Guai a chi nicchia e non scova la sua nicchia (di mercato).

Qualche giorno fa tiravamo buoni consigli a fionda, uno tra tutti, il nostro preferito, è l’invito a «dare al lettore ciò che compra di solito». Sì, ok, non è farina del nostro sacco, noi non siamo così furbi.

Restiamo quindi in tema e vediamo di diventare famosi seguendo l’esempio di Jen McLaughlin, raccontato per benino in questo articolo di Scrivo.cattivissimo.me.
La siurina McLaughlin è una scrittrice di romance – avevamo già parlato dei romance, ricordate? –, una di quelle che chi fa da sé selfa per tre: «ha assunto un editor per migliorare il suo testo, un designer per creare una copertina degna di nota e, infine, un pubblicitario per promuovere il libro in maniera efficiente; e fare tutto ciò le è costato all’incirca 1.200 dollari che, considerati i risultati che hanno portato, sono stati veramente ben spesi!», inutile dirvi che in tasca non ho nemmeno un pezzo da venti.

Che bello questo ma, assomiglia tanto al nostro però c’è un però, «oltre a fare delle scelte altamente professionali, la McLaughlin ha preso la saggia decisione di fare una ricerca accurata per capire in che direzione stesse andando l’interesse dei lettori e, più in particolare, delle lettrici che – come sappiamo – rappresentano oltre il 70% dei lettori di titoli autopubblicati». Ora, so di comunicarvi una roba che poi vi farà passare tre quarti d’ora a chiedervi “perché, perché, perché?” e il resto del tempo cercando su Google notizie a riguardo, ma dovete sapere che «Jen McLaughlin ha pensato bene di investire le sue attenzioni e capacità di scrittrice in quello che si potrebbe definire un sottogenere del romanzo rosa, il Military Romance: in buona sostanza storie di donne che amano dei marines, con tutte le peculiarità che questo comporta». Credetemi, non avevo mai valutato esistessero, non come genere, come saga, come sottogenere e come sottosaga. Ma nemmeno sottolio, a dirla tutta. Insomma, mi sa che mi sono persa qualcosa, e non certo il marito in guerra.

Ovviamente il primo libro della trilogia sarà seguito da altri due compari, e i tre Re Magi «saranno presto tradotti e pubblicati in Italia da Newton Compton». Non vedo l’ora di leggere le fascette.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

19 responses to “Guai a chi nicchia e non scova la sua nicchia (di mercato).”

  1. LFK says :

    Credo che sia avvilente scoprire un nuovo genere letterario al giorno. Ormai se scrivi e non sai a che genere appartieni, te lo inventi. Per esempio se parli di vampiri che indagano sulla morte di un loro amico e durante la storia due di loro si innamorano a vicenda, ne esce un fantasy-giallo-thriller-rosa-M/M (i due vampiri erano maschi).

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  2. Alessandro C. says :

    Però, mica male. Basta prendere un harmony a caso e cambiare la professione di lui.

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  3. Alessandro Madeddu says :

    Pensate quante fantastiche varianti storiche dello stesso romanzo: Natal’ja e il čekista; Marzia e il legionario di Roma; Genuflessa e il questurino..

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  4. agane says :

    Non è il mio genere, sonbo fuori percentuale. C’è una domanda che mi gira in mente: per scrivere “a comando” ovvero scegliendo appunto un genere piuttosto che un altro in virtù delle statistiche, devi essere uno scrittore mediocre e quindi “adattabile” alle richieste oppure un genio che può scrivere qualunque cosa e scriverla benissimo?

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  5. agane says :

    mi è scappata b in sono 😛

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  6. agane says :

    ovviamente 😛

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  7. ilcomizietto says :

    Sai che ti dico? Mi hai fatto venire voglia di spigoli… Ne hai uno? 🙂

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