Fabio Volo: l’asinaggine compiaciuta e il codazzo di zombie.

Questo articolo non mi varrà il Premio Simpatia 2013 e probabilmente scatenerà i commenti di volisti e voliste. Qualcuno dirà che sono snob, altri opteranno per il solito «È tutta invidia!». Voglio dunque chiarirlo fin dalle prime righe: Fabio Volo non mi fa né caldo né freddo, sono i suoi ammiratori a lasciarmi perplessa. E se ognuno è libero di leggere ciò che preferisce, sul mio blog posso levarmi qualche soddisfazione. Ma piccola, eh? Nessuno si farà male, vedrete.

Dunque vi racconterò la mia avventura all’Ibs di Ferrara e vi dirò perché sono fuggita dopo dieci minuti. Scappata con l’espressione di chi, avesse potuto sbarazzarsi della calca sudaticcia per raggiungere le finestre aperte, avrebbe preso la rincorsa e sarebbe uscita da lì. La folla, dunque, mi ha salvata da morte certa… la stessa folla che da domenica appare nei miei incubi.

Se non sapete niente di Fabio Volo e dei suoi libri – me lo auguro, sarei pronta a pagarvi da bere – potete colmare tale lacuna leggendo il paragrafo che Pippo Russo gli dedica ne L’importo della ferita (libro che abbiamo recensito qui).
Dunque ora siete al corrente dei temi trattati da Fabio Volo in tutti i suoi libri, uno vale l’altro, come documentato qui da Pippo Russo.

Questi libri sono dei bestseller, ebbene sì, questi libri vanno via come il pane. E non certo per fame di cultura. Qui l’appetito viene messo a tacere con un toast e una bibita, roba da distributori automatici.
A volte tocca nutrirsi così, ma ci vuole stomaco e ci vuole fegato. Idem per leggere Fabio Volo. Insomma, per apprezzare certe diete e certi libri bisogna esserci tagliati o esserci costretti. O magari la colpa sta nel non aver mai mangiato di meglio. Oppure è questione di fame chimica.

Qualche giorno fa, sul blog I dolori della giovane librariain tanti siamo inorriditi apprendendo che «Fabio Volo sogna, pensa, vede quello che sognano, pensano e vedono tanti tanti troppi italiani. Per questa settimana almeno 28.000 accertati. Che diventeranno e sono milioni». E dunque mi sono sentita in dovere di controllare di persona, volevo vedere il codazzo di zombie. Gente che sogna e pensa una roba così: «A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po’ più intelligente e interessante di come sono realmente». (Fabio Volo, Il giorno in più). Questo concetto basterebbe a spiegare la fama di Volo, ma non renderebbe onore ai suoi lettori, ecco perché vi devo raccontare quanto è successo alla libreria Ibs di Ferrara.

Arrivare in centro in una domenica di pioggia e trovare completo il parcheggio di San Guglielmo è sintomo che qualcosa di strano sta succedendo. Tutti a passeggio? No, tutti da Fabio Volo. Fortunatamente siamo tanto ferraresi e tanto fortunati da parcheggiare comunque, farlo per andare da Volo ci fa sentire un po’ a disagio… ma siamo in missione per conto di Dio. E di Giramenti.

In piazza Trento e Trieste – ora bombardata per lavori – il vociare mette ansia, e anche le finestre spalancate al terzo piano della libreria – a novembre – danno l’idea del carnaio. Lassù c’è gente, tanta gente. Un formicaio che legge i libri di Fabio Volo. Basterebbe questo a far desistere chiunque, ma non noi, noi di Giramenti abbiamo il pelo sullo stomaco. Così ci siamo detti per farci coraggio, non sapendo che la nostra naturale pelliccia da pancia non sarebbe bastata.

L’interno della libreria è colmo d’umanità, qualcuno si lamenta perché non può raggiungere la cassa: pagare e levare il disturbo, e invece sta tra i volisti che vogliono entrare e i volisti che vogliono salire. Un librario pattuglia la scala e fa scendere chi si è già fatto autografare il libro, chi deve salire si metta pazientemente in attesa, grazie! Certo il solaio del terzo piano non può reggere il peso di tutto ‘sto sapere, meglio darsi il cambio.

Decidiamo di tentare l’ascesa per altra via, passiamo davanti ai remainders e sono tentata d’acquistare un libro di Volo – uno a caso, sono tutti uguali – in sconto al cinquanta per cento. Vorrei l’autografo del divo, lo vorrei per il paccozzo commentozzo. Il mio accompagnatore mi fa desistere, l’occasione è ghiotta: dobbiamo comprare l’ultimo capolavoro. Lì faremo apporre la dedica al blog. Come fosse una faccenda facile!

Anche la seconda scala è bloccata: la si affronta in cordata appesi al corrimano, nel frattempo scende gente. Tutti col libro sventolato a bandiera, tutti già dotati d’autografo. «Che ti ha scritto nella dedica?» chiede un attempato signore alla sua consorte, «A Imma» risponde lei. Cazzo!, penso io, speriamo ci abbia messo almeno le doppie.

La situazione al terzo piano è quella che vedete nella foto là in alto. Ci sono quaranta gradi, la gente è pigiata ma tranquilla. Occhi lucidi per l’emozione, sembra d’essere in pellegrinaggio a Lourdes. Accanto a me sta posteggiato un gruppetto di siore quarantenni che, quando arriva Volo, urlano «Ciao Fabioooo…» in falsetto. Certe cose te le aspetti dalle ragazzine, ma lì le bimbeminkia sono in minoranza. Un buon settanta per cento di volisti e voliste ha passato da un pezzo l’età dei brufoli.

Se l’autore ha le groupie – ribadisco: quarantenni –, non c’è da stare tranquilli. Lì attorno vedo padri di famiglia in giacca e cravatta – per Fabio Volo? – e siore con la messa in piega fresca, che presto franerà sotto il peso della traspirazione, propria e altrui. Maglioni volano sopra la testa e vengono allacciati in cintura, siurine aprono abbondantemente la camicia novanta acrilico e dieci elastan.

Il momento ha una sua sacralità, si attendono le prime parole di Fabio Volo. La sala è strapiena ma composta, assetata di volismo.

Ascoltare lui, dotato di microfono, senza poter correggere i congiuntivi alla cazzo di cane e i sostantivi usati a casaccio, è uno di quegli incubi che mi porterò appresso finché campo. Non solo Fabio Volo ha tentennato sul titolo del libro – del SUO libro – che era lì a presentare, ha avuto anche grosse difficoltà a raccontarne la trama. E mica che sia un plot complicato, eh? È esattamente quello dei libri precedenti.

Però Fabio Volo si avvede di non essere un genio – il fatto che non sappia scrivere non fa di lui un cretino – e dunque spara battute da avanspettacolo per scusare i suoi scivoloni. E sono tanti, uno via l’altro. La cosa terribile non è sentire la gente che si gingilla divertita a tale indomita somaraggine, il fatto increscioso è vedere che la maggior parte del pubblico nemmeno si rende conto dell’italiano sgrammaticato del suo idolo.

L’italiano di Fabio Volo è paragonabile al mio inglese, ed è come se io pretendessi di tenere una conferenza alle Nazioni Unite avvalendomi del mio the book is on the table. L’intera platea mi piglierebbe a calci in bocca, ma a Volo basta dire d’essere stanco per il viaggio – «Arrivo da Pescara» si giustifica – per mettere a tacere anche i pochi dubbiosi. Quelli che all’italiano ci terrebbero, ma lo sacrificano al volismo.

Ma davvero Fabio Volo non sa biascicare due frasi nel nostro idioma? Sì, ve lo confermo. E come avrà fatto a fare radio? Non saprei, devo ancora capire come lo si possa scambiare per scrittore, una cosa per volta.

Fabio Volo, il divulgatore, il comunicatore… ecco, quel Fabio Volo lì è assolutamente imbarazzante. La gente che lo ammira da lontano e non batte ciglio alle sue stronzate mi ha persino fatto un’impressione peggiore. La complicità è evidente, senza i volisti che sopportano e supportano gli scivoloni del personaggio, Fabio Volo dovrebbe cambiare mestiere. Ribadisco: sopportano e supportano, e magari divulgano su Facebook.

Qualcuno obietterà che, accanto a libri impegnati, servono anche testi leggeri. Quel qualcuno mi trova assolutamente d’accordo, ma se dedichi il tuo tempo a un romanzo scritto coi piedi, allora non dai al tuo tempo il valore che merita. E altrettanto fai coi soldi che spendi in libreria. Sempre che, e qui il dubbio si fa titanico, i libri di Volo non siano gli unici che sei in grado di leggere, e capire.

Ecco perché vi invito a prendere visione di questo articolo, e so che lo capirete perché chi legge Volo non legge Giramenti: «È il nuovo alfabetismo che avanza e che a differenza di quello classico di chi non sapeva né leggere né scrivere, si è fatto più subdolo: è quello di chi sa leggere, ma non comprende». Forse è questo a fare dei libri di Fabio Volo dei bestseller, sono romanzi semplici, pieni di ovvietà. I lettori di Volo ne colgono ogni sfumatura, e certo la piattezza aiuta: Fabio sta parlando di loro, con loro, e loro capiscono il senso di quanto scrive. E si sentono dei lettori. Ahia!

Il nuovo libro di Volo – La strada verso casa – costa diciotto euro. La copia che vedete in foto è stata immediatamente rimessa dove stava, noi siamo fuggiti dalla presentazione di Fabio Volo e dagli zombie che lo inneggiavano. La sua voce – maledetto microfono – ci ha seguiti fino all’uscita, ho così avuto modo d’ascoltarlo per altri cinque minuti. Decisamente troppi.

I limiti di Fabio Volo sono evidenti, ma lui se ne compiace perché sa di parlare a gente che può comprenderlo. E apprezzarlo.
Amici volisti, sappiatelo, non vi sta facendo un complimento: vi porta al suo livello e vi batte in furbizia… appioppandovi i suoi libri.

Abbiamo avuto problemi anche a riguadagnare la libertà. Una della libraie teneva a bada gli scalpitanti lettori che, rimasti all’esterno, volevano presenziare al rito; ho gentilmente chiesto se potessimo uscire o se dovessimo considerarci ostaggi dell’Ibs. Nonostante il cortese assenso, farsi spazio tra la folla questuante è stato un gioco al massacro: «Permesso, grazie, scusi» e con qualche spallata sono riuscita a farmi largo. Per fortuna ho le spalle buone, e un blog di satira editoriale che non guarda in faccia a nessuno.

E adesso finalmente so perché Fabio Volo è uno scrittore di bestseller: grazie a lui i suoi fan si sentono lettori. Con grande schiamazzo e poco impegno.

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Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

248 responses to “Fabio Volo: l’asinaggine compiaciuta e il codazzo di zombie.”

  1. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento da antologia…

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  2. dario says :

    ottima recensione..:) se Volo vendesse meno fumo e si limitasse a trasmettere ai volisti la voglia di cambiare e di aiutarlo a convincere altri che si può cambiare atteggiamento verso la vita, sarebbe un ottimo strumento mediatico.Anche con il linguaggio scorretto .

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  3. Daniele says :

    Ho letto qualche brano dal sito che hai segnalato. Non avevo mai letto nulla di lui e, come prevedevo, non gradisco quella roba. Non sono riuscito però a trovare delle anteprime dei suoi libri, pagine “assaggio” per capirci.

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  4. LFK says :

    Gaia, devo dire che hai parlato benissimo di Volo, meno bene dei suoi lettori. Hai spiegato il fenomeno in maniera chiarissima: Volo non sa scrivere ma lo fa bene. Il problema di fondo è che di solito un lettore dovrebbe prendere dalla lettura qualcosa che lo faccia crescere. Se il lettore è pigro, il suo libro preferito sarà quello che non gli dà niente che non abbia già. Questo è Volo, e spiega perché ti resta il vuoto dopo averlo letto. Da questo punto di vista è da ammirare. Il Volismo è dunque un fenomeno legato alla pochezza della lettura in Italia. Mi dispiace perché avrei quantomeno voluto leggere che parla bene, avendolo sentito in radio, visto in Tv, e invece… non capisco.
    Comunque pensavo che ce l’avresti fatta, invece no. Ma da come la descrivi, credo di capire perché.

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    • pirulix says :

      Il problema di fondo è che di solito un lettore dovrebbe prendere dalla lettura qualcosa che lo faccia crescere.

      Questo è l’errore di fondo, imho.
      I “compratori di libri” vogliono qualcosa con cui passare il tempo: “potrebbero” essere gli stessi che guardano i cinepanettoni, eppure come la lettura anche il cinema dovrebbe dare altro.
      Siamo in Italia mica per niente e poi sai che giramenti se tutti fossimo colti, arguti, impegnati?
      😉

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    • Gaia Conventi says :

      Colpa mia, sarà stato il caldo, gli urletti… insomma, non sono riuscita a restare più di dieci minuti.
      E poi, lo ammetto, la folla in estasi mi ha spaventata. 😉

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      • LFK says :

        Io avrei resistito meno. Anzi, forse mi sarei fermato a guardare la coda e avrei detto a mia moglie: “Ma non c’erano i peppozzi in offerta al super?”. Lei quando dico così, capisce e mi risponde “Hai ragione! Andiamo!”
        🙂

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        • Gaia Conventi says :

          Lo so, lo so… ma dovevo capire. Volevo vedere, sentire… insomma, dovevo farmi del male.
          Adesso so. E mai più una presentazione di Volo. Mai più. 😀

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          • LFK says :

            Hai fatto bene. Per criticare, o anche solo per parlare di qualcosa bisogna conoscerlo. Per questo andrò a vedere il film di Zalone. Perché altrimenti non posso unirmi al coro dei “èunfilmdimmerda” 🙂

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            • Gaia Conventi says :

              Non vado al cinema. Colpa mia, dormo appena spengono le luci.
              Però sono molto interessata a leggere la tua opinione su Zalone.

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            • impossiball says :

              Zalone per me è un genio, e metterlo sullo stesso piano di Fabio Volo è da spocchiosi. Io ci metterei, semmai, Pieraccioni, che pure è uno che a rifare sempre le stesse trame ci sa fare.

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              • LFK says :

                Pieraccioni mi fa lo stesso effetto di Volo in effetti.

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                • impossiball says :

                  Visto? Già uno che si chiama Checco Zalone è un genio (ma tocca conoscere il dialetto pugliese per apprezzare)

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                • Gaia Conventi says :

                  Ecco, Pieraccioni non mi sta simpatico. Lo dico, tanto qui siamo tra pochi intimi. 😉

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                  • minty says :

                    Pieraccioni mi sta ampiamente sul cu*o (sì, niente eufemismi per me oggi, grazie :P) da quando beccai una sua intervista tv in cui si vantava – letteralmente – di avere solo la terza media, e lasciava intendere che studiare non serva a un ca22o e sia quasi da sfigati.
                    Ora, io non ho niente contro chi ha solo la terza media (mia madre, per dire, che tra l’altro se l’è presa alle serali sgobbando come una schiava, ché lei faceva pure l’operaia nel frattempo; altro che la zuccavuota comica pluribocciata adolescente!), ma c’è modo e modo di porre la questione.
                    C’è anche un modo volgare, e imho era quello scelto da Pieraccioni in quel caso…

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              • Perennemente Sloggata says :

                Ha avuto buone idee per sfondare ma mi pare antipatico e volgare. Insomma, sempre volgare. a me questa pare più furbizia che genialità.
                Tradotto? Lo associo al Piotta e alla Valeria Rossi di SoleCuoreAmore, laureato lui in ingegneria di qualchecosa e lei in scienze politiche, che semplicemente dichiararono qualcosa tipo “finché ce n’è, perché no?”. E il “finché ce n’è” glielo regaliamo noi…

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                • minty says :

                  Il Piotta… l’ho odiato alla follia ai tempi di “Supercafone”, per poi ritrovarmi auto-sorpresa ad adorare il ritornello de “La grande onda”, scialallà e tutto.
                  Che alle volte ci son cose che ti portano davvero a chiederti se stai rinco*lionendo o se invece… 🙂

                  Forse la prima! XD

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                  • Perennemente Sloggata says :

                    verissimo 😀
                    invece, come si può notare da un altro mio commento, mal tollero Zalone

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                    • minty says :

                      Zalone lo conosco poco. Non ho mai visto i suoi film e i suoi sketch (sempre per quella questione dell’idiosincrasia verso un buon 90% di ciò che il resto del mondo stima faccia ridere…). Però uno che scrive una cosa simile per la nascita della sua primogenita, devo ancora decidere se sia un genio o qualcuno appena scappato da un TSO (oh, a Forlì succede in continuazione, pare; perché non anche altrove? :P):

                      (E siamo pure spaventosamente IT, visto che la figlia in questione si chiama come la padrona di casa, qui, e la canzone cita anche le 50 sfumature… 😀 )

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                • impossiball says :

                  Zalone ha TALENTO. Lo dico da quando faceva canzoni sceme a Zelig (anche perchè i film non li ho ancora visti): sa cantare, sa recitare, sa comporre testi e musiche, a differenza di tanti altri che sanno fare una cosa sola, e pure non così bene. Che possa non piacere ci sta, ma il suo valore è indubbio.

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  5. Perennemente Sloggata says :

    Riflessioni sparse, le mie:
    – Ieri sera in posta, in bella vista, c’era il volume cartaceo in questione scontato del 15% (se ricordo bene la cifra). Nemmeno uscito e già scontato. Perché?
    – A me viene un dubbio atroce: tutta quella gente avrebbe pagato un eventuale biglietto d’ingresso? Mettiamo per assurdo che la libreria avesse chiesto un euro simbolico: questa gente l’avrebbe pagato? Io credo di sì.
    – Conosco persone anche intelligenti e lettrici di libri davvero impegnati, fan di Volo. Non riesco a conciliare queste due informazioni.
    Comunque, grazie per il reportage, capisco che dev’essere stato impegnativo. Io già non amo la bolgia, per Volo poi…

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    • Gaia Conventi says :

      Perché diciotto euro sono parecchi. Un piccolo sconto e il libro costerà comunque troppo… aiutando così le vendite.
      C’è differenza tra chi legge Volo e chi lo ama alla follia. Il semplice lettore attende qualche giorno per leggerlo in sconto.

      Per quanto riguarda il biglietto d’ingresso, chi stava lì l’avrebbe pagato di sicuro. Gli occhi lustri, il sorrisetto da primo appuntamento.
      Sì, quella gente avrebbe anche pagato.

      Persone intelligenti possono certamente leggero Volo, non lo escludo. La differenza sta nel leggerlo e nell’apprezzarlo senza se e senza ma.
      E nel fare coretti «Ciao Fabiooo».

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      • minty says :

        Perché diciotto euro sono parecchi. Un piccolo sconto e il libro costerà comunque troppo…

        Leggere le probabili bufale editoriali a 1-2€ o addirittura gratis, non ha prezzo 😀
        Due anni fa ho preso una (mezza) cantonata chiedendo in regalo (ecco perché solo mezza :D) uno di quei libri con la gente che intreccia la cucina alla disamina esistenziale (sì, lo so, patetico; ma ogni tanto anche quell’angolino buonista e zuccheroso, rimasto come relitto scomodo all’interno di me, esige di pagare pegno XD). Una lettura atroce sotto molti punti di vista.
        Avevo altri titoli sul genere in ‘appunti di lettura’, e mi chiedevo se tentare ancora la sorte regalizia sperando in meglio, o se evitare di giocarmi un desiderio di Natale con ‘ste minc*ate.
        Ebbene, eccomene arrivare uno a casa nelle sportone di scambio tra mamma e zie (sì, lo so, ciò non depone a suo favore ^^;). E l’ho sequestrato subito!
        Dà gusto quando puoi sperimentare senza perderci un cent 😀 (però Volo non lo leggerei neanche così – per puro disinteresse credo. Infatti potrei pescare in ogni momento dalla libreria della sister, manon lo faccio…).

        La parte migliore: quando poi la probabile bufala si rivela non-poi-così-bufala. “Paradiso amaro” (quello col faccione di Clooney sparato in copertina) mi è arrivato a casa con le stesse modalità. E, non sarà un Pulitzer, ma ho letto decisamente di molto peggio. Niente di trascendentale, ma sufficiente ^^

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    • minty says :

      – Conosco persone anche intelligenti e lettrici di libri davvero impegnati, fan di Volo. Non riesco a conciliare queste due informazioni.

      Consolati. Io ne ho una in casa. E quando vedo i libri di Volo impilati insieme a Dickens e il realismo magico (e penso al mio comodino imballato di thriller e fumetti, ma che Volo non l’ha mai visto neanche in foto. Neanche Dickens, se è per quello… XD), ho sempre come l’impressione di contemplare un paesaggio marziano.
      Comunque credo sia genetico: mia madre s’è sciroppata tutta la letteratura ‘700-‘800esca, classici russi compresi (questi sono altra roba che non ha mai visto il mio comodino ^^;), e con altrettanto impegno fagocita Harmony (prima), Danielle Steele e robette da Tiffany Newton Compton (ora; di solito se le passano fra sorelle – le risate quando, con l’ultima sporta è arrivato il 3° capitolo di una saga young adult sugli angeli. E lei vuole pure leggerselo! @_@).
      Se non altro la madre è consapevole che siano minc*ate per passare il tempo senza pensare troppo. Un’opinione alla sorella su Volo, Moccia e Twilight (sì, s’è sciroppata pure tutti quelli. Non tutti comprandoseli, almeno…) non ho mai avuto davvero il coraggio di chiederla, perché in fondo, io, la sister, la stimo…

      Non so, che sia una mutazione dei geni dovuta all’inquinamento? °_°

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  6. paolo f says :

    Hai fatto un’analisi oggettiva e misurata: e molto triste, anche, soprattutto per quelli che credono nel potere delle lettere.
    Pare un fenomeno di democratizzazione livellante: i fans di Volo diventano lettori, finalmente, senza quasi saper leggere: è come dare l’uguaglianza ai poveri (che ancora nessuno dà) o la concessione del suffragio universale di cent’anni fa. Questo ci fa capire il potere del verbo e dell’azione voliani. Chapeau!

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    • pirulix says :

      Paolo epperò…
      È lo stesso atteggiamento, questo, che a suo tempo, e ancora oggi in Italia soprattutto, avevano -anzi avevaMO, mi ci metto anche io ‘prima’- verso King… La spocchietta verso il lettore analfabeta (presunto) che legge King.
      La lettura è intrattenimento e i lettori vogliono percepire in quello che leggono un’eco della loro vita intrriore (sia essa la pancia, il cuore o il cervello).
      Non leggerò mai Volo né mi incuriosisce ma quelle poche volte che l’ho incrociato in TV non ho storto il naso (come spesso mi capita di fare)

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    • Gaia Conventi says :

      Ho tentato d’essere lucida, volevo farmi intendere. Dire che Volo fa schifo avrebbe semplificato le cose, e le avrebbe semplificate troppo.
      Fabio Volo, ribadisco, non è un cretino. Magari non sa scrivere – e io ritengo, in cuor mio, che Volo davvero non sappia mettere assieme nemmeno un pensierino per la siora maestra -, ma in Italia molti altri non sanno farlo. Eppure Volo ha un codazzo d’ammiratori, gente pronta a passare su qualunque errore. Forse perché gli errori grammaticali – non dico errori di pensiero, non mi permetto – di Volo sono gli stessi dei suoi lettori: giocano alla pari.

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    • minty says :

      Pare un fenomeno di democratizzazione livellante: i fans di Volo diventano lettori, finalmente, senza quasi saper leggere: è come dare l’uguaglianza ai poveri

      Se fai caso, tutta la nostra società da decenni tande a quello, a partire dalla mutazione deformante che ha subito la scuola dell’obbligo. La nobilitazione della mediocrità, l’avallo della pochezza, il ‘tuttotesismo’ a non far sentire gli ignoranti a disagio per ciò che sono (ignoranti, appunto), anzi! L’imperativo è coccolarli, celebrarli e consegnare loro le redini, che chi si solleva della mediocrità è solo scomodo e ‘invidioso’.
      E’ ovvio che, nel quadro generale, un autore che glorifichi lo status della casta ignorante nutrita di frasi da Baci Perugina (scelta da Moccia, tra l’altro) faccia parte del pacchetto, no? 😛

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  7. Liam says :

    Pure io ho cercato anteprime inutilmente. Tutta colpa tua, la pubblicità negativa mette più curiosità di quella positiva.

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  8. Silvia Schwa says :

    Sinceramente non so nemmeno se considerarli lettori questa gente. Mi sembrano più “fan” che lettori, del tipo odioso, quelli pronti a idolatrare il proprio idolo qualsiasi cosa faccia, sia che scriva, sia che faccia film, sia che faccia programmi…Fabio Volo è un prodotto, pensato e creato per un determinato target, il pigro finto-intellettuale. Un’altra cosa che odio poi dell’essere “fan” più che “lettori” è questa idolatrazione acritica e l’attacco feroce verso chi osa criticarlo, oramai quasi nessuno perché visti i numeri che fa girare oramai è una gara a farselo amico.

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  9. mozart2006 says :

    Aspettavo questo post con la stessa ansia di una quindicenne che attende il nuovo lbro di moccia. Grande Gaia!!!

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  10. marcoparlato says :

    Negli anni da libraio ho notato un altro fenomeno interessante sui volisti: chi compra e non legge mai.
    Spesso capitavano in libreria coppie di amiche, di cui una diceva:

    «Sì, ce l’ho, ma non ho ancora letto [TITOLOPRECEDENTE]. Sai, gli impegni» (erano passati due anni dall’uscita)

    Pur non avendo letto il precedente, acquistava senza battere ciglio il nuovo.
    E in due anni si sarebbe presentata senza averne letti due, ma per comprare il terzo. Di questo sono sicuro.
    Va bene il passaparola, ma qui siamo a un vero fenomeno da analizzare: farsi acquistare senza farsi leggere, sempre.

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  11. redawahbi says :

    “Non mi piace molto leggere ma quando lo faccio preferisco Fabio Volo”. Frase vera da vita vissuta…

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  12. impossiball says :

    Fabio Volo non mi fa né caldo né freddo, sono i suoi ammiratori a lasciarmi perplessa

    Ho lo stesso problema, paro paro, con i Queen. E’ colpa dei vari “Freddie è dio, tutto il resto è merda” e amenità affini se appena li sento mi viene l’orchite. Poi ci hanno messo del loro i Queen stessi con canzoni orrende come Another One Bites The Dust o Under Pressure. 😀

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    • Gaia Conventi says :

      Accade che gli ammiratori diventino molesti. Succede coi libri, con la musica, col tifo calcistico.
      Immagino che questi ammiratori cerchino un senso d’appartenenza, una famiglia allargata, una spalla su cui piangere.
      Ma questo non è un blog di sociologia e io sono solo una tizia che fa satira. Spesso scadente. Dunque mi fermo qui.

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      • impossiball says :

        Diciamo che col calcio entrano in gioco delle dinamiche competitive che in letteratura, cinema, musica (per fortuna) non ci sono. Però mi fa abbastanza orrore pensare che la gente sia andata lì non solo per Fabio Volo, ma anche per incontrare dei propri simili… *brrr*

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        • Gaia Conventi says :

          Non sono esperta di calcio, lo ammetto e facciamo prima, però l’atmosfera era quella da curva allo stadio.
          Mancavano solo gli striscioni.

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          • impossiball says :

            Beh, nel calcio mediamente ti ritrovi con una squadra per cui tifi e una CONTRO cui tifi. Nelle espressioni artistiche di qualunque genere c’è tipicamente solo la prima componente (ergo solo il fanclubbismo).

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            • Gaia Conventi says :

              Ma tu non tieni conto di un fatto, e commettevo pure io lo stesso errore. Poi sono andata alla presentazione di Volo.
              I fan accaniti di Fabio Volo – e di nuovo tocca chiarire: lettori e fan accaniti sono faccende diverse – si sentono la squadra “Io amo Fabio Volo”. Gli altri, il resto del mondo, sono la squadra avversaria. Questo era il clima di domenica scorsa.

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              • impossiball says :

                Beh, diciamo che più che dire, che so, “Io odio Moccia” o “la Littizzetto puzza”, il loro disprezzo è per quelli che odiano Fabio Volo. E’ un pelino diverso il conteso, ma il livello di fanatismo, come dici tu, è quello 😉

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                • Gaia Conventi says :

                  Il fanatismo c’è. Lo si respirava. Ho smesso di fare battute dopo qualche minuto, temevo per la mia incolumità. 😉
                  (C’era un tizio che faceva servizio d’ordine, lo si notava dal collo taurino e dall’abito grigio che gli cadeva malamente: o era lì per difendere Volo dal troppo entusiasmo, o era un lettore di Giramenti che ha pensato mi servisse aiuto).

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    • Liam says :

      Freddie E’ dio

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    • minty says :

      Sarà mia premura farti ascoltare l’intero cofanetto (3 CD) della Platinum Collection dei Queen quando verrai a trovarmi, allora 😛

      “Another One Bites The Dust” è una gran canzone se, come mi è capitato, ti accade di ascoltarla con a scorrere sotto immagini di vampiri buffi che vengono impalettati (leggi: fanvideo di Buffy) XD
      “Under Pressure” non si discute neanche, perché c’è il divino Duca Bianco, e si può solo restare lì in muta contemplazione! 😛
      (Ok, è vero: tra le canzoni di David neanche a me piace tanto. Però sia lui che Freddy fan dei bei virtuosismi…)

      Venendo all’integralismo letterario, leggevo proprio ieri su “I dolori della giovane libraria” (combinazione: l’ho scoperta solo un giorno fa, e indipendentemente da Giramenti – grazie invece a Inchiostro Bianco – e ho passato la nottata a ridere sui suoi post dedicati alla libreria) della sua esperienza su anobii: tutto ok finché si critica Kafka o qualche altro classico, ma non appena ti azzardi a dire che non ami la Mazzantini (ma suppongo funzioni uguale con Volo), tutti pronti a saltarti al collo, insultarti e piantare flame epocali.
      C’era una canzoncina quando ero piccola, che mi sembra attagliarsi benissimo alla situazione:

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      • Gaia Conventi says :

        Qui abbiamo avuto il tizio che non sopportava le mie critiche al libro di Fruttero e Lucentini, ricordi?

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      • impossiball says :

        L’altro giorno in sala prova il chitarrista ha attaccato col riff di Tie Your Mother Down, il batterista la sapeva e io pure mi sono accorto di saperla. C’è venuto appresso anche il cantante e ne abbiamo fatta una metà prima di dire “vabbè, mobbasta eh!” 😀
        Insomma, il mio non è pregiudizio verso i Queen, è colpa dei loro fan!

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        • minty says :

          I fan-atici danno fastidio sempre. Indipendentementa da chi/ciò di cui sono fan…

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          • impossiball says :

            quelli dei queen, purtroppo, sono i peggio che mi siano mai capitati. Le fan degli one direction tra un paio d’anni manco si ricorderanno più chi sono, così come è stato per take that, backstreet boys e tokio hotel. Coi queen, invece, non c’è speranza, il fan lo è a vita.

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            • minty says :

              Magari ci sarà una ragione, dai!
              Io gli One Direction, i Tokyo Hotel, ecc. non riesco ad ascoltarli. I Queen in fondo mi piacciono.
              Non sono/erano mica una boy band. Erano solo pop (e parecchio strani/divertenti) 🙂

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      • sarapintonello says :

        Hip hip hurrà per minty e i Queen.

        Vorrei però qui commentare.
        Un libro può piacere o non piacere come una canzone può piacere o non piacere.
        Però esiste una piccola oggettività che sta fra il fanatismo e la becera critica.
        In musica l’oggettività è la bravura musicale, e questa non si può negare ai Queen come a tanti altri gruppi musicali. Poi possono o meno piacere, e questo è sicuramente indubbio.
        Sulla letteratura, può non piacerti un genere (il Fantasy per esempio Gaia? 😀 ) ma se uno scrive bene, grammaticalmente, sintatticamete, strutturalmente, questa è una cosa oggettiva no? (che poi sia l’editing a fare la gran parte del lavoro è un altro discorso eheh, ma anche in musica esistono le sale di registrazione e le correzioni alle tracce 😉 )
        Fabio Volo non l’ho mai letto, ma l’accozzaglia di frasi una dietro l’altra e senza alcun filo logico che ho trovato da buoan internauta…non è scrivere…giusto?

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    • Perennemente Sloggata says :

      Non capisco: lungi da me essere molesta nell’ammirazione, ma come fai a dire che Zalone è un genio ed i Queen esserti indifferenti? Credo che paragonandoli, ognuno per il suo settore, Zalone debba inquinarsi ai piedi di Freddie Mercury 😉

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  13. impossiball says :

    Prendo spunto da uno dei commenti al post su Fabio Volo de “i dolori della giovane libraia”, in cui si diceva che il problema non è chi legge Fabio Volo, ma chi legge *solo* Fabio Volo. Personalmente le letture “leggere” mi piacciono, ho letto Esco a Fare Due Passi quando uscì (più per curiosità), non ricordo di avere avuto grandi sensazioni negative, ma neanche una voglia sfrenata di leggere gli altri. Ho letto pure Ti Prego Lasciati Odiare (ma solo perchè me lo sono ritrovato in casa, è una lunga storia) e l’ho letto tutto di fila – anche se più per sapere come andava a finire, per vedere quali altri strafacioni epocali avrei trovato (starnuti che fanno scappare uccelli, satelliti che diventano pianeti, ecc.). Questo perchè l’intrattenimento in sè non va demonizzato, ma sarebbe bello se chi legge un libro “leggero” ne fosse *conscio*. Ed è proprio questo che manca, i lettori di Volo descritti nel post non hanno coscienza di cosa stanno leggendo (e di come è scritto). L’intrattenimento, poi, ha la sua dignità quando è fatto bene, per me ha molto più valore la volgarità “ricercata” dei film di Tomas Millian di quella totalmente gratuita dei cinepanettoni di Christian De Sica.

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    • Gaia Conventi says :

      Mi sento di darti completamente ragione. L’intrattenimento è cosa buona e giusta, ma esiste anche l’intrattenimento ben fatto.
      Si leggono libri leggeri, si leggono cose più impegnate. Coglierne la differenza fa di un lettore un lettore consapevole.
      Io sono rimasta basita davanti alla massa di gente che si abbeverava all’insipienza di Fabio Volo, ma sono certa che, in mezzo alla folla, c’era pure qualcuno perplesso quanto me.
      Ne sono sicura, e forse quel tale è scappato prima della fine. Oppure è tornato a casa con un gran perché dipinto in fronte.

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      • impossiball says :

        o magari era lì perchè non riusciva ad uscire 😀

        Cmq, stai parlando con uno che mette L’Allenatore Nel Pallone tra i suoi film preferiti di sempre, affianco a L’Attimo Fuggente 😀

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        • Gaia Conventi says :

          Il primo titolo mi è ignoto – lo conosco ma non ho mai visto il film -, il secondo lo conosco e lo trovo un film assai paraculo.
          Lo sai che sono snob. 😀

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          • impossiball says :

            Sarà anche paraculo ma guardarlo mentre fai il liceo ti fa sperare in un mondo migliore. Oddio, ‘sta cosa la potrei dire di entrambi i film 😀

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          • minty says :

            Io il primo l’ho visto, complice un pool di zii di poco post adolescenti ca22ari negli anni ’80. Ma non c’è niente da fare: odio quel tipo di umorismo (e del resto sono una a cui è sempre stato indigesto pure Fantozzi). Quasi tutti i tipi di umorismo, in realtà. Non mi fanno mai ridere quanto del sano sarcasmo o ironia ben costruiti 😛

            L’Attimo fuggente è sicuramente la fiera della paracu*aggine. Ma vuoi mettere il cast di supergnocchi che lo compone? XD

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            • Gaia Conventi says :

              Giusto, avevo scordato il cast (sto invecchiando, si nota). 😀

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            • Perennemente Sloggata says :

              Minty ti sottoscrivo. I miei mi hanno sempre vietato film di Villaggio, De Sica, Boldi, Pozzetto, Banfi. E tutt’ora non riesco a guardarne uno che sia uno.

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              • minty says :

                Vero. C’entrano molto i miei genitori. A casa mia, dopo il tg delle 20 (quindi da quando anche loro erano davanti alla tv), era direttamente vietato vedere i canali commerciali, quindi a me è mancata proprio tutta una fetta d’immaginario collettivo della mia generazione ^^; (che ho recuperato solo dopo i 20 anni, ma non è la stessa cosa), e tuttora l’unico canale M$ che guarda mia madre è Top Crime…

                Però era proprio una forma mentis. Le sfighe di Fantozzi mi facevano pena e tristezza, le scorregge, le toccatine di te**e e cu*i, gli ammiccamenti volgarotti, il turpiloquio, ecc. di tutta l’altra cricca non mi strappavano mezzo sorriso (sarà che erano gli stessi meccanismi che usavano i bulletti a scuola per farsi grandi…). La cosa più ‘pop’ che apprezzavo ai tempi erano le commedie con Bud Spencer e Terence Hill (ma erano tutt’altra storia rispetto Boldi/De Sica), ma già alle elementari restavo incantata dal signor Veneranda presente in antologia, o dalle rubriche umoristico-letterarie del Relax enigmistico; alle medie ero già passata direttamente a Wodehouse.
                Sempre prediletto l’umorismo linguistico o le commedie degli equivoci. Altro che allenatori, palloni e veline-o-equivalenti-tali 😛

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      • impossiball says :

        Dimenticavo: l’avermi dato ragione ti costringe a dover vedere E APPREZZARE almeno “Squadra Antitruffa” e “Delitto Al Blue Gay”, sappilo U__U

        Adesso prenni un po de acqua Pejo e poi vedrai che te senti mejo.

        Tu sei come er cane de Mustafà.
        E chi era il cane di Mustafà?
        Er cane de Mustafà era quello che ce l’ aveva nel c**o e diceva che stava a scopà!

        😀

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  14. sandraellery says :

    Ho letto i primi libri di Volo, poi ho smesso, è un po’ come il raffreddore: puoi prenderlo non morirai, ma se persiste diventa fastidioso e invalidante. Credo che sia lo specchio del nostro tempo: gente che non sa fare, ma che si vende assai bene e raggiunge i vertici, succede in molte aziende, fanno danni e nessuno se ne stupisce più.

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  15. Antonio says :

    Vedo che l’argomento tira… vorrei contribuire.
    Quando mi aggiro in libreria e dietro l’angolo scatta l’agguato (pile interminabili di libri come quello in oggetto), mi faccio subito un paio di domande:
    1. Ma perché? (così… domanda generica, che tradisce forse un po’ di invidia)
    2. Forse sarebbe il caso di leggerne uno e poi giudicare.
    Ecco, temo che il pregiudizio, in quanto tale, sia profondamente sbagliato.
    Badate, succede lo stesso con le famigerate Sfumature (che però avevo ‘sgamato’ quasi subito), per non parlare di tutte quelle storie di vampiri che frequentano zombie che viaggiano nel tempo che poi è sempre il medioevo che poi celano segreti che poi c’entra la Chiesa, che poi sono tutti maghi, e così via.
    La vocina dentro di me dice sempre “No, non lo fare”, ma non capisco se a parlare sia Padre Maronno o il Demonio in persona.
    Certo 18 euro è un bel deterrente (fanno quasi due Dostoevskij e messo) e quindi a quel punto mi rispondo, nell’ordine:
    1. Perché i soldi sono soldi
    2. Prima di Fabio Volo ho una pila di capolavori (e non) che aspettano lì da un pezzo e che mi ci vorrebbero quattro vite per leggerli tutti.
    Adesso però, forse per coerenza, vado a sbirciare qualcosa… ma piccina picciò.

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    • Gaia Conventi says :

      Non avendo mai letto Fabio Volo, ho molto apprezzato il lavoraccio che si è sorbito Pippo Russo ne “L’importo della ferita”.
      Lì sono riportati i testi – con un fedelissimo copia e incolla – di molti scrittori della nostra epoca – più o meno scrittori, diciamo così – e un tizio può farsene una vaga idea. E io me la sono fatta, il testo è fedele, ribadisco, dunque è possibile trarne impressioni senza farsi imboccare dall’autore del saggio. A questo punto mi sento di dire che i temi trattati da Fabio Volo brillano per pochezza, e vengono esposti con la cazzuola.
      Ma questo non sarebbe un problema inaffrontabile, per carità! Ogni giorno vengono pubblicati libri dello stesso calibro. Quel che mi lascia perplessa è il gregge, spesso incattivito verso chi fugge dal cane pastore, che non accetta una visione differente. Non succede solo coi fan sfegatati di Volo, mi è capitato anche con quelli di Faletti.
      E, tanto per chiarire, anche Faletti è nel libro di Pippo Russo. Potrebbe essere un caso, certo. O magari no.

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      • Antonio says :

        No, ma la mia non era una critica a te… figuriamoci!
        Apprezzo moltissimo il lavoro che fai e condivido la tua “battaglia” per una letteratura di qualità che ormai langue miseramente.
        La critica la facevo a me, soggetto tendenzialmente influenzabile.
        Giusto ieri leggevo un saggio di Calvino sulla letteratura del passato e attuale (siamo negli anni ’60) e di come suscitasse perplessità già allora un certo grado di “superficialità” (intesa, attenzione, come abbandono della lotta politica e del senso della storia in alcuni autori… roba che sta anni luce da noi).
        Ai giorni nostri, scapperebbe in Guatemala.

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        • Gaia Conventi says :

          Scusami Antonio, forse sono stata poco attenta nei toni.
          Avevo capito che non ti riferivi a me, ma ci tenevo a dire dei miei “contatti” precedenti col volismo. Per una questione d’onestà intellettuale, diciamo così.

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          • Antonio says :

            Comunque ne ho letto un “pezzettino”… meglio gli SMS, almeno c’è un filo logico… ma la mia indagine continuerà! 🙂

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      • impossiball says :

        Esistono dei fan sfegatati di Faletti? Sai che invidia il suo ghost writer anglofono! 😀

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  16. gio says :

    Ciao! Ho letto con godimento la descrizione dei volisti (è simile a quella che io faccio dei Vascomani, per certi versi). Tuttavia, dato che mi piace rompere i coglioni, pongo un quesito: siamo sicuri che non leggere nulla sia meglio che leggere fabio volo?
    Mi spiego: in Italia si legge pochissimo. In UK e USA molto di più. Quello che va per la maggiore anche lì sono libri di intrattenimento (chi meglio, chi peggio scritto) che non credo (mai letto uno, ma immagino) siano di qualità medio-bassa. Per alcune persone questi libri potrebbero essere un volano per leggere qualcosa d’altro, no? (ti prego non commentare cose del tipo: figurati se anche solo uno di quelli passa da Volo a Buzzati perché son solo povere scimmie).
    Poi, leggere secondo me, fa comunque bene: sono libri inoffensivi (non è il mein kampf, in fondo) e spesso leggere fa allontanare da altre attività peggiori (il TG4, rompere il cazzo ai vicini o ai figli, ecc.). Infine, esistono ricerche fatte bene che dicono che chi legge è meno a rischio di Alzheimer in età avanzata.

    Insomma, distinguiamoci quanto vogliamo da Volo e dai volisti, ma riconosciamo un merito (seppur minimo) a chi porta gente in libreria, anche se è un cialtrone! Per il resto, il fastidio per il volismo lo provo anche io, ma lo mitigo pensando agli altri aspetti.

    Che ne pensi?

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    • minty says :

      Non so. Siamo proprio certi che “Leggere fa bene a prescindere”? Imho anche i contenuti hanno un loro perché. Leggere solo e sempre catzate alla fine non porta a un marcire dei processi mentali? 😛

      In fondo, se lo rapportiamo al cibo, non è proprio vero che “Non importa cosa mangia, l’importante è che mangi”. Prova a chiedere a un pediatra (e te lo sta dicendo un’ardente consumatrice di schifezze, eh!)

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    • Gaia Conventi says :

      Penso, e spero mi scuserai per il paragone, che andare a donne e farsi le rozze non è essere un latin lover. È semplicemente accontentarsi e darsi un tono con gli amici.

      Leggere Volo o non leggere niente? Meglio leggere Volo, certo, ma leggere volo non è leggere un libro. Meglio, allora, leggere Volo o leggere le istruzioni dell’Ikea?
      E quando dico che un libro di Volo è paragonabile al niente tento di usare lo stesso metro di giudizio che applico a una fotografia che non crea emozione in chi la guarda.
      Perché ci sono foto che fanno battere il cuore e altre, seppur bellissime, che passano e vanno senza lasciare appigli? Credo sia una questione di domande, e risposte. Credo dipenda dal creare un bisogno.
      I libri di Volo non chiedono, non rispondono, danno una visione del reale che è esattamente quella che il lettore percepisce. Fin da prima di leggere Volo, e che rimarrà tale anche dopo. Quindi è una fotografia che non pone una domanda, non ti stimola a cercare una risposta, non crea un bisogno di saperne di più.

      Che fa, invece, il libretto d’istruzioni dell’Ikea? Lo leggi con un bisogno ben preciso di conoscere, lo sfogli senza staccare gli occhi e, ma solo se sei piuttosto bravo – l’Ikea collabora col Mensa -, riesci a montare un tavolino. E ti sei dato una risposta.
      Perciò, tornando al quesito: meglio leggere Volo, meglio non leggere o meglio leggere il libretto d’istruzioni dell’Ikea?
      Be, io a certe domande non rispondo, sono un pessimo libro. 😉

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  17. silviacorti says :

    scusate tanto, ma non capisco quale sia il problema…
    Fabio Volo potrebbe obiettare a tutto questo schiamazzo dicendo: “Bene o male, purché se ne parli”, tutto questo non fa che pubblicità.
    non capisco quale sia il problema, credo che in democrazia ci sia posto per tutti, e se la geste compra i suoi libri e fa la coda per sentire i suoi strafalcioni, pazienza! saranno evidentemente gli stessi che si mettono in coda per i provini del Grande Fratello o che guardano la Parodi che cucina con i tacchi a spillo…e allora???
    personalmente provo simaptia per Fabio Volo, nonostante non legga i suoi libri, semplicemente perchè non sono adatti a me, ma trovo che sia un personaggio adatto al mondo radiofonico, e anche alla TV. a ben guardare, c’è ben di peggio, e lui sa parare ad un certo target di persone, senza pretendere di essere chi non è…

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  18. silviacorti says :

    ma infatti…per me non c’è! sono critiche gratuite, chi ci guadagna?

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  19. silviacorti says :

    però questo blog mi piace, e avrei un libro da suggerire per stroncare…tanto per fare critica gratuita, posso partecipare?

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  20. Gaia Conventi says :

    I casi della vita… Ibs di Ferrara ha appena annullato la mia presentazione del 16 dicembre. 😀

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    • Liam says :

      E’ più deleterio “somarizzare” l’ospite o “zombizzare” l’avventore?

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    • impossiball says :

      alla IBS di Ferrara sono fan di fabio volo. Così male non t’è andata 😀

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    • minty says :

      Maddai?! O__O
      Dici che è puro caso, o è una di quelle volte in cui si dispiega cristallina davanti a noi la teoria del meccanismo causa-effetto?

      Mannaggia, un’altra libreria da mettere in black list. Mi scusino, ma non apprezzo chi non sa raccogliere critiche con nonchalance. Dicesi mancanza totale di stile.
      Piuttosto, ma come succede? Pagano qualcuno che ogni giorno setaccia il web per vedere chi/cosa li ha nominati nelle 24h precedenti? Perché ‘ste reazioni più immediate di uno scatto d’atletica mi lasciano sempre stupita. Capisco qualche giorno, ma poche ore? Sarò ingenua, ma resto quasi ammirata dalla fulmineità… °_°

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  21. Salvatore says :

    ¿ io non ho capito se si devono mettere al rogo i libri, i lettori o lo scrittore.
    Comunque questa è una caratteristica tutta italiana. Non so perché, ed il paragone è sicuramente eccessivo, ma m’é venuto in mente Dino Campana. Pochi decisero che quell’uomo non era uno scrittore e tantomeno un poeta, e grazie a quei saggi illuminati oggi pur se volessi non potrei leggere la maggior parte dei suoi scritti.

    Non so cosa è meglio.

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    • Gaia Conventi says :

      Al rogo? Su Giramenti? No, hai capito male, qui arrostiamo solo gli editori a pagamento. 😀

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    • minty says :

      m’é venuto in mente Dino Campana. Pochi decisero che quell’uomo non era uno scrittore e tantomeno un poeta, e grazie a quei saggi illuminati oggi pur se volessi non potrei leggere la maggior parte dei suoi scritti.

      Il paragone non regge. Perché non mi pare proprio che corriamo il rischio di essere privati dei libri di Fabio Volo (né mi pare che qui dentro qualcuno ne abbia invocato la distruzione/non pubblicazione), e non credo peraltro che la nostra sia una società disposta a dar retta saggi illuminati di qualsiasi sorta.

      (Che poi, saremmo noi i saggi illuminati? Ohè, non erano mica questi i patti! A me era stato garantito che qua sopra si stava solo e unicamente per puro ca22eggio! è__é)

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  22. Liam says :

    certo che sta a fa un codazzo pure qui…

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  23. michele says :

    allora mi devi offrire un caffè.

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  24. michele says :

    devo ammettere che sono stato tentato dal leggere un libro di Volo, menomale che non sono un gran lettore e non ho una grande cultura scolastica, ma qualcosa l’ho imparato lo stesso. Secondo me, la lettura va allenata come và allenato l’orecchio alla musica buona, se hai ascoltato e letto i classici e i grandi autori, non ce la fai a leggere un Volo, nè ad ascoltare un D’alessio.

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  25. luciamugnai says :

    Ecco perché continuo ad inseguire il mio sogno: se scrive lui, forse, c’è speranza per tutti…
    Bellissimo articolo, utile e divertente!!

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  26. Sandra says :

    Credo di aver comprato il suo primo libro qualche anno fa. E dopo 4 pagine (troppe) l’ho portato all’Emmaus più vicino a casa, pentendomi amaramente di averlo comprato e dandogli pochi mesi di vita letteraria. Come mi sbagliavo…….

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  27. laperfezionestanca says :

    Tante, troppe parole, per non dire quello che in fondo (nemmeno tanto in fondo) pensiamo tutti: Fabio Volo fa cagare, ovvia. Epperò non son disposta a spendere nemmeno un euro, figuriamoci 18, per andar di corpo. Faccio da sola, grazie, al massimo serve un po’ di prezzemolo.

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  28. topometallo says :

    L’ha ribloggato su I Sogni Ferrosie ha commentato:
    “E adesso finalmente so perché Fabio Volo è uno scrittore di bestseller: grazie a lui i suoi fan si sentono lettori. Con grande schiamazzo e poco impegno.”

    finale da applauso

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  29. Rita Cesareo says :

    Complimenti per il gustosissimo articolo.

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  30. Adriano GV Esposito (@adriespo) says :

    Ho letto un paio di libri di Fabio Volo e non erano così pessimi come li dipingete.

    Ho letto libri più brutti da parte di autori più osannati.

    My two cents.

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    • Gaia Conventi says :

      Li trovo dipinti ne “L’importo della ferita”, col copia e incolla.
      Non li trovo pessimi, ma certamente evitabili. Non trovo pessima nemmeno la tosse a ferragosto, ma potendo… ci siamo capiti.

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  31. L'Estraneo says :

    Il successo di Volo come scrittore è uno dei crimini dell’umanità.

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  32. NaveMossa says :

    Non so niente di fabio volo, nel senso che non mi sognerei di leggerlo neppure nel peggiore dei miei incubi e non me ne può fregare di meno, però il tuo blog sì che è interessante. Ora aspetto che mi paghi da bere “Se non sapete niente di Fabio Volo e dei suoi libri – me lo auguro, sarei pronta a pagarvi da bere” (cit.)
    non fosse altro che per aver scavalcato ben 220 commenti per arrivare a postare il mio 🙂
    Grazie e che la letteratura, quella vera, ce ne liberi!

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  33. esmettiamola says :

    Fabio che non sa usare i congiuntivi dici? Ma davvero? Ma pensa. Sai perché in tv e in radio parla fluidamente. Comunque. Non discuto sulle ovvietà. Sulla banalità. Ma non esagerare. E’ una persona che ha studiato molto. E’ voi, non lo sapete. Poi, io, i suoi libri non li leggo. Per snobismo. Son sincera. Ma non discuto sulla sua cultura. Vi piace solamente essere fare i controcorrente.

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    • LFK says :

      Anche Luca Giurato parla fluidamente. E pure Lapo Elkann. E Lapo è pure laureato, giurato non ci metterei la mano sul fuoco ma credo di sì.

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    • GabriG says :

      Ehm, mi spiace deluderla, ma lo stesso Volo ha sempre dichiarato di non essere andato oltre la terza media. Copio da Wikipedia, ma le fonti sono plurime:

      “Dopo le scuole medie (odiando lo studio, non si iscrisse mai ad una scuola superiore) si dedica ad alcuni lavori saltuari, tra cui il panettiere nella panetteria del padre, il batterista e una fulminea carriera da cantante”

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    • Gaia Conventi says :

      Avrei potuto dire che Fabio Volo sfoggia un uso artistico dei congiuntivi, ma qualcuno – sai, alla presentazione ferrarese eravamo in tanti – si sarebbe fatto vivo per darmi della bugiarda. Succede così, quando racconti un evento pubblico conviene sostenere il vero. E di una cosa puoi essere certa, su Giramenti, nel bene e nel male, le balle non trovano posto.

      Detto questo, il fatto che Volo abbia studiato è una tua personale opinione. Pare, da fonti certe, che Volo abbia fatto la terza media. Studiato sì, dunque, ma lo stretto indispensabile. E non gliene faccio una colpa, ammetto solo che un po’ si nota. Facesse il panettiere si noterebbe meno, ma Fabio Volo fa lo scrittore, è un comunicatore, un tizio che parla spesso in pubblico. Insomma, un pochino in certi casi si nota, ecco tutto. O magari l’ho notato io, notoriamente snob.

      Noi facciamo cosa? In realtà noi di Giramenti raccontiamo libri e vicende, come fossimo al bar. Al bar ti offrirei da bere, magari un caffè, mi sembri un tantino confusa.

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  34. mosco says :

    239 commenti? :O non ce la posso fare!
    comunque mi devi un bianco, di quelli buoni: di fabio volo non ho mai letto nulla, nemmeno un’anteprima. Né l’ho mai visto/sentito: sono beatamente priva di TV. (Guarda che ho buona memoria 😛 )

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  35. Ruggero says :

    A me era piuttosto simpatico.Fabio ( fino a ieri)… l’ho seguito su Mtv quando faceva italo francese ed a radio deejay con il volo del mattino almeno 4 anni fa o giù di li. Mi faceva divertire in maniera simpatica con la sua , trasmissione leggera e a volte con qualche sprazzo di frasi, aforismi di vari maestri quali panikkar, Osho, etc. Ieri mi è crollato tutto. premetto che lo tolleravo e l’ho sempre considerato un simpatico paraculone piacione che non darebbe troppo fastidio se si limitasse a rimanere entro certi spazi e limiti, cosa che da parecchio invece gli è decisamente sfuggita di mano, se si ascolta la prima puntata de il volo del mattino con heidi è abbastanza sconcertante e anche imbarazzante…. Anche il fatto di non avere una reale identità socio-politica ma però farsi passare per il pseudo sinistroide pseudo- commerciale, che va su rai3 e che si atteggia con pose piuttosto scarne, beh, nulla di troppo grave. Il grave è che il signor Volo, scrive libri e che dica puLtroppo, cacchio la puntata di ieri alla radio al volo del mattina si sente distintamente PULTROPPO!!!! ma che cacchi, ci sono fior di laureati a spasso senza lavoro o da Mc donalds a farsi il mazzo o a fare i magazzinieri sottopagati ed arriva sto fenomeno che si mette a scrivere libri. Poveri noi. Neppure io odi Fabio Volo, piuttosto rimango abbastanza perplesso ed in discreto imbarazzo nel vedere gli italiani. fabio Volo è solo un simpatico Paraculo-qualunquista.
    Chapeau.

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