Lavoretti per traduttori piccini: disegni, traduci e incassi soldini (e altre facezie…).

Il bello d’avere amici traduttori sta nella possibilità d’allargare i propri orizzonti. Sì, insomma, io parlo l’inglese dei Soprano e gesticolo come un’ossessa pure per chiedere un bicchiere d’acqua: per me frequentare un traduttore è come andare in gita su Marte.
Eccomi allora ad accogliere – per quel poco che posso capirne – il dubbio di un appartenente alla razza traducente, gente che passa le proprie giornate sui libri per permettere a me di passare le mie giornate sui libri. Grazie ragazzi, riuscite a limitare drasticamente la mia ignoranza!

Da una discussione in un gruppo di aNobii:

 

La 0111 Edizioni – nell’agosto 2012 – lanciava un curioso amo ai traduttori: la traduzione di un testo già tradotto «con traduttori automatici professionali». E scusate il bisticcio linguistico.
Ovviamente io non conosco codesta meraviglia traducente, però mi rendo conto – fin lì ci arrivo – che il traduttore di Google spesso non me la racconta giusta. Probabilmente anche quelli di 0111 hanno notato questo difettuccio, ecco perché hanno bisogno di “qualcuno che ne sa”. Un qualcuno privo di on e off.

Purtroppo il link presente nel messaggio non rimanda a nulla, non sappiamo, quindi, quali fossero i 19 ebook scaricabili. Vediamo allora di accedere alla home di Quelli di Zed Lab, i “servizi culturali” – citati nel link azzurrino – sono i loro. Bene, da qui possiamo cliccare su Laboratorio Collettivo per vedere che succede.

Essendo un collettivo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti: scrittori ed editor – qui –, fumettisti – pagina in costruzione –, attori per audiolibri – pagina in costruzione – e, finalmente, traduttori. Oggi ci occupiamo di loro, quindi non siate gelosi.

Se qualcuno di voi conosce – e conosce bene – l’inglese e lo spagnolo, potrebbe provare a «correggere uno dei testi disponibili per l’editing in spagnolo o in inglese!», e qui trovate l’elenco. Si chiarisce – come si diceva nel messaggio su aNobii – che «Sono testi tradotti con traduttore automatico, che naturalmente vanno risistemati. Questo consente l’intervento di editing anche a chi non conosce la lingua d’origine dell’opera».

A chi è rivolto questo genere di “aiuto alla causa”? «Consigliato a chi desidera migliorare una lingua straniera e… guadagnare qualcosa (il che non guasta!) Consigliato agli insegnanti come esercizio di grammatica straniera per i propri alunni». Quindi, per quanto ne capisco io – poco, sempre molto poco –, un insegnante potrebbe far tradurre questi testi a scuola e potrebbe mettere da parte due spiccioli. Lui.

Ho capito bene? Forse no, magari qualcuno saprà spiegarmelo.
Ma c’è un’altra faccenda che mi preme farvi presente, e anche stavolta – ché io sono parecchio tonta – ci sono cose che non mi spiego.

Siamo ancora sulla home di Quelli di Zed.

«Avete mai pensato di far fare esercizi di traduzione o di disegno ai vostri alunni avvicinandoli alla lettura, facendoli divertire e nello stesso tempo facendo guadagnare loro qualcosa, oppure raccogliendo fondi per la scuola?», sembra a me o si sta parlando di “piccoli alunni”?

Piccoli alunni? Ma tipo alunni delle scuole elementari e medie? E li mettiamo a disegnare e tradurre a cottimo?

Chiudiamo con alcune note – scovate in rete – su 0111 Edizioni.
Da un articolo di Carolina Cutoloqui –, padrona di casa a Scrittori in causa, ricavo un esempio pratico di collaborazione artistica: «Nel caso in cui alla naturale scadenza del contratto le vendite non abbiano raggiunto le 250 unità, l’Editore ha facoltà di prorogare la durata del contratto per un tempo indefinito e comunque fino al raggiungimento di tale target» (0111 Edizioni), un sistema per inguaiare l’autore, grossomodo, per sempre.

Scrittevolmentequi – chiarisce che La 0111 non è a pagamento, ma visti i recenti risvolti usciti dopo una recensione di un loro libro, abbiamo deciso ieri di non dedicarci più ai loro libri (non posso credere che abbiano lanciato iniziative in cui venivano pubblicati manoscritti così come venivano mandati, senza uno straccio di editing, è scorretto).

Software Paradiso – pagina Scrittori, qui – ne dà un giudizio negativo: Da una parte è vero che l’editore sostiene spese che non verrebbero recuperate con una vendita di poche decine di copie, però resta il fatto che un autore lavora mesi, forse anni, e poi si vede senza nulla tra le mani se non la soddisfazione di aver pubblicato un libro. Non è meglio allora autopubblicarsi?

È anche vero che sul web si trovano opinioni diverse: chi ha pubblicato con 0111 si dichiara soddisfatto. Diamo un’occhiata al forum del Club degli Scrittoriqui –, dove, a partire dal 2008, si trovano buoni riscontri circa la casa editrice. Un commento del novembre 2010 – in risposta a ho sentito però che non correggono e non aiutano lo scrittore, per cui se uno ha la possibilità di avere per le mani un gran bel libro e non è scritto bene lo mandano in stampa lo stesso, senza apportare modifiche. Questo non mi sembra una bella cosa, e mi chiedo se sono degli editori o è una stamperia. – citava – a quanto mi par di capire – le indicazioni presenti nel sito della casa editrice:

Accettiamo SOLO opere PRIVE DI ERRORI DI SINTASSI.
Continueremo comunque ad accettare in valutazione i testi in cui sono presenti refusi e/o piccoli difetti, che verranno segnalati all’autore prima della pubblicazione, nel caso il testo passi la valutazione, in modo che questi possa porvi rimedio autonomamente.
Nessuno vi vieterà, naturalmente, di riproporci il vostro inedito quando ne avrete reso le condizioni accettabili, nel rispetto di chi dovrebbe leggero.
Se non siete in grado di farlo da soli, rivolgetevi a chi ha più competenza (a un’agenzia letteraria “SERIA”, per esempio).

E ancora: NON organizzeremo più nulla a scopo promozionale che preveda la NOSTRA presenza. Quando possibile, metteremo in condizione l’autore di partecipare a eventi, manifestazioni, presentazioni nella propria zona.

Infine: Quello che la nostra casa editrice chiede agli autori è SOLO un reale contributo nella fase iniziale di PROMOZIONE del libro. Niente di più.
Che da parte nostra ci sia, ci sia stato e ci sarà un eguale SBATTIMENTO nella promozione dei libri pubblicati è provato dalla SITUAZIONE VENDITE che trimestralmente rendiamo pubblica.
E se la media delle vendite vi sembra troppo bassa, fate una bella ricerca su Internet per capire quale sia il livello medio di vendita dei libri di autori esordienti: c’è addirittura chi dice che il 50% dei libri pubblicati in Italia (dato che comprende TUTTE le case editrici, anche le Major) venda da ZERO a 5 copie (invalidando tra l’altro il contenuto e lo scopo di tutto il documento, o “Manifesto” – quando si dice “la coerenza”…)! Un po’ pochino, secondo noi. Per la cronaca, la media non raggiunge le 200 copie (è un dato NAZIONALE, non SOGGETTIVO).

L’ultimo messaggio – del dicembre 2010 – è però un tantino allarmante (qui): forse mi sbagliavo, ma avevo sentito persone che non si erano trovate così bene come te. comunque da quello che ho capito uno pubblica il suo libro solo per farlo leggere agli altri, senza pretesa di guadagni.

Al momento sulla home della casa editrice 0111 è presente questo avviso:

Quindi, «se desiderate prenotare l’invio del vostro inedito», mettetevi in coda.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

11 responses to “Lavoretti per traduttori piccini: disegni, traduci e incassi soldini (e altre facezie…).”

  1. julka75 says :

    Speriamo che il ministro Profumo non legga il tuo blog, perché la storia degli esercizi di traduzione per gli alunni mi inquieta non poco…

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  2. LaLeggivendola says :

    … io non ho parole. Un traduttore automatico per testi di narrativa… ma come si fa? Non ho parole. ‘Sta cosa mi schifa.

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  3. Perennemente Sloggata says :

    non vi voglio dire cosa io e sicuramente i professori di una qualche scuola interpreti e traduttori potremmo pensare a riguardo.
    lo trovo vergognoso!! traduttori automatici?? esistono programmi di aiuto ma non sono traduttori automatici, porcatrota!

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  4. citoyenflorelle says :

    Le traduzioni automatiche potrebbero avere risvolti esilaranti (così come far tradurre a chi non sa la lingua…in compenso a mia moglie, che fa la anche le traduttrice, è preso un colpo all’idea di essere rimpiazzata da Google Translator).
    Comunque mi spiego molte cose sul libro della 0111 che mi aveva recentemente mostrato un amico…

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