La fuffa trasloca: dall’EAP al selfpublishing, gli esperti e i maghi hanno cambiato casa.

Oggi non faremo nomi e cognomi: il legale di Giramenti può prendere il caffè in tranquillità, non glielo manderemo di traverso. E non faremo nomi perché non servono, stamattina ciò che veramente ci sta a cuore e farvi presente che la fuffa ha cambiato indirizzo.
Seguiteci e sarete in grado di stanarla, e ovviamente non lo diciamo ai nostri utentAmici che ci leggono fedelmente e caparbiamente – loro sono ormai più esperti di noi nell’arte d’additare la stortura –, lo facciamo invece presente ai tanti autori che credono di scampare all’EAP… affidandosi ai guru del self.

E vuoi che non ce ne sia almeno uno che, sfurbito dal tamtam del NO EAP e bistrattato dalle case editrici free, non abbia visto nell’autopubblicazione la soluzione più pratica e veloce per diventare famoso nel giro di un pomeriggio? Ma certo, e magari è arrivato qui digitando self! Ok, amico mettiti comodo mentre diciamo due paroline sull’autopubblicazione.

I puristi del chi fa da self fa per trelf navigano in solitaria e curano il parto e la crescita del pupo. Infine ti lasciano l’infante su Facebook e tentano di fartelo adottare: compralo, leggilo, è bello, l’ho scritto io. Ed è tutto vero, eh? Il tizio ha curato pure l’editing – no comment –, l’impaginazione – si legge di sghembo, ma se il libro è bello… vuoi non portare pazienza? – e la copertina. Ecco, sì, la copertina è sputata quella del Moment, ma è la storia che conta. La trama. Il plot.
E tante volte storia, trama e plot fanno piangere. Anche quando è un testo comico. Anche e soprattutto.

Eppure, santa pazienza!, il selfista è sfuggito all’editore a pagamento. Si è fermato in tempo, ha stoppato quasi capottando. Gran stridore di freni e il nostro autore emergente non ha pagato la stampa dello stampista – per noi è editore solo chi investe di tasca propria –, non si è visto appioppare duecento copie del suo libro – che in soffitta risultano un isolante termico migliore della lana di vetro –, non ha ceduto all’editing a pagamento, alla comparsata nella televisione gestita dalla casa editrice – manda in onda le interviste ai suoi autori, il canale lo pigli solo se prendi residenza sullo stesso pianerottolo – e agli articoletti sul giornalino. Sempre della casa editrice, una pubblicazione free – quella almeno, ma solo per chi la legge – che finisce il suo bel campare nella gabbia dei canarini.
In Italia abbiamo gli uccelli da voliera più libreschi d’Italia: arrivano alla fine della filiera editoriale ma si comportano esattamente come chi sta ai vertici: e la carta ne risente.

Insomma, il nostro autorino di belle speranze non ha calato le braghe con l’EAP, è passato al selfpublishing e qui si è scontrato con la dura realtà dei fatti: trovando canarini disposti a insozzare anche il suo ebook. Gentilmente – a suon di “buuu… vattene!” – gli è stato fatto capire che… eh, però, sai… scrivi da schifo. Ma, come nelle migliori favole, non è detto che se uno scrive da schifo debba smettere. No, per carità! Esiste chi può aiutare il nostro autorino a risorgere dal guano.

Eccola la novità! Arriva sfolgorante, forse sulla scia dei tanti corsi di scrittura creativa. Corsi tenuti anche da mia zia Lucilla, lei che è tanto brava a scrivere le etichette delle marmellate fatte in casa. E la novità sono i servizi – a pagamento – dell’esperto – in cosa? – per fare un bel self con l’aiutino.
Trucco che, stando all’esperto, eviterà d’esporre al pubblico ludibrio le tare grammaticali che ci si porta in dote fin dalle elementari. Ma non è solo correzione di bozze! Non è solo editing! I servizi sono tanti, variegati, adatti a ogni caso. Umano e letterario.

Il tal esperto, che nessuno ha mai sentito prima – ma poi ti spiega che lui in rete ci sta da anni, io pure, ecco perché immagino sia una qualifica che conta come barare a rubamazzo –, si palesa via email o sui social e si offre d’aiutare l’esordiente. Mica lo fa gratis, certo, ma il lavoro va sempre pagato.
È anche vero che il lavoro svolto a regola d’arte lo si paga più volentieri, soprattutto quando il tizio è un professionista. Un professionista di che? Non si sa, ma lui dice che ha studiato il selfpublishing e adesso lo conosce come la tabellina del due: compila il modulo, racconta cosa ti serve e che interventi a cuore aperto vuoi applicare al tuo manoscritto. Dillo a lui, lui è l’esperto!

In giro, tanto per fare un esempio e senza citare nessuno – ciao Ric!, prendi pure il caffè in santa pace –, c’è un sito che offre tre tipi d’aiutino: il modello base cura l’impaginazione e non tocca nemmeno una virgola, i siori aiutanti dicono che lo fanno per accontentare quelli che pubblicano di getto. E non capisco perché un tizio che nemmeno si rilegge dovrebbe perdere il sonno se il suo ebook è impaginato da culo. Per il perfettino c’è la santa manina dell’editor e per quello che vuole sfondare – eh, vedrai vedrai! – propongono persino il booktrailer.

Ecco, accanto alla biografia di questi siori – di tutti i siori che saltano fuori dal nulla e si dicono esperti di selfpublishing – non guasterebbe un menù coi prezzi. Ché se mi scrivono “Servizi” io penso a certi servizietti antipatici alla siora Merlin, robe che si fanno ma non si dicono. E, soprattutto online, non si prezzano.

E, visto che ci siamo, gentili esperti che curate i manoscritti dei selfisti e promettete di farli belli – loro e i loro capolavori –, mentre aggiungete costi e biografia chiarificatrice dei vostri meriti, controllate i testi del vostro sito: ci vedo dei refusi. E al momento quei refusi dicono di voi più di quanto non racconti la vostra biografia.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

30 responses to “La fuffa trasloca: dall’EAP al selfpublishing, gli esperti e i maghi hanno cambiato casa.”

  1. LFK says :

    Il mondo editoriale è quel posto dove si trova sempre un angolo per chiedere la carità.

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  2. J. Tevis says :

    La fuffa richiama frotte di lavoratori indefessi!

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  3. ilcomizietto says :

    Io dico che questo passaggio dall’EPA al SP con l’aiutino è un bel passo avanti. L’EAP, oltre ad essere assolutamente senza senso, non ha nessuna speranza, oggi. Il SP con l’aiutino, se si sceglie bene l’aiutino, può almeno ripulire l’italiano della prima stesura. E se uno è bravo lo si può notare.

    Qualcuno conosce “aiutanti” professionisti veri?

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    • Gaia Conventi says :

      Certamente gli “aiutanti” in gamba esistono. Ma dubito li si scovi in certi siti pieni di strabilianti promesse.

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      • ilcomizietto says :

        Evvabbè, Gaia, ma il tramista sappiamo già che è condannato alla perdizione! Se nel mondo non esistessero soldi il suo ebook sarebbe veicolo di virus informatici e la stampa su carta sarebbe con inchiostri tossici. 🙂

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  4. Mario Borghi says :

    Le laGrime rigano sia le pagine autopubblicate sia il vetro dell’e-reader. LaGrime dal gran ridere, spesso, visto che utlimamente è tutt’un fiorire di persone bravissime e sconosciute al contempo, ma in possesso della terza media – e che scrivono fin da piccole che la maestra ci metteva sempre 10ellode -, che ti aiutano a spammare (pagando).
    Va be’ che il web è un grande strumento, ma non sbattiamocelo sui denti a vicenda però.

    Ah, dimenticavo, andare a rubare a casa dei ladri è peggio di un autogol, quindi se avete agenzie, siti, blog, forum, spazi web, pagine e/o gruppi su Facebook, aree, fioriere d’angolo, camere d’albergo, tukul, eccetera, per il SelfPub, accorrete pure numerosi, ché altrimenti ci annoiamo…*provare per credere*.

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  5. sandra says :

    So di chi stai parlando, in effetti più tanti sono i servizi offerti, più la grafica è colorata e ammicante meno serietà trovo dietro. Avere un editor capace e onesto (esistono!) che ti dà una mano a sistemare le magagne (se sono poche e sistemabili, non una roba da riscrivere) e un grafico che ti aiuta nell’impaginazione e ti mette insieme una copertina può essere un’idea per affidare poi il proprio lavoro al self, ma qui credetemi si sta parlando d’altro.
    Bacioni

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  6. Alessandro Madeddu says :

    Ovunque al mondo ci sia gente disposta a pagare, fosse anche per vendersi (Hugo, cit.) si troverà qualcuno disposto a tirare su un banchetto con la mercanzia 😀

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  7. Tenar says :

    Ma sopratutto questi editor da dove spuntano? Non c’è sito, ormai, che non proponga un editing professionale, ma questa professionalità da dove viene? Io un corso di editing l’avrei pure fatto, eravamo una decina, con un editor “vero” (nel senso di stipendiato da casa editrice) come prof, un po’ pochini per questa sovrabbondanza di offerta professionale. O forse sono fessa io, che invece di crucciarmi per i miei errori e la mia dislessia non mi sono buttata su questa carriera per sbranare esordienti…

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    • Gaia Conventi says :

      Puoi sempre cominciare, eh? Ormai gli esordienti da sbranare sono talmente tanti che ho visto gente campare di esordienti e alkaseltzer.

      C’è cibo per tutti, forse dobbiamo solo farci coraggio e cambiare dieta. 😉

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