Sfott the spot: Chiatti ma non chiattona, chi fa plin plin schiatta tardona!

Non ci occupavamo di spot da diverso tempo. Non abbiamo venduto il televisore e non siamo diventati così intelligenti da poter vivere senza, semplicemente ci eravamo scordati di guardare le pubblicità. E mica cambiando canale al momento giusto, eh? No, per carità, proprio staccando la spina alla testa il tempo necessario per far scorrere i consigli per gli acquisti. E poi tirare la catena.

Eppure, lo confesso, gli spot televisivi rientrano tra le cose che preferisco. Sì, ok, sono anche appassionata di documentari su Vlad l’Impalatore, ma che c’entra? Sono passioni, ecco tutto. E questo – finalmente! – mi porta a dirvi perché stamattina sto occupando il vostro tempo: voglio raccontarvi della Chiatti, della nipotina e del “chi non piscia in compagnia è un ladro o una spia”.
Mmm… magari fa un pochino lessico da caserma, e questo spiega perché ci toccherà cinguettare quel plin plin, manco fossimo l’uccellino di Del Piero.

 

«Rocchetta per te… e Rocchetta per me», a casa Chiatti non usano i bicchieri. Lavastoviglie guasta o colf in ferie?
«Ma tu, zia Laura, perché bevi sempre Rocchetta?», ma anche “Perché quando passo a trovarti non mi fai trovare del gelato? Le zie solitamente lo fanno, perché tu no? Perché tieni a dieta anche me?”. Io una zia così l’avrei già mandata a dar via il posteriore, certa avrebbe trovato la fila di sostenitori.

E, dunque, perché zietta ti anneghi la pancia in tutti gli spot? «Perché è la mia acqua di bellezza», risponde lei. Vuoi dirmi, cara zietta, che ho le gambe corte e qualche chiletto di troppo perché uso l’acqua sbagliata? Mi stai raccontando che Rocchetta è miracolosa? Ma, soprattutto, lo stai raccontando alla buonanima di tua nipote che è troppo giovane per intuire la baggianata che le fai buttare giù a sorsate d’acqua?
Ehi, zietta, così non si fa… oltre a recitare da cani, stai anche raccontando stronzate. A una bambina. Cazzo, sei riuscita a finire sulla casella “tre volte la parola” come a Scarabeo!

Poi, sempre zietta, in una posizione che ricorda vagamente come sia difficile tenersi la plin plin che scappa, spiega a noi caproni e alla bambina Rocchettina, quanto quell’acqua lì, proprio quella e solo quella, serva a rimuovere le «scorie cattive».

Lei, che un po’ fatica a tenerla, si depura dalle «scorie cattive» come il cacciatore libera il bosco dal lupo cattivo. E le frittelle delle nonna? Ma chissenefrega della nonna, quella è brutta e vecchia e fa plin plin nel pannolone, che schiatti pure ingozzandosi di frittelle.

E finalmente «Pulita dentro e bella fuori», lo dicono in coro.
Non siete belli? Be’, sarete sporchi dentro, cari miei. O sono le «scorie cattive» o sono i brutti pensieri. E ben lo sapete che si beve per dimenticare, e per fare plin plin. Ma pure per diventare come la Chiatti. Una bella topa? Ehm, no, una tipa che recita da cani.

Poi per fare plin plin bisognerà alzare la zampa…

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

8 responses to “Sfott the spot: Chiatti ma non chiattona, chi fa plin plin schiatta tardona!”

  1. Carlotta says :

    Che bellezza che tu ti sia rimessa a parlare di spot, Gaia. Così posso puntare il dito contro gli sciagurati spot di Rio Mare, con un Kevin Costner assoltamente in sfacelo ma provvisto di una mirabile padronanza della lingua italiana nonchè di una dizione perfetta. Ciò che mi fa cercare gli spigoli, come diresti tu, non è tanto il faro aggiunto sulla torre saracena, sebbene non si veda cosa ci faccia, essendo piuttosto in stile Bretagna che Costiera amalfitana: ma forse i geniali pubblicitari pensavano che Praiano a mare non fosse abbastanza marinaro del suo. Ma quello che proprio non sopporto è che ritengano noi spettatori così creduloni. Scatolette di pesce in un paese di pescatori, suvvia! E Costner che le va magnificando ai suoi ospiti estasiati, i quali paiono completamente ignari che esista il pesce fresco e forse escono la notte con le barche solo per dondolarsi fra le onde e non per pescare orate, spigole, pesce azzurro e chi più ne ha più ne metta. Anzi il pesce non lo conoscono proprio, dato che si estasiano anche di fronte alle scatolette propinate dallo sfasciatissimo attore.. Sì,è proprio uno strano caso quello di Praiano. Forse in genere i suoi abitanti si cibano di selvaggina e polenta.
    Avrei molto da dire anche su altri spot, ma non voglio mettere per ora troppa insalatissima…pardon troppa carne al fuoco.

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    • Gaia Conventi says :

      Eh, lo so… il sior Balla coi tonni è caduto in basso. Così in basso che una sobria tutina da palombaro non avrebbe guastato, anzi!
      E poi la valente recitazione, il candore con cui circuisce matrone, l’offrire pasti leggeri e in scatola… che uomo!, che tonno!
      Ne esce uno spettacolare quadretto italico di donnette nullafacenti sul far del mezzodì, pronte ad abbandonare figli e mariti a qualunque sventura – fosse pure l’orata al forno – per correre alla tavola dello straniero. Uomo forte e virile dalla valigia rigonfia di scatolette. Così tenero, lui, che si taglia con un grissino. Il tonno? No, la pazienza degli spettatori.
      Gentili pubblicitari, l’operazione marketta hollywoodiana nasce datata. Vecchia. Stracampita. Ma capisco l’intenzione di far peggio del Banderas e della sua gallina, suonava come una sfida. Forse l’avete pure vinta.

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  2. Alessio says :

    E io vi consiglio di non farvi sfuggire la nuova pubblicità di una vernice anti-ruggine Saratoga. Raggiunge livelli di trash (volontario?) sublimi: roba che la Simona “in rosso” di Pittarosso dovrebbe andare a nascondersi.

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  3. ilcomizietto says :

    Dicevo, di là, che non guardo da tanto la TV. (ecchiesene) (E che quel verde ringhiera ora va sulle unghie come smalto.) Gaia, non avevo visto i post addietro. Mi piace la tua satira sulla pubblicità!

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