Il libro dei libri! “Risultati Strategie Testimonianze”, l’EAP degli EAP si racconta.

Torno dal pranzo a Firenze con una vera reliquia, e non sto parlando della torre di Pisa.

Sì, ok, ammetto d’averla effettivamente comprata, ma alla fin fine il vero souvenir della giornata è quel che vado a proporvi.

Un libro che non troverete in commercio, e che non riuscirò nemmeno a piazzare su aNobii. Insomma, è il libro dei libri; ideato, scritto e pubblicato – pagando con la destra e incassando con la sinistra – da Il Filo. Parla della casa editrice, dei risultati raggiunti, delle strategie, e riporta le meravigliose testimonianze di parecchi autori della scuderia. Sessanta pagine e da nessuna parte trovo un listino prezzi, ma anche questa è una strategia.

Si può dire che Il Filo è un editore a pagamento? Immagino di sì, qui lo dicono in tanti. Se le cose stanno così, allora questo editore non fa per noi di Giramenti.

A pagina 6 scopro che Alda Merini è presidente onorario della casa editrice. Il mio commento a matita spero non vi sembrerà irriverente, esprime semplicemente la sorpresa di ritrovare la Merini anche qui. Sì, insomma, già salta fuori in tutti i concorsi poetici, in tutti i premi, in tutti i bandi… più da morta che da viva, a essere sinceri. Comunque sia, Alda Merini è presidente onorario. Applausi.

A pagina 9 vengo a sapere che Il Filo «si pone come ponte tra la letteratura “ufficiale” e quella “sommersa”». Di quella ufficiale ho notizia, quella sommersa immagino se ne stia ad ammuffire nei cassetti. Di quella EAP abbiamo già detto. Noi, perché qui, invece, notizie non ne danno. Da nessuna parte.

A pagina 10 scopro che la rivista Il Filo e il programma radiofonico filiano sono «punti di riferimento per migliaia di lettori e ascoltatori». Ecco, lo ammetto, non lo sapevo. Eppure anche il sito della casa editrice «cresce con sempre maggiore intensità» – ancora a pagina 10 – e nessuno mi aveva avvertita. Colpa mia che non lo frequento, direte voi, e io direi che avete certamente ragione.

Sono tante le notizie di spicco relative a questo editore, vanno da Maurizio Costanzo che cura l’introduzione di un volume ad Aldo Busi e Carmen Covito che tengono un corso di scrittura creativa organizzato da Il Filo. Bene, mi segno questi nomi per ricordarmi di loro nelle mie preghiere.
E poi radio, tv, Andrea Pinketts che fa le fusa a un libro filiano, idem per Gabriele La Porta e Veltroni. Sì, insomma, tocca allargare i santi e i beati delle mie preghierine serali.

Interessanti le strategie editoriali (pagina 24). Ad esempio – e ricordatevene perché ci tornerà utile – quella delle basse tirature: «la nostra scelta, da sempre, è stata quella di puntare su una prima edizione a bassa tiratura». Difatti, spiega sempre il libercolo, «stampare un libro in migliaia di copie senza poi avere la possibilità di promuoverlo, rappresenta, a nostro avviso, il grande “bluff” di una certa editoria, mossa da interessi che non sono quelli della reale affermazione di una pubblicazione». Notevole, non trovate? Certo occorrerebbe chiarire quale sia quella “certa editoria”. Io avrei detto fosse quella “a pagamento”, ma immagino che Il Filo non la pensi come me.

Vediamo di spulciare le pagine relative alla «promozione delle opere» e agli «strumenti diffusivi» (pagina 30). Il Filo la spiega così: «L’obiettivo della nostra struttura è quello di affiancare alle pubblicazioni di autori noti nel panorama nazionale, le opere di autori contemporanei finora meno conosciuti, che si sono particolarmente contraddistinti per le qualità dei loro testi». La qualità dei testi, certo, e quindi occorre linkare questo post di Writer’s Dream.
E si tenga presente – come affermato a pagina 30 – che Il Filo considera «la qualità letteraria delle […] pubblicazioni come il solido punto di partenza di un lavoro, molto più lungo e strategico, che mira ad ottenere la giusta affermazione letteraria dell’opera proposta». La qualità, solo la qualità, nient’altro che la qualità.

Ma, e so che non vi stupirà, la parte che preferisco di questo libercolo è quella inerente a “Il Rapporto con gli Autori” (maiuscole non mie) da pagina 34 in poi.
Vediamo cosa dice il libercolo: «Si fa un gran parlare, oggi come ieri, della situazione legata agli autori emergenti e del loro rapporto con le case editrici. Si sente spesso raccontare di promesse non mantenute e libri che restano dal primo all’ultimo giorno nel magazzino dell’editore».

E proprio Mirella Puccio, in questo post, racconta: «Ho conosciuto diversi malcapitati che in passato hanno pubblicato con il famigerato Gruppo Albatros – Il Filo, SBC, pagando cifre a tre zeri senza mai recuperare la cosiddetta “partecipazione alle spese editoriali”. Un mio amico acquistò non so quanti libri pagando in tutto € 5000,00 (!), non fu mai distribuito da nessuna parte, né incassò un solo cent. Finì per regalarli ad amici e conoscenti, pur di toglierseli da casa».

Di nuovo Il Filo: «Molte volte, addirittura, si finisce in tribunale, alla ricerca di risarcimenti morali ed economici, che vanificano per sempre la propria aspirazione letteraria». E qui ci viene in aiuto Wikipedia, con la pagina dedicata proprio a questo editore: «Nel 2008 la casa editrice chiede al Tribunale Civile di Bologna la cancellazione del blog “Riaprire il fuoco” che metteva in luce il carattere a pagamento della stessa. Il Tribunale Civile di Bologna ha respinto il ricorso della casa editrice e dato ragione al blogger». Ecco come la racconta Antonella Beccaria, tanto per rinfrescarci la memoria.

E finalmente, a pagina 34, comincio a credere si parlerà di soldi…
«Oggi tiriamo le somme, e vogliamo farlo nel modo più trasparente possibile […]. La nostra filosofia, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è quella che vede autore ed editore impegnati insieme nel duro cammino di produzione, promozione e diffusione dell’opera letteraria, perché la pubblicazione di un libro fine a se stessa perderebbe molto del suo valore, se non fosse supportata dall’impegno di entrambe le parti a lavorare a stretto contatto, dividendo oneri e onori, rischi e vantaggi, perseguendo l’obiettivo comune dell’affermazione letteraria». Attenzione!, dividendo oneri e onori, e qualcosa vorrà pur dire. Ché dire schei non sta bene.

Infine diamo voce agli autori. Non metterò i nomi degli scrittori, solo le loro iniziali. Sennò ne esce un Beautiful.
A.S. è contenta perché ha ricevuto una risposta positiva dopo soltanto un mese, M.C. è soddisfatto perché la prima tiratura è andata esaurita e questo «ha consentito di arrivare in breve tempo ad una seconda ristampa». Ricordavate cosa dicevamo in proposito? «La nostra scelta, da sempre, è stata quella di puntare su una prima edizione a bassa tiratura», tutto chiarito.
Per G.P. «di case editrici come Il Filo ce n’è una sola, purtroppo», evidentemente non ha cercato bene. Per G.S. la proposta editoriale è chiara in ciò che offre, «a differenza dei tanti “furbi” in giro nel mondo dell’editoria». Contento lui, contenti tutti.
G.G. teneva nel cassetto «da anni» le sue poesie, le ha mandate via email a Il Filo e, dice leggiadro, «poco dopo sono stato ricontattato». Poco dopo.
P.S. chiede alla redazione cosa è piaciuto del suo manoscritto e si sente rispondere: «È scritto in modo semplice, si legge bene, la storia c’è e l’argomento è di attualità». Una disamina di notevole impatto.

Ed eccoci finalmente a R.C. che «per lavoro o per amicizia» si trova «spesso a contatto con diverse case editrici» e ha scelto di pubblicare con Il Filo. Perché, vi state chiedendo, e lascerò che sia R.C. a rispondervi: «Essendo sempre stata una persona, una donna (dalle nostre parti è ancora importante la distinzione) profondamente libera per educazione e per propria volontà, non mi andava di pubblicare senza la certezza di un giudizio obiettivo». E adesso, per bilanciare il tutto, leggetevi i commenti a questo post di Sul Romanzo.
Fatto? Benissimo, torniamo a R.C. «Speravo che mi fosse vicina – la casa editrice – nel mio prodigarmi in versi e che mi dicesse apertamente se era il caso di proseguire nell’intento oppure buttare il tutto alle ortiche». E adesso leggiamoci il post di Esplosione Mentale«La casa editrice Albatros il Filo, fondata nel 2002, ha ora in catalogo più di 5000 titoli. Per fare un esempio, la Marsilio Sonzogno, a cinquant’anni dalla sua fondazione, ha pubblicato circa 6000 titoli. La Fazi editore, fondata nel 1994, ha in catalogo circa 700 titoli. Prendendo esempi di case editrici più piccole, che rientrano nella piccola e media editoria, abbiamo l’esempio di Chiarelettere editore, casa editrice nata nel 2007 che ha in catalogo circa 60 libri […]. A cosa pensa la casa editrice Albatros il Filo quando pubblica i suoi 3 libri al giorno di media, al bene dell’autore? No, in quanto l’autore paga, e anche molto, per pubblicare e forse venderà poche decine di copie. La casa editrice non se ne cura: ha già ricevuto il compenso per quelle 200 copie che per contratto ha fatto acquistare all’autore». Ma R.C. è contenta comunque.

Abbiamo anche P.T.Z.
Lui esclama convinto che «i grandi editori hanno già dato, sono arrivati e sono destinati a non avere futuro». E quindi lui pubblica con Il Filo.
Ma di certo la mia preferita resta la siora T.P. Che dice la siora? Dice cose così: «Scrivere mi è sempre piaciuto, sin da quando ero bambina. Scrivevo qualsiasi cosa mi capitasse per la testa e poi lo “custodivo” nel mio diario. Dallo scrivere, sono poi passata al leggere». Ecco, direi che qui possiamo davvero concludere. Ogni commento sarebbe superfluo. Gratis ma superfluo.

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AGGIORNAMENTO FOTOGRAFICO, torno dal salone di Torino con questa piccola chicca…

 

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

20 responses to “Il libro dei libri! “Risultati Strategie Testimonianze”, l’EAP degli EAP si racconta.”

  1. impossiball says :

    “Dallo scrivere, sono poi passata al leggere” -> chapeau

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  2. LFK says :

    Che dire? Mi chiedo solo se questo libro sia stato pubblicato a pagamento. Non vorrei che avessero costretto gli autori citati ad acquistare, ognuno, dieci copie del libro per la citazione.

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  3. pipporusso says :

    L’ha ribloggato su Cercando Obliviae ha commentato:
    Giramento del lunedì…

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  4. GabriG says :

    Quando ho visto lo stand ho subito previsto la foto 😉

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  5. sandra says :

    AH Sì, la gentil signorina che mia ha chiesto. “Scusi, genere letterario preferito?” E io me ne sono andata borbottando di non essere in ogni caso (e ogni genere) interessata e il marito mi ha detto che non ero stata gentile. Questa foto è una vera chicca! Love, attendo il resto sul salone.

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  6. Roberto R. Corsi says :

    L’ha ribloggato su Roberto R. Corsie ha commentato:
    niente da aggiungere a Gaia, come sempre.

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  7. ilcomizietto says :

    Non vale! Con gli EAP non c’è partita! Al prossimo Giroraduno i libri brutti dovranno essere esclusivamente no EAP! 🙂
    Altrimenti vi stampo le mie poesie e ve le rifilo nel mucchione, con prefazione di Alda Merini! 🙂

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  8. Mario Borghi says :

    L’annotazione a margine della Merini mi ha fatto morir dal ridere.

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