Giramenti al Salone del Libro di Torino 2014: impressioni sparse e foto ricordo.

E anche stavolta ero al Salone, e anche stavolta ne sono uscita viva. Pare che nessuno sia mai morto per il male ai piedi, quindi dovrei riuscire a passare la notte.
Dovevo andarci, pur non avendone motivo, poi mi si è infilata di traverso una presentazione – quella di Nero per n9ve – e finalmente il senso di colpa è andato in ferie. Lui in ferie, io al Salone. Col sior Giramenti che mi teneva d’occhio, vuoi mai potessi causare disastri.

Ecco allora le mie impressioni a tiepido, prendetele a caso e mai troppo sul serio.

Non ho usato l’hashtag del Salone, il perché lo raccontavo qui. Io non sono asociale, però ho la memoria di un elefante. Un elefante stronzo. Semplice poi mantenere certe promesse se il wi-fi del salone fa cagare non funziona a dovere.
Sempre bello sapere che il Salone si fa da anni e tutti gli anni qualcosa non funziona. È bello, sì, ti fa sentire in Italia. E io amo l’Italia e amo il Salone. Anche perché posso dirne male più volte al giorno. O così o chiudere il blog.

Qualcuno si è lamentato per la bolgia – poca, a dire il vero, sia sabato che domenica, non pervenuta in caso di Masterpiece – e per la coda alle casse. E anche lì avrei da ridire.
Il 2014 verrà ricordato per la correttezza dei vucumprà libreschi. Lo scorso anno ho rischiato due volte di venire alle mani, stavolta nemmeno una. Di certo io non sono diventata più ragionevole, dunque i miei complimenti ai vucumprà libreschi che hanno correttamente inteso il significato di “no, grazie”.

Entrando ho schivato all’ultimo Massimo Carlotto, nel senso che mi stava investendo. La sua ombra incombeva su di me, ho scansato all’ultimo sia lui che l’ombra. Avesse letto Giramenti sulla mia maglietta, forse avrebbe associato la mia faccia di tolla a questa recensione. E ora non sarei qui a raccontarvelo.
Non immaginavo che Carlotto avesse queste dimensioni, me ne ricorderò dovessi decidere di stroncargli ancora un libro. E andrò al mare.

Ho rincorso Andrea G. Pinketts, chiamandolo a gran voce, quasi mi dovesse dei soldi.

Foto di rito, con un Pinketts accaldato e poco propenso a levarsi la giacca in velluto. La classe non è acqua, ma il caldo al Salone era torrido. Più dello scorso anno, ok, di questo potete lamentarvi. Forse a occuparsi del wi-fi e dell’aria condizionata hanno messo un povero cristo che sabato era a casa in ferie. Questo potrebbe spiegare molte cose.

Dai volanti volantini sopravvissuti al rientro, imparo che al Festival Collisioni del prossimo luglio ci sarà anche Rita Pavone. Così so che la Pavone è ancora viva e vegeta.
E che il catalogo della Tic Edizioni – fatto a scheda elettorale – include magneti, poster, t-shirt e mensole. Anche qualche libro, «Pochi ma buoni. Pubblichiamo solo quello che ci piace». La direi una strategia vincente.

Ho finalmente ritrovato Il Libraio.

Qui, perché a casa non mi arriva più. Sarà per come lo disseziono a ogni uscita.
[Ringraziando la siora Beretta Mazzotta per la faccia perplessa].

Un caro saluto anche a Elena Deicapcheic, così me l’ha presentata la siora Beretta Mazzotta. Ho subito pensato che la ragazza fosse straniera, trattasi invece di Elena Bosca, la ragazza delle torte.

Allo stand mi hanno più volte fatto presente che la nostra Elena – temevo avesse il nome ricamato sul grembiulino così da riportarla allo stand giusto in caso si fosse smarrita – è una diva del piccolo schermo. Non conoscendola, ho immaginato d’aver acquistato una televisione con troppi pollici.

Ho incrociato anche Antonio Pennacchi, durante una pausa paglia. Pennacchi si guardava in giro stranito – svicolando dall’uscita di sicurezza come se qualcuno avesse deciso di lapidarlo con copie e copie di Canale Mussolini – alla ricerca di un posto dove sedersi.
Ecco, come dire, al Salone le sedie stanno dove stanno le presentazioni. Se vuoi una sedia, devi cuccarti una presentazione. Io ho fatto così, alla presentazione di Dio solo sa chi. La tizia, iniziando la messa, ci ha fatto sapere che scrivere quel libro per lei è stato pericoloso e che forse quel libro potrebbe stroncare la sua fulgida carriera. Sono arrivati in due a chiedermi chi fosse la tipa, direi che la sua fulgida carriera non ha avuto grandi scossoni. Siora, dorma tranquilla!

E mentre io, in ultima fila, spartivo dei gran “non saprei”, mio marito mi faceva presente che poco più in là transitava Mauro Corona. «Vuoi fotografare Corona?», ho sinceramente preferito la sedia.

L’ospite di quest’anno era la Città del Vaticano, che subito si è presa la briga di prendere del posto. Da quelle parti prendono tutto molto sul serio, prendono sul serio anche il Salone del Libro. È un errore che fanno in tanti, e poi quei tanti si lamentano perché il salone stufa, annoia, non succede mai niente. Ehi, su, si parla di editoria… capitasse qualcosa, sarebbe preoccupante.

E invece qualcosa succede!

I libri si fanno piccini picciò.

Lo fa anche Mondadori, ma un po’ meno e immaginandola una gran trovata.

I libri si spediscono.

Si leggono, sempre se la stanchezza non prende il sopravvento.

E, in caso non passassero il test di gradimento, trovi sempre un bidone per la carta.
Mai quello per la plastica.

La nostra Sandra era disperata.

Lo direi un Salone pieno di piacevoli contrasti e tanta roba da mangiare, o da mangiare con gli occhi mentre si legge. Leggere, comunque, arriva sempre dopo: prima si mangia.

Ovviamente ci potevi trovare anche i libri. E le fascette. Sono andata allo stand di Newton Compton e avrei voluto prenderci residenza. Io amo le fascette della Newton Compton, inutile negarlo. Le trovate tra le foto del Salone 2014. Assieme al pene enorme e all’enorme problema di portarselo a spasso.
So che questo darà una bella botta alle nostre chiaviche di ricerca.

Alle nuove frontiere del cartaceo.

E all’orsetto del Salone all’angolo dei gadget.

Orsetto che, detto tra noi, ha visto più gente delle siurine dello stand di Masterpiece.

Concludo salutando i tanti amici – qualcuno è finito tra le foto – incontrati al Salone e scusandomi con la bella addormentata per averla messa su Giramenti. In caso non gradisse, sono prontissima a rimuovere la foto. E lo dico anche al peluche, eh? Se non vuoi stare lì, ti tolgo ma non ti compro!

 

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

12 responses to “Giramenti al Salone del Libro di Torino 2014: impressioni sparse e foto ricordo.”

  1. sandraellery says :

    Potrei toglierti il saluto per la foto col naso di profilo, ma sono talmente felice di avere il mio siparietto qui con la bottiglia dubbiosa che figurati!!!! Ahhhh era Pinketts, visto e stra visto e non riconosciuto. Un abbraccione supersonico!!!

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    • Gaia Conventi says :

      Eh, il naso di profilo!, ma hai visto che faccia ho io? 😀
      Il siparietto dovrebbe servire – ma quando mai! – a far intendere a qualcuno che i bidoni vanno posizionati – ovvio – e vuotati spesso – meno ovvio. Vediamo se il qualcuno giusto coglie il suggerimento…

      E quello sì, era Pinketts. Ma gli bastavo già io come accanita fan, io faccio per tre, tre fanatiche rompiballe.

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  2. minty says :

    Visto che sono Facebook-free, le foto te le commento qua… ;D

    Lo stand del Vaticano è… bellissimo! Tracotante, ma bellissimo! *_*

    Io ho una shopper con scritto sopra “Il tempo passato coi gatti non è mai tempo sprecato”. Va bene uguale? 😀

    “Nessun Dogma”. Genio! O_O

    Non so cosa vendi ma mi piace come lo vendi
    Dal loro sito (che faccio prima): “SUR è una casa editrice indipendente nata alla fine del 2011 e dedicata alla letteratura latinoamericana di qualità”. Posso dirti che alla sorellonza, laureata in spagnolo e innamorata di quella cultura, i loro libri spesso piacciono.

    Di’ con la Veneri che quelli non sono orecchini-mini-libri. Sono solo orecchini cui hanno appeso delle piccole fisarmoniche fatte con listelli di carta di giornale. Bellini, ma ecco… più da mercatino delle pulci che da Salone del Libro.

    Ma sulla cravatta di Pinketts c’è l’uomo della birra Moretti? °_°

    Ma gli stand della Cuki e della Voiello che ci fanno? Avevano dei buchi nei padiglioni e hanno usato le rimanenze del TuttoFood di Milano?

    I libri degli Youtuber famosi illustrati dagli Youtuber famosi. Molto social, molto cooltural…

    Oddende, Tata Francesca! Che già è antipatica di suo, ma su quella copertina pare pure impossessata da qualche demone maligno! Paura! O_O

    Il Libraio, dopo lunga pausa, a me ogni tanto arriva ancora. Non perdere la fiducia! (Però ogni tre anni devi rinnovare l’abbonamento, eh… XD)

    Epica la foto davanti allo stand de Il Filo! Ovazione! 😉

    Ma la DeAgostini pubblica libri con quei dinosauri kawaii lì?! E perché io non ne sapevo nulla?! O__O (/me adora i dinosauri!)

    Le fascette della Newton… cioè, le fascette della Newton… No, non ci riesco: SPIGOLOOO! >__<
    (E comunque il simbolo della pirateria fotoscioppato sulle vele nella copertina del libro di Sciortino è imbarazzante. E che razzo mi significa "Romantico come un giorno"?!?)

    Nooo, mi sono persa l'orsacchiottino con la t-shirt del Salone! Ma uffa! 😐 (/me accantona orsacchiotti compulsivamente a causa di un trauma nell'infanzia)

    Su anobii parlano di 'sti flipbook Mondadori da qualche giorno. Ad alcuni paiono una grande genialata, ad altri una bella st**zata. Tu in che gruppo ti collochi? 😀 😀 😀

    Che ci fa Piero Angela accanto ai libri di Sandro Mayer??? O_O

    Nota Vanity Fair style: nelle foto con Cicolani ed Erli stavi veramente una favola! ^___^

    Passo e chiudo (prima che mi meniate). XD

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    • Gaia Conventi says :

      Lo stand del Vaticano è… bellissimo! Tracotante, ma bellissimo! *_*
      Pare sia una specialità del Vaticano essere un tantino invadente, a tal proposito cito la scritta di una splendida maglietta di Feudalesimo e Libertà: Costa Crociate, navighiamo per convertirvi. 😉

      Ottima la tua shopper, la direi adatta anche a me. E condivido la tua opinione sugli orecchini libreschi. L’idea era buona… ma lasciamo perdere.

      Ma sulla cravatta di Pinketts c’è l’uomo della birra Moretti? °_°
      No, sulla cravatta di Pinketts c’è lui medesimo.

      Cuki e Voiello erano tra gli sponsor. Lo stand della Voiello ricordava, per dimensioni, quello de Il Filo dei bei vecchi tempi. Tempi in cui Il Filo sfoggiava persino il parquet. Adesso nisba, la concorrenza si è pappata il parquet e Il Filo ha uno stand piccino. Lo direi uno stendino.

      Su anobii parlano di ‘sti flipbook Mondadori da qualche giorno. Ad alcuni paiono una grande genialata, ad altri una bella st**zata. Tu in che gruppo ti collochi? 😀 😀 😀
      Lo saprai domani, il post è già in programmazione. Scritto prima di partire per Torino, direi che la penso così anche dopo aver visto i libriciattoli dal vivo.

      Che ci fa Piero Angela accanto ai libri di Sandro Mayer??? O_O
      Ma anche, non lo si poteva avere a qualità fotografica decente? Sembrava stampato su carta da salami.

      Grazie per i complimenti – del tutto immeritati – alle foto che citi.
      La fotocamera ha avuto pietà di me. 😀

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  3. Silvia says :

    Mi pare che Pinketts “La classe non è acqua” abbia la patta aperta!!!! 🙂
    Lo sai che ho ceduto al bieco marketing di Mondadori e ho ordinato un flipback ( uno di quei libri a rovescio) mi ispira ! 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Ecco, pareva anche a me ma non volevo dirlo. 😉

      Hai ordinato un libriciattolo? Allora devi raccontarci la tua esperienza. Ci tengo molto.

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      • Silvia says :

        Tra 2 giorni arriva e ti dirò! Ho pensato che per come è fatto dovrebbe andar benissimo da leggere a letto sdraiata su un fianco ( come mia abitudine) di solito mi stanco sempre la mano a tener aperto il libro ( specialmente se ha molte pag.) invece così a rovescio….. 🙂

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  4. ilcomizietto says :

    Ammetto un pochino di invidia… accidenti!
    Ma hai notizia di anobii-mondadori? Hanno detto cose che dovremmo sapere?

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