Lo Zecchino d’Oro e i suoi miracoli artistici.

Qualche giorno fa indagavamo sui talenti nati grazie a Topolino – qui –, poi Sara – una Sara a caso – mi ha messo una pulce all’orecchio: che fine hanno fatto i divi usciti dallo Zecchino d’Oro? Ovviamente la mia risposta è stata un grande boh, ma Giramenti sui boh non ci campa. Diamo allora uno sguardo a Wiki e vediamo che ci racconta (il testo in neretto è preso da Wikipedia).


(La foto è dell’edizione 1961, altre foto qui).

Tra i piccoli partecipanti allo Zecchino d’Oro si ricordano:

Viviana Stucchi, che nella sesta edizione del 1964 interpretò la canzone Il Pulcino Ballerino.

Qui un breve flash sull’esibizione.

La siora Stucchi ebbe un grande successo con quel pulcino, venne anche invitata in Germania per allietare gli operai italiani nelle fabbriche della Volkswagen. Nel 1965 vinse il Festival Internazionale dei Ragazzi di San Remo, lì incontrò una faccia nota: Carla Bissi. Ma se la chiamo Alice ci capiamo al volo.

Nel 2011 la siora Stucchi torna a cantare il motivetto che l’ha resa nota, alla trasmissione Attenti a quei due – La sfida, condotta da Fabrizio Frizzi. Abitualmente, però, la nostra pulcina è docente di Educazione Fisica.

Gian Marco Gualandi, interprete nel 1964 di Da grande voglio fare, divenuto autore di molte canzoni tra le quali la celebre Le tagliatelle di nonna Pina.

Il sior Gualandi – vedi Wiki – da grande ha voluto restare nel giro, difatti è compositore, arrangiatore e paroliere. Folgorato dallo Zecchino, inizia a studiare pianoforte con Mariele Ventre – la mitica! – e partecipa al partecipabile, vincendo un po’ di tutto. Un sior compositore e paroliere di cui andare fieri, cari miei!

Ora il sior Gualandi, dopo aver insegnato Orchestrazione e Arrangiamento al Conservatorio di Bologna, è docente di Composizione, Orchestrazione e Arrangiamento Jazz presso il Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro e presso il Conservatorio “B.Maderna” di Cesena. Cantava Da grande voglio fare e direi che non si è smentito.

Walter Brugiolo, che dopo aver partecipato nel 1967 con la canzone Popoff divenne personaggio popolarissimo partecipando come protagonista a diverse pubblicità trasmesse da Carosello e recitando da comprimario in vari film.

Il sior Brugiolo nel 1969 partecipa a Il suo nome è Donna Rosa qui – con Al Bano e Romina Power e a Lisa dagli occhi blu, con Franco Franchi, Lino Banfi, Gino Bramieri e altri grandi artisti.

In quell’anno fa parte anche del cast di Zum zum zum n. 2: sarà capitato anche a voi, in compagnia di Little Tony e Orietta Berti.

Nel 1970 è la volta di Mezzanotte d’amore, il seguito di quella benedetta Donna Rosa.

Un curriculum piuttosto variopinto.

Il sior Brugiolo ha dato il meglio di sé anche a Carosello, così racconta in un’intervista a Gian Guido Vecchi (fonte Corriere della Sera): «C’erano due cose che non sopportavo da bambino: le banane e i formaggini. Crede mi abbiano proposto la Nutella? Macché, mi toccò la pubblicità dei formaggini…», che bisogna fare per campare!

Nel 2008 il sior Brugiolo, laureato in Economia, era candidato per l’Udc alla Camera dei deputati. Per cantare ancora canta, ma solo nel coro parrocchiale di San Venanzio di Galliera, dove sua moglie fa la catechista. Una bella famiglia, quella dei Popoff, abbiamo loro notizie anche nel 2012 (fonte ANTR)il sior Brugiolo, malato da tempo, riceve un rene dalla moglie. Chiamatela prova d’amore, chiamatela buona stella: stanno bene e meritano entrambi il nostro in bocca al lupo.

Cristina D’Avena, che nel 1968 interpretò Il valzer del moscerino e successivamente, dopo aver fatto parte per diversi anni del Piccolo Coro dell’Antoniano, acquisì grande notorietà grazie alle numerose sigle di cartoni animati da lei cantate.

La siora D’Avena è forse il nome più noto tra i piccoli cantanti dello Zecchino, ha una biografia – vedi Wiki – che fa invidia a molti. Cantante, attrice e conduttrice televisiva, sfido chiunque a dire “mai sentita nominare!”.

Il suo moscerino nel 1968 arrivò terzo; la vittoria andò a Quarantaquattro gatti, cantata da Barbara Ferigo.


(Barbara Ferigo allo Zecchino).

Su La Stampa.it qualche notizia sul quarantennale della celebre canzone, quell’anno soffiò il primo posto a Il Torero Camomillo per un solo punto. E ora, passatemi lo scoop, posso anche darvi notizie di Michele Grandolfo, piccolo interprete de Il torero Camomillo: Michele è collega di mio marito. So che non ha messo lo Zecchino in curriculum; io, al posto suo, ne andrei fierissima.


(Michele Grandolfo allo Zecchino).

Ma torniamo alla siora D’Avena.

È rimasta a lungo nel coro dell’Antoniano, nel 1981 – appena diciassettenne – viene scoperta da Canale 5, con cui firma un contratto in esclusiva. Contratto ancora valido… nei secoli fedele!

Pubblica 45 giri a manetta, canta le sigle dei cartoni animati, nel 1985 Kiss me Licia è Disco di Platino. Poi inizia a fare tv, nei panni di… Cristina D’Avena. Non contenta, diventa conduttrice televisiva. Salta fuori come i funghi in diversi programmi e, nel 1998, interpreta se stessa in un cameo cinematografico. Trattasi del film Cucciolo di Neri Parenti, con lei ci sono Massimo Boldi, Claudia Koll, Bruno Gambarotta e Gerry Scotti (nella parte di Gerry Scotti).

Ha fatto un sacco d’altre cose, date uno sguardo su Wikipedia e vi renderete conto che Cristina D’Avena merita la nomina a Cavaliere del Lavoro.

Gabriele Patriarca, che nel 1993 interpretò Il coccodrillo come fa, è diventato un noto doppiatore di film e cartoni animati.

Gabriele Patriarca – qui su Wiki – è attore, doppiatore e dialoghista – fratello di un altro doppiatore, Alex Polidori.

Ha partecipato allo Zecchino, al Festival Disney e a Bravo bravissimo. Wiki vi dirà a chi ha prestato la voce – soprattutto cartoni animati e programmi per bambini – e in quali fiction è apparso. Insomma, il ragazzo ha cominciato in tv e in tv è rimasto, impegnatissimo e contento.

Qui la lunga lista di personaggi cinematografici doppiati da Patriarca…‘na marea!

Vale la pena riascoltare la canzone del coccodrillo, una di quelle che ti si piantano in testa come un pensiero omicida.


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Emily Meade, interprete nel 1997 di Sottosopra (Up, over, through and under) è oggi un’attrice di successo negli Stati Uniti.

La siurina Meade – qui su Wiki – nel 1997 ha vinto la sezione “canzoni estere” dello Zecchino d’Oro. Debutta al cinema nel 2006, nel 2010 lavora in My Soul To Take – roba di ragazzini e serial killer – di Wes Craven e in Twelve di Joel Schumacher: la pellicola, costata cinque milioni di dollari, ne ha incassati meno della metà. Mmm… poteva andare meglio!

Ernesto Schinella, che partecipò nel 2002 con la canzone Il ramarro con tre erre, e che divenne poi famoso dopo aver partecipato come giovane cantante al programma Ti lascio una canzone ed aver presentato poco dopo assieme a Pupo il programma Volami nel cuore.

Su Soveratoweb troviamo un’ampia biografia artistica del giovane Ernestino, un tizio che pare destinato a conquistare il mondo.

Dalla bio sul suo sito ufficiale – questo – scopro che il ragazzino, nel 2010, partecipa alle fiction I fratelli Benvenuti, con Massimo Boldi – fiction sospesa per scarso rendimento – e I fratelli detective, con Enrico Brignano. Nel 2010 si esibisce ad Atlantic City e nel 2011 a Toronto. Nel 2012 fonda una sua band. Prossimamente lo faranno Presidente della Repubblica.

Aleksej Žigalkovič, che interpretò nel 2005 Lo zio Bè (Дзе каза рогам) ha in seguito vinto lo Junior Eurovision Song Contest 2007.

Su Wiki – qui – non c’è molto su di lui, immagino sia in forma e continui a cantare. Se lo vedete in giro, salutatemelo.


(Volevo un gatto nero. Era il 1969).

Mi corre l’obbligo di segnalarvi, però, che c’è anche qualcuno a cui lo Zecchino non ha portato fortuna: la piccola di Volevo un gatto nero è stata arrestata per prostituzione (fonte Corriere della Sera). Non è andata meglio a Gianfranco Scancarello – tra gli autori della trasmissione – accusato e poi assolto dall’accusa di pedofilia (fonte L’Ultimo Camerlengo). Non starò qui a raccontarvi la vicenda, Giramenti non è il posto più adatto, ce la riassume Repubblica.it.

Nel 2010, per finire in bellezza, la polemica dello Zecchino d’Oro nei confronti di Io canto e Ti lascio una canzone (qui). «In questi programmi, a sentire lo “Zecchino d’oro”, i bambini non sono innocenti fanciulli che si dilettano col canto, ma piccoli divi intenti ad interpretare canzoni poco adatte alla loro età». Non chiedetemi di più, la mia conoscenza dei programmi canori – e la mia intenzione d’ascoltare piccoli cantanti – è paragonabile solo alla mia pigrizia in fatto di sport.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 responses to “Lo Zecchino d’Oro e i suoi miracoli artistici.”

  1. sarapintonello says :

    uuuu grazieee 😀
    pensavo concludessi con Cristina d’Avena, ma direi che la prostituta e il (forse) pedofilo hanno reso meglio l’idea 😀

    Il bimbo che ha cantato Popoff lo avevo rivisto in un programma tipo Matricole e meteore o qualcosa del genre, e mi aveva dato l’impressione della persona BUONA con tutte le lettere maiuscole 🙂 devo dire che la tua ricerca ha un po’ confermato l’impressione 🙂
    Sulla polemica che dire, io bazzico più sulla musica che sui libre, e un po’ direi che sono daccordo. A prescindere da tutto lo zecchino d’oro ha un impostazione e un modo di proporsi decisamente diverso dalle due “nuove” trasmissioni che ci propinano. Queste mi sembrano solo dei reality mascherati dalla (forse) innocenza fanciullesca.

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  2. Lorenza says :

    Sono una romantica e preferisco ricordali così com’erano : Il pulcino ballerino http://youtu.be/DyqbVnwwBs4 se volete continuo a cercare in cantina i vecchi filmati come questo e ve li propongo. 😉

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  1. Lo Zecchino d’Oro e i suoi miracoli artistici. | SegnalaFeed.It - 27 novembre 2012
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