Trenta modi per farsi odiare, affossare un libro e passare per stalker.

L’amico Mario – un Mario a caso, sempre lui – mi segnala un magnifico post.

Come ben sapete, l’amico Mario – un Mario a caso – sta tentando di diventare famoso. Imbrocca editori a pagamento e concorsi letterari che si fanno di nebbia prima di dichiarare il nome del vincitore, guru del self che promettono la luna – ma non di miele –, concorsari neri che lo trovano antipatico e tentano di levargli il sonno mandandogli accidenti e avvocati.
Ora, sia chiaro, il Mario a caso è un tantino antipatico, ma io lo sono di più. Ecco perché – onore al merito! – Mario ha valutato fossi la persona più adatta ad affrontare questo argomento: i buoni consigli di pessimo gusto. Magari non proprio pessimo, diciamo discutibile, ecco. Sì, insomma, quelle cose che partono con le migliori intenzioni e poi finiscono in tragedia. Come le feste di Natale, e lo sterminio dei parenti.

Voglio sperare che l’autrice del post non abbia a risentirsene, qui facciamo satira. Non siamo scienza e non siamo fantascienza, ma sul fantascemenza se ne può discutere.

Ecco dunque le «30 cose che puoi fare per aiutare un tuo amico scrittore a promuovere il suo libro». Sempre che: si abbia un amico, si abbia un amico scrittore, l’amico scrittore scriva roba degna, la roba degna non sia pubblicata a pagamento. Come vedete, non è poi così semplice adottare questi trenta buoni consigli. Per fortuna.
Perciò, se avete un amico che scrive merdate e quelle merdate le pubblica a pagamento, secondo le leggi vigenti – su Giramenti, almeno – quelle trenta gentilezze che potete fare per lui vi rendono suo complice. E qui verreste puniti alla stregua del colpevole e del suo editore a pagamento.

Fatte le debite precisazioni, siamo pronti a presentarvi – e a smontare uno per uno – i suddetti buoni consigli.

1. «Se hai amici, familiari o colleghi in altri Paesi (o sei tu a viverci) chiedi loro di contattare editori locali nel caso volessero pubblicare una versione tradotta del libro».

Gli editori stranieri, esattamente come i nostrani, ritengono le richieste di pubblicazione per conto terzi delle risibili minchiate. Se non ne siete convinti, contattate – chiedere ai parenti di farlo al posto vostro è un buon modo per evitare il pranzo natalizio e dunque il loro sterminio – l’editore in questione. Dite che “tenete ‘n amico bbravo che scrive belle cose”, vi risponderà che quella dell’amico è la scusa più vecchia del mondo e vi inviterà a restare coi piedi per terra, meglio se in terra italica.

2. «Se l’autore ha del materiale stampato, offriti di portarne qualche copia con te da dare a persone che potrebbero essere interessate».

Fruttivendoli e parcheggiatori abusivi sono sempre interessati a saperne di più: rincorreteli con quel materiale stampato. Vi farà digerire il pranzo e farà fuggire fruttivendoli e parcheggiatori. Voi mangerete verdura surgelata, ma vi sarete tolti il problema dell’obolo da lasciare all’abusivo.

3. «Vai in una biblioteca locale e suggerisci o richiedi che acquistino il libro».

Funziona meglio se in quella biblioteca non ci siete mai entrati prima. E anche stavolta vi invito a fare il test: entrate nella biblioteca comunale di Vergate sul Membro, lì vi chiederanno la tessera. Non avete la tessera? Ok, fate la tessera. La bibliotecaria vi spiegherà le poche ma ferree regole del prestito librario. Voi spiegherete che non siete lì per prendere un libro, siete lì per proporlo. La bibliotecaria vi guarderà con sospetto, come accade coi solerti addetti del Club degli Editori.
Sarete sbattuti in strana a colpi di Devoto-Oli.

4. «Se hai un blog, scrivi un articolo sul libro e sul perché gli altri dovrebbero leggerlo».

Soprattutto se avete un blog che non tratta di libri, così la marketta si farà notare meglio. E lì sta il bello! Se avete un blog di cucina e fate una recensione alla cassata, nessuno la noterà. Ma provare a recensire una cazzata in un blog di cucina e vedrete se passa inosservata!

5. «Ripromettiti di parlare del libro almeno a una persona al giorno per una settimana».

Escludendo fruttivendoli e parcheggiatori abusivi, quelli dateli già per persi. Però il mondo è pieno di persone da impezzare parlando di libri, meglio se di uno in particolare. Potete eseguire il test sul vostro gommista – non fatevi distrarre dal calendario della majala desnuda – o sul vostro idraulico, sugli amici vi sarà impossibile: il primo avrà già passato parola alla combriccola, e tutti avranno cambiato numero di telefono. Resterete soli, ma con un buon libro. Parlatene al vostro analista. Parlate del problema, intendo, non del libro.

6. «Se hai amici o parenti che lavorano nei media, chiedi loro di considerare il libro o l’autore come ospite del loro programma».

Gli amici e i parenti ve ne saranno grati, amano sentirsi dire chi infilare in trasmissione e senza di voi non saprebbero come mandare avanti la baracca. Certo, è proprio così.
Poi chiedetevi perché avete amici e parenti che hanno un programma ma non si sono mai azzardati a invitarvi, nemmeno tra il pubblico.

7. «Inserisci una menzione al libro nella firma delle tue e-mail».

Soprattutto se siete titolari di un’impresa di pompe funebri, così la gente si toccherà energicamente tutte le volte che sentirà quel titolo. Pavlov lo faceva coi cani, e i cani nemmeno leggono.

8. «Se conosci qualcuno che può essere di aiuto al tuo amico, contattalo. Tieni a disposizione una copia del libro da dargli in caso di necessità (anche ebook)».

In caso di necessità può voler dire il peggio, ma sono cose che l’ebook non risolve. Meglio quindi dotarsi di una copia cartacea. Servirà per sponsorizzare l’amico scrivente, una bella spintarella non fa mai male e suona tanto cosa nostra.

9. «Ricordati del libro del tuo amico quando visiti un blog o altro sito e, se adatto al contenuto di un articolo, citalo nei commenti».

Ricordatevi della cassata e commentate con la cazzata, i blogger sono dei cialtroni ed è chiaramente impossibile possano accorgersi di un off topic markettaro. Impossibile.

10. «Scrivi una recensione su Amazon, Goodreads, Anobii o altro sito simile».

Non importa che sia veritiera, basta che sia entusiasta oltre ogni dire. Risulterà più credibile. Meglio se, per sbrigare le pratiche, vi dotate del comodo copia e incolla. Nessuno noterà che le recensioni le lasciate voi e solo voi e sono riciclate come la carta da regalo.
In caso voleste sembrare più furbi, firmate ogni recensione – identica – con un nome differente. Un sotterfugio che in tanti sapranno apprezzare.

11. «Suggerisci l’autore a una libreria o altro locale per una presentazione o un reading o altro evento (in una città vicina a dove vive l’autore, possibilmente)».

Se abitate lontano dalla ridente cittadina che ha dato i natali al vostro amico scrittore, pigliate il treno per andare nella libreria – dove non siete mai stati prima – del paesello limitrofo. Entrate, chiedete di far presentare lì il vostro amico scrittore e attendete la risposta di rito: «Abbiamo già detto di no al diretto interessato».

12. «Crea una pagina sull’autore su Wikipedia (segui le linee guida)».

Anche quelli di Wikipedia, al pari dei blogger, sono degli asini patentati. Non si rendono certo conto che state inserendo la biografia di Gennarino Coccolino Scrittore, un tizio che conoscete soltanto voi. Anzi!, vi saranno grati per il vostro apporto. Poi inseriranno una nota che vi sbugiarderà sul web: ehi, furbetto, non è possibile inserire la voce relativa a Gennarino Coccolino Scrittore, il tale non è degno di stare qui. E per voi sarà come avere il marchio d’infamia: la A di Ambrogio – quello dei cioccolatini – in fronte.

13. «Se segui un programma radio o TV che parla di libri, scrivi alla redazione suggerendo quello dell’autore».

E attendete la risposta di rito: «Abbiamo già detto di no al diretto interessato». Sempre che vi rispondano, sia chiaro.

14. «Scatta una foto con te che tieni il libro e postala nei social network».

In quel marasma di foto che vanno e vengono, qualcuno la noterà. Voi e il libro dell’amico vostro scrivente. Tanto varrebbe fotografarvi i piedi.

15. «Crea una bacheca su Pinterest dedicata all’autore».

E da qui la cosa si fa grave, da qui l’ammiratore si fa stalker. Se prima l’amico scrittore pareva contento del servizio, adesso rimane perplesso nel vedere su Pinterest le sue foto della cresima. Vi odierà, odierà anche Pinterest, odierà voi e Pinterest alla stessa maniera. Infine, colto dal dilemma, sarà costretto a domandarsi: “Ma che minchia è ‘sto Pinterest?”.

16. «Scrivi un’e-mail di raccomandazione del libro dell’autore e inviala ad almeno 10 persone».

Poi attendete dieci vaffanculo, sarete certamente accontentati.

17. «Crea un video dedicato al libro o registra una videorecensione, e pubblica il video su YouTube e/o altri siti».

Alla gente fregherà meno di niente, nel frattempo l’autore comincerà a chiedersi se lo volete famoso o lo volete morto, se gli volete bene o se gliene volete troppo.

18. «Pubblica nel tuo blog o nei social network alcuni passaggi del libro con il sito dell’autore e i link dove acquistarlo (chiedi prima il permesso all’autore)».

Adesso l’autore è vagamente preoccupato per tutte queste attenzioni, sappiatelo.

19. «Se conosci delle persone famose o degli opinion leader invia loro una copia del libro».

Ovviamente a spese vostre, certo.

20. «Scrivi un articolo sul libro e invialo a un giornale locale».

È risaputo che chiunque può scriverci, persino voi. La redazione campa di questi piccoli contributi letterari inviati dal primo che passa: ve ne sarà grata, si sentirà apprezzata.

21. «Acquista una copia in più del libro per regalarla a qualcuno».

Non importa che questo qualcuno legga e legga roba di quel genere. Cazzi suoi se non gradisce. Voi regalate il libro di Gennarino Coccolino Scrittore, mal che vada si troverà rimedio alla rumba di un tavolo che balla.

22. «Suggerisci il sito dell’autore ad altre persone».

Che il sito sia bello o brutto, non fatevi troppi scrupoli. Suggeritelo. Ovunque. Chissenefrega se quel sito avrebbe bisogno di una mano di bianco: importa l’idea, la grammatica è roba da nazisti.

23. «Organizza un hangout su Google Plus o un’audioconferenza su Skype con i tuoi amici per presentare loro il libro e invita anche l’autore (intervistalo)».

Ma prima trovate degli amici, stalker quanto voi.

24. «Scrivi spesso commenti sul blog dell’autore».

Che a questo punto ha già avvertito la Postale.

25. «Aggiungi il blog dell’autore al tuo blogroll».

Mi pare il minimo, e non sarà mai peggio dell’aver messo le foto della sua cresima su Pinterest.

26. «Intervista l’autore sul tuo blog».

Certo, ormai siete come parenti!, non può rifiutarvi un’intervista. E non importa se ha allertato la Postale: fa così perché è timido.

27. «Registra un podcast per parlare del libro e intervistare l’autore».

Nel frattempo vi siete già detti tutto, occorrerà inventarsi qualcosa prima di somigliare a Vianello e alla Mondaini.

28. «Sottolinea diversi passaggi del libro sul tuo Kindle tenendolo connesso alla rete. Condividi i passaggi del libro».

Fate con comodo, intanto l’autore – stanco di voi – vi ha bannato dai social, ha adottato un cane e l’ha fatto addestrare: quando sente il vostro nome sbrana il postino. Tanto per fare pratica.

29. «Crea un gruppo su Facebook dedicato all’autore e invita i tuoi amici, suggerendo loro di fare altrettanto con i loro».

Si chiama spam e tutti ne vanno matti. Inutile dire che il Premio Rompicoglioni 2014 l’avete stravinto.

30. «Fai clic su “mi piace”, commenta e condividi i post dell’autore pubblicati sulla sua pagina Facebook. Interagisci in modo simile in altri social network (fai +1 e condividi su Google Plus; fai “preferito” e ritwitta su Twitter; fai “mi piace” e ripinna su Pinterest; fai mi piace e condividi su YouTube, e così via). Sono gesti da fare in pochi secondi, ma che aumentano la visibilità dei post, soprattutto su Facebook dove le pagine fan sono particolarmente penalizzate dagli algoritmi».

Avete già perso il fruttivendolo, il gommista, gli amici e tutti i contatti sui social. Però avete fatto nuove conoscenze: la Postale.

«Infine potrei aggiungere un trentunesimo suggerimento: condividi questa lista con i tuoi amici, che siano essi autori o semplici lettori».

Ed è cosa che facciamo volentieri, ché noi collezioniamo spam come gli altri fanno con le farfalle. Anzi, se volete salire a vedere la nostra collezione di spam, avremmo giusto un libro di cui vorremmo tanto parlarvi…

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

34 responses to “Trenta modi per farsi odiare, affossare un libro e passare per stalker.”

  1. LFK says :

    Mi piace questo tridecalogo. Sembra perfetto per il mio nuovo blog. Anzi, sai che ti dico? Lo ribloggo di là… 😀 😀

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  2. paolo f says :

    «Se hai amici o parenti che lavorano nei media»: ah, ecco, siamo sempre lì.
    «Intervista l’autore sul tuo blog»: sai che figata…
    «Scrivi spesso commenti sul blog dell’autore»: praticamente, fatti cortigiano, secondo tradizione.
    «Crea un gruppo su Facebook dedicato all’autore e invita i tuoi amici, suggerendo loro di fare altrettanto con i loro»: stalking in piena regola!
    «Organizza un hangout su Google Plus o un’audioconferenza su Skype…»: eeeh??

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  3. Mario Borghi says :

    Adesso possiamo dirlo: a Firenze nessuno uscirà dal ristorante finché non avrà comprato i nostri libri autoprodotti.

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  4. mozart2006 says :

    Sono tutti suggerimenti adatti per scatenare una guerra mondiale 🙂

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  5. ilcomizietto says :

    Il suggerimento n.3 è valido per i libri “veri”, nella biblioteca di S. Donato Mil. era possibile farlo, ora non so. Il problema è che gli EAP hanno ben poca speranza di venir acquistati. Nessuna di venir letti.

    Per il resto mi sfugge il motivo per cui tutto questo markètting lo dovrebbe fare l’amico/parente/conoscente. L’autore che fa nel frattempo? Vive di rendita?

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    • Gaia Conventi says :

      «Vai in una biblioteca locale e suggerisci o richiedi che acquistino il libro».
      Ecco, no, vai nella “tua” biblioteca, quella a cui solitamente ti rivolgi per i prestiti librari.
      Il trucco sta tutto qui! 🙂

      *L’autore nel frattempo si sta chiedendo che voglia in cambio questo amico markettaro. 😉

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  6. Alessandro C. says :

    E’ terribile il fatto che con un ebook, in caso di urgente necessità, non ci si possa pulire il culo.

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  7. minty says :

    Ce n’è di gente malata al mondo, eh… °_°

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  8. valpur says :

    Solo a leggere la lista mi è venuta l’ansia e passata la voglia di pubblicare, nel dubbio di avere un amico così…

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  9. impossiball says :

    Un mio contatto su facebook ha appena annunciato di aver pubblicato un ebook su amazon. Ovviamente persisto nel fare il vaghissimo.

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  10. PlatinumV says :

    Scusate, ma vorrei fare una domanda.
    Perché?
    Dico, perché pinco pallo dovrebbe sbattersi tanto per pubblicizzare un libro, che non è neppure suo? L’unica idea che mi viene è che chi ha scritto questo 30-alogo lo abbia fatto sperando che i suoi amici pubblicizzino il libro dell’autore del post ^^’
    V

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    • minty says :

      Dico, perché pinco pallo dovrebbe sbattersi tanto per pubblicizzare un libro, che non è neppure suo?

      Forse anche Pinco Pallo è uno scritt-hobby e spera che, il giorno in cui anche lui stamp… ehm, “pubblicherà” un libro, gli altri stalkerati contraccambieranno il favore ;D

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