“The Lincoln Lawyer – Avvocato di difesa” di Michael Connelly.

Non sono fan dei legal thriller, mi fanno pensare, e non chiedetemi perché, a quel filone Harmony con dottori e infermiere che zompano tra un’antitetanica e un cambio di catetere.

In realtà il genere è una sorta di caccia al colpevole, o un corri corri salviamo l’innocente, dove si fanno valere i buoni voti a Giurisprudenza.
Ecco, io del legal thriller ho questa idea, che non è esattamente un complimento. Certo non è nemmeno una critica, diciamo che è un volersi tenere lontana dagli avvocati. Anche se, occorre dirlo, il legale di Giramenti è una gran brava persona. E poi pare non avere un manoscritto nel cassetto, quindi è bravo due volte. Già, perché i manoscritti nei cassetti di amici e parenti poi pretendono di voler finire qui in redazione. E noi non abbiamo nemmeno una stufa.

Ma dicevamo del libro – in realtà questo post vorrebbe parlare proprio di quello, vediamo se mi riesce – e di come è arrivato sul mio comodino: colpa del film, e del sior Giramenti.
Il film è un buon film, gli ammeregani ‘ste cose le sanno fare. Lì il protagonista ha la faccia – di tolla – di Matthew McConaughey, ma leggendo il libro la sovrapponevo e incastravo col ghigno di John Travolta. Altra faccia di tolla.

E quindi il libro, già il libro l’ha voluto acquistare il sior Giramenti, era curioso e ci teneva. L’ha letto e me l’ha passato, come si fa con la roba buona. Devo dire che l’ho gradito, meno le prime cento pagine che sono un pochino loffie. Poi si entra nel vivo della vicenda, il cattivo comincia a fare il cattivo e il protagonista – sempre figo – sta tra il geniale, il pirla e quello che prima o poi lo prenderà in quel posto. Insomma, c’è del marcio in Danimarca e del pepe in Avvocato di difesa.

Il protagonista, avvocato assai ganzo e sempre a bordo della sua Lincoln che gli fa da ufficio, deve difendere un tizio che parrebbe essere innocente. Un riccone incastrato da una prostituta, lei la trovano con la faccia che pare un hamburger. Si sarà menata da sola? Sarà mica stato quel bravo ragazzo a ridurla così? Be’, il bravo ragazzo è bravo ‘sta cippa e l’avvocato figherrimo finirà incastrato e insalamato, come succede solo nei thriller.

Non aspettatevi il romanzo della vita – non lo è – e non chiedete a questa trama da tram di svelarvi il mistero delle scie chimiche. È un thriller intrigante – non nelle prime cento pagine – e ben scritto, la traduzione in italico idioma è di Stefano Tettamanti e Patrizia Traverso.
Ma il genere continua a farmi pensare agli Harmony da stetoscopio, quindi ci vorrà davvero un altro buon film per convincermi a leggere nuovamente un legal thriller. Nel frattempo non sono pentita d’aver letto questo, e ve lo consiglio. Anche il film, eh? Guardatevi pure quello.

 

Annunci

Tag:, , ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

14 responses to ““The Lincoln Lawyer – Avvocato di difesa” di Michael Connelly.”

  1. follettina747 says :

    A me piacciono i legal thriller, invece 🙂 anche se, dopo un po’. Grisham stufa perché dice più o meno le stesse cose, cambiando solo qualche nome 😀
    Ps: dài che Connelly sa scrivere bene, non fare la cattivona 😀

    Mi piace

  2. diait says :

    difficilmente riesco ad arrivare in fondo a un romanzo, bello o brutto. Non sono una lettrice forte, e non di narrativa, comunque. L’unica volta che sono rimasta incollata/inchiodata a un libro (perché dovevo tradurre il film e volevo documentarmi) è stata quando ho letto “Presunto innocente” di Scott Turow. L’ho sentito a Fahrenheit tempo fa, Turow, c’ha le palle.

    Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: