La postilla del Glande Buffo: generi e generi degeneri.

Glande Buffo, scusa l’ignoranza – e per favore questa volta vorrei restare anonima, anzi cambiami il nome, che so, Francesca andrebbe bene – ma che razzo son urban fantasy, paranormal romance, distopici et similia di cui parlano in tanti blog? La vecchiaia è una brutta bestia e sembra che io mi stia perdendo la meglio letteratura.

Ho deciso che lascio il virtuale e torno al reale.

Ciao.
Francesca

Gentile Francesca − o chi per lei, ciao Giangiulio! − il Glande Buffo queste cose le sa, e se non le sa le inventa, che tanto va bene uguale.

Urban fantasy

Lei e lui non sono figli di gnomi e cugini di secondo grado degli elfi − più probabile che siano vampiri glitterati −, l’unicorno trotterella per Corso Roma e il calendario segnala che siamo nel 2013. Lei e lui si amano fin dalla prima pagina, nell’ultima pagina lui vorrebbe farglielo presente ma viene morso da un licantropo. Nel secondo volume della trilogia lei fa la spola tra Reggio Emilia e Cocomaro di Cona per trovare l’erba guaritrice. Nella terza e ultima puntata lui guarisce, loro si amano e l’unicorno continua a trotterellare per Corso Roma (così il finale resta aperto e il corso anche).

Paranormal romance

Nella sua accezione più commerciale insomma, la roba che vende , il paranormal romance gode della presenza di vampiri glitterati, molto più fighi di quelli da urban fantasy. Molto più romantici, molto più dediti al salto della cavallina. Ah, certo, ovviamente la cavallina è un unicorno. In questo genere o genere degenere il fantasy si mescola agli Harmony e tutti trovano l’anima la strega, la vampira… gemella. Il calendario segna ancora il 2013 e, non volendo porre limiti al peggio, lei e lui fanno la quarta liceo. E lui suona il kazoo in un gruppo di folk rock vampirico.

Per altri sottogeneri del fantasy, vale la pena fare un salto su Wikipedia. Vi si aprirà un mondo (noooo… non aprite quella porta!).

Romanzi distopici

La distopia − o, complicandoci la vita, antiutopìa, pseudo-utopia, utopìa negativa o cacotopia è il mal di pancia dell’utopia. Lei e lui vivono in un futuro prossimo spostate il calendario in avanti di qualche decina d’anni, senza esagerare , in un mondo di merda dove non ne va dritta una. I giornali sono controllati da una setta giudaico-massonica che vuole conquistare Corso Roma e zone limitrofe, le banche sono controllate dai cattivi, i cattivi sono controllati dal cattivo più cattivo di tutti e trombare è illegale. Lei e lui combatteranno contro i cattivi, le banche, i giornali e il mondo di merda pur di trovare una branda libera su cui saltare la cavallina. Nonostante questa incresciosa spiegazione, si tenga presente che 1984 di George Orwell è un romanzo distopico, e magari bastava dirlo prima.

Questo è quanto ho potuto apprendere da Sua Immensità il Glande Buffo, non è detto che le spiegazioni siano valide, non è detto che il Glande Buffo sappia leggere.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

17 responses to “La postilla del Glande Buffo: generi e generi degeneri.”

  1. stranoforte says :

    Però il filone distopico è la cosa più bella del’universo. Senza se e senza ma.

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  2. minty says :

    Grazie, Glande Buffo! Sono definizioni meravigliose! XD

    E grazie per il link alla Wikipedia Fantasy. Ho scoperto l’esistenza del Bangsian (credevo fosse un posto vicino Bangkok, invece è fantasy escatologico °_°), e che finora (forse) in Italia siamo stati privati dell’Elfpunk (ne sentite la mancanza? Siate sinceri! :P).

    Ho scoperto anche, con un po’ di preoccupazione, di iniziare oggi un gruppo di lettura per un romanzo Mithpunk (°_°) e di essere una lettrice abituale di Slipstream (che io ingenuamente credevo essere una roba porcella, invece pare trattarsi della buona, vecchia mescolanza di generi. Ah, vabbè!)
    Son cose…

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  3. Elena says :

    Ben cari! Là fuori – nel virtuale – c’è tutta una selva di questa roba e la gente ne va pazza. A volte mi perdo per ore a leggere i commenti di amikette di qua amikette di là. Poi mia figlia mi tira il maglione e mi chiede la cena, io la guardo ed ho paura che mi diventi un’amiketta…..
    Comunque – sia chiaro – niente da dire su 1984.

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    • Gaia Conventi says :

      Fai leggere roba buona alla bambina e vedrai che la bambina scansa le amikette. 😀

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      • Elena says :

        Mah! la società vince….. a un anno e mezzo si è schiantata contro una vetrina che esponeva un pupazzo Hello Kitty e in casa non abbiamo nemmeno la televisione. Ora è fissata con l’arrivare primi, vincere, battere tutti, stracciarli, ecc…. ha solo cinque anni. Io da atea convinta ho rispolverato il caro vecchio e buon Gesù. Ma quando le ho detto “beati gli ultimi…..” si è messa a ridere. Speriam bene. La settimana prossima provo con San Francesco.

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    • minty says :

      nel virtuale – c’è tutta una selva di questa roba e la gente ne va pazza. A volte mi perdo per ore a leggere i commenti di amikette di qua amikette di là.

      Coraggio, non sei l’unica! 😀
      Che poi io ho fatto parte per anni di un circolo di ah!mikette (a detta delle nemikette, ovviamente), ed è sempre un amarcord divertente.
      Solo, ci si perde un casino di tempo e poi a sera ti ritrovi a dire “ma cos’ho fatto, oggi, che non sono arrivata a concludere nulla?” ^^;
      Le guerre tra amikette sono i reality del web!

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  4. LFK says :

    Scriverò un romanzo distopico: Paris Hilton e Geronimo Stilton si amano ma lei ha una storia con un pinscher nano, cugino di chihuahua elfo, nemici di pechinese vampiro che ama follemente Gatto Sylvester Stallone Unicorn One.

    Credo di essermi già incartato…

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