Gerald Durrell, “L’anniversario dell’arca”: era già tutto previsto…

Gerald Durrell l’aveva detto già a sei anni, eppure nessuno gli aveva dato credito: “Un giorno avrò il mio zoo” La mia famiglia e altri animali, QUI , che detto da un bambino suona un po’ come “da grande farò l’astronauta”. Ovviamente c’è chi arriva sulla luna ma c’è anche chi lo zoo lo costruisce davvero, ma mica uno di quei postacci dove andare a vedere gli animali in vetrina! No, assolutamente, perché lo zoo di Jersey qui c’è il sito è nato per aiutare la fauna in via d’estinzione: la si porta a Jersey e la si fa riprodurre in cattività. In seguito si spartisce la prole in altri zoo che abbiano le stesse modalità d’approccio alla questione per essere certi d’avere più ceppi e poi, dopo aver cercato, trovato e/o reso adatto l’ambiente di provenienza al reinserimento della fauna, si riporta parte della figliolanza da dove si erano presi nonni e bisnonni.

Si liberano gli animaletti in una zona controllata, ci si accerta che quelli nati in cattività si riabituino a cercare il cibo e non ad attendere la ciotola piena! –, si constata che la riproduzione delle bestiole avvenga con continuità e finalmente si stappa lo champagne!

Detta così sembra una passeggiata, ma in tutti questi anni la Fondazione di Durrell ne ha viste di cotte e di crude, raccontate con ironia da Gerald Durrell in “L’anniversario dell’arca” del 1990, la mia edizione è della Longanesi ed è datata 1992, acquistata usata che non nasconde il fatto d’essere riuscito a creare tutto questo proprio grazie ai suoi libri. Così ha potuto pagare il debito fatto per aprire lo zoo di Jersey e per continuare a pagare le rate del mutuo finché non è riuscito a scovare munifici amici disposti ad aiutare la Fondazione. I libri gli sono serviti anche per approcciare persone influenti serve sempre un nome noto per inaugurare un nuovo progetto! e per far conoscere al grande pubblico questa innovativa idea di zoo.

Con Durrell le eccentriche avventure sono all’ordine del giorno e se l’avete seguito nei libri precedenti, in questo tirerete le somme: quanto di quello che Gerald sognava da bambino si è poi realizzato? Beh, direi tutto, ma forse persino più di quanto avesse sperato.
Ora sull’isola di Jersey c’è persino un’università a cui si accede con borsa di studio per preparare i futuri zoologi di varie parti del mondo a riaccogliere a casa gli animali riprodotti in cattività. Lo zoo di Durrell ha sedi anche in Canada e America, e numerosi “zoo amici” in tutta Europa che collaborano affinché il sogno di Gerald abbia un seguito.

Direi che è un libro da leggere, pieno d’animali curiosi e sconosciuti, ricco di spunti per una sana risata, con qualche battuta caustica rivolta agli uomini alla politica, alle scartoffie… che spesso scordano d’essere stati i cattivi soggetti che hanno messo una specie in pericolo… e fanno di tutto per lavarsene le mani.

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About Gaia Conventi

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