“Faccia di sale” di Eraldo Baldini

 

Eraldo Baldini mi piace – non sempre ma molto spesso –, mi piace quando mette su la faccia noir e inizia ad ammazzare gente tra l’aria salmastra e i miasmi delle paludi. Mi piace spesso, non sempre – non qui, toh! – , a volte mi piace parecchio ma ci trovo qualche pecca.

Ma dai! Io che trovo una pecca in un libro! Incredibile!

Già, adesso che abbiamo fatto la battuta, possiamo andare avanti. Faccia di sale parla del trasloco dalla Città Vecchia alla Città Nuova, gli abitanti scappano da quella vecchia perché è impaludata marcia, c’è puzza, si campa da schifo. La tirano giù a mazzate, casa per casa, portano via i mattoni e ricostruiscono fronte mare. Siamo nel 1699 e qui scatta un piccolo problema: la gente parla come ne Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni, o come mio zio Calogero guardando la finale dell’82 e tifando Italia. Vediamo un po’…

«Che fine ha fatto la zi’ Pachina?» gli chiedo.
«È nei guai.»
«Cioè?»
«L’hanno arrestata […].»

(Faccia di sale, pagina 118).

«Per qualsiasi cosa chiedete pure a me. Buona permanenza».

(Da Il mercante di libri maledetti, il dialogo è riportato nella strepitosa recensione di Gianni Falconieri su La foresta dei sussurri).

Il libro di Baldini è ambientato, come dicevamo, nel 1699. C’è di mezzo anche l’ultimo dell’anno, con tanto di festeggiamenti, e si arriva al 1700. Bello pieno.
Il romanzo di Simoni lo si vorrebbe ambientare nel 1205 o giù di lì. Nel primo spunta fuori un cioè piuttosto grindolo, nell’altro esempio sembra d’avere davanti un albergatore di Montecatini Terme l’estate scorsa.

Sembra anche a voi?

A parte questa pecca – nel libro di Baldini, le pecche del libro di Simoni le abbiamo già cantate in coro (qui) –, Faccia di sale è una bella storia: il buono diventa cattivo perché il cattivo lo vuole morto. E chi non s’incazzerebbe, eh? Nella Città Vecchia ormai demolita, sventrata, scomparsa, resta in piedi solo la cattedrale. Diventerà tana e rifugio del nostro ex buono ora cattivo. La zi’ Pachina, la siora del dialogo là sopra, è la fattucchiera che gli farà da medico, da psicologo, gli farà la spesa e il bucato. Insomma, è un libro che vi consiglio di leggere, ma, prima di lasciarvi, vorrei parlarvi di un altro dubbio che non mi lascia in pace.

In Faccia di sale si parla di saline – ma non mi dire! – e il nostro ex buono ora cattivo a pagina 112 racconta: «Conosco bene i comandi della chiusa, li ho visti manovrare tante volte e sempre con l’attenta curiosità di capire come funzionassero», difatti il tale decide di fare un casino, anche se «Non so che cosa succederà, forse né la marea né il vento saranno in grado di fare danni, ma non è questo che mi interessa. Volevo aprire e ho aperto, ecco tutto». Invece io sono curiosa e vorrei sapere se la cosa è servita a fare un bel disastro. Leggi e leggi, mica ne ho trovato più notizia. Mi sarà sfuggita la conclusione di questa marachella? Certo lui voleva solo aprire, ma io sono pignola come un serial killer. E la chiusa? Niente, la faccenda è chiusa.

 

Ma, visto che ci siamo, lasciatemi spendere due parole su Tre mani nel buio, sempre di Baldini. C’è un sassolino che non mi sono mai tolta e forse questa è la volta buona.

Nel primo racconto – Una caldissima estate – si parla di Lagonegro, un posticino ameno che sta «vicino a Goro» (pagina 17). Lagonegro è fatto così: «Le case, vecchie, basse e non belle, hanno un’aria di estraneità rispetto a ciò che le circonda, sembrano fuori posto in quel mare di canne rugginose e polverose, in quel dedalo di canali e acquitrini, di argini e di macchie di vegetazione allo stesso tempo stentata e padrona». (Pagina 26).
Tanto per chiarire, Lagonegro non esiste, non dalle mie parti. Lagonegro, nel libro, sta idealmente vicino a Goro – che esiste, ci sono nata – e a pagina 97 i birbanti di Lagonegro vengono definiti «goresi». Può essere che la cosa sia sfuggita a Baldini e all’editor, ma a Lagonegro ci stanno – ci starebbero se esistesse, o se fosse un bel posto – i lagonegresi, i lagonegrini… Perché, non solo i goresi stanno invece a Goro, ma Goro non è nemmeno fatto in quella maniera: non abbiamo i canali, le canne palustri le devi scovare di proposito, magari andando al faro, sull’Isola dell’Amore. I canali sono a Comacchio, ad Adria. A Goro no, niente di simile.
Qualche mio compaesano mi aveva fatto presente questa piccola stortura e mi aveva detto di chiedere a Baldini se avesse mai visto Goro.

Credo che qualcuno se la sia un po’ presa, ma chi poteva mai immaginare che Tre mani nel buio sarebbe arrivato in mano a dei lettori goresi?

Tag:, , , , ,

Informazioni su Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 risposte a ““Faccia di sale” di Eraldo Baldini”

  1. Eraldo Baldini dice :

    Ciao Gaia. Sai che mi piace quello che scrivi, e io apprezzo le critiche sempre e comunque, per cui intervengo solo per una piccola precisazione in merito al fatto che l’espressione “cioè”, che hai trovato nel mio “Faccia di sale”, non sarebbe congrua nel parlato del periodo, cioè 1699-1700.
    Chi, come me, ha un passato di storico e antropologo in realtà sa che “cioè”, a quell’epoca, si usava, eccome, e si usava da secoli. Basta guardare semplicemnte in un dizionario di larga diffusione come lo Zingarelli, in cui si trova che, anche a livello scritto, il “cioè” è registrato fin dal 1249.
    Al di là di questo, quando si ambienta un testo narrativo, quindi non di filologia, ma di “fiction”, nel passato, non sempre si possono far parlare i personaggi come realmente parlavano all’epoca, altrimenti il tutto risulterebbe illeggibile. In questo caso, però, non ho doivuto adottare cambiamenti e accorgimenti.
    Tutto qui.
    Ciao e grazie dell’attenzione.
    Eraldo

    "Mi piace"

    • Gaia Conventi dice :

      Giramenti è lietissimo d’accoglierti tra i commentatori, segno che i blog a volte risultano utili.
      Ho sempre bandito il “cioè” – memore di un pessimo giornalino per teenager, ma su Giramenti li chiamiamo bimbiminkia -, ma ora che ne so di più, smetterò di guardarlo in cagnesco.

      Ciao Eraldo, grazie mille, io ti leggo e tu mi leggi.
      Certo dovrei pagarti da bere per questo… rimedierò alla prima occasione.

      "Mi piace"

  2. Rosalba dice :

    Baldini ,mi piaci ma….sono di Goro e un pochino me la sono presa!

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: