Stroncature: risposte pronte ad autore che rompe!

Mi aggiravo in pantofole, tra il tinello del mio blog e i giardinetti pubblici del web, quando mi sono imbattuta nel post di La Lettrice Rampante, lo potete leggere qui.

La Lettrice ha una sua piccola bibbia in caso di contatti “leggimi e dimmi bravo” – «non segnalo un libro se non l’ho letto, perché mi sembra scorretto nei confronti dei lettori» e «degli emergenti recensisco solo i libri che mi sono piaciuti e che meritano» –, linee guida un pochino diverse da quelle di Giramenti. Noi, infatti, non accettiamo doni – da autori, case editrici e scrittori – e non accettiamo “consigli di lettura” se a darceli è l’autore stesso. Insomma, a dirla tutta, noi compriamo, leggiamo e recensiamo quel cazzo che ci pare. E stronchiamo, senza alcuna pietà e senza perderci il sonno. Immagino si fosse capito.

Raramente ci imbattiamo in testi d’autori esordienti, lo ammetto, e per un motivo molto semplice: spesso la quarta di copertina fa ridere i polli, e se la quarta è così, figuratevi se ci prendiamo la briga di leggere il resto. Eppure, ma è lavoro veloce e lo si fa sempre volentieri, diamo spazio ai tramisti, ai tanti poetanti, agli autorhobby. E capita che qualcuno non apprezzi, eh? Si fa vivo e ci dà dei cialtroni, dei coglioni e chiede chi cazzo siamo noi per stroncare l’arte del primo che passa.

La domanda cade giusto a fagiolo e ci porta al blog da cui La Lettrice Rampante ha preso spunto per chiarire, spiegare… Ora, non so che ne pensate voi, ma io trovo La Lettrice sempre molto elegante, posata, una brava blogger e una personcina deliziosa. Ma noi no e – in qualità di brutte bestie – possiamo andare a braccetto con Obbrobbrio, blog meraviglioso che seguiamo sempre volentieri.

E allora parliamo proprio di Obbrobbrio e dell’autrice stroncata. Fate un salto qui, prendete ferie e leggetevi i commenti, soprattutto quelli della siora scrivente.

Tagliando corto, per i più pigri e per chi non può mettersi in malattia per leggere tutti i commenti a quel post: il gestore del blog – che chiameremo il fustigatore – riceve in dono un libercolo, regalo dell’autrice. Ora, chiediamoci, perché un autore omaggia un blogger in tale maniera? Per aggiustargli la scrivania zoppa? Può essere, ma direi che il motivo principale è farsi leggere. Ribadiamolo: farsi leggere da un blogger che gestisce un lit-blog. Anzi, di più! Un blog letterario con chiari intenti dissacratori, e basta leggere gli articoli del fustigatore per rendersene conto. Lui è un po’ come noi, si è rotto il cazzo degli autorhobby che scrivono coi piedi, scrivono a pagamento, si autopubblicano con tanto di errori e orrori. Insomma, si è rotto il cazzo. Succede, eh? È gente così che gestisce blog satirici, quelli in pace col mondo pubblicano poesie cazzone, e si trovano pure bravi.

Dicevamo, il fustigatore riceve l’omaggio cartaceo, lo legge, lo trova degno di nota e ne annota le chiaviche: una stroncatura va sempre motivata, molto più di un bidè editoriale, per quello nemmeno serve leggersi il libro. Eccolo quindi a scrivere il post, alla sua maniera: è casa sua, se decide di scrivere in sanscrito, può farlo. Se preferisce urlare in stampatello, inserire incisi in dialetto o madonne tirate con la fionda, può. Se poi il lettore non gradisce, è il caso vada in gita altrove. Cosa che consiglierei anche – in particolare e in generale, ma pure in colonnello e soldato semplice, se vi aggrada – a chi viene stroncato. Soltanto lo scrittore più arguto è in grado di sostenere un dibattito col suo fustigatore, uscendone vincente. In tutti gli altri casi, l’autore stroncato farà una parte peggiore – lui! – di quanto non abbia fatto il suo libro preso a calci in culo.

Se la cosa vi torna e vi è tanto chiara da incidervela a fuoco sulla fronte, possiamo andare avanti. Da qui in poi i termini si fanno coloriti, mandate a letto i bambini e non andate oltre se siete dei puri di cuore. (Se siete dei puri di cuore, non capisco come siete arrivati su questo blog).

Come rispondere – in velocità – alle critiche, sempre le stesse, che un autore stroncato muove al suo fustigatore? Vediamo di dare qualche idea, un piccolo prontuario del fanculismo applicato agli scritthobby stroncati e molesti.

ATTENZIONE, i toni sono quelli di Giramenti, non applicateli se gestite un blog serio!

Ti ho regalato il mio libro e tu me l’hai stroncato!
Preferivi lo usassi per pulirmi il culo?

Che hai guadagnato stroncandomi?
Che avrei guadagnato a leccarti la quarta?

Mi hai stroncato per avere qualche lettore in più sul tuo blog!
Più di quanti tu abbia ottenuto con quella merdata di libro. Fatti una domanda e datti una risposta.

Potrei denunciarti!
Se la tua denuncia risulterà migliore del tuo libro, sono disposta a recensirla.

Molte persone autorevoli hanno apprezzato il mio libro!
Raramente mamma e papà stroncano i figli, è così che nascono gli editori a pagamento.

Chi sei tu per stroncare il mio libro?
E tu chi sei per scriverne uno?

Questa recensione è soltanto una tua opinione!
Di cui sono solita avvalermi, come tutte le persone normali. Leccaculo esclusi.

Non ho gradito i termini della tua recensione!
E io non ho gradito il tuo libro, direi che siamo pari.

Non puoi parlare di libri in questa maniera!
Sul mio blog sono a casa mia. Se mi tira, posso cagare sui tappeti.

Scrivi volgarità perché non hai argomenti!
E tu scrivi libri di merda perché non sai fare di meglio.

Rispondere alle tue critiche sarebbe sprecare il mio tempo!
Se non hai un cazzo da dire, tacere è la soluzione più ovvia.

Hai estrapolato le mie frasi dal contesto e quindi hai falsato la recensione!
Se quelle frasi non reggono, il resto del libro sarà una pessima stampella. Fattene una ragione.

Mi hai accusato di non saper scrivere, questo è un attacco personale!
Scrivere da schifo non ti rende una cattiva persona, ma i tuoi commenti fanno sorgere qualche dubbio.

La tua stroncatura ha portato lettori al mio blog!
E allora rompi i coglioni a loro, che cazzo fai ancora qui?

Quindi, ricapitolando.

A nessuno piace essere stroncato, ma solo una penna intelligente e corrosiva sa rispondere a una stroncatura mettendo in buca il cattivone. Se temete di non reggere il confronto, evitatelo: lo stroncatore professionista non teme voi, il vostro sbandierare d’avvocati, la cricca di sodali che vi portate appresso. Non teme niente, e ha un vasto pubblico di commentatori disposti a ridere. Soprattutto di voi, se vi palesate con commenti degni dell’asilo.

Chi scrive e pubblica – chi vuole farsi leggere – deve essere pronto a tutto. Una stroncatura non farà mai tanti danni quanto lo stroncato che, con malcelato narcisismo, esclamerà «Lei non sa chi sono io!». Già, tu, proprio tu… ma chi cazzo sei?

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

48 responses to “Stroncature: risposte pronte ad autore che rompe!”

  1. Stranoforte says :

    Questa storia ha fatto ridere tutti, anche i poù compassati.
    Sei andata sui blog della scritteuse? No? Portati il visore notturno perché è stato realizzato nel famoso “tinta su tinta” e cerca di leggere qualcosa (ma tieniti forte, ché lì c’è roba tanta).

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  2. LaLeggivendola says :

    Voglioti un po’ più bene. Scorgo l’avvicinarsi del momento in cui passerò da blogger-persona-normale a blogger-che-due-balle.

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  3. Simona says :

    Sapevàtelo: amo questa donna (e non mi riferisco alla siora scrivente)!
    Sarà che tra ferraresi – io per metà – ci si capisce? 😉

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  4. sarapintonello says :

    Innanzitutto grazie per avermi fatto conoscere “il fustigatore” 😀 penso che tornerò spesso a trovarlo!
    E poi…bah, che è la stessa risposta che mi viene pensando al buon Lorenzo all’amico Matteo e al persecutore…quindi renditi conto del livello a cui metto la “scrittrice” in questione. Come ho commentato già di là, le critiche, soprattutto quelle molto negative, fanno crescere sempre e comunque e in qualsiasi ambito!

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    • Gaia Conventi says :

      Già. Sono stata esordiente, per qualche tempo mi sono considerata scritthobby: mi sono presa le mie batoste, mi sono fatta passare il mal di pancia e ho messo su una faccia di marmo che innamora. Ed è l’unico modo per campare bene se si campa in pubblico, non c’è altra soluzione.

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  5. minty says :

    un piccolo prontuario del fanculismo applicato agli scritthobby stroncati e molesti.

    Che meraviglia! *o*

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  6. alessandromadeddu says :

    Ostentare una monastica indifferenza per le cose del mondo non è cosa da tutti. Quello che ne è risultato è stato uno dei conflitti riderecci dell’ecumene internettaro. Conflitto che forse va esaurendosi, chissà 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      La recensione negativa non prevede scontento da parte dell’autore (se ne deve sbattere), quella positiva richiede – se l’autore non può farne a meno – un ringraziamento privato. I ringraziamenti pubblici – nei commenti alla rece – danno spesso – e spesso a torto – l’idea d’aver fatto comunella pre-rece. Ne perde il giudizio al testo e l’autorevolezza del recensore.

      A mio modestissimo avviso, chiaramente, e tenendo conto che qui si fa satira. Le “buone cose dal mondo” le lasciamo a quelli bravi e ai blog seri.

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  7. mozart2006 says :

    Da appassionato stroncatore di cantanti lirici cani che campano solo perchè bonazzi/e, non posso che sottoscrivere!

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  8. Alessandro C. says :

    Articolo favoloso, il prontuario lo studierò a fondo per quando tirerò fuori qualcosa di mio anziché “esser buono soltanto a criticare” (cit.).
    Probabilmente le tue risposte sarebbero state molto più appropriate. Diciamo che mantenendomi su toni seriosi ho cercato di riportarla nel merito degli esempi che ho fatto (il post successivo, quello in cui elenco una dozzina di orrori presenti in un singolo racconto del suo libro, l’ho scritto proprio in risposta al suo “pubblichi frasi estrapolate dal loro contesto). Ovviamente non ha cercato di motivare mezza scelta, e sul suo blog ha addirittura dichiarato che l’immaturità della scrittura è dovuta al fatto che scrisse il libro vent’anni fa (e fino al 2011, anno di pubblicazione, mezza revisione no?) e che uno dei racconti ha ispirato addirittura una sceneggiatura.

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    • Gaia Conventi says :

      Favoloso è troppo, diciamo che ho cercato di sbrigare la faccenda. Poca spesa e molta resa!, ché a volte bisogna tacitare qualcuno nella maniera peggiore (gli fa bene, così sa quando è il caso d’incassare e passare oltre).

      Raramente lo stroncato capisce che la stroncatura è pensata, valutata, motivata… e richiede molto più tempo di un bidè editoriale. Solo un blogger idiota – e non sono poi così tanti – stronca alla razzo di rane, perché lo sa che l’autore è lì, in agguato, lo legge, prende appunti. Insomma, l’autore è sempre sul piede di guerra, e lo stroncatore lo sa. Lo sa e si para il culo.

      Le recensioni negative non sono semplici, le si può buttare in vacca – l’umorismo non guasta – ma prevedono un lungo lavoro di sinapsi. Spesso più di quanto ne sia occorso all’autore per scrivere una merdata galattica.

      Ovviamente i termini variano da blog a blog, essere eleganti serve, ma ci sono libercoli che te la strappano via dalle mani… e se un libro fa schifo, non c’è Dio che tenga: fa schifo. L’autore se ne può lagnare online, può fare il casino che crede, ma se viene a farlo sul mio blog si ritrova in una pessima posizione: a pecorina. E se qualcuno crede al detto “Non è bella, però è simpatica”, nel mio caso deve ricredersi.

      Nel mio piccolo – piccolissimo – mi sono lasciata stroncare senza battere ciglio. Giusto così, e spesso era tutto vero, avevo proprio scritto una schifezza. E se anche non fosse stata da vomito, il lettore aveva tutto il diritto di pensarlo, e io manco mezzo d’andarlo a pigliare a cazzotti sul suo blog, o tartassandolo di email. Bisogna imparare a stare al mondo.

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  9. Elena says :

    I lit-blog sono fucine di miei potenziali clienti con tutte le minacce che ricevete di denunce , processi, querele, carcere, sequestri conservativi, risarcimento danni, pignoramenti! Vi adoro! Oh, grazie per avermi fatto scoprire google alert. Ora lo attivo, così sono sicura al mille per cento che nessuno parla di me.

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  10. Alessandro C. says :

    PS: leggo sulla fan page della Lettrice Rampante che qualcuno ha cercato di esprimere pareri sul blog della “scrittrice” ma non sono stati pubblicati 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      La cosa non mi sorprende, la siora sta rifiutando la pubblicità gratuita che stiamo tentando di fornirle.
      Certa gente non si rende conto della propria fortuna, nemmeno a pestarla a piedi scalzi!

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  11. Felice Muolo says :

    Nel leggerti, penso sempre cosa combineresti se ti capitasse tra le mani il mio ultimo libro in cui faccio parlare la Madonna. Non farti tentare, non ci tengo a saperlo. Faccia di marmo che innamora mi piace assai.

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  12. Felice Muolo says :

    Appunto.

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  13. Daniela says :

    Clap clap clap etc etc etc

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  14. dalailaps says :

    Il tuo blog mi fa letteralmente saltare dalla sedia. Lo adoro e l’ho linkato nella mia rubrica del lunedì (sul mio sito e su Letteratu). 🙂
    Personalmente comprendo il punto di vista dell’amica lettrice rampante come anche quello di Obbrobbrio: poco da fare, se invii il tuo libro a qualcuno devi aver le spalle grosse abbastanza da sopportare qualsiasi cosa venga scritta e comprendere anche la possibilità che il lettore preferisca impiegare il suo tempo a scrivere di altro invece che recensirti; la consolazione è che so per certo che c’è chi è diposto ad accettare le critiche e migliorare concretamente.

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    • Gaia Conventi says :

      Ringrazio del linkaggio (inchinandomi come poco sopra, e nella medesima posizione). 😀

      Ritrovarsi sul blog uno scritthobby incazzato è come avere il raffreddore nel weekend: fastidioso, ma poi passa.

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  15. rita says :

    Bene, la vicenda della Siora Lucia è servita se non altro a farmi scoprire il tuo blog.
    C’è satira elegante e satira volgare, la tua, come quella di Obbrobbrio appartiene alla prima.

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  16. Dea Silenziosa says :

    Il prontuario è fantastico, ogni volta che entro qui faccio tradissimo e rido da sola… 😀 😐

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  17. KINGO says :

    Bah, non c’è maggior narcisista di chi si erge a giudice stroncatore…
    D’altra parte, se scrivessi un libro che riceve solo giudizzi positivi, penserei di aver fatto una schifezza.
    Peace and love a tutti voi spammoni

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    • Gaia Conventi says :

      Già, si stronca per narcisismo.
      Aspetta che me la segno tra il “si stronca per invidia” e il “ma come ti permetti”.
      Grazie, alla prossima!

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    • Alessandro C. says :

      caro Kingo,
      mi spiace, ma devo proprio contraddirti. Non c’è narcisismo nel criticare – da comune lettore – qualcosa che viene proposto a un pubblico. Credo che da parte di un autore debba esserci perlomeno rispetto nei confronti di chi, potenzialmente può spendere una cifra non certo irrilevante per comprare il suo libro. Il libro in questione costa ben 14 euro, è colmo di errori e orrori da prima stesura (non parliamo nemmeno di editing, eh!) e onestamente anche se avessi voluto esaltarne solo i pregi non avrei trovato nulla di cui parlare ^^

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    • minty says :

      D’altra parte, se scrivessi un libro che riceve solo giudizzi positivi

      Tranqui, se ci metti ‘ste perle, non credo tu corra il pericolo…

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