Agente letterario: il pericolo è il mio mestiere!

Credevate fosse un lavoro tranquillo? Macché! A rifiutare manoscritti c’è da lasciarci la vita.

La siora Pam van Hylckama Vlieg – ditelo tre volte di seguito e vi regalo una bambolina –, famosa blogger ammeregana e agente letterario per la Larsen Pomada – non è un farmaco, state tranquilli –, ha fatto lo sbaglio di rifiutare il manoscritto di uno psicolabile. Uno dei tanti, il mondo è pieno di matti che scrivono.

Ora, non so dirvi se la siora si fosse accorta della pericolosità del tizio – la lettera d’accompagnamento di un manoscritto non include i risultati del test di Rorschach –, fatto sta che il tizio inizia a tampinarla via mail. E chissà che complimenti! Sarà stato un accorato buongiorno al mestiere più antico del mondo! Ehm, no, il mestiere d’agente letterario è stato inventato dopo, dite quello che vi pare ma è così.

La cosa già sarebbe poco simpatica, ma il pazzo ha fatto di peggio.

È una tranquilla mattinata, il sole fa capolino tra le nuvole e gli uccellini cinguettano. Insomma, mancano solo i Puffi. Il pazzo mette un cappellino, gli occhiali scuri, la faccia più truce trovata nell’armadio e segue la siora – che sta andando a prendere la bimba a scuola – e le si fionda in auto con una mazza da baseball. Perché la penna ne uccide più della spada, ma se vuoi fare dei danni, la bic non fa al caso tuo. E giù a randellare contro la carrozzeria! «Porca puttana, brutta stronza…» e immagino non fossero epiteti indirizzati alla casa automobilistica.

Ma qui – come nei manoscritti che la siora non rifiuta – scatta l’elemento sorpresa: il cane.

La siora Pam, disarmata ma armata di cane, è comunque armata meglio di quel pirla con la mazza da baseball. Il cagnetto – che voglio immaginare come Cujo, tanto per restare in tema libresco – azzanna l’assalitore a un braccio, probabilmente glielo vuole staccare per riportarlo alla padrona, con la pallina si fa così… «Croccantini, croccantini, croccantini, arf, arf!».

«Porca puttana, brutta stronza… e richiama il cane sennò s’ingoia ulna e radio e gli vanno di traverso!» cinguetta il matto, cinguettano anche gli uccellini, l’auto cinguetta perché la siora va di clacson urlando «Aiutooooooooo!».

Il pazzo fugge – con un braccio sbrindellato – ma viene riacciuffato in breve tempo: «Sarà mica lui il tale che bombarda di mail oscene la siora Pam? Andiamo a dare un’occhiata…» e i pulotti ammeregani lo incastrano controllando il suo computer, e controllandogli la cera: il braccio morso da Cujo porta rogna e il resto porta rogne. Pacche sulle spalle, pacche sulla groppa del matto – arrestato –, grattatina dietro le orecchie al cane.

Ora la siora Pam ha deciso di non pubblicare più dati personali sul web; i manoscritti ancora li scarta, ma prima controlla non facciano tic tac. Nel frattempo Cujo sta seguendo un corso da cane artificiere.

Se la notizia raccontata così vi sembra cretina, potete leggere una versione meno minchiona su Finzioni Magazine (qui).

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

18 responses to “Agente letterario: il pericolo è il mio mestiere!”

  1. crysalis88 says :

    O_O c’è davvero paura a fare qualsiasi cosa, oggigiorno, che non si sa mai quando incontri un pazzo e diventi “meritevole”, nella sua testa, di una sonora punizione.
    Meno male che è finito tutto bene. Meno che per il pazzo, ovviamente.

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  2. Tale's Teller says :

    E tutto questo perché gli aveva rifiutato un manoscritto?
    Pensa se gli avesse proposto di pubblicarlo a pagamento!
    Altro che cane, avrebbe avuto bisogno di un T-Rex.

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  3. Daniela says :

    Miii ragazzi, stava proprio messo mmalee!

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  1. Agente letterario: il pericolo è il mio mestiere! | SegnalaFeed.It - 21 settembre 2012
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