Dal letame nascono i plot: l’angolo delle confessioni librarie.

L’idea è del nostro impossiball: perché non creare un angolo in cui raccontare il peggio? In questo caso il peggio sta per quel libro che fa cagare ma a me è piaciuto.

Ognuno di noi ha un libro segreto, spesso librodimerda, nascosto sulla mensola più alta. Che nessuno lo veda, per carità! Però ci è piaciuto, e non c’è niente da fare. Be’, cari miei, arriva sempre il momento di confessare le cose peggiori, e i libri peggiori. Usate i commenti per raccontarci i vostri. E facciamoci due risate, porco cane!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

83 responses to “Dal letame nascono i plot: l’angolo delle confessioni librarie.”

  1. sedcetta says :

    Io confesso. Sono stata profondamente malata di Wilbur Smith. Tutto. Finché non ho capito che i libri non li scriveva più lui. Ma le due saghe dei Courteney e Ballantyne mi hanno regalato insonnia e qualche batticuore incontrollato. So di aver contribuito al finanziamento della sua splendida villa alle Seychelles, ma ormai è fatta.

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    • danven76 says :

      Idem, ho letto Wilbur Smith negli anni della adolescenza (e si potrebbero trarre malsane conclusioni sulla mia crescita). Ma sono andata ben oltre e di confessioni librarie ne avrei diverse. Oggi scelgo “hai scelto Libby?” di Jane Green: copertina rosa pallido, due statuine di un lui e una lei in primo paino. Un misto tra il Diario di Bridjet Jones e il non ancora pubblicato 50 sfumature (il cognome dell’autrice in effetti regala la connessione). Un libro sopravvissuto all’alluvione nelle mie zone del 2006 ( e vorrà dire qualcosa?).

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    • Gaia Conventi says :

      Potrebbe averti dedicato una sdraio a bordo piscina… 😉

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  2. danven76 says :

    Potrebbe essere che appaiano due miei commenti differenti e me ne scuso ma internet stamattina non collabora. Anch’io ho letto quasi tutto di Smith, periodo adolescenza. Di libracci ne ho letti eccome, la confessione sarà lunga e dolorosa ma decido di partire dal primo: “Hai scelto Libby?” di Jane Green. Storiella d’amore misto diario di Bridget Jones e l’attuale 50 sfumature (il cognome dell’autrice regala la connessione). Su un link trovo infatti “Un genere divertente, romantico e leggero, in stile “harmony con ironia”, in Inghilterra meglio conosciuto “chick-lit”.
    E di libri così ci campa la Green

    http://www.amazon.com/s/ref=la_B001IGLSDS_pg_1?rh=n%3A283155%2Cp_82%3AB001IGLSDS&ie=UTF8&qid=1385026387

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  3. impossiball says :

    Premessa: l’idea originale era quella di elencare i libri orribili che abbiamo in libreria. Spesso sono regali di gente sconsiderata, ma certi in realtà stanno lì e non ti spieghi il perchè. E ce li lasci. E infine c’è il terzo caso: è un libro di merda, lo so, ma mi piace. Gaia ha pescato quest’ultima casistica.

    Io non posso commentare perchè ogni libro che mi verrebbe da mettere qui, in realtà, non lo riesco a considerare di merda (il primo esempio che mi viene è Jack Frusciante è uscito dal gruppo, o un qualunque fantasy di Terry Brooks). Però c’è da dire che dopo aver letto Ti Prego Lasciati Odiare ho dovuto rivalutare I Love Shopping della Kinsella, che comunque trovo irritante (fossi una donna mi incazzerei ad essere dipinta come una demente che vive per una sciarpa di pashmina), ma che almeno è, nel suo genere, scritto bene.

    Potremmo fare una piccola variazione nel topic e specificare quel libro che fa cagare mattoni di tufo a Gaia ma a me è piaciuto: così facendo la mia lista sarebbe chilometrica 😀

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  4. sarapintonello says :

    “La leggenda del santo bevitore” che hai messo in qualche paccozzo se non erro 😀
    A me è piaciuto assaje!

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  5. Liam says :

    cioè, dovrei dirti un libro che a me piace ma che il mondo intero considera librodimmerda?
    non so se il libro in questione sia considerato tale, di sicuro il suo autore è parecchio bistrattato. Parlo di Novecento, mi piace assai

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  6. cristiana2011 says :

    Cane NON è porco! “Il Signore degli anelli”, una barbata pazzesca.
    Cristiana

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  7. minty says :

    Io custodisco gelosamente in libreria dall’adolescenza 3 Harmony (anzi 1 Harmony e 2 Bluemoon della gloriosa Curcio Editore) rubati a mia madre, e che colpirono moltissimo la mia fantasia.
    In uno due tipi che non si sopportano dall’infanzia ma che si attraggono come calamite sono costretti al matrimonio per motivi di eredità; seguono immani equivoci fino alla reciproca confessione di essersi in realtà sempre amati in segreto, e futuro radioso (io lo confesso: ‘ste trame qua mi fanno impazzire, se gestite bene. E qui imho l’autrice è stata bravina ^^).
    In un altro una tipa tutta rigidina si precipita a un casinò sul lago Tahoe per recuperare la sorellina ribelle, e diventa un (bel) po’ meno rigidina fra le braccia del responsabile alla sicurezza della sala da gioco (punto di merito: i dialoghi fra i due).
    Il terzo non ho capito cosa ci facesse in una collana Bluemoon del periodo perché è totalmente privo di scene di sesso! XD Romanzo più che altro di avventura, con antico castello, fantasmi, segrete, passaggi sotterranei, intrighi di parenti serpenti, natura selvaggia, cavalli e casto bacio finale sullo sfondo di magico tramonto (e varie boiate). Conservato, inutile dirlo, perché è poco più di una favola, e ai tempi – 14 anni circa – mi piacque un sacco.

    Per la serie: son 3 vaccate, ma sono 3 vaccate cui sono pazzescamente affezionata! 🙂 🙂 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Lo spirito del post è proprio questo: il mondo potrebbe urlare alla boiata, ma noi ce ne sbattiamo. 😀

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      • impossiball says :

        sì ma intanto tu non hai ancora fatto outing 😀

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        • Gaia Conventi says :

          Arrivo, arrivo… 😉

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          • Gaia Conventi says :

            Dunque, ho dovuto pensare bene alla ciofeca da confessare perché, come ben sapete, sono solita sfanculare i libri in diretta.
            Eppure uno, lui proprio lui, è certamente lettura da scansare… ecco, di lui non vi ho mai detto niente. E andiamo subito al sodo: è un fantasy.

            Forse l’unico fantasy che ho letto fino alla fine, non ricordo esattamente quanto mi sia piaciuto – avevo diciassette anni, il libro era in prestito, poi è sparito il prestatore… storia lunga – ma per qualche motivo il libro mi ha seguito nei vari traslochi. E sì, certo, anche il motivo rientra in quella storia lunga.
            Il romanzo in questione è questo, e al prestatore non sembrava vero di potermi convertire al genere, usando l’arma segreta: i gatti. I gatti sono una mia vecchia passione, sempre attuale, ma raramente scovo un libro con gatti che sia anche un libro con trama. O con trama ben fatta, per essere più specifici.

            Nel caso di Il canto di Acchiappacoda, che non ho mai più osato rileggere, ricordo d’essere rimasta affascinata dai nomi dati ai felini. Cosa che a diciassette anni non dovrebbe succedere, non quando ci si dà arie come me ne davo io, intendo. A dire il vero, non ho mai smesso.
            Del libro non ricordo molto, ma se sono arrivata alla fine di un fantasy, dovevo avere le mie buone ragioni. O magari avevo bevuto, ma qui lo dico e qui lo nego perché anche mia madre legge i commenti.

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            • mikecas says :

              ma questo non è un fantasy (e allora forse capisco il tuo atteggiamento verso questa categoria, se è l’unico che hai letto) è solo un libro per bambini… 😉

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              • Gaia Conventi says :

                Ma quale libro per bambini – i bambini non sono scemi -, quel libro è proprio un librodimerda!
                Per quanto riguarda il fantasy, ho dato una possibilità anche a Tolkien e mi sono sorbita dieci minuti di un film del Potter. E poi mi sono fermata, non potevo reggere altre prove di coraggio.

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                • mikecas says :

                  a parte che Tolkien è davvero pesante, e rappresenta solo uno degli aspetti del fantasy, in ogni caso io non mi vanterei di un rigetto del genere… sembra troppo quello che si vanta di non capire la matematica… 😉

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                  • Gaia Conventi says :

                    Non capisco la matematica, e non me ne vanto. Però sono sopravvissuta al liceo scientifico – senza sapere la matematica – e in questo c’è qualcosa di miracoloso.

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                  • minty says :

                    Mah, in realtà pure io vanto la mia idiosincrasia verso il fantasy, eh! XD
                    E non capisco perché sia cosa di cui vergognarsi, in fondo de gustibus non est sputazzandum, ecc. 😛 E del resto c’è un sacco di gente che vanta odi ben più pericolosi o deprecabili: finché non si sopportano nani ed elfi, imho siamo ancora dalle parti del sicuro, via!

                    Io pure mi sono sottratta a Tolkien dopo aver dovuto ricominciare “Lo hobbit” per tre volte prima di riuscire a finirlo. Du’ pa**e così, mamma mia; non nego di aver sperato che qualche nano, o Bilbo stesso, ci restasse secco nel tragitto (credo di aver tifato pure per il drago Smaug a un certo punto, giuro!). E non mi si venga a (ri)dire che “Lo hobbit” non è rappresentativo, e che LOTR è un’altra cosa, e blablabla. Se uno non riesce a scrivere un romanzo per ragazzi senza gonfiar loro le gonadi come zampogne, dubito fortemente che potrà risultare appassionante e trascinante con un romanzo più ‘serio’ e adulto, almeno per me… 😛

                    Che poi, devo dire, la mia definizione di fantasy è molto più ristretta di quella comunemente diffusa. Io riduco il fantasy, fondamentalmente, ai sottogeneri che i più addentro chiamano Sword and Sorcery, Epic Fantasy, Heroic Fantasy e poco altro. Tutto il resto, sebbene gli si continui ad appiccicare etichette varie di sotto-fantasy (se dai retta agli appassionati, tutto in fondo rientra nel genere :P), io lo metto sotto la categoria, molto più ampia e linguisticamente italianissima, del fantastico. E ci sono diverse tipologie di letteratura fantastica che io, per dire, apprezzo molto (o almeno un po’). Tipo Harry Potter (anche se non sono una fan estrema), o certi cicli di Pratchett (I love “Guardia cittadina”, forever and ever! *__*), alcune cose di Gaiman, ecc.

                    Però, appena saltano fuori elfi, nani, guerrieri spaduti, guerriere poco vestite, incantesimi e maghi, saghe familiari interminabili con Knut figlio di Struk, nipote di Smill, ecc. è più forte di me: io tiro fuori la doppietta caricata a sale! è__é

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                • impossiball says :

                  Guarda che dovresti rivalutare il fantasy, è pieno di morti ammazzati come piace a te 😀

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            • minty says :

              raramente scovo un libro con gatti che sia anche un libro con trama. O con trama ben fatta, per essere più specifici.

              Quanta verità in queste parole! Pure io sono perversamente attratta dai gatti, e pure io devo ammettere che le più grosse cantonate/i più grossi obbrobrii letterari li ho beccati proprio con libri che parlavano/avevano per protagonisti i nostri amati felini. Ma delle cose proprio raccappriccianti, eh! Roba che ti viene voglia di far volare il volume fuori dalla finestra! Ne avrei una sfilza, da confessare, che guarda… E le gialliste che mettono i gatti nei propri romanzi sono fra le peggiori, nella mia esperienza! -_-

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  8. sandra says :

    Occhei ci sono: ho adorato “L’ombra del vento” al punto che me l’ha prestato e sono poi andata a comprarlo in edizioni bella pur di averlo.
    Novecento è piaciuto anche e me e tutto Baricco fino a City – lo spartiacque – lo trovo geniale.
    Da ragazza ho amato assai un “L’erediera ribelle”, che solo il titolo varrebbe un insulto di Gaia.

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    • Gaia Conventi says :

      Questo dell’ereditiera è tosto, eh? 😀

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      • minty says :

        Ma sarebbe ‘sto “regency novel” qua?

        http://www.amazon.com/Rebel-Heiress-Jane-Aiken-Hodge/dp/0449229602

        Se ti può consolare, sto più che meditando (nel senso che ho già un suo romanzo in cartucciera :P) di darmi ai romanzi di Georgette Heyer. Che, sarà colpa della Austen, ma quelle atmosfere da periodo Reggenza lì, balli, debutti in società, crinoline e quant’altro, han sempre il loro porco fascino! XD

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        • sandra says :

          Dio bono è lui, grazie!

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          • minty says :

            De nada! Ha fatto tutto l’OPAC 😉
            L’alternativa era un libro omonimo del 2008. Puoi pure picchiarmi per ciò che sto per dire, ma ho pensato che, con quel “da ragazza”, tu non intendessi esattamente una roba così ravvicinata (temo siamo tutti stati ragazzi nel XX secolo, noialtri XD ).
            Restavano in gioco quello che ho linkato e una biografia di Peggy Guggenheim. Ho tirato a indovinare… 😛

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    • danven76 says :

      L’ombra del vento è piaciuto assai anche a me. I successivi che il mio compagno di vita si è comprato e ho letto no. Non ho però mai considerato quel libro un librodimerda 😦

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    • Gaia Conventi says :

      Potrei aver letto anche L’ombra del vento – la trama mi dice qualcosa -, ma non me lo ricordo.
      E non è un bel segno. Né per me né per il libro, comincio a scordare troppa roba.

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  9. Tenar says :

    Non ho mai commentato, ma alla confessione non resisto.
    Ciclo della Dragonlance (romanzetto fantasy scritto per pubblicizzare un’ambientazione di D&D) letto alle medie. Ripreso in mano in età più matura mi ha causato crampi allo stomaco e eritemi vari. Libreria epurata grazie a vari trasferimenti, ma in qualche casa il libro sarà rimasto, immagino, a testimoniare che tutti abbiamo un passato di cui vergognarci.

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  10. LFK says :

    Ho letto la Mazzantini. Il mare al mattino.

    Mi stava piacendo, lo giuro. Ma poi giunto alla fine mi son chiesto. Embeh? Me lo chiedo ancora, sinceramente non ricordo di cosa parli, e l’ho letto solo due anni fa… 😦

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  11. Carlotta says :

    Vado sull’archeologico. Da bambina lessi, preso dalla biblioteca di una zia, “Il re delle Ande ” di Delly ( autore anzi autori perchè erano due, antesignani di tutti gli Harmony ecc.) e mi piacque molto perchè, stranamente rispetto agli altri sdolcinati Delly, era molto avventuroso. Giudicate voi: protagonista giovanissima e bellissima ( questo è ovvio) in balia di odiosi parenti socialisti: spedizione di tutti loro nelle Ande, alla ricerca di una miniera d’oro e rapimento della comitiva da parte del Re delle Ande, un Robin Hood dei tempi nostri ma in grande stile: fra le montagne ha una città dove i malvagi della terra, da lui catturati, sono sottoposti a un duro lavoro: tentativo di fuga dei cattivi parenti socialisti con consenguente esplosione che li fa a brandelli, salvataggio di Ines da parte del “Re” che è un bellissimo giovanotto. Non manca una febbre cerebrale della fanciulla che quando guarisce, rifiuta l’amore del giovane Re, in quanto, cattolicissima, non approva i suoi metodi. Va a finire che la protagonista, ritornata a Parigi, ritrova l’ardente innamorato, che nella vita normale era un aristocratico, che le confessa di aver smesso con la sua attività alla Robin Hood proprio per amore di lei. I due si sposano, ovviamente, e vediamo alla fine l’ex temibilissimo “Re” condotto a messa dalla moglie ogni domenica…
    Beh. Battendomi il petto, vi confesso di aver ricomprato, da ampiamente adulta, questo testo su un sito di libri usati e ….mi ribatto il petto con forza… di averlo trovato ancora carino!

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    • Gaia Conventi says :

      Al momento il libro che segnali vince il mio personale premio “Manco se m’ammazzano”.
      Però, si diceva, siamo qui per confessarci in allegria… dunque eviterò commenti cattivi. 😀

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    • minty says :

      “Il re delle Ande ” di Delly

      Ah, ma se valgono anche i Delly (e gli altri fenomeni ospitati dalla medesima collana Salani), pure io ne ho altre da confessare, eh! Che 4-5 in libreria ne ho. Però, a differenza che per gli Harmony/Bluemoon di cui dicevo sopra, non è che ci impazzissi più di tanto, e, di sicuro, negli anni non li ho mai riletti (come invece quegli altri… ^_^;;; ). Vogliamo dirlo? I Delly mi hanno sempre trasmesso più che altro un po’ di sbadiglite… XD

      Piuttosto, mi hai fatto tornare in mente una collana per ragazze della Mondadori degli anni ’70, “Kitty”. Pure lì romanzetti pseudo-rosa su adolescenti alle prime palpitazioni. Ne ho 3-4, e un paio scritti da Enrica Cantani con protagonista una certa Susanna mi piacquero assai. Tra l’altro la confezione era caruccia molto: copertina rigida bianca, cornicetta rosa molto harmonyosa e disegni pastello… Ah, che roba trash! XD

      Ma perché va sempre a finire che i nostri (di donne) peccati letterari siano comunque connessi alla letteratura rosa (o ai gatti)? 😛

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  12. cosavuoifaredagrande says :

    confessiamo candidamente che è successo più spesso il contrario. =_____=

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  13. marcoparlato says :

    Punto al podio con una doppietta: “Crociera lo cost” e “La fortezza tra le nuvole” di Paolo Villaggio.
    Momenti in cui è il ghostwriter a uscire allo scoperto per spergiurare:«Non ho fatto nulla, l’ha scritto davvero lui!»
    Nonostante tutto, mi sono divertito a leggerli.

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  14. markus says :

    volevo sentirmi figo e ho acquistato uno di quei libretti venduti insieme al corriere della sera, per far credere alla gente di essere intelligente. Si tratta di “come nascono le idee” di Edorado Boncinelli. Molto interessante ma…ecco, non spiega come nascono le idee. Mi ha fatto solo perdere tempo. Mi fanno incazzare gli scienziati che vogliono sentirsi divulgatori e il risultato che ottengono è farsi odiare.

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  15. KINGO says :

    “Ti prendo e ti porto via”, di Ammanniti.
    “Ho voglia di te” di Moccia.

    BOOOOMM!!

    No, va beh, “Ho voglia di te” sono riuscito a leggerlo tutto ma mi ha fatto cagare sin dall’inizio, mentre “Ti prendo e ti porto via” mi era piaciuto, e tutt’ora ci sono delle parti che trovo divertenti…

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  16. Barney says :

    Il librodimerda?
    Facile: Il vecchio che amava Hemingway di Ben Erikson.
    E mica lo nascondo, anzi, da almeno 25 anni mi sorride bello tronfio dal suo posto centrale in libreria. L’ho messo lì per ricordare a me stesso che scrivere è faticoso e che non basta fare una crasi tra Il vecchio e il mare e Hernest Hemigway per diventare uno scrittore.
    E l’ho anche letto, altroché.
    Credimi, ne vale la pena. E’ una boiata pazzesca, unica nel suo genere e quindi rimarchevole. Me lo regalò mia cognata, ancora oggi non riesco a trovare il coraggio per chiedergli il motivo per cui scelse proprio quel titolo.
    Ho paura della sua risposta.

    Un altro librodimerda, questa volta strafamoso, è Il codice Da Vinci.
    Una storia interessante scritta con i piedi.

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  17. moloch981 says :

    È un sondaggio interessante: interpretandola nel senso “un libro che amo ma che la critica ‘seria’ giudica orribile”… non mi vengono molti esempi (è più frequente l’opposto, un libro osannato che non mi piace, ad es. Dick); se invece intendiamo “un libro che amo ma che è generalmente ‘odiato’, senza che ciò implichi per forza un giudizio negativo sulla qualità”, potrei dire “I promessi sposi” di Manzoni

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    • minty says :

      “un libro che amo ma che è generalmente ‘odiato’, senza che ciò implichi per forza un giudizio negativo sulla qualità”, potrei dire “I promessi sposi” di Manzoni

      Sorella! 🙂 🙂 🙂

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  18. ilcomizietto says :

    Valgono anche libri porno? 🙂 (sì, ci sono anche quelli.)
    Fra i non porno: il Gramellini Fai bei sogni mi è piaciuto tanto, ma me l’hanno prestato, non l’ho in libreria.
    Poi non so: ho tutta la saga di Sanantonio, che non considero affatto fra i libridimerda, però qualcuno potrebbe metterceli, in effetti.
    Se mi viene in mente altro, aggiungo.

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