L’utente rispondente che apprezza e consiglia editori a pagamento.

L’utente 87×42 risponde: «Sono una bella realtà. Ho avuto modo di collaborare con loro e si sono dimostrati serissimi oltre che esigenti. Il che non guasta a mio modo di vedere. Fanno bei libri».

L’utente 87×42 non ha dubbi: «Di medio piccole dimensioni, lavora con qualità (basta guardare il sito)».

Ancora lui: «Un mio amico ha pubblicato con loro e mi ha detto che sono serissimi. Distribuiscono in tutta Italia. Poi diventare come Harry Potter mi sembra un pò eccessivo. Good Luck».

L’utentessa poetante afferma d’aver ricevuto una proposta di pubblicazione da questa casa editrice: «ciao…ho mandato alcune mie poesie a una casa editrice che si chiama statale 11…ho ricevuto una telefonata del responsabile che mi ha detto che le mie poesie erano belle , che volevano farne un libro ecc….allora oggi a casa via posta tradizionale mi è arrivato il contratto da firmare solo che vogliono 1.700 euro!!!!!!!!!!!».

Urca! E l’utente 87×42 cosa ne pensa?

Lui la pensa più o meno così: «Ti dirò, so per certo che questi sono seri, e a giudicare dalle copertine anche bravetti. Ti assicuro che ho sentito di altri che chiedono cifre mooolto più alte per avere mooolto meno. Nomi di blasone, per capirsi. Almeno sti qua in libreria ci arrivano. Una cosa però: dici che i libri di poesie non li compra più nessuno. Tu, al loro posto, cosa faresti? Investiresti a fondo perduto o ti cauteleresti un po’?».

Insomma, buttando l’occhio alle risposte di codesto gentile utente – qui – questa casa editrice gli sta particolarmente a cuore. Ma siamo sicuri che sia proprio la casa editrice che fa per noi? Chiediamo informazioni al web, vediamo di sentire altri pareri. Qui, ad esempio.

(Ho estrapolato qualche commento, ma la pagina è linkata).

Ok, cambiamo itinerario, andiamo qui.

Anche in questo quesito su Yahoo Answers – sfuggito all’attenzione del solerte commentatore – due utenti si lamentano per aver ricevuto richieste in denaro. E qui trovate molto altro, leggetevi il commento di Renata.

Tre anni fa l’amico 87×42 decide d’ampliare i propri interessi.

Il nostro gentile tramista ha inviato un manoscritto a molte case editrici, risultate poi a pagamento – «esempio: Albatros 3600 euro(!!!) e Kimerik 2300 euro», molto a pagamento. Per quanto riguarda Altromondo, ecco quanto afferma: «Altromondo editore mi ha inizialmente chiamato, poi mi ha spedito il contratto e anche loro volevano un contributo economico (2600 euro). Ho deciso di rifiutare la loro proposta e a quel punto mi hanno nuovamente chiamato per propormi un contratto che (a detta loro) propongono solamente a coloro che ritengono autori di opere davvero promettenti. Mi hanno detto che se io pago 450 euro loro mettono sul loro sito una specie di “quarta di copertina” del mio libro e inseriscono anche alcuni capitoli. Se, nell’arco di sei mesi, vengono prenotate almeno 120 copie allora iniziano la pubblicazione vera e propria e io avrei speso solo 450 euro per pubblicare».

Chissà se il solito commentatore la trova una buona proposta…

«Tornando alla tua domanda ti consiglierei di andarli a trovare e vedere chi sono e come lavorano veramente prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Io li ho beccati al Salone di Torino due settimane fa. Vedessi che razza di stand! Strapieno di gente. A parte quello, erano veramente propositivi, potevi partecipare a un romanzo collettivo (cosa che ho fatto) scrivendo un periodo di poche righe ( che era contemporaneamente on line). Sarà pubblicato. E nn vendevano i libri, hanno fatto una presentazione mentre ero là e poi mi hanno regalato il libro dell’autore. Se volevi comprare i loro libri ti mandavano in libreria. Ripeto, io fossi in te andrei a trovarli».

Il nostro utente sembra non trovare strampalato l’esborso richiesto. Era di 2600 euro, vorrei rammentarvelo, scesi poi a 450 per piazzare online un assaggio del libro. Sette mesi fa, quindi, il nostro commentatore preferito inizia a interessarsi – tessendone le lodi – a Caosfera.

(Immagine cliccabile).

Tre mesi fa, rincuorando la tramista – «la prima a rispondermi è stata Caosfera edizioni, chiedendomi un contributo che mi avrebbero reso dopo aver venduto 500 copie» –, afferma di conoscere una certa autrice che è arrivata a vendere quella certa cifra.

Complimenti vivissimi!

Temevo d’averlo perso, invece è rispuntato all’orizzonte. La tramista sa d’essere incappata in un editore a pagamento – «vorrei qualche informazione seria, senza le solite ciance sul fatto che sia una casa editrice a pagamento, parliamoci chiaro, anche per prendere la laurea si paga, e parecchio anche. vorrei sapere se è una casa editrice, a prescindere dai costi» – ma vorrebbe comunque pareri in merito.

(Immagine cliccabile).

Tirando le somme, non so dirvi cosa spinga un utente rispondente a consigliare – in maniera così convinta – la pubblicazione a pagamento. Per quanto riguarda Giramenti, la regola è sempre quella: NO EAP, grazie!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

6 responses to “L’utente rispondente che apprezza e consiglia editori a pagamento.”

  1. Daniela says :

    ahhperò! se l’utonto rispondente è una casa editrice a pagamento con tutti i soldi presi ha solo del gran tempo per girare il web e inforcare nuovi clienti.
    Ma posso dirlo?
    Ma che pochezza!

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    • Gaia Conventi says :

      Per carità!, non pensarlo nemmeno. Sono giorni che, al solo presumere sia giorno, riceviamo minacce.

      *Siori miei, se dovete mandarci l’avvocato, fateci sapere se mangia carne o pesce… così sappiamo dove portarlo a pranzo.

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  2. Daniela says :

    nb: se sono indecisi un bel piatto di bigoli o sarde in saor per tutti 😉

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  3. carlo says :

    E’ finita la pacchia.. la crisi ha messo in ginocchio tutti.. figuriamoci chi ha piu soldi da spendere per farsi pbblicare un libro.. andasserro ad inventare un lavoro serio chi ciede soldi per stampare un libro!!!

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  4. Massimo says :

    Però che strano, Statale 11 e Caosfera sono due case editrici che provengono da Altromondo che è la casa madre, e l’utente si ostina a osannarle tutte e tre. Ma sarà sicuramente una coincidenza.

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