Tramisti e trichechi.

È venerdì, e ogni venerdì tocca portare pazienza: arrivano i tramisti.

Info su concorsi letterari?

Certamente sì, abbiamo anche il tag adatto all’occasione.

Quando si partecipa a un concorso letterario in cui il premio è la pubblicazione dell’opera, l’autore poi guadagna qualcosa dalla vendita del libro o si intasca tutto la casa editrice?

Proprio una bella domanda! Vediamo d’andare con ordine: spulcia il bando, scopri qual è la casa editrice intenzionata a premiarti, fai un giro su Google (nome casa editrice + editore a pagamento) e guarda i risultati. E questo è il primo step: se la casa editrice risulta a pagamento – non fidarti delle famose liste, potrebbero non essere aggiornate: fatti un giro sui forum –, la pubblicazione forse non è completamente gratuita. Forse, eh?
Ne parlavamo in questo post, riportando un articolo di Scrittori in causa«se hai vinto un premio letterario il cui premio in palio è la pubblicazione dell’opera vincitrice e l’editore che ha indetto il premio ti chiede soldi per pubblicarla, hai la facoltà di denunciarne la prassi scorretta e ingannevole ai tuoi danni, non solo per ottenere giustizia dei tuoi confronti da parte dell’editore truffaldino (e rientrare in possesso dei soldi dell’iscrizione, se li hai versati), ma anche per evitare che questo e altri editori continuino a sentirsi impuniti e liberi di organizzare queste trappole ai danni degli aspiranti scrittori». Lo dice Carolina Cutolo di Scrittori in causa, e lei queste cose le sa.

Veniamo quindi al tuo quesito: una pubblicazione premio prevede il pagamento dei diritti d’autore? Dovrebbe, certo, ma anche in questo caso occorre fare attenzione al bando: c’è chi dice di voler tenere per sé solo i diritti – tutti i diritti – della prima edizione (ce ne sarà mai una seconda?, non si sa), chi asserisce che stampare un libro costa un mucchio di soldi e l’autore dovrebbe già essere contento di pubblicare a gratis – vorrà mica anche le royalties? – e chi, invece, fa un regolare contratto editoriale.

Se non specificato nel bando, occorre chiedere PRIMA di partecipare. Soprattutto se il concorso prevede una tassa d’iscrizione.

Partecipo o no………………………….

Sparando puntini col girarrosto? Stai pure a casa.

Ho partecipato ad un concorso letterario, ma adesso non so che fare.

Spiegati meglio, piccola Lia.

Quando l’ho scritto, non l’ho riletto perfettamente, e ho commesso di conseguenza un sacco di errori grammaticali, oltretutto la storia rileggendola è davvero banale.

Ma nel cassetto ‘sta storia pigliava polvere, dico bene?

Insomma, so che ovviamente non potrà vincere e sicuramente non ci spero neanche dato che non lo merito. Però mi hanno invitato alla premiazione, io non ci voglio andare, perché il solo fatto di farmi vedere davanti ai giudici, cosciente di non aver fatto un buon lavoro, non mi piace.

Pensarci prima?

Voi ci andreste??

Solo se si mangia a scrocco, tanto la figura di merda l’hai già fatta. Ovviamente le utentesse rispondenti le consigliano d’andare, nessuna di loro parla del buffet a nano.

Cara Lia, non fidarti, queste sono concorsiste della domenica. Proprio come te.

Gli utenti rispondenti cominciano a farsi furbi…

Prendi esempio: invecchia con calma. E pensa che a lei Mondadori ha pure risposto.

Dario vuole un riassunto, «UNO VOSTRO FATTO DA VOI SENZA COPIA INCOLLA DA ALTRE RISPOSTE CHE HO TROVATO». O, per chiarire, «FATTO DA VOI STESSI». Ma mica lo vuole spacciare per suo, eh? Lo vuole perché, dice il poveretto, «non sono molto convinto di quello che ho fatto io».

Povero, povero Dario… e pensare che il cane gli mangia pure i compiti!

AUtOsTiMa!!!!! 😦 Libri libri libri ?!?!?!?!?!?

Dimmi che scrivi in questa maniera fetente perché hai dieci anni portati male. Dimmelo!

Ciao!! Ho 18 anni

Azz!

e ovviamente mi sento un mostro in confronto hai altri.

Doppio azz!

questa cosa è iniziata da quando andavo alle elementari,

Le orecchie d’asino non ti slanciavano?

ma ora mi sono stancata xke nn sono brutta,anzi sono carina,lo so che sono carina!…..

Somara ma carina, è già qualcosa.

Però quando esco per strada mi sento sempre insicura sotto lo sguardo degli altri.Aiuto!!!!quindi se avete letto un libro che vi ha cambiato la vita per favore scrivettemelo.

Non sai scrivere ma almeno sai leggere. Bene.

Niente insulti per favore!…. Sapete ho l’autostima basso

Be’, certo, la prossima volta diremo dei tuoi voti alle elementari. Bassi, come la tua autostima.
E pare pensarla così anche l’utentessa rispondente, attenti al dramma!

Alessia le fa presente che il suo italiano non è dei migliori, e l’autostima della tramista parte a razzo: «Perché?perché mi hai detto una brutta cosa nonostante quello che avevo scritto??e perché non hai scritto una motivazione??grazie ripasserò la grammatica 😀 Tu che genere di persona sei?no perché se sei una ******* almeno non sto male per quello che hai scritto,ma che dico,sei un pezzo di *****.ciao».
Alessia non si fa viva, e nonostante le tante cattiverie riceve il bollino per la miglior risposta, ed è proprio la sottostimata Rita ad appiopparglielo.
E Alessia? Lei continua a nicchiare, tanto che Rita si rifà viva: «Rispondimi xfavore almeno x quelle cinque stelle che ti ho dato :-D».

Cara Rita, devo ammetterlo, la tua autostima sta davvero a zero. Come il tuo italiano.

«Scia Scia». Datemi uno spigolo.

Voglio scrivere un racconto ma ho un problema?

Ok, sentiamolo.

L’idea in generale ce l’avrei. ma il problema è che proprio non riesco a scrivere in maniera dettagliata. come si dovrebbe fare, e dire che io ho sempre letto molto. Ero alla ricerca di una passione che magari in futuro poteva farmi anche guadagnare qualcosa. e pensavo a scrivere…

Stai scherzando, vero?

ma con questo problema, mi è impossibile. come faccio a risolverlo. devo continuare a provare e a provare e a provare?

No, devi trovarti una passione seria che possa darti seriamente un guadagno. Spacciare potrebbe essere una buona idea.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

29 responses to “Tramisti e trichechi.”

  1. LFK says :

    Avrei voluto scrivere una risposta dettagliata, ma Scia Scia mi ha distrutto moralmente e oh dolori addominali per le risate.

    Intervengo perciò solo per ricordare che oggi è un giorno speciale:
    1. inizia la primavera;
    2. auguri Gaia, buon anniversario;
    3. da oggi si può mandare la poVesia a quel concorso da testare. Lo farò immantinente.

    😀

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  2. mozart2006 says :

    Scia Scia? Di Persia Persia?

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  3. sandraellery says :

    Ho l’autostima basso… uhm un paio di tacchi? Scia Scia cioè volevo scrivere Ciao Ciao
    Vado a togliere il neo, come vedi sono passata prima da te: proprio non potevo aspettare il post-intervento con i postumi.
    Bacione

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  4. Chiara Beretta Mazzotta says :

    Sandra, sei un mito!
    Ma lo Scia Scia cos’è?! Un parente della mosca Tze Tze 😉

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  5. mozart2006 says :

    Ancora a proposito del “Il giorno della Civetta”..mi piacciono i libri sugli animali, questo Sciascia chi è? Uno del WWF?

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  6. impossiball says :

    tra “in confronto hai altri” e “Scia Scia” non saprei se condannare l’ignoranza o lodare il genio

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  7. minty says :

    Lo psicodramma di Rita che invoca la ****** che non le risponde, elemosinando una replica perché lei ha l’autostima basso (e il colesterolo alto?), mi ha fatto quasi piangere. E’ una roba alla stregua di “Marcellino pane e vino”, guarda.

    Sono arrivata alla conclusione che la Scia Scia sia la femmina dello Sciò Sciò. In pratica, qualcosa che allontana tutti a gambe levate dall’incauto che la invoca. Sì Sì… °_°

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  8. Paul says :

    Scia-Scia ha dato un senso alla mia giornata

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  9. Adele Marini says :

    Deliziosi questi tramisti! Meglio degli scolari di Io speriamo che me la cavo. Mi chiedo dove vivano, cosa facciano nella vita di tutti i giorni quando non si mettono in testa di scrivere. E soprattutto, perché a un certo punto della loro esistenza,
    pensino che là fuori ci sia tanta gente ansiosa di leggerli. Bisognerebbe dire due paroline all’orecchio a chi fa i palinsesti delle reti tivù. Di questo passo chi coltiverà più i fagiolini? .

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  10. Mario Borghi says :

    Tu spargi pessimismo a gran manate, secondo a quanto dici diventare famosi è molto difficile……………………………………… e io come faccio??????????????

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    • Gaia Conventi says :

      Noi siamo già famosi: gli EAP ci cercano e ci scrivono. 😀

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      • Alessio says :

        Grazie per Scia Scia. Grazie di cuore. Ho ancora le lacrime. Una giornata degna di un minatore al lavoro, ma Scia Scia era quello che ci voleva per risollevarla. L’ho già detto “grazie”? Buon weekend a tutti.
        Beh, già che ci sono, grazie anche per UBIK. Me lo sono bevuto, e ho comprato un sacco di altri libri di Dick… Che geniaccio! Non ai livelli di Scia Scia, ma un genio. 🙂

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  11. thedam99 says :

    Gaia, sei proprio senza quore, ma come? Noi tutti scrivevamo storie bellissime prima che la grammatica e i suoi obbrobbri ci stappasero le ali. Ora siamo cresciuti e additiamo a semplici errori grammaticosi le nostre nevrosi di scrittori incompressi. Sì Gahia, ahia, non fare così forte, siamo… Smettila di picchiarmi le mani… Dicevo, siamo giovani e le nostre storie sono il futuro. Non ci credi?
    Ho scritto un fantasy di 50 pagine tonde in a4 omettendo di proposito i nomi dei protagonisti. Non si capisce nulla, ho omesso i aggettivi – alla scuola di scrittura creativa han battuto entrambe le mani – ho omesso i verbi scontati come ‘dire’ ‘fare’ e ‘scopare’. Ho tolto le mutande alle protagoniste in quanto si sa che quando una donna scopa se le toglie sempre e a volte di proposito, ho tolto la dentiera a una vecchia e lei c’è stata perché – a parer suo – un gesto più intimo non lo aveva mai ricevuto da un uomo in bolletta. Gaia, il mio romanzo funziona, non sono una tramista. Se vuoi te lo mando e te lo autopubblichi in quanto hai agganci. Poi mi dai i soldi.

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    • LFK says :

      Sei sulla buona strada per il successo. Io ho scritto un libro senza parole. Nessuno è riuscito a trovare un solo errore, neanche di battitura, nessuna ridondanza, nessuno stereotipo, nessun luogo comune, nemmeno una virgola fuori posto, nessuna critica sui dialoghi o sulla trama. Insomma, il libro perfetto è quello non ancora scritto.

      Anche se in ritardo, benvenuto tra noi. 🙂

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