“Giunti Y” giunti al classico con copertina frivola (e i mal di pancia di Maria Squinzia).

Era maggio e parlavamo della versione lost di Cuore di tenebraarriva settembre e Maria Squinzia – ok, lo ammetto, non è il suo nome di battesimo… però ci eravate cascati, eh? – mi chiede un parere sulle iniziative dell’Y TeamE se non mi avesse fornito il link, avrei scambiato la faccenda per una sorta di scoutismo à la “Vado matto per i piani ben riusciti”.

Occorre precisare che Maria Squinzia ha due cose che a me mancano: un figlioletto in età scolare e la turbata sensibilità di una mamma che vede i classici riproposti in salsa catodica e sbrilluccicante. Maria Squinzia e mamma orsa, chiarendo il concetto, hanno molto a cuore la propria discendenza.
Non so che ne dica mamma orsa, ma sono certa che mamma Maria Squinzia non è rimasta indifferente alla “campagna acquisti” del Giunti Y Team, in versione Ambassador ricompensati a noccioline.

Vado a spiegare il concetto e la geniale trovata. E parto proprio da qui, dalla pagina che ci spiega cosa un Ambassador – un Y Ambassador, un giovane lettore di quella roba lì – deve fare per guadagnarsi libri da leggere e qualche gadget.
«Y è alla ricerca di ragazzi e ragazze che siano suoi portavoce», non è lavoro minorile perché nessuno è costretto a far niente, sia chiaro. Però il fare diventa allettante, e la grafica aiuta. Ok, ma a fare cosa? «Periodicamente gli Y Ambassador riceveranno in maniera totalmente gratuita un prodotto di Y, non ancora in commercio», figata, eh? Il totalmente gratuita sul sito della Giunti è sottolineato. Sia chiaro, i giovani lettori non devono spendere niente.

E allora che devono fare per guadagnarsi tanta stima e tutto ‘sto ben d’editoria? «Tutto ciò che devono fare è valutarlo». Ok, valutare il libro che ricevono gratis. E poi? «Dopodiché, basterà esprimere un parere: parlane a scuola, con gli amici, in palestra, ma soprattutto su internet, attraverso forum e blog, dando così vita a una rete di passaparola. È sul web infatti che le idee si muovono velocemente».

Non avete ancora capito il meccanismo? Giunti lo spiega così: «Più tracce si lasciano, più il messaggio arriverà forte e chiaro».

Insomma, care mamme e nonne dotate di giovane ciurmaglia con accesso a internet, i vostri bimbi devono leggere i libercoli e poi parlarne in giro. Tutto qui? Ma certo! Infatti, «Per diventare Y Ambassador serve solo entusiasmo: non è un lavoro, ma un divertimento!».
Ribadiamolo, i vostri figli non stanno lavorando a una campagna marketing di un editore, non lo fanno per guadagnarsi libri gratis e due noccioline di premio. Lo fanno e non lo fanno. E se lo fanno è perché risulta divertente, per loro e per Giunti. Però Giunti poi incassa, sempre se i vostri baldi giovani hanno saputo far bene quel lavoro che non è un lavoro ma soltanto un divertimento. Difatti «L’unico scopo del lavoro degli Y Ambassador», eccheccazzo, avevo appena sostenuto che non si trattava di lavoro!, «è quello di creare attesa e suscitare curiosità».

Ma perché, santo cielo, non fare spot alla vecchia maniera? Ehhh, ma allora siete de coccio!

Giunti lo spiaccica cum niènt a fùss, «Il passaparola è uno straordinario veicolo di diffusione delle informazioni, la forma di comunicazione più potente del nostro tempo». Se poi a fare spot aggratis sono i vostri figli – no, avete ragione, ci guadagnano prodotti da testare, e li testano aggratis – allora risulta palese che «Il motto di un Y Ambassador è far sentire la propria voce e liberare la creatività».

Ma devono essere sinceri, dice Giunti, e se il prodotto non piace bisogna dirlo. Perché, si sa, stroncare un libro è cosa che fanno in tanti. Eccerto, come no, gli adulti poi, eh, siora mia… (stendiamo un velo pietoso sui lit-blog che praticano bidè editoriali usando più saliva che inchiostro).

Insomma, a conti fatti, che vuole Giunti dai vostri figli, dai vostri giovani lettori? «Per Y è ovviamente molto importante ricevere un massiccio feedback». Ovvio, sennò non stavamo qui a dirlo e Giunti non confezionava nemmeno le copertine misto Harmony di cui parleremo tra un attimo.

E come può sapere, il giovane lettore – imbarcatosi in questa impresa pubblicitaria pro Giunti –, d’aver fatto il suo dovere? «La bravura di un Y Ambassador si misura sul volume di conversazioni generate attorno a un prodotto. Più la discussione è accesa, maggiore sarà l’attenzione che si creerà intorno a essa. Ed è proprio questo ciò che chiediamo ai nostri Y Ambassador: essere attivi e suscitare più curiosità possibile».

Ecco, più chiaro di così non si potrebbe. La Giunti ha bisogno delle recensioni – e della spam – dei lettori dei suoi young adults. Cosa lecita, eh? Non li stanno mandando in guerra, in miniera o a girare il remake di Riso amaro. Ma metti che, ecco, sì, metti che la cosa non sia proprio elegante.

Ma chi sono io, perdio!, chi sono io per sostenerlo? Nessuno, accipicchia!, infatti la segnalazione mi arriva da mamma Maria Squinzia. E adesso andate da lei e da mamma orsa e provate a intortare i loro figli.

Restiamo in tema d’eleganza e, come promesso, andiamo a vedere le prossime uscite della collana Y.

Un classicone rivisitato alla figherrima e 3D maniera. Con Brendan Fraser che ti guarda negli occhi e ti chiede cortesemente d’accompagnarlo alla cassa.

Classico tra i classici, col ragazzotto svenuto, in canottiera. Forse è un bagnino a fine turno, forse è un manovale, forse è un Y Ambassador che non ha fatto il suo dovere.

Per Cuore di tenebra abbiamo scomodato il bellone, ché il bellone aiuta il plot e rinvigorisce la trama. Da sempre.

Qui, invece, siamo incappati in un modello della Vestro.

Guardando i libri della collana mi rendo poi conto della presenza di Hybrid di Kat Zang, e questo mi riporta alla mente qualcosa… qualcosa… mmm… aspetta che ci penso… Ah, già, il commento di Scova gli Imbroglioni su aNobii.

Non sapete di Unika? E allora cliccate qui. E con questa perla, ringraziando la De Agostini, siamo Giunti al termine del post.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

64 responses to ““Giunti Y” giunti al classico con copertina frivola (e i mal di pancia di Maria Squinzia).”

  1. rob says :

    Siora mia, non c’hai capito una mazza. Giunti Y starebbe per “Giunti, why?”, ovvero la traduzione in inglese del pensiero che viene in mente a chiunque vede una delle copertine lassù. Loro sono avanti e hanno dato il nome alla collana, anticipando la reazione del lettore. Scaltri come faine, eh?

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  2. Stranoforte says :

    Sarà mica l’inizio di una nuova collana: ambasciatori spammatori? Una collana che la gente quando li vede arrivare vorrebbe stringere forte.

    P.S.: Qualcuno, nel buio e nel silenzio della notte, ha tentato di violare l’account wordpress che uso per cialtronare su qui richiedendo una nuova password. Saranno quelli della Giunti?

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  3. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento fresco di giornata…

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  4. paolo f says :

    Qui la deriva si sta facendo grave: non solo “Youcrime”, con l’incarico agli aspiranti autori di spammare più che si può, ma ora anche “Y” di Giunti, che vuol educare i lettori in erba a gridare a comando sulla spinta di un’offerta di gadget. Roba da pazzi.

    Le regole ispiratrici del berlusconismo ora applicate anche all’editoria e alla funzione educativa della lettura: cose che non molto tempo fa sarebbero suonate assurde, e oggi son diventate normali, anzi: sono la nuova frontiera della comunicazione in Rete.

    Bambini addestrati così potrebbero anche diventare i soldatini di futuri Esercitidisilvio, operanti su piattaforme online in stile Casaleggio. Immagino due grandi fronti di attivisti eterodiretti: casaleggiani e silviani, cliccatori frenetici e dipendenti dal video, a cui stanno incollati fino a 18 ore al giorno. Un fenomeno che nella tecnologissima Corea del Sud sta diventando una malattia sociale.

    Speriamo che qui non accada: resistere, resistere, resistere!

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    • impossiball says :

      Vorrei tranquillizzarti facendoti sapere che gli young adults italiani sono appiccicati al computer più che altro per videogiochi, community e cose del genere (se hai twitter, ad esempio, sai esattamente cosa fanno le bimbeminkia ogni volta che butti un occhio ai trending topic).

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      • paolo f says :

        Sì, ma il mio timore è che questi, da adulti, diventino il braccio armato – incollati al pc – delle fazioni che si fronteggeranno nella lotta politica e di egemonia mediatica del futuro, cioè potranno creare i movimenti d’opinione che muoveranno tutto, arruolati e irreggimentati da chi sa come creare e manipolare il consenso.

        Come i vari Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Iva Zanicchi ecc. sono stati il braccio armato nel trentennio di berlusconizzazione d’Italia – i cui guasti sono ormai irreversibili -, questi bimbiminkia addestrati e irreggimentati e orientati rischiano di diventare un’arma letale.
        Si salvi chi può.

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  5. minty says :

    In pratica, indottrina il bambino fin da piccolo per ricevere noccioline in cambio di spam e pubblicità gratuita. Ci sarebbe da ridere, se non fosse mostruoso e allarmante. Soprattutto perché, a fronte di Marie Squinzie e mamme orse attente, non so quanti genitori siano così in gamba da vedere il marcio dove si nasconde e tenerne fuori i propri pargoli (se penso a tutti i bidé letterari, i lit-blog che funzionano solo da cassa di risonanza per le manovre di marketing degli editori, ecc. – cioè, qualcuno che li scrive ci sarà, no? E probabilmente si riprodurrà anche…).
    Desolante, davvero. Diventa un robottino ammaestrato del marketing fin da piccolo, in cambio di nulla! E siine pure contento e felice. Santo Dende, chissà se Aldous Huxley ci avrebbe pensato…

    En passant, notato il nuovo binomio ricorrente? Spam = creatività. Eccome no! 😐

    (Ma han già cambiato la copertina a “Cuore di tenebra”? Niente più Lost? Ah, che peccato! :P)

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    • Gaia Conventi says :

      Ho lasciato a voi la chicca di notare il cambio. Mesi fa quella copertina aveva creato un certo scalpore, la sostituzione potrebbe voler dire che Giunti non è insensibile ai post che criticano iniziative un tantino bizzarre.

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  6. impossiball says :

    Non so voi, ma a casa mia i classici che ho letto erano quelli che avevi già dentro casa. Non ne ho mai acquistati – anche perchè mi provocavano tutti irrimediabilmente sbadigli, noia e voglia di playstation – e continuerò a non farlo, tanto non devo fare lo scrittore. Mi tengo stretti i miei libri, uh, moderni e via.
    Secondo me lo stesso avviene coi ragazzini: o non hanno libri dentro casa – ergo o la passione per la lettura gliela passa un professore o non ce l’avranno mai – o ce li hanno e non hanno bisogno di andarsi a comprare un classico. Per di più, una che si compra Cuore Di Tenebra solo perchè c’è il buon Sawyer sopra, è abbastanza probabile che lo abbandoni prima di finirlo, tenendolo giusto per ammirarne la copertina. Ergo dubito che andrà su facebook a spammare come se non ci fosse un domani.

    (Ma han già cambiato la copertina a “Cuore di tenebra”? Niente più Lost? Ah, che peccato! 😛 )

    Mi stupisce che la sig.ra Giramenti, da sempre sensibile a certi stimoli, non abbia rimarcato l’infelice sostituzione 😀

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  7. diait says :

    mi fate specie.

    Non avete capito che i fustacchioni sulle copertine dei titoli di Giunti Y sono un gigantesco complotto di genere, “una delle ulteriori gabbie che si riservano a maschi e femmine“??
    Il catalogo di Giunti Y è un cavallo di Troia del patriarcato.
    Sveja!

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/09/04/giunti-y-i-classici-e-il-ritorno-del-fustacchione/

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    • Gaia Conventi says :

      Altra pecca di cui prima o poi dovrò rispondere al signor G: non frequento il blog della siora Lipperini.
      E dovrei, eh? Accidenti, dovrei proprio. Ma non trovo mai il tempo… 😀

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    • paolo f says :

      Quello è un posto infrequentabile, assolutamente. E della tenutaria si è già detto ciò che si doveva dire.
      Meglio frequentare Masticone, tanto per capirci.

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  8. diait says :

    @Paolo –
    Ormai su twitter e davanti al pc ci sono solo ultraquarantenni. I ragazzi hanno già abbandonato da un po’ i social, in massa. Raramente leggono le e-mail, o stanno davanti allo schermo.
    Le bacheche delle mie nipoti sono praticamente vuote e inanimate, mentre quelle dei miei coetanei sessantenni fervono.

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    • paolo f says :

      Degli adulti e maturi so, dei più piccoli ne so molto meno: può essere come dici.
      Mi è capitato però di vedere un frammento di “SOS Tata” in cui il bambino (scuola media, forse) si teneva in contatto con gli amici su facebook, e la tata ne ha subito vietato l’utilizzo, dicendo che i rapporti coi coetanei vanno coltivati direttamente: li vedeva tutti i giorni a scuola, oltretutto!

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    • impossiball says :

      su twitter sono in disaccordo totale, basta guardare i trending topic: c’è sempre (sempre!Q) qualcosa su justin bieber, demi lovato o gli one direction, sia che ti imposti quelli globali che restringi su quelli italiani.

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      • diait says :

        è vero, twitter non lo conosco.
        Il mio osservatorio va dai 16 ai 25. E ho notato un crollo verticale dell’interesse per i social tradizionali, e un progressivo abbandono delle bacheche FB.
        Vedo che è molto usato What’s up, che si usa sugli smartphone, credo.
        Io ho un decrepito cell e poca voglia di imparare nuovi protocolli

        Comunque su FB le tardone scollate e gli aitanti vecchietti sono in aumento.

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        • impossiball says :

          Facebook è alla portata di tutti (purtroppo), per cui ci trovi tutti. Il mio osservatorio si basa su una nipote di 17 anni che usa facebook essenzialmente per la chat, ma poi utilizza anche altri social network, l’altro giorno ne ha nominato uno che non avevo mai sentito nominare (e io sono informato, eh! Appena uscito Pinterest, ho subito detto a mia moglie di iscriversi, che lo avrebbe adorato. C’ha messo un po’ ma ora vedo che lo usa molto). Per cui, la frase ” un crollo verticale dell’interesse per i social tradizionali, e un progressivo abbandono delle bacheche FB” è solo mezza verità 😉

          Whatsapp ha il pregio di far risparmiare i genitori che pagano le ricariche telefoniche ai figli, visto che è praticamente un sistema di sms che viaggiano via internet. Si usa sugli smartphone più che altro perchè ai cell “normali” succhia tutta la batteria nel giro di 6-7 ore (testato in prima persona).

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          • diait says :

            caspita, sei più informato di me.

            Nel tempo, ho seguito le mie nipoti passare dall’uso delle e-mail, all’uso compulsivo della chat di Messenger, abbandonato per FB, abbandonato per twitter e whats up.

            Ma è anche vero che non abbandonano niente del tutto – usano le varie piattaforme a seconda delle necessità del momento e del tipo di vita che fanno in quel momento.

            Tutte e tre (parlo delle femmine) sono molto socievoli studiano, leggono, lavorano e viaggiano, e l’uso delle tecnologie mi sembra che non le abbia limitate in niente, anzi.

            A me invece mi toglie tempo e energie, e ogni giorno dico “domani smetto”, ma col fatto che lavoro al pc è difficile.

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          • minty says :

            Io ho sotto gli occhi quotidianamente due 16enni, e mi pare che Facebook vada ancora alla grande. Però entrambi ora sono molto presi anche da Whatsapp.

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  9. Chiara says :

    Io non ci trovo niente di che in queste copertine… in fin dei conti non sono gli unici ad utilizzare questa strategia di marketing. Ma li avete visti i classici della Mondadori della collana Chrysalide?
    Sono usciti (in ordine di tempo) dopo quelli della Giunti, ma sono identici!!! Anche le copertine, stesso stile, che ripeto a me non dispiace. Io compro il libro per quello che c’è scritto dentro, e se la copertina è piacevole, tanto meglio!!!
    Ah! Un’ultima cosa che non ho capito: ma perchè ringrazi la De Agostini?

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    • Gaia Conventi says :

      I gusti sono gusti e potremmo finirla qui, ma visto che i gusti sono gusti, trovo che queste copertine siano l’essenza del bimbominkiesimo. Mica brutte, eh? Semplicemente trash.

      Il riferimento alla De Agostini era per “Unika” – con link annesso -, con tutta la strana pubblicità – e spam – che la serie si porta appresso.
      Non avessi citato la De Agostini, si rischiava – a torto – d’includere “Unika” nel carniere di Giunti.

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  10. mozart2006 says :

    Un cavallo di Troia…questo nome non mi è nuovo! Parafrasi da Totò, prima che qualcuno mi accussi di sboccataggine gratuita 🙂

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  11. margrant says :

    certo,quello che dici e’ giusto,pero’ se qualche ragazzotto/a il libro se lo legge davvero e pensa,anche solo per un minuto se gli sia piaciuto o meno,non ti pare una buona cosa?In fondo mi pare che i libri disponibili siano dei classici che i ragazzi di oggi mai si sognerebbero di leggere….(non ho visto il catalogo disponibile,solo le foto che hai messo nel post,quindi potrei anche sbagliarmi…)

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    • Gaia Conventi says :

      Non c’è niente di male nel parlare di libri, ci mancherebbe!
      Quello che lascia perplessi è l’esplicita richiesta di farlo, così da ottenere libri gratis. E la perplessità aumenta valutando che tale invito è rivolto ai ragazzini.
      L’iniziativa può piacere o non piacere, Maria Squinzia non l’approva. Avrà i suoi buoni motivi.

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  12. stranoforte says :

    In poche parole vogliono farti fare la fine delle presentatrici AVON, o TUPPERWARE, che quando le vedi cambi strada ché parlano sempre delle stesse cose.

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    • Gaia Conventi says :

      Il passaparola funziona, lo sappiamo tutti. Non è una brutta cosa, se nasce spontaneamente. Tutto il resto è marketing studiato a tavolino e rivolto a giovani lettori che ancora devono farsi crescere il pelo sullo stomaco.
      Ma potrei sbagliare, eh? Potrei essere il solito cattivo soggetto che mette il naso dove non dovrebbe.

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    • rob says :

      li abituiamo da subito agli unici lavori che troveranno quando saranno grandi…

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  13. dalailaps says :

    Che poi… per la copertina de <i<I tre moschettieri non solo hanno scelto la peggiore trasposizione possibile di cui usare un fotogramma, ma hanno pure usato l’immagine dell’attore che veste i panni di Aramis, invece della più logica scelta del D’Artagnan di turno, perché probabilmente credono che l’attore sia il più apprezzabile dei quartetto agli occhi delle adolescenti.
    Ma davvero pensano che le ragazzine soffrano tutte di qualche deficit mentale da non essere nemmeno capaci di leggere il titolo del libro e da non comprendere che non si tratti di un nuovissimo young adult storico?

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  14. moloch981 says :

    Anche secondo me le copertine sono veramente brutte, e nella mia libreria non ce le vorrei mai. Tuttavia, come si diceva sopra, i gusti sono opinabili, e poi meglio comprare un classico con copertina trash piuttosto che le “50 sfumature” (la cui copertina, lo ammetto, io la trovo abbastanza elegante) 🙂 Alla Giunti avranno pensato che “il fine giustifica i mezzi”?

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  15. Zweilawyer says :

    Stavo per scrivere un articolo su questa iniziativa della Giunti, volta a creare piccoli testimoni di Geova letterari, ma hai già detto tutto 🙂

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