“Ti ucciderò” di Mickey Spillane.

Urca la peppa!, su aNobii trovo questa critica e tento di capire se si tratta dello stesso libro che ho letto io.

Ti ucciderò è il primo romanzo di Spillane ed è la prima avventura di quel gran figo – picchiatore incazzoso – di Mike Hammer. Investigatore privato, gran bevitore, proprio un bel tipo!

Uscito nel 1947 – la mia edizione, rigorosamente usata, è del 2004 ed è tradotta da Bruno Tasso –, è un romanzo cattivo, scorretto e con un eroe che proprio non assomiglia al principe azzurro. Hammer è stronzo, manesco, vendicativo. I suoi metodi non si discostano poi tanto da quelli dei suoi avversari, per lui le donne sono pollastrelle e, quasi sul punto di prendere moglie, dichiara che la piccina dovrà mollare il lavoro: lui la mogliettina la vuole a casa, certo di trovarcela quando torna. Sì, ok, suona brutto, ma nel 1947 suonava normale. Datemi retta, nel ’47 le cose andavano così.

Ovviamente lui è il manzo per eccellenza e tutte le donne ne vogliono, e tutte le donne assomigliano alla Barbie: «I suoi capelli […] le ricadevano sulle spalle in riccioli così morbidi che si sentiva la voglia di affondare lì dentro il viso. Ognuno dei suoi lineamenti era modellato in maniera squisita. La curva delicata della fronte sfumava in due occhi vivacissimi, color nocciola, incorniciati dagli archi simmetrici delle sopracciglia di un bruno naturale e delle ciglia lunghe e vibranti».
E vogliamo dire di come andava vestita codesta gran bellezza riccioluta? «L’abito che indossava, una vestaglia nera dalle maniche lunghe, non era certo fatto per mettere in evidenza le sue grazie, ma ciò che nascondeva appariva subito, anche allo sguardo più distratto, una vera meraviglia. La stoffa modellava i suoi seni con la stessa evidenza del costume da bagno» (pagina 35).

Che siano belle e buone, cattive o ninfomani – qui abbiamo anche la ninfomane, è abbronzata e con le spalle «ben muscolate» (pagina 50), gli occhi viola e la bocca «morbida, umida, provocante» (pagina 54) –, le gallinelle sono sempre trombabili. Loro sono trombabili, la pistola è una rivoltella e il novellino è un novizio. Si sente che la faccenda è un po’ datata?
Anche la trama lo è, con Mike Hammer che guida una caffettiera truccata, che spacca grugni, che bacia tutte e che deve sfuggire ai dumdum dei cattivi e alle proposte di matrimonio delle bonazze. Ci si mette pure la segretaria, e anche lei è figa.
Ah, già, e niente persone di colore, eh? Qui ci sono proprio dei negri e solitamente fanno i camerieri.

Poi, sia detto, Hammer con la futura moglie – non si sposerà mai, scusate lo spoiler – è sdolcinato come nei peggiori Harmony, è tutto un ciccina-bambolina e lei è svenevole come una sottoveste lavata con troppo ammorbidente. Ma che gli vai a dire? Ehi, Spillane, si nota che il libro l’hai scritto parecchio tempo fa. Ma anche, ehi, ciccino bello, guarda che adesso le donne lavorano, gli ammeregani eleggono presidenti di colore e tu non puoi entrare in un bordello a spaccare la faccia al primo che incontri.
E se anche lo fai presente alla sua salma e ai lettori di aNobii, ti pare d’aver fatto qualcosa di utile alla storia dell’umanità? Hai salvato gallinelle e negri dalle grinfie di uno scrittore malefico?

Quindi, sì, ok, «Squallido, maschilista, razzista, violento, storia di un coatto dei peggiori…». Ma poi certa gente guarda Uomini e Donne, e non la puoi nemmeno prendere a ceffoni. Ché nel ’47 magari sì, ma adesso non sarebbe politically correct.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

10 responses to ““Ti ucciderò” di Mickey Spillane.”

  1. Alessandro Madeddu says :

    Deve essere quel genere di lettore che se mette gli occhi sulla divina commedia si lamenta per l’omofobia e l’intolleranza religiosa. E magari poi scrive su aNobii: “Questa roba sembra scritta nel medioevo, evitatela”.

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    • Gaia Conventi says :

      Sono i lettori che preferisco, aiutano a movimentare i post di Giramenti. 😉

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    • ilcomizietto says :

      Ci sono, li ho letti, quelli che si lamentano dell’omofobia della DC. Solo che dimostrano di non averla letta, la Divina Commedia, o di non averla capita, che se, oggi, fossero tutti intolleranti e omofobi come Dante il mondo sarebbe un posto decisamente migliore.

      Penso che questo giallo, con questo personaggio, sia un sotto-genere a parte. Mi ricorda Sanantonio. Ma, parafrasando Lacomizietta, le storie sono belle perché raccontano, non perché sono politicamente corrette. L’ha capito lei in tenerissima età, possiamo arrivarci anche “noi” adulti (esclusi i lettori di Giramenti, che l’hanno già capito.) ‘-)

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      • Gaia Conventi says :

        Già lo raccontavamo qui, in Assassini di libri: «La storia della censura è spesso lastricata di buone intenzioni – buone per qualcuno e quel qualcuno taglia e cuce – e ha varie facce. Esiste la censura religiosa, politica, morale – il censore si eccita parecchio e se si eccita censura – e l’insidiosa attività d’espurgazione e riscrittura.
        Ma c’è anche il politicamente corretto, quel voler fare bene che finisce per fare male: la censura che non tiene conto del momento storico in cui un libro è stato scritto, appiattendolo e snaturandolo per non scontentare i posteri».

        Di certo Lacomizietta non vorrebbe veder riscritte le favole, Lacomizietta ha già capito.
        Occorre mandarla in giro a tenere conferenze, per il bene di tutti. 😀

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  2. Silvia says :

    Bisogna sempre contestualizzare quando si legge un romanzo, a me è capitato uno che dava del razzista ad uno scrittore perché una bambina del suo romanzo diceva “negro” peccato che il libro fosse stato scritto nel 1929 e sopratutto che fosse ambientato in una Giamaica del 1870 dove la liberazione degli schiavi era avvenuta poco prima!

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  3. minty says :

    La critica della tipa su anobii (è una donna, giusto?) va ovviamente fustigata, perché se sei in grado di scrivere “squallido” e “coatto” (e senza errori ortografici), devi già anche avere ben chiaro ciò che significa “contestualizzazione” un’opera.
    Detto ciò, col tuo post hai mirabilmente sintetizzato tutti i motivi per cui trovo spesso questo tipo di letteratura altamente soporifero e nervi-sciupante. Du’ pa**e così, proprio! XD
    Faccio un’eccezione solo per il Philip Marlowe di Chandler, di cui possiedo praticamente tutto (compresi alcuni apocrifi bruttacci), ma solo perché, mentre leggo le sue gesta, in testa mi ci faccio “i filmi” con Humphrey Bogart… ;D

    P.S.: Vogliamo anche dire che, per alcuni, l’uso di occhi viola in un testo che non contempli la presenza di Liz Taylor buonanima, è tipicamente sinonimo di marysue-ismo galoppante? XD XD XD http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Sue

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