Tribù di tramisti (prima parte).

È venerdì, giorno di tramisti. Occorre farsene una ragione.

Come faccio a scrivere un libro?

Nonostante questo post su Daily Pinner, non sono affatto convinta che «Siamo tutti nati per scrivere». E saperlo non vi stupirà, ne sono certa.

Allora, vorrei scrivere un libro, una storia d’amore ma c’è un problema: ogni volta che inizio mi blocco e dico “ma che cosa sto scrivendo? che schifo!” ed infatti non concludo mai niente!

E non ti è mai venuto un dubbio? Non hai mai lontanamente pensato che – forse, chissà, vuoi mai i casi della vita – scrivere un libro non sia roba che fa per te?

se dovessi mettere insieme tutti i libri che ho iniziato, mi verrebbe fuori un libro di 200 pagine!!

Che non sono poi tantissime, eh?

comunque la domanda è, come trovare ispirazione e continuare a scrivere?? grazie a chi risponderà ♥♥♥

Lavinia, utente rispondente, azzarda un «non hai l’esperienza adeguata». Eppure Elisa a incipit va fortissimo.
Manuela, invece, la spiega così: «secondo me dovresti fare un pò di esperienza, conoscere chi è più avanti di te e leggero molto, altrimenti non si conclude niente, o esce solo qualcosa di banale». Noi di Giramenti, come al solito, consigliamo alla cara Elisa di fare altro.
Le presine, manco a dirlo, andranno benissimo.

Be’, sai, nemmeno ci conosciamo. Potresti non essere il mio tipo.

Chissà se almeno l’email è scritta in maniera corretta.

Come posso inviare un libro scritto da me a una casa editrice?

E il quesito non avrebbe niente d’originale se non fosse che…

Ho un grande talento per la scrittura e le prof mi hanno consigliato di scrivere un romanzetto e di inviarlo a un concorso o a una casa editrice.

Giustamente il nostro LFK – proprio lui – fa presente alla piccola, poi vi dirò piccola quanto, che i professiori e le professioresse non sono critici letterari.

E adesso andiamo a vedere quanti anni ha questa giovane promessa dell’editoria italiana e chiediamoci se il consiglio di scrivere e inviare non sia un tantino azzardato.

Ecco, Franceschina è una tredicenne che sa impugnare la penna, fa temini niente male e le sue insegnanti le hanno consigliato di scrivere un romanzetto e di inviarlo a un concorso o a una casa editrice. Io, ve lo dico in amicizia e senza pessime intenzioni, a queste insegnanti spaccherei la testa con una cimosa.

Cosi sto scrivendo un romanzo per ragazzi dove c’è una ragazza che tutti vedono come una comune adolescente asociale che se ne sta sempre sulle sue. In realtà lei,però, ha un potere speciale che non riesce a controllare, soprattutto quando prova emozioni forti, quindi cerca di astenersi alle emozioni. Ma, durante una vacanza in montagna ,vivrà l esperienza del primo amore

E se avete letto la domandina con l’età della Franceschina, capite anche il perché della montagna e di Maometto scrivente.

e farà dei casini,alla fine scoprirà come controllare il suo potere con la forza dell amore. Non è molto lungo.

Difatti le professioresse le hanno consigliato di scrivere un romanzetto, che potrebbe essere un romanzo breve o un romanzo scritto coi piedi. A scelta.
Ma Franceschina ha dodici anni, certo. Occorre darle tempo. Ecco, appunto, diamole tempo. Sarà il caso di mandare un testo da dodicenne, dalla trama trita e ritrita a un concorso – magari con quota d’iscrizione – o a un editore (nove volte su dieci a pagamento)? Che ne sa Franceschina dell’EAP? E se i suoi genitori, colti dall’orgoglio d’aver coltivato in casa un astro nascente, si lasciassero convincere a sborsare soldi?
Ecco perché, per come la vedo io, le siore professioresse dovrebbero limitarsi a fare – e fare bene – il loro mestiere.

Conoscete qualche casa editrice che accetti questo tipo di storia a cui posso inviare questo romanzo?come si fa a inviarlo?

Cara Franceschina, accetta un consiglio: scrivi e attendi. Scrivi tanto e attendi di più. Fatti le ossa, e vedi che siano toste: l’editoria non vede l’ora di succhiarti via il midollo.

Domanda sempre attuale.

Tutte le case editrici chiedono una tassa o una commissione per pubblicare i libri. Non esistono case editrici da te descritte, è impossibile. 

Sperando che la mamma degli imbecilli abbia tre tette, così non devono litigarsi il pasto.

Come detto un Po di tempo fa

Mi sono lasciata prendere da quel Po.

sto scrivendo un libro però non mi piace scrivere a computer e scrivo sempre a mano. Ma dopo devo riscriverlo a computer? Perché scriverlo due volte mi annoio.

Ma no, figurati! Te lo riscrive l’editore.

Poi ho un altro problema quando scrivo mi sembra un idea fantastica poi lo rileggo e mi fa pena.
Perché?

E questo ci porta a indagare sui precedenti quesiti di Riccardo.

il mio libro l ho letto alla prof dice che é bellissimo ha 100 pagine

Anche qui c’è lo zampino di una professioressa.

C’è poi una risposta che credo completare al meglio la catastrofe legata ai nuovi talenti incensati dai professiori: «Io lo pubblicherò qui» indicando il sito di uno stampatore. «Anche io sono minorenne e lo farò fare a mio padre». Perfetto!, così il cerchio si chiude: il piccino scrive, la professioressa approva e paparino paga.

E se non sono professiori e professioresse, ecco arrivare le amiche…

«Se hai talento non ti servono consigli, ti basta scrivere», chiarisce l’utente rispondente. E la nostra tramista? Lei viene rincuorata dal suo pubblico amicale: «Hai ragione. Le mie amiche dicono che sono portata e ho buona fantasia ma non mi sento mai soddisfatta e non capisco in dove sbaglio». In dove sbaglio.

Lei sbaglierà qualcosina, ma pure le amichette sue…

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

39 responses to “Tribù di tramisti (prima parte).”

  1. LFK says :

    Alla fine ce l’ho fatta a finire tra i tramisti. Certo, dalla parte sbagliata, ma almeno ci sono riuscito.

    Una curiosità, una pratica che ancora non mi aveva sfiorato (e stupido io a non pensarci): Il libro spezzatino!!! Prendo tutti i progetti iniziati, li metto assieme e creo un bel librone di 200 pagine. Titolo? “I miei libri”.

    C’è sempre da imparare dai tramisti, porca pupazza. Noi (ora ne ho la certezza) siamo dei pivelli.

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  2. italese says :

    Salve, sono nuovo.

    Ma li becchi tutti su Yahoo Answers questi miti?

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  3. Alessandro Madeddu says :

    Tribù? ma questa è la festa delle medie dei tramisti! 😀

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  4. impossiball says :

    Cmq, la cosa che mi preoccupa di più è quel “prima parte” nel titolo del post

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  5. tibi says :

    La febbre alta mi sta uccidendo, per fortuna c’è Giramenti a tirare su il morale. Aspetto con trepidazione la seconda parte!

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  6. minty says :

    Mi piace questa cosa dell’appuntamento fisso settimanale: giovedì gnocchi, sabato trippa, venerdì baccal… ehm, tramisti! XD

    Lungi da me negare il fatto che il mondo possa essere pieno di professori cialtroni pronti a istigare i pargoli alla carriera romanzesca, però inizio a pensare che la percentuale su YA sia un po’ altina. Peraltro, ricordo quando 10-12 anni fa i bimbiminkia entravano nelle chat, cominciavano a scrivere in sms-sese, venivano ca22iati dagli adulti e a propria difesa sostenevano convinti che “io scrivo così anche i temi e alla mia prof vanno bene, infatti prendo sempre 8”. Cioè, ok, gli idioti ci saranno pure nel corpo insegnante, ma ho come l’impressione che quel “la mia prof dice che sono bravissimo” sia un po’ il nuovo “è vero, infatti è successo a mio cuGGino”, se capite cosa intendo. °_°

    Su quel “in dove” m’è salita una lacrima di commozione. Che ricordi! Imitando il dialetto di mia nonna, lo dicevo sempre anche io… a tre anni! XD

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  7. Mario Borghi says :

    ‘sti lì sono il nostro futuro.
    Sigh.
    😥 dove abbiamo sbagliato?

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  8. Ines says :

    Siete rimasti in tre a commentare, oramai ti stai ripetendo, scrivi sempre delle stesse cose.

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    • Gaia Conventi says :

      Sei la sola a tenere il conto, evidentemente non hai di meglio da fare. E un po’ si nota.

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      • Ines says :

        Invece voi siete impegnatissimi a diffondere sciocchezze che vi commentate a vicenda, patetici

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        • Gaia Conventi says :

          E quindi non abbiamo bisogno del tuo aiuto, ti pare?

          Ma, fammi capire, il tuo astio è dovuto a una pubblicazione a pagamento o al fatto d’aver scritto una trama – poi tramortita – su Yahoo Answers?
          Non mi sembri semplicemente infastidita dalla nostra presenza online – potresti facilmente evitarci, il web è grande -, pari invece una tizia con la coda di paglia. E forse a quel codino abbiamo dato fuoco. Certo involontariamente, sia detto. Noi sbugiardiamo un certo tipo d’editoria perché siamo dei burloni, l’abbiamo detto e sostenuto in tutte le maniere. Ma magari tu sei una tizia che prende le cose con assoluta serietà, e dunque davvero non ci si spiega come ti sia imbattuta in Giramenti.

          O forse hai davvero pubblicato a pagamento, e magari pensi di non aver venduto una ceppa perché in giro c’è gentaglia come noi. Noi che riteniamo l’editoria a pagamento una faccenda da polli.

          Dai, su, raccontaci di te… siamo curiosi.

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