Amenità editoriali: dire, non dire e saperla raccontare

Di Lampi di stampa abbiamo già parlato, così una nostra utentessa mi fa notare tale piacevolezza apparsa su Facebook:

Trattasi di pubblicità progresso. Ma certo è niente se la si paragona a quanto ci racconta Interrete.

Così diceva il primo numero de Il Giornale Letterario: «Tutti gli scrittori che intendono candidare il proprio libro per una recensione su Il Giornale letterario possono contattare la redazione». Attenzione, eh? Si dice di candidare il proprio libro. Infatti, come ben spiegato qui«Interrete selezionerà i migliori libri da proporre e contatterà gli scrittori».

E allora proprio non mi spiego l’email che ho ricevuto in questi giorni, email che anche i nostri amici segnalatori mi hanno fatto presente. Insomma, un’email che ha sconvolto un sacco di gente.

Ovviamente tutte le immagini sono cliccabili, stanno lì a dirvi che non m’invento niente e che l’email esiste. La conservo gelosamente, sta nel mio carniere delle iniziative felici.

Allora, vediamo un po’, i signori di Interrete “offrono” «ai primi 12 autori che risponderanno positivamente alla promozione» – rispondere positivamente sta per “sì, pago” o è riferito alla potabilità del testo da candidare? – «uno spazio a sole 120,00 e un abbonamento per un anno gratis a Leggere Tutti». Perciò, pagando 120 euro, ti regalano un abbonamento che tu non hai chiesto e ti compri uno spazio per una recensione. Possibile?

Pare proprio di sì, visto che ti “offrono” un sacco di visibilità. E lo fanno per pochi spiccioli e con pochi piccoli passaggi, uno di questi include un salto in banca.

«Le modalità per partecipare sono semplici». E lo sono davvero, perché nel frattempo l’idea di selezionare i migliori libri da proporre sembra essere andata in pensione. Quindi basterà «inviare una breve presentazione del libro (1.500 caratteri circa), l’immagine di copertina, i dati dell’opera (titolo, autore, casa editrice, prezzo, ISBN), i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo, telefono, codice fiscale)». Mi raccomando, non scordate che la «quota richiesta deve essere versata sull’IBAN».

Ma siate lesti a essere tra i primi 12 a “rispondere positivamente alla promozione” – sì, grazie, pago volentieri – per poter avere tutto questo «a sole 120,00» euro. Però c’è un abbonamento in regalo! In regalo? Con centoventi eurini già sborsati? Ah, be’, allora…

Ma sappiate, e lo si dice qui, che tutto questo viene fatto sempre e solo per il nostro bene d’autori.

Difatti «Il Giornale letterario vuole colmare un vuoto: quello delle mancate recensioni di libri di autori di tanti lavori ignorati dai mass media». Proposito davvero lodevole, soprattutto perché «la redazione seleziona i libri che ogni giorno arrivano in redazione» e «I costi sono sostenuti dagli editori, dagli agenti letterari e dagli autori». E gli autori vengono contattati via email.

Funzionerà? Ci renderà famosi? Luca Fadda ha qualche dubbio quando si tratta di autorecensioni a posto pagato: «Ricordate sempre: se un’apparizione la paghi, nessuno crederà a una parola di ciò che viene detto su di te. Se poi l’hai scritta tu, men che meno».

Finiamo in bellezza con questo messaggio mattiniero che ho ricevuto su Facebook.

Accidenti!, come l’avranno capito?

È proprio vero che alle vecchie volpi editoriali non si può nascondere niente.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

16 responses to “Amenità editoriali: dire, non dire e saperla raccontare”

  1. LFK says :

    I casi sono due:
    1. la recensione è gratuita (ma ci mancherebbe) solo che fanno pagare l’abbonamento;
    2. l’abbonamento è gratuito (lo dicono loro) quindi la recensione è a pagamento.

    Non so quale sia la cosa migliore, perché per 120 euro sto acquistando pubblicità, e la pubblicità è una buona recensione. La recensione è prezzolata e pure cara. Su un giornale che poi quale visibilità può garantire?

    Una curiosità: su ogni numero verranno presentati solo 10 libri. Ma ogni numero contiene 12 recensioni. Sarà il gioco delle tre carte o semplicemente due libri li scelgono tra quelli che piacciono a loro, anche se non sono arrivati in redazione?

    Chi vivrà vedrà.

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  2. impossiball says :

    Vi è sfuggito un dettaglio importante però: la “distribuzione casuale legata agli autori che ricevono le copie”: In pratica questi stampano e poi sono cazzi di chia ha pagato. Bella roba, eh?

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  3. newwhitebear says :

    Beh! interrete ce la mette tutta per fare un favore agli scrittori (minchioni). Cosa sono 120€ a fronte della pubblicità (progresso) che farà all’autore? Dovrebbe ringraziarli in ginocchio per un simile favoritismo. Quello che mi sfugge ma sto benedetto giornale esiste o non esiste? E’ fatto di carta oppure evanescente come un post?

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  4. Alessandro Madeddu says :

    Per quella cifra ci si compra la pubblicità – ben fatta – su un giornaletto – magari pure ben fatto. E non aggiungo altro.

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  5. Silvia Schwa says :

    Se i 120€ sono per l’abbonamento, vuol dire che ogni rivista costa 30€. Perché l’autore dovrebbe pagare una rivista che si può trovare gratuitamente in tutti i bar/treni/etc ?

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