“Ultime notizie dal letamaio” di Aleksandr Ikonnikov.

«Una voce nuova, divertita – beato lui, mi viene da dire – racconta una Russia che, con le sue meraviglie e i suoi orrori, si strugge nel purgatorio della perestrojka», e aggiungo che leggendolo mi struggevo pure io: colpa mia, ho ceduto alle lusinghe di questa quarta di copertina.
«Sono pochi gli scrittori che sanno osservare la realtà russa con lo sguardo acuto di Aleksandr Ikonnikov» e qui terminano i complimenti di Wladimir Kaminer. Pure lui viene annoverato da qualcuno tra i “giovani scrittori russi”, pure lui edito in Italia da Guanda.

Una serie di racconti – qualcuno buono, gli altri mediamente a cavallo di un “E quindi?” –, tradotti dal russo da Corrado Piazzetta e dal tedesco da Sergio Vicini. Li avesse scritti un autore nostrano, probabilmente sarebbero finiti in pasto a un editore a pagamento. Ma li ha scritti un giovane scrittore russo – giovane?, parliamone… è nato nel ’74, come me, e io ho smesso da tempo d’essere una giovane qualunque cosa italiana – e quindi racconta la Russia, mica Cocomaro di Focomorto!

In questi racconti il tizio più sobrio si sbronza a mezzogiorno, il direttore del kolchoz è sempre uno stronzo più stronzo degli altri e la gente campa male, ovunque campi. «Quando i funzionari di partito fecero costruire i grigi condomini di cinque piani tutti uguali, fecero anche in modo che i cittadini russi vivessero gomito a gomito. E tutto è perfettamente equilibrato: a volte è il vicino che ti dà sui nervi, altre volte sei tu a dare sui nervi a lui» (pagina 42). Provate a raccontare una roba così del posto in cui vivete, la gente vi chiederà “E quindi?”.


(La foto arriva da qui).

«Tutta questa storia della cosiddetta anima russa non è altro che un assieme di quattro elementi: la croce russa, la lingua, la vodka e la felicità nella sofferenza» (pagina 53). Me l’avessero detto in quarta di copertina, sarei andata a farmi uno spritz a Cocomaro di Focomorto. Soffrendo, ma neanche tanto.

Un libro di cui salvo il titolo, il resto finirà nel prossimo paccozzo commentozzo.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

18 responses to ““Ultime notizie dal letamaio” di Aleksandr Ikonnikov.”

  1. LFK says :

    Da come ne parli sembra uno di quei libri che (come dici) bisognerebbe scrivere, mandare con uno pseudonimo straniero e se non piace dare la colpa al traduttore.

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  2. impossiball says :

    La foto del Corviale rende meravigliosamente bene l’idea del gradimento che hai per il libro 😀

    I più curiosi si facessero un giro su street view per rendersi conto (Basta scrivere Corviale, Roma e poi zoomare)

    E, tanto per aggiungere il carico da 11 vi informo che di orrori urbanistici del genere ce ne sono svariati altri in giro per Roma (vicino casa mia c’è una zona nota come bronx, con dei palazzi più piccoli e meno claustrofobici, ma disegnati dalla stessa mano – e carichi dunque dello stesso disagio)

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  3. thedam99 says :

    @ Impossiball – “I più curiosi si facessero un giro su…” – Gaia è tua amica, ti metto tra i tramisti. Con affetto. Il grammar nazi incompetente vi studia di nascosto perché anche lui – poveretto – è nato per rompere. Sappiate che scherzo molto ma non smetto quando voglio. Probabilmente amo la Conventi e diventerò uno stalker di questo sito. Spero solo che mi accettiate per il valore intrinseco e sincero che mi accompagna come un cagnolino. Accarezzatelo sulla testa. Arf arf.

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  4. thedam99 says :

    Cara Gaia, mi è arrivato l’sms della disponibilità di “Giallo di zucca” e questa mattina l’ho preso. Sono arrivato a pagina 67 e posso pubblicamente dire che hai utilizzato il cane – umanizzato – davvero bene, fa troppo ridere. La prima delle due cose che non ho capito bene è come Mary Poppins – che al primo incontro tu disegni algida – dia via il numero di telefono in quella circostanza imbarazzata e quasi rabbiosa. Forse davvero è una scrittrice che non meriterà il Nobel, non so, scoprirò di più leggendo. Lo scrivo per renderti conto in tempo reale di ciò che il mio cervello imbarazzato coglie durante la lettura. Non è un giudizio ma solo un’opinione che si modificherà. La terzultima riga di pagina 48 è strana, “l’abbiamo” o “l’abbiano”… Mi faccio le seghe su cose da nulla. È solo che faccio fatica a capire quanto Luca e Teodoro c’entrino con la Polizia ferrarese. Comunque complimenti, a domani.

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    • Gaia Conventi says :

      Ciao, scusami se ti rispondo in ritardo, ero in giro per Milano. In gita. 🙂
      Ti ringrazio per aver preso il libercolo. Per quanto riguarda Mary, posso immaginare che all’inizio volesse darsi un tono. Ma poi, il fascino di Luchino… 😉
      Be’, insomma, fascino è una parola grossa.
      Per quanto riguarda Luchino e la polizia ferrarese, forse lo scoprirai poco dopo: Luchino è molto, molto ferrarese.

      Ciao 🙂

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