“Triste, solitario y final” di Osvaldo Soriano.

Recuperato al pranzo fiorentino di Giramenti durante lo scambio libridemmerda, mi spiego perché qualcuno abbia deciso di sbarazzarsene.
A pagina 70 mi sono dichiarata sconfitta, questo libro sembra una comica di Ridolini a pile scariche, qualcosa che assomiglia al triste spegnimento di AL9000.

Questo libro, dice la quarta, sta «a metà tra il poliziesco e lo spettacolo dei burattini». Di poliziesco c’è il Philip Marlowe di Raymond Chandler, finisce tra i protagonisti della vicenda con Stanlio e Ollio e lo stesso Soriano. Abbiamo anche un Dick van Dyke che a pagina 68 dice una roba così, rivolgendosi a Soriano e a Marlowe che parlottano tra loro in spagnolo, «Smettetela di parlare in cispadano!» e la nota – la traduzione del romanzo è di Glauco Felici – spiega che in originale era en cocoliche

Ma come cappero fa a venirti in mente la Repubblica Cispadana e come arcicappero fai a pensare possa saltare in mente a Dick van Dyke?

Non so, rientra tra i misteri di questo libro. Un libro che non ha né capo né coda, almeno in quelle settanta pagine che ho deciso di sorbirmi.

I tizi – tra loro anche John Wayne – si menano di continuo, e giù botte da orbi! Perché? Non si sa, io almeno non l’ho capito.
Il romanzo vorrebbe – dalla quarta di copertina – «ricostruire la tragica vita dei due comici» Stanlio e Ollio. In realtà più che ricostruire è riuscito a rompere. Le palle. Tanto. A me, almeno, ma magari a voi no… ecco perché infilerò Triste, solitario y final nel prossimo paccozzo commentozzo.

 

Annunci

Tag:, , ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

14 responses to ““Triste, solitario y final” di Osvaldo Soriano.”

  1. minty says :

    Ecco. Ora hai capito.
    Io, arsa dal sacro fuoco del fangirlismo pro Marlowe, degli (allora) studi sul cinema e da una sincera curiosità (‘sto libro è famosino, perché?!), ho pure trovato il coraggio di finirlo. E di intristirmi irrimediabilmente, sbadigliando.
    Te l’ho detto: quello è un libro che già nel titolo si autorecensisce. Se non altro non si può dire che non sia onesto.
    Comunque, dopo quell’esperienza, gli unici Soriani di cui mi sia mai più importato qualcosa sono stati solo i gatti 😛

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Sei riuscita a finire il libro. E questo fa crescere la mia stima nei tuoi confronti.
      Sono ammaliata da chi soffre sapendo di soffrire, e soffre fino alla parola fine. 😀

      Mi piace

  2. ernesto ponziani says :

    Mi spiace cara Gaia, ma triste solitario y final è un libro da leggere quando non si ha la febbre e la bronchite. E un autore come Soriano merita di essere preso in più seria considerazione. Quando è guarita, provi a informarsi bene sull’autore la sua vita e la sua genialità. Può non farlo, ovviamente. Ma sarà una occasione persa. Anche se il libro è “famosetto”.
    Per finire, si faccia un appunto su outlook: rileggere tra qualche anno.
    La maturità porta consiglio.

    Con immutata stima.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      La maturità è una gran cosa, ma la vedo lontana, caro Ernesto.
      Purtroppo vedo più vicina la febbre, ma immagino Minty non fosse malata quando non ha gradito questo libro. Insomma, potrebbe non essere una questione di febbre. O di maturità.
      Potrebbe, invece, essere una questione di gusti. Potrebbe, eh?
      Per quanto riguarda il prendere in seria considerazione, il fare riverenze o il salutare da lontano: caro Ernesto, qui si fa satira e niente viene preso sul serio. I blog letterari fanno ottime recensioni, ma non Giramenti. Non ci permettiamo di fare cose così, noi, proprio noi… ma s’immagini!
      Dunque, e ricambiando la stima, credo dovrebbe prendere questo blog per quello che è: una banda di chiassosi lettori che parlano come magnano.

      Rinnovo la stima e saluto con l’inchino! 🙂

      Mi piace

      • ernesto ponziani says :

        Grazie per l’inchino che contraccambio facendo toccare terra al mio cappello di piume preso a prestito dal gatto con gli stivali. Che la satira non possa essere seria (nel senso di informata) ho i miei dubbi.
        E buon appetito. In quanto ai gusti non si discute. De gustibus. Ma sapé che se magna è pure una opzione da considerare.
        Onore delle armi.
        E non se la prenda, eh?

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          Mai, Ernesto, io non me la prendo mai quando le opinioni sono argomentate ed espresse con tutte le virgole (e il tono adatto).
          Un po’ le invidio il cappello, però, questo devo ammetterlo.
          Per quanto riguarda la satira informata o meno, non pretendo di sapere tutto ma mi piace ridere di tutto. Le battute migliori sono quelle che faccio ai funerali, voglio sempre sperare di rendere lieve il viaggio del defunto. Dei vivi mi frega poco, se hanno le scarpe strette hanno pure modo di levarsele.
          E poi i gusti, sì, di quelli non si discute ma ognuno discute volentieri dei propri. Meglio “come se magna” e meglio a tavola. Verrà a uno dei nostri pranzi?

          Con stima e simpatia, non si preoccupi se non la pensiamo alla stessa maniera. Finiremmo per annoiarci. 🙂

          Mi piace

      • minty says :

        immagino Minty non fosse malata quando non ha gradito questo libro.

        Ci tengo a precisare che, al momento della lettura, ero sana come un pesce (e già un bel po’ grandicella. Il che, lo so, non equivale a “matura”, ma, insomma, tutte le basi letterarie e culturali erano già state acquisite da tempo, diciamo). Il libro mi ha accompagnato per varie sere e lo ricordo come compagnia ammorbante.
        Al punto che ho tentennato a lungo, prima di produrlo a un pranzo di Giramenti (ce l’ho da parte da anni), perché mi sentivo fin troppo cattiva ad appiopparlo ad altri… XD
        Non discuto la probabile genialità di Soriano. Resta il fatto che il mio incontro con questo genio è stato di quelli in cui ci si sta reciprocamente sulle ba**e da subito e ci si augura di non rincontrarsi mai più. Capita.
        Suppongo che là fuori ci siano eserciti di lettori adoranti pronti ad accogliere l’autore a braccia aperte. Dubito sentirà mai la mia mancanza nel numero dei suoi fan.

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          Il saperti sana come un pesce – ora e prima – non può che farmi piacere. Un po’ come il replicante Rutger Hauer che, ormai moribondo, salva la vita a Harrison Ford.
          Sì, insomma, la febbre mi fa fare notevoli film mentali, sono meglio di Sky. 😀

          Mi piace

  3. mosco says :

    di Soriano mi piacque moltissimo “un’ombra ben presto sarai”, ma proprio molto. questo invece no. Non l’ho capito? l’ho letto in un momento sbagliato? quien sabe. L’ho finito con fatica e lo metterei pure io fra i libri no.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Quindi mi consigli di riprovare con Un’ombra ben presto sarai?
      Metto tutto in nota, eh? Che la memoria, ormai…

      Mi piace

      • mosco says :

        a me è piaciuto molto, sconclusionato, triste, svagato, sudamericano. Poi sai, consigliare un libro è sempre un rischio 🙂

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          Già, i libri sono come i profumi, ogni pelle reagisce in maniera diversa.
          Però adesso aggiungo il titolo alla mia lista dei desideri, così me lo ricordo.

          Non esistono buoni o cattivi consigli, ma esistono consigli dati con le migliori intenzioni. 🙂

          Mi piace

  4. ilcomizietto says :

    Sei la prima che recensisce i libri del 3 maggio? Onore al merito!

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: