo, entro direttamente nel libro… adoro fare sgambetti poco sportivi fin dalle prime pagine.

Allora, vorrei scrivere un libro, come avrete già capito.

Sì, tesoro, ho compreso il dramma.

Quello che vorrei chiedervi è “come faccio a far diventare il mio libro, dopo averlo scritto, un libro?”

Ehm, no, sono stata precipitosa, temo di non aver compreso.

Forse mi prenderete per una scema,

Ma no, non dire così, è colpa mia, sono tonta.

ma quello che non so fare è come, ad esempio, si fanno le pagine formato più piccolo,

E perché dovresti rimpicciolire le pagine?

come si fa la copertina,

Col cartoncino Bristol?

come si scrive sulla copertina la trama dietro e il titolo davanti.

In italiano? A computer? A caratteri mobili?

Devo inviarlo a una casa editrice?

Aspetta, temo che qui si faccia un po’ di confusione. Un conto è l’autopubblicazione e il tipografo, un altro è un editore (magari non a pagamento).

Calcolando che per piacere personale puoi stamparti il libro in casa, con la tua bella stampantina, allora butta word, apri openoffice e fai quello che devi fare. Un bel formato A5, comodo, poi pigli dal tuo album delle vacanze una bella foto e la spiaccichi sulla copertina. Ecco fatto, probabilmente ti sei fottuta la cartuccia colore, ma mi risulta non costi 1800 euro.
Funziona alla stessa maniera anche per l’autopubblicazione e la tipografia, ma la prima è a mio modesto avviso, eh? una spesa contenuta per potersi fregiare del titolo d’autore su facebook, mentre il tipografo fa comodo per stampare la tesi di laurea.

L’editore serio, ché a pagamento la definizione migliore è “stampatore per allocchi” chiede solo un manoscritto ben fatto; non mandare frizzi e lazzi, non scrivere in caratteri bimbominkieski e gli editor te ne saranno grati. Se il tuo lavoro è degno di un investimento gli editori non sono mecenati o se fai parte del bel mondo e ora tutti a dire che “ma no, è soltanto questione di merito!” può essere che tu possa trovare il tuo libro sugli scaffali tra tot mesi.

Mi spiegate un pò tutto? Non so davvero da dove iniziare.

Devo iniziare dall’insegnarti a scrivere po’ in maniera corretta o a quello puoi ovviare in solitudine?

Risposte serie! Grazie in anticipo per chi risponderà.
Un bacio 🙂

La mia risposta era questa qui, potrebbe non piacere, ma rimane questa.
L’autopubblicazione mi pare una scorciatoia che non porta a nulla, si può scrivere online a costo zero raggiungendo un gran numero di persone (il trucco sta nell’avere qualcosa da dire e nel saperlo scrivere). Il tipografo è comodo, veloce, gli dai pure del tu… ma la tua stampante di casa fa la stessa cosa, e puoi dare del tu anche a lei.
L’editore è la soluzione migliore. Si inizia mandando manoscritti alle piccole case editrici, per passare a quelle poco più grandi, con un gran culo si può andare oltre.
Ovviamente non nascondiamocelo contano i buoni contatti, ma su questo non posso aiutarti, è un’arte in cui serve abbondante salivazione… e io ne sono sprovvista.

g.

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Informazioni su Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

2 risposte a “Il tramista ai blocchi di partenza”

  1. Mario Borghi dice :

    Come quel tipo che voleva sapere come si diventa papa ma non era nemmeno ancora prete.

    "Mi piace"

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