“Breve storia dei trattori in lingua ucraina” di Marina Lewycka

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Un titolo così non poteva sfuggirmi, Breve storia dei trattori in lingua ucraina – Piccola Biblioteca Mondadori con traduzione di Luigi Maria Sponzilli (la mia edizione è del 2010) – si fa apprezzare per un motivo ai limiti dell’assurdo: tra i protagonisti beccarne uno simpatico – che sia della squadra dei buoni o dei cattivi è uguale – risulta difficile.
Si va dalla brava figliola – corretta, buonista, quella che gli immigrati… oh, poverini! – alla cattiva sorella maggiore – divorziata, attaccata al soldo come una tellina allo scoglio –, dal papà ottuagenario rimasto vedovo – geniale e completamente scemo, e mica per l’età! – alla tostissima ucraina dalle tette enormi intenzionata a sposare lui, avere la cittadinanza… sperando che il vecchiaccio finisca nella tomba in tempi brevi.

Potrebbe essere una storia divertente – lo è – o un distillato di cattiverie gratuite – idem –, un racconto esilarante condito dai malanni degli emigrati ucraini sfuggiti ai russi, ai tedeschi, alla fame, alla guerra. Sopravvissuti a tutto e sopravviventi alla condizione post bellica… ma con l’Ucraina nel cuore. Paese che forse è esistito per qualche breve attimo nella loro fanciullezza, o che si sono dovuti inventare nei campi di prigionia, per sopravvivere.

Eccola lì! Per il vedovo ringalluzzito la bellezza del cielo blu e dei campi di grano – la bandiera ucraina è piuttosto ottimista – si è trasformata in Valentina: trentenne, due tette che fanno provincia, un inglese un po’ stralunato, un figlio più stralunato del suo inglese.

Valentina la si vorrebbe abbattere nelle prime dieci pagine, poi si pensa che sotterrare paparino in cortile sia meglio, ma in fondo anche le due figlie del rincoglionito non sono mica tanto simpatiche… sai che facciamo? Li salviamo tutti, nonostante i loro tic e le loro cattiverie – grandi e piccole – perché ognuno di loro ha buoni motivi per essere così. E se la gente ha un motivo per essere stronza, allora questo è un libro che fa ridere… e poi ti fa pensare.

Se sapete ridere dei mali del mondo, allora cuccatevi ‘sto libro. Lo consiglia Giramenti, che non spende mai complimenti a vuoto.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

6 responses to ““Breve storia dei trattori in lingua ucraina” di Marina Lewycka”

  1. tigli&gelsominO says :

    me lo presti???? io mi sento cattivissima e sono prossima alle ferie!!!

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