Tragedia natalizia a Cortina (e gli sproloqui di Mauro Corona).

E mentre noi umili mortali eravamo impegnati a mettere insieme il pranzo con la cena – e il pandoro (della Coop) col panettone (della Coop) –, in Italia, l’Italia dei vip, si consumava una tragedia: Cortina al buio, al freddo, al gelo. E poi ti chiedi, ma come cazzo è possibile? Questi stanno tra i monti senza un camino e una radio a transistor? Senza generi di sussistenza – ostriche e caviale – e senza poter ricaricare il cellulare a manovella? Ma che razza di montanari sono? Be’, poi ce lo spiega Corona, che dell’essere un vip montanaro ha fatto la sua fortuna. Sua, dei suoi figli e pure della Mondadori.

Ma andiamo per gradi – pochi, un freddo bestia! – con l’annuncio di Signorini, grido d’allarme che il Corriere.it piglia molto sul serio: «La città è isolata, le strade sono completamente interrotte, mancano luce e riscaldamento e nevica pure come Dio la manda, mai vista roba del genere». Porca puttana, nevica a Cortina!, una situazione davvero inaspettata.

Anche Paola Ferrari ne rimane fortemente contrariata. E ritenetevi liberi di chiedervi chi accidenti sia Paola Ferrari. Liberissimi.

Dunque, a causa di una nevicata imprevista – talmente imprevista che qualcuno deve aver tentato di pipparsela: cazzo è ‘sta roba bianca? A Cortina? Sotto le feste? –, Signorini arriva a dieci chilometri dalla meta ma è costretto a rientrare a Milano: impossibile proseguire. Un uomo, una catastrofe, una retromarcia. Roba che neanche gli alpini in Russia!

L’Italia ovviamente si stringe a lui, in un abbraccio.

Un abbraccio fraterno.

Non bastasse questa perculata – ma so di cassintegrati disposti a dare un passaggio a Signorini, lui deve solo spingere la Panda da Milano a Cortina –, ecco che finalmente arriviamo al lato letterario, libresco e furbesco della vicenda. Va in scena Mauro Corona.
Di lui ci siamo già occupati, impossibile gestire un blog di satira editoriale senza nominarlo. Sarebbe come dire messa e scansare i santi.

Ma vediamo di fare le cose per bene: a maggio scorso avevamo lasciato Corona a pestare i piedi, e non stava vendemmiando. Qualcosa non andava, il mondo non gli voleva più bene. Ma, dico io, come si fa a non apprezzare Mauro Corona? Inaudito. Difatti, anche in quel caso l’Italia si sentì ferita, umiliata e solidale con l’autore. Lo si nota nei commenti al nostro post.

E quindi noi scrivevamo questo articolo, riprendiamolo brevemente per chiarire l’antefatto.
Corona ammette – candidamente, come cade la neve a Cortina – d’essere stato costretto a «creare un personaggio, e fare il pagliaccio, per poter vendere libri e far laureare i [suoi] quattro figli e comprar loro una casa». Capite il problema? Lo vedete il conflitto interiore di Mauro Corona? Bene, perfetto, andiamo avanti.

Questo poveretto, costretto a fare il personaggio per pagare le bollette – l’università, le case e la padella per le castagne, ovviamente di seconda mano –, si lamentava perché lo cagavano poco. Certo lui ha i suoi libri, il suo paradiso terrestre fuori dalla finestra, la sua passione per le piccole cose… Però si lamentava, così: «Se fai un passaggio da Fazio magari vendi 300mila copie. Ma Fazio prende chi vuole lui, se gli stai sulle palle non ti chiama, questo non è servizio pubblico. È un feudo personale… non si vanti di promuovere la cultura…».
Per le altre perle vi consiglio di fare un salto al nostro post, ma tenete presente quanto Corona aveva promesso, e noi ci eravamo quasi cascati: «Fra 8 mesi… sparisco. Non mi suicido perché darei un cattivo esempio. Ma è un sistema in cui non puoi dire quello che pensi altrimenti ti fanno fuori. Non posso fare dei nomi, tutti gli editori sono delle associazioni a delinquere…».

E dunque, secondo i nostri calcoli, a gennaio il signor Corona dovrebbe togliere il disturbo. A noi non importa come, faccia lui. Nel frattempo, però, ha avuto modo di dare consigli agli amici vip. Lui è un montanaro, certo, un vip solo quando va in televisione… anche se, Dio del cielo!, lo invitano poco e lui ci resta male. Mugugna silenzioso, e poi corre a raccontarlo ai giornali.

Certo non sempre Corona riesce risibile come sul Corriere del Veneto, dove – ovviamente presentando il suo ultimo libro – ammette che «Ci vorrebbe l’insegnamento a bere come materia scolastica: facciamo l’ora di alcol»; ma risulta interessante, seppur meno alcolico, anche l’articolo di Liberonon state a fare i difficili, a volte anche Libero torna utile – e così possiamo bearci degli ultimi attimi di notorietà del sior Corona. Poi sparirà, se tutto va bene.

Corriere e Repubblica, in una comunione d’intenti che sfiora la barzelletta, chiedono a Mauro Corona cosa ne pensi della terribile vicenda vissuta da Signorini a Cortina. E lui? Lui non perde occasione per dirsi diverso. Diverso da loro, da quelli che scrivono per Mondadori, vanno in televisione – ma non abbastanza – e sono snobbati da Fazio.

Leggetevi l’articolo di Libero, imparate ad accendere il fuoco e rincorrete Mauro Corona. Potrebbe almeno venire buono come stoppino.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

25 responses to “Tragedia natalizia a Cortina (e gli sproloqui di Mauro Corona).”

  1. sandra says :

    Madesimo in Valchiavenna ha vissuto la stessa situazione di mancanza di elettrricità e ne han parlato pochissimo, conoscendo la zona credo che facesse anche molto più freddo che a Cortina, ma non c’era un Signorini della situazione che tenvava di raggiungerla… per cui non ha fatto notizia. Il Corona due (Fabrizio è il primo) manco lo commento, si commenta da sè. Evvvvvaiii con i panettoni, se ne vuoi una fetta, vieni da me, l’elettricità non manca e neppure l’allegria sana.

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  2. mozart2006 says :

    Sta per partire una campagna sulla RAI, in collaborazione con la Telecom. “Invia un SMS al numero 696969 e dona 1 € per restituire il sorriso ai poveri VIP assiderati. Il prossimo a dover tornare da Cortina potresti essere tu!” 🙂

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  3. Alessandro Madeddu says :

    Hanno ragione quelli che dicono che il clima sta cambiando – scii kimici, geoingegneria, ghigni vari: ora d’inverno sulle montagne si azzarda anche a nevicare. Non c’è più morale, contessa.

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  4. tibi says :

    Azz, che tragedia. xD Noi a Genova sono anni che conviviamo con un’alluvione all’anno, se tutto va bene. La settimana scorsa sono giusto giusto esondati due fiumi, ma una sciocchezza, eh? xD

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  5. J. Tevis says :

    Forte, Mauro Corona: si è tolto i peli dalla lingua. Però continua a pubblicare: in Agenzia il suo rating è già in revisione, vediamo che ne esce. (non la vedo molto bene, a dire il vero…)

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  6. newwhitebear says :

    Come si fa infierire sun un montanaro, che tra pochi giorni, diventerà un eremita (a pagamento)? Non c’è Cuore che tenga. Si spinge il forcone e basta.
    Meglio una fetta di panettone da 50cent che un Corona in festa.

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  7. impossiball says :

    questo post mi pare faccia scopa con questa vignetta 😀

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  8. minty says :

    Paola Ferrari non è quella bionda dallo sguardo assente e la voce fastidiosa che presenta la “Domenica Sportiva”?

    Non ero venuta a conoscenza della ‘tragedia’ di Signorini. Ora che lo so… non riesco a smettere di ridere! XD XD XD

    Di Corona il montanaro s’era già detto a suo tempo. Speriamo mantenga la promessa e sparisca davvero. Quanto all’articolo di Libero, è a suo modo illuminante. Certo che vedere Filippo Facci accusare qualcun altro di ipocrisia è quanto meno… Diciamo così: dalle mie parti abbiamo una locuzione adatta al caso. E’ un po’ come “il bue che dà del cornuto all’asino” 😛

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  9. rasoiata says :

    Gran bel post.
    L’ora di alcool del Corona mi mancava.

    Su Cortina, che sta a due passi da me, sarebbe meglio sorvolare tutto il periodo dell’alta stagione, e recarvisi nei mesi tranquilli, quando non ci sono i vari signorini e troiame al seguito, cosi’ si apprezzerebbero a dovere le piste, i panorami e gli ampezzani, che sono meravigliosi.

    Hasta
    Zac

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