Il musso lo sa: parlare di EAP non serve, soprattutto al musso.

il musso

Scordate il nostro foto album NO EAP e le tante ciance sull’editoria a pagamento. Abbiamo perso tempo e infastidito l’autore pagante.
Adesso ne siamo certi.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

13 responses to “Il musso lo sa: parlare di EAP non serve, soprattutto al musso.”

  1. mosco says :

    l’è come lavar la coa all’asen: se trà via la saonada e se ris-cia na peada (trad. dal solandro*: inutile come lavare la coda all’asino: si butta via la saponata e si rischia una pedata)

    *solandro: dialetto della val di Sole in Trentino.

    buon sabato, Gaia. Me ne vo al mercato 🙂

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  2. sandraellery says :

    Oh Gaia bella, cos’è successo? Io ne ho passate tante, lo sai, come sai anche che non mi sono mai nascosta dietro a scuse, questo di me mi piace. Non ho mai pensato nè affermato, neppure nei momenti più “no” che gli editori free piccoli o grandi che siano, pubblicassero solo raccomandati o personaggi già famosi per altre situazioni (cantanti e criminali). Quello che manca al vero sostenitore dell’EAP è l’onesta verso se stesso figuriamoci verso il resto del mondo.
    Un abbraccio pieno di solidarietà qualsiasi sia il motivo che ti ha fatto scrivere questo post!

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    • Gaia Conventi says :

      Ciao cara, tranquilla, trattasi di certezza meditata. Poi mi è capitata l’immagine del musso e mi si è aperto un mondo.
      Quindi, se prima Giramenti contemplava il “poverino” in caso di scrittore pagante, adesso per il “poverino” attenderà la dipartita del suddetto.
      Chi paga vuole pagare, ci tiene a farlo, sa benissimo che potrebbe evitarlo ma paga. E allora, sapendo questo e conoscendo il musso, va perculato l’EAP e anche chi paga.
      Senza pietà, senza sconti! (E la perculaggine comincia dal musso…). 😀

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  3. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento del sabato…

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  4. Alessandro Madeddu says :

    E l’autore pagante sostiene che tu sia pagata per parlare male degli EAP? curioso, ma chi sborsa pensa sempre che gli altri intaschino, ma non individuano mai quelli giusti.

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  5. tibi says :

    Ma a nessun autore sorge il dubbio che se una CE free non ti vuole pubblicare, evidentemente scrivi da cani? Quanta presunzione che c’è in giro o_o

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    • LFK says :

      Il problema è che io vado da un free, mi dice che scrivo da canide, poi vado da un EAP e mi dice che scrivo divinamente. A quel punto a chi credere? All’invidioso free o all’onestissimo EAP? Al truce free o al dolce EAP? All’orco free o al fatino EAP? A chi mi vuole negare il successo free o a chi mi vuole regalare un’opportunità EAP?

      In mezzo a tutte quelle domande, la mente si travia e la verità s’offusca, il vin santo diventa lambrusco, il piscio birra e la schiuma marrone del mare inquinato una coperta di panna su una torta squisita.

      Miii ma che poeta, se mando a un EAP mi pubblicano pure questa. 😀 😀

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      • tibi says :

        A parte il fatto che non mi sognerei mai di pubblicare a pagamento, in primis per mia soddisfazione personale, poi perché sono genovese e sono tirchia di natura xD a parte gli scherzi, di istinto credo all’editore free, mi pare ovvio che un EAP pubblichi qualsiasi cosa, basta pagare! Ma è questione di pura logica, sempre secondo il mio modestissimo parere. O mi sbaglio?

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        • LFK says :

          La logica pura, in certi casi, viene presa per invidia. Non chiedermi come e perché, ma è l’unica spiegazione che riesco a darmi quando ti accusano di invidia se parli male di un EAP. E noi contrari all’EAP, si sa, siamo solo invidiosi.

          Sai, anche a me sembrava strano che non fosse chiaro il tuo ragionamento, ma in molti casi non lo è. 😉

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  1. Tramisti tra menti e de… ops! | giramenti - 11 aprile 2014
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