Personaggi: Agatha Christie

Agatha Mary Clarissa Miller – Agatha Chistie per gli amici – nasce nel 1890 in quel di Torquay, nel Devon. Di mamma inglese e papà americano, da buona britannica non si sogna mai di chiedere la cittadinanza statunitense, si sappia!

Papino  – Fred Miller, agente di cambio – muore presto e non risalta particolarmente per amore paterno. Non per fare gossip d’annata, ma si dice che papà non fosse poi un granché, a casa lo si vedeva poco, era sempre a giocare a cricket, a carte… insomma, una gran pippa.

La nostra Agatha campa in una tranquilla famiglia borghese, così tranquilla che mandare la piccoletta a scuola sarebbe farle un dispetto. Alla sua istruzione ci pensa mammina – una signora romantica e un tantino folle – e la nonna, a cui pare Agatha si sia poi ispirata per il personaggio di Miss Marple (la nonnina deve essere stata un soggetto notevole!).

Agatha ha due fratelli: Marjorie – detta Madge – che si sposa alla svelta e va a vivere a New York, e Louis che parte militare in India.
In gioventù Agatha scrive qualche biografia romanzata, alcune poesie e dei romanzetti rosa con lo pseudonimo di  Mary Westmacott, ma il successo non arriva. Pensa che ti ripensa, decide di intraprendere una nuova strada: il canto.

A sedici anni convince la famiglia a mandarla a perfezionare gli studi musicali a Parigi, ma pare non sia tagliata per la carriera lirica – per nostra fortuna. Dopo due anni torna a casa con le pive in saccoccia e in quel mentre  – durante un ballo della buona società – conosce Archibald Christie, colonnello della Royal Flying Corps, con cui si fidanza.

Durante la prima guerra mondiale la nostra Agatha non se ne resta con le mani in mano, lavora come assistente nel dispensario dell’ospedale di Torquay e proprio lì impara un sacco di cose utili sui veleni e i medicinali. Tutta roba che le torna buona quando sua sorella Madge la sfida a scrivere una detective story vagamente decente. Il manoscritto – “Poirot a Styles Court” – gira quattro anni prima di trovare un editore, ma tu pensa!

Nel 1914, la Vigilia di Natale, sposa Archibald e nel 1919 mette al mondo Rosalind, la sua unica figlia. Sembra che mamma e figlia non siano mai andate molto d’accordo.

Mentre la guerra fa un casino bestia, lei è intenta a scrivere “Poirot a Styles Court”, che sarà pubblicato nel ‘20. Pare che proprio i libri gialli, abbandonati in ospedale dai degenti rispediti al fronte, le abbiano dato diverse idee per il suo fortunato personaggio seriale: il belga dalle cellule grigie sempre in movimento.

Grazie a un finanziamento del British Museum, nel 1923 Agatha parte col marito per un viaggio intorno al mondo. E’ anche l’anno in cui firma il contratto con la rivista “Sketch” per dodici romanzi con Poirot come protagonista. In quegli tempi pare che Agatha sia diventata una provetta surfista (vedi l’articolo su Finzioni Magazine).

Nel 1926 le succedono due patatrac: muore mammina e Archibald chiede il divorzio, glielo spiaccica in faccia durante i festeggiamenti per il settimo compleanno della piccola Rosalind… che classe! Si racconta comunque che già le cose tra i coniugi non fossero idilliache, Agatha Christie si è sempre data la colpa d’aver fatto conoscere il gioco del golf al marito, e da quel momento lui l’ha scambiata volentieri per mazze e palline. Ah, no, lui non la molla per il golf, sia chiaro, la pianta per la segretaria.

Alla richiesta di divorzio, Agatha scompare per una decina di giorni, pare in preda all’amnesia o forse voleva solo farsi i cazzi suoi, e la ritrovano in un albergo della località termale di Harrogate: lì si è registrata col nome dell’amante del marito, ma tu pensa che burlona! Si sospetta volesse fingere il proprio omicidio – e occultamento di cadavere – per far ricadere ogni colpa sull’ex marito. Sì, insomma, la signora era un tantino uscita di senno. Nemmeno nella sua autobiografia – uscita postuma – decide di spiegarci cosa accidenti le passava per la testa in quel momento. Nel ‘26 la sua scomparsa fa scalpore e lei finisce sulle prime pagine di molti giornali. Che figura!

Per ripigliarsi dalla sua morte – non avvenuta – e dalla figura di merda rimediata nella buona società britannica, parte per le Canarie con la piccola Rosalind. Dopo il divorzio dal marito mantiene comunque il cognome Christie, ché ormai è sulla piazza con quello lì e i lettori potrebbero rimanerci male.
Passa qualche anno a vivacchiare e scribacchiare robetta, finché un viaggio in treno verso Bagdad non le dà l’intuizione giusta per quel capolavoro che tutti conosciamo come “Assassinio sull’Orient Express”.
Ma quello deve proprio essere un viaggio fortunato, visto che incontra pure l’archeologo Max Mallowan, suo futuro marito.

Lui è parecchio più giovane della consorte, sì, ecco, non per farmi gli affaracci loro, ma lei è del 1890 e lui del 1906. Un po’ come Demi Moore e il babymarito, se mi passate il confronto.
Per far coincidere il lavoro di lui e la scrittura di lei, i due passano l’inverno in Medio Oriente – tra scavi archeologici – e l’estate a Torquay. Tutto sommato una vita passabile.

Una notiziola per curiosi: la stanza in cui Agatha ha alloggiato – al Pera Palace di Istanbul – durante quel viaggio in Oriente, ora è stata trasformata in un piccolo museo.

Nel 1947 la regina Mary, per festeggiare l’ottantesimo compleanno, le chiede in regalo una commedia, la Chistie elabora un vecchio racconto – “Tre topolini ciechi” – e ne esce fuori “Trappola per topi”… e la regina va in brodo di giuggiole.

“Trappola per topi” viene ininterrottamente proposto a Londra dal 1952, la signora del giallo ha scritto altri diciassette lavori teatrali, tra questi anche “Sipario”, dove muore Hercule Poirot (un anno prima della sua mammina letteraria). Quando chiedevano a zia Agatha il segreto del successo di “Trappola per topi”, lei rispondeva così: “E’ il tipo di commedia alla quale si può portare chiunque. Non è proprio un dramma, non è proprio uno spettacolo dell’orrore, non è proprio una commedia brillante, ma ha qualcosa di tutte e tre e così accontenta la gente dai gusti più disparati”.

Nel 1971 diventa Dama dell’Impero Britannico, ma nel frattempo ha raccolto premi di ogni genere, è stata pubblicata ovunque, tradotta in qualunque lingua e ha venduto tanti di quei libri…

Per la bibliografia di zia Agatha vi rimando a Wikipedia.

La nostra Agatha ci lascia il 12 gennaio del ‘76, due anni dopo il marito la segue, anche nella tomba, nel senso che riposano assieme e chissà cosa si raccontano di bello.
Winston Churchill disse che Agatha Christie, dopo Lucrezia Borgia, era la donna ad aver vissuto per più tempo in compagnia del crimine. Immagino ci si sia trovata benissimo.

Ovviamente la biografia di Giramenti non è completa e nemmeno accurata, prendetela come un assaggio!

Un’ultima curiosità da segnalare: “Nel Devonshire con Miss Marple”, l’articolo è QUI.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 responses to “Personaggi: Agatha Christie”

  1. orastoleggendo says :

    Ottimo articolo! Grazie per il follow 🙂

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