Andar per concorsi (in un 2014 che somiglia tanto al 2013).

Bentrovati!, eccoci nuovamente a proporvi – decidete voi se aderire o fuggire – i concorsi letterari che ci fanno battere il cuore.

Qualcuno ci chiede perché questi sì e gli altri no, e la risposta è semplice: i concorsi che arrivano su Giramenti hanno passato una dura selezione. Questi sono i concorsi che più hanno mosso gli embe’ e gli ohibò della redazione. Sono, insomma, i bandi che non ci hanno lasciati indifferenti. E tenete presente che ormai abbiamo visto di tutto.

Partiamo quindi col concorso che chiede sei euro di tassa d’iscrizione, e subito ci siamo posti il problema di come infilare quella moneta in busta chiusa. E invece no!, cari loro, qui siamo già oltre.

Dicevamo di quei sei euro…

Ma sei euro potevano dimostrarsi antipatici e quindi gli organizzatori, «Quale “Quota di partecipazione”» e «visto il positivo riscontro della edizione passata» hanno «deciso di mantenere la formula dell’acquisto di un libro a scelta». A questo punto, però, nel loro catalogo non scoviamo nessun libro venduto a quella cifra. Ma potremmo sbagliarci, eh?
E voi, chissà, magari avete già deciso d’acquistare in ebook… a tre euro e sbrisga a titolo. Gabbando in maniera clamorosa e libresca quei sei euro indicati nella pagina del sito concorsifero.

Ma non è l’unico concorso in cui potreste riuscire a sentirvi dei volponi. In questo, ad esempio, «I testi dovranno essere tassativamente inediti (fino al giorno della cerimonia di consegna) e non premiati in altri concorsi letterari, pena l’esclusione dal Premio con relativo ritiro dei riconoscimenti eventualmente assegnati entro 7 (sette) giorni dall’avvenuto conferimento». Quindi, se non vi sgamano dopo una settimana dalla premiazione, farete la parte dei furbissimi. Contenti, eh?
Ah, scordavo!, si vincono soldini, attestati ed «è prevista la realizzazione di un’antologia del premio ove ne faranno parte i primi 100 classificati». Insomma, un volume di un certo peso artistico.

Fingiamo poi di non aver visto un bando scritto in questa maniera, e ci rifiutiamo di parlarvi del concorso che chiede quindici euro a poesia, venticinque ogni due e trenta per tre poesie (o per una silloge, un racconto, un libro edito). Soprattutto perché, come specificato nel bando in pdf – per leggerlo dovrete farvi venire il torcicollo – «Non si accettano assegni inferiori ai trenta euro».
E che vorrà mai dire «In caso di scioperi la scadenza è protratta di una settimana»? È forse previsto uno sciopero della poesia e nessuno ci ha detto niente?

Abbiamo anche deciso di non dirvi niente della «manifestazione» che «non ha fine di lucro» ma propone un bando di concorso zeppo di numeri. E quei numeri vanno intesi come soldini da levarsi dalle tasche.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

12 responses to “Andar per concorsi (in un 2014 che somiglia tanto al 2013).”

  1. impossiball says :

    Mi spiace ma quello che ha sgamato il sig. Stranoforte è decisamente di un altro livello, non so se hai visto il post odierno 😀

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  2. Carlotta says :

    Scribere ecc.” IN ” ROMAE? Quei tizi non hanno mai sentito parlare del genitivo locativo e del fatto che non prevede un In davanti?

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  3. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento del mercoledì…

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  4. Alessandro Cassano says :

    Se penso a quanto denaro ho speso per partecipare a concorsi letterari che richiedevano contributi “per spese di segreteria” quando ero un giovincello che scriveva aborti di poesia, mi sento un Capezzone.

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