La spam libresca su Facebook: come riconoscerla, come combatterla, come fanculizzarla.

La spam libresca, ormai è un dato di fatto, vi trova dappertutto. Non importa cambiare indirizzo email a ogni cambio d’armadio, uscire dai gruppi Facebook, scansare le pagine dedicate agli scrittori esordienti e palesarsi su Anobii con l’account della nonna morta di noia nel ’72: la spam libresca vi trova. Sempre.
Equitalia è un bluff, a confronto. Ché Equitalia lo fa per mestiere, mentre lo spammatore libresco ha eletto la caccia e la cattura come missione: la crociata a cui si è votato anema e core. Tutto il giorno, tutti i giorni, da casa e dall’ufficio. La convinzione è tutto e può tutto. E uno così convinto non lo convinci d’essere nel torto. Mai.

La spam sui social ammorba in maniera diretta e indiretta. A volte si riesce a scansarla, ma è una vittoria temporanea. Vediamo allora di capire da chi dobbiamo difenderci, ben sapendo che partiamo svantaggiati: noi abbiamo ANCHE una vita, lo spammatore libresco no.

Gennarino Coccolino Scrittore vi chiede amicizia. La qualifica accanto a nome e cognome attesta che Gennarino è spam fattasi bipede. Non ci sono dubbi in merito: Gennarino Coccolino non vuole conoscervi, lui vuole farsi leggere. Può pretenderlo con un link all’acquisto sul vostro diario o con un messaggio privato.
Magari siete potenziali lettori o, peggio, Gennarino può avervi scambiati per gentili personcine con l’hobby dell’editing. Gentili personcine che non vedono l’ora di correggere gli errori – e orrori – del primo sedicente scrittore che si fa vivo in un triste giorno di pioggia. Ma va bene pure una giornata di sole, così avrete la scusa per stare all’ombra, leggendo e correggendo – ma mica poi tanto, lui è così bravo! – gli sfondoni di Gennarino Coccolino Scrittore.

Non ci crederete, lo so, ma il mondo dei social è pieno di gente che ritiene l’editing e la correzione di bozze un passatempo. Da svolgere gratis.
A loro basta chiedere, e se dite no siete degli stronzi. Non volete dare una passatina di bianchetto agli strafalcioni di Gennarino? E allora limitatevi a leggerlo, santa pazienza!, che vi costa? E sarà inutile dire che vi costa tempo e pazienza, Gennarino Coccolino non capirà la vostra ritrosia.

Anche se, come ci terrà a farvi sapere, ormai ha capito che chi gestisce un blog o ha pubblicato due cazzate si sente il padreterno… e non collabora, non aiuta, non sponsorizza il primo Gennarino Coccolino che si palesa sul suo zerbino.
Chissà perché ‘sti stronzi fanno tutti così, si chiede Gennarino, e chissà perché mi bannano in tanti. Lui non se lo spiega, inutile che voi tentiate di spiegarglielo. Prima di voi ci hanno già provato in trenta, trenta stronzi che non hanno voluto lavorare gratis per Gennarino, e per il bene dei suoi libri.

I cattivi siete voi, i social sono nati per condividere. Gennarino è tra i vostri contatti? Allora siete amici. Possibile che rifiutiate di dare una mano a un amico? Che branco di stronzi!

Ovviamente c’è anche il Gennarino Coccolino che non vi cerca per mettervi sul libro paga, tanto non pagherebbe comunque. Esiste il Gennarino che pretende d’avvalersi della vostra visibilità, tanta o poca che sia. Avete un blog? Magari parla di libri? Be’, state tranquilli, in fondo non importa: un blog è un blog, se parla di libri è meglio, ma se parla di pentole va bene comunque. Un blog famoso o praticamente sconosciuto? Ah, ma non state nemmeno a pensarci!, Gennarino non si farà problemi, lui punta sulla quantità: tanti piccoli blog fanno i numeri di un solo blog conosciuto e molto frequentato, e fanno quello che un blog così si rifiuterebbe di fare: parlare dei libri di Gennarino Coccolino Scrittore.

Non avete un blog? Fa niente, avete comunque dei contatti sui social. Il vostro diario non tratta di libri e non posta librescamente?, per Gennarino non è un dramma: voi e i vostri contatti siete una piccola platea. Spamma di qua e spamma di là – con tanto impegno –, le piccole platee vengono moltiplicate fino a diventare il palco dell’Ariston.

Voi non ci perdereste nemmeno cinque minuti, io nemmeno, ma – già lo dicevamo – per Gennarino è una missione. E il copia-incolla aiuta.

C’è poi il caso di Gennarino Coccolino – senza qualifica – che vi chiede amicizia avendo il suo libro come foto copertina di Facebook. E, tanto costa uguale, pure come avatar.
Gennarino Coccolino stavolta è meno sfacciato, ma lo si sgama comunque: tra i suoi scatti ha solo i libri di cui si dichiara fiero autore – solitamente autopubblicati o pubblicati a pagamento – e qualche immagine di presentazioni letterarie al club di taglio e cucito della zia Pinetta.

Attenzione!, se nell’avatar non compare la copertina del suo libro, ci sarà lui che sproloquia del suo libro. Da qualche parte. Ingrandendo la foto scoprirete che parla da solo, nel suo salotto.

È facile evitare un Gennarino Coccolino che bussa alla vostra porta: basta non aprire.
Un rapido controllo sul suo profilo Facebook – visibile a tutti, ci mancherebbe! – vi dirà che Gennarino parla solo di sé, dei suoi libri e delle recensioni ai suoi libri – le scrive la zia Pinetta.

A lungo andare i Gennarino restano amici solo di altri Gennarino: non scambiano opinioni, solo i link dei loro libri. Tanto tra loro non si leggono, i Gennarino scrivono soltanto. Spesso a sproposito, e non solo sui social.

Se scansate un Gennarino Coccolino, tenete presente che ne incontrerete altri cento sulle pagine di Facebook. Una volta bastava evitare quelle che parlano di libri, poi i Gennarino si sono messi a spammare ovunque. E se si parla di scarpe, Gennarino vi dirà che il suo libro aiuta a prevenire calli e duroni. Se si parla di piante, Gennarino vi dirà di comprare il suo libro perché è in carta riciclata e la natura non ne viene a soffrire. Se si parla del meteo, Gennarino pretenderà di farvi compagnia nelle giornate uggiose. Ma andrà benissimo anche per sopportare la calura agostana: un libro di Gennarino Coccolino – in estate e in inverno, in un gruppo di scarpari o giardinieri – è la cura a tutti i mali.

A questo punto, chiaramente, uno leva il “mi piace” a qualunque pagina e si toglie dalle palle qualunque gruppo. Ma ancora non basta!

Gennarino Coccolino Scrittore riesce a infilarsi persino nei flash mod libreschi – il giorno tal de tali compriamo tutti un libro… comprate il mio! – e negli inviti agli eventi altrui. Lì, forse, avrà la decenza di “limitarsi” a dire ai gentili invitati – non suoi – che anche lui ha pubblicato un capolavoro. Non fate l’errore di lasciarvi andare a un complimento, Gennarino Coccolino vi verrà subito a cercare e chiederà la vostra amicizia. E non sbertucciatelo, otterrete lo stesso esito: vi contatterà per spiegarvi che si sta promuovendo. Continuerà a contattarvi in eterno.

Lo potrete bannare da Facebook e chiederà di seguirvi su Twitter, gli negherete udienza e vedrete arrivare in mail l’avviso “Gennarino Coccolino Scrittore ti vuole tra i suoi contatti di Linkedin”, vi fingerete morti e lui vi ritroverà su Anobii, non ve lo filerete di striscio e lui stanerà il vostro blog. Toglierete il modulo contatti e lo riavrete comunque tra i piedi, nel vano tentativo d’inserire un commento al vostro post. Il commento dirà che, e proprio non sa spiegarselo, non riesce a scambiare quattro chiacchiere con voi. Per dirvi di leggere il suo libro, certo, ma se lo recensite sarà anche meglio.

La spam libresca non si azzera, si fanculizza. È l’unico modo per uscirne illesi. Non cedete, non date i vostri “mi piace” al Gennarino insistente: fatelo per il suo bene, fatelo per il vostro. Il Gennarino Coccolino Scrittore è come l’influenza: vaccinatevi prima!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

67 responses to “La spam libresca su Facebook: come riconoscerla, come combatterla, come fanculizzarla.”

  1. Ryo says :

    Sta cosa di poter mettere SCRITTORE accanto al nome è una manna per sgamare subito i paccari!

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  2. sandra says :

    Non sono su FB ma quando mi arrivano mail tipo (non sto inventando nulla) “sono capitato per caso nel tuo blog, ti mando il pdf mi recensisci il mio romanzo” (EAP) oppure “siamo tutti esordiente diamoci una mano, vai comprare il mio libro e poi sono disposta a farmi intervistare” di solito scrivo un post cattivissimo su queste persone o comunque mi vendico. Chiedere recensioni a me è un boomerang! Baci

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  3. paolo f says :

    Ma questa è l’Apocalisse di Giovanni! O, più modestamente, il flagello della peste.

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  4. arj74 says :

    Stavo pensando a una minchiata giusto per: La Giornata Mondiale del Suffisso ‘Scrittore’ su Facebook.
    In quel giorno, chiunque abbia pubblicato anche solo un volantino si mette un bel suffisso accanto al nome, della serie:

    Scrittore di m…
    Scribacchino
    Imbrattapagine
    Ordinatore di alfabeto
    Correttore Automatico di Word

    E così via.
    Poi si spamma un po’ e agli amici che restano gli si regala una copia del libro. Di un altro.

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  5. Chiara Beretta Mazzotta says :

    Citerò una battuta da “Un matrimonio all’inglese”: «È come l’annegamento: piacevole, quando smetti di dimenarti».

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  6. impossiball says :

    Luca Fadda dovrebbe tatuarsi addosso questo post, specie la parte:

    Se scansate un Gennarino Coccolino, tenete presente che ne incontrerete altri cento sulle pagine di Facebook. Una volta bastava evitare quelle che parlano di libri, poi i Gennarino si sono messi a spammare ovunque. […]
    A questo punto, chiaramente, uno leva il “mi piace” a qualunque pagina e si toglie dalle palle qualunque gruppo. Ma ancora non basta!

    Stamattina l’ho visto mettere un like ad una pagina che è chiaramente un covo di spammoni (e se non lo è, lo diventerà), ma lui niente, gli piace e mette il like. Certo che ‘sti sardi so’ veramente de coccio!

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  7. impossiball says :

    (cmq, da quando in qua è LA spam? Da che uso l’email – diciannove anni – ho sempre detto e letto LO spam. Col pisello)

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  8. tibi says :

    “siamo tutti esordiente diamoci una mano, vai comprare il mio libro e poi sono disposta a farmi intervistare” e questa mi vale per tutta la giornata. Articolo bellissimo, ma, abbiate pazienza, questa parte di commento è una perla, ho le lacrime agli occhi da un’ora XD

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  9. minty says :

    mentre lo spammatore libresco ha eletto la caccia e la cattura come missione:

    Giuro, e non l’ho fatto apposta, che a una prima occhiata avevo davvero letto “caccia” senza la ‘i’… XD
    Sarà l’argomento che favorisce simili lapsus? °_°

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  10. Alessandro Madeddu says :

    A volte pure gli uffici stampa diventano spammer sul tipo di Coccolino. Argh…

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  11. laperfezionestanca says :

    Ma quelle belle mazzate, quei botta e risposta sulfurei di quel bel tempo andato, prima che tu bloccassi i commenti spammoni e persecutorii, un po’ mi mancano….

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    • Gaia Conventi says :

      Se ti piace farti due risate sulla pelle degli altri, ti consiglio lo zoo.

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      • laperfezionestanca says :

        Eh no, lo zoo è triste. Quello che mi piaceva eri tu che li prendevi a calci nei denti. Hai ragione però, sono stata un po’ insensibile. È che tu dall’esterno sembri tostissima e non ho pensato che comunque ti pesasse. Chiedo venia. A mia scusante posso solo addurre che era sulla pelle dei cattivoni che mi facevo quattro risate, non sulla tua. Effettivamente nemmeno questo sembra gran che. È che in fondo sono un po’ stronza. Alfine mi taccio, và.

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        • Gaia Conventi says :

          Essere tosti è una cosa, concedere tempo a certi falliti è altra faccenda. Non che io abbia niente contro i falliti, però la mia riserva di tempo si va esaurendo, soprattutto ora che mi sono rimessa a scrivere. Devo darmi delle priorità, come fa la gente seria. Io, ovviamente, mi fingo seria e cerco di copiare. Come a scuola.
          E poi su, non sono così maligna, qui si può commentare con qualunque tono: basta metterci la faccia.
          Dedico volentieri il mio tempo al blog – me ne porta via tanto ma è sempre ben speso -, leggo e rispondo ai commenti – cosa piacevolissima – e in cambio chiedo solo un minimo d’onestà. Un nick cliccabile, oppure nome o cognome; vanno bene anche nick non cliccabili e nomi e cognomi fasulli. Ma con email reale. Non chiedo tanto, dai…

          Ci si può piacevolmente mandare al diavolo anche così, certo occorre avere un minino d’attributi.

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          • Mario Borghi says :

            Comunque gira voce che siamo autoreferenziali. Lo dice gente che si dà dei vezzeggiativi simpatici, tipo “Perfy”, che starebbe per perfezione, aggiungende che non ci leggerà mai più.

            Adesso che si fa, cadiamo in depressione o riprendiamo a sfanculare i commentatori?

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            • Gaia Conventi says :

              La giusta via di mezzo: sfanculiamo i commentatori che si meritano tale trattamento.
              Ma io sono buona, quindi saluterò simpaticamente Perfy-perfezione – quella di «Si, tu hai ragioni da vendere, però più leggo più mi sembra di sentire il Grillo de noartri. Il tuo blog, come quello della tua amica, è diventato un tantino autoreferenziale e noioso e, come ho fatto per il suo, ti cancello da quelli che leggo. Ciao e stai bene» – con un gesto cortese. Quello dell’ombrello. Ciao, addio, tante belle cose!

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            • minty says :

              gente che si dà dei vezzeggiativi simpatici, tipo “Perfy”, che starebbe per perfezione

              Sentite, io non sto su FB, e non ho idea di chi stiate parlando. Però magari avvisatelo che, personalmente, se leggo come vezzeggiativo “Perfy”, a me viene in mente per prima cosa la parola Perfidia, e non Perfezione… O_o

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  12. Mario Borghi says :

    Ci stanno invadendo. Dobbiamo fare il loro gioco, accettare tutte le loro offerte e poi stroncarli, sperando che arrivino a temerci più dell’ufficiale giudiziario.

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  13. Demart81 says :

    Oggi ho avuto il mio battesimo dello spam librario su Anobii, su Fb ancora no, mi sto preoccupando

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