Scambio di recensioni e recensioni di scambio, recensioni richieste e richieste strane. Quando a fare non ci prendi mai e a non fare… uguale uguale.

Per prima cosa occorre dire che non ho niente contro lo scambio di recensioni: se so che sono recensioni fatte in questo modo, le salto e vado a leggere altro. Quindi, per quanto mi riguarda, la nascita di un gruppo Facebook con tale nome e tali intenzioni finisce nel calderone di ciò che prima o poi doveva succedere.

Resto felicemente sorpresa leggendo, nelle istruzioni per l’uso, che le recensioni non devono essere per forza positive, ma non capisco se e come verrà ricambiata una stroncatura. Stroncatura che, secondo le regole del gruppo, deve comunque essere redatta con onestà e senza scadere nel triviale. E, di nuovo, non so come verrà ripagato quel “non mi piace”. Per fortuna non sono problemi miei, da anni mi tengo alla larga da certe sciagure.

Anche su aNobii trovo qualcosa di simile: l’editoria snobba i piccoli editori, i selfisti, i paganti… perché quindi non fare da sé, per tre e con uno scambio equo di “dai, dai che ce la fai”? Ecco, sì, una faccenda tra il gruppo di supporto e il gruppo di persone che si sopportano.
Avranno senso queste carezze multiple tra simili e simili accattivanti spot tra osteggiati dal mondo editoriale? Tali complimenti finiranno poi oltre le mura del circolo amicale in cui sono cresciute o resteranno lì per l’uso e l’abuso di chi viene tirato in causa? E come? In bene, in male… ma immagino in bene, sennò lo scambio muore a metà percorso. Poverino, sono cose che rattristano.

Già qualche blogger si è visto negare le nuove uscite di editori a cui, in precedenza, aveva dato una bonaria mazzata. Prima si collaborava, poi la collaborazione è andata a ramengo: «Hai detto male di un mio libro, mi porto via il pallone e non gioco più!».
E certo non possiamo prendercela coi blogger che accettano libri in regalo, non possono mica svenarsi per parlarci di libri, non sono in missione per conto di Dio.
Io mi sono levata il problema non pigliando in considerazione tali gentilezze e tirando il collo al salvadanaio. Ma nemmeno io sono in missione per l’Altissimo, sono semplicemente troppo testa matta per potermi anche solo porre il problema della cortesia. Non sono cortese, mai stata. Impossibile credere comincerò proprio adesso.

C’è anche chi fa presente il danno causato da una stroncatura. No, non pensate male, s’intende dire che anche le stroncature fanno girare la giostra delle vendite. E forse sarebbe meglio, a questo punto, non parlare minimamente delle brutture. Lasciarle correre verso il tramonto, sole e sòle, senza recensioni d’alcun tipo, destinando tali minchiate editoriali all’oblio.

Sul mio diario Facebook ne abbiamo parlato più volte: e se le stroncature mandassero un librodemmerda in classifica? Per quanto mi riguarda, le classifiche di vendita e l’oroscopo del giorno sono degni della stessa attenzione. Voi leggete i libri in top ten? Io no, già a naso mi dico che a spingerli è l’editore col suo rodato carrozzone d’esperti di marketing e l’investimento – non solo di bottiglie e panettoni a Natale – rivolto a questo e a quello.
E mandalo in televisione, e fallo slinguazzare dal critico di turno, e metti le pilette accanto alla cassa, e compra le vetrine… Insomma, soldi e panettoni ben spesi. E mi saluti tanto la sua signora… a casa tutto bene?, conosce mica qualcuno tra i Lettori della Domenica?
Ecco, cose di questo tipo, cose ben studiate che magari fanno vendere – i dati di vendita in Italia sono segreti e intoccabili come certi dogmi – e che niente hanno da spartire con la roba ben scritta. Quanto influirà su questo circo la mia stroncatura? Tra il niente e un cazzo di niente, cosa che mi preoccupa quanto l’oroscopo negativo. E siamo ancora tra il niente il cazzo di niente.

Ma in questi giorni occorre anche dire che, tutto sommato, il cortese scambio di recensioni si dimostra ben più cortese della perentoria richiesta d’essere letti.
Siamo sui messaggi privati della pagina Facebook di Giramenti. Avendo dovuto levare il modulo contatti dal blog, ora siamo raggiungibili solo così. Inutile dire che arrivano comunque assurdi bandi di concorso, arrivano purtroppo anche richieste di altro genere. Tipo questa.

Probabilmente dovrei scusarmi col sior scrittore, avrei dovuto spiegarmi meglio. È che mi sono un tantino rotta di vedermi recapitare testi non richiesti. E badate che io non chiedo mai testi d’alcun genere.
Qualcuno mi domanda perché certa roba arrivi a me, a me che con l’editoria rido e scherzo ma sempre alla lontana. So di lei, me ne occupo, ci scrivo articoli. Ma lì io non ho alcun potere, alcun aggancio. Mai tenuto ad avercene, a dirla tutta. La condizione d’outsider ha pure i suoi pregi, sia chiaro. Solo così può campare un blog rompicoglioni come questo.

Ma, dicevamo, col sior scrittore non mi sono spiegata bene, difatti lui non comprende il mio sbuffare.

Ebbene sì, sono «refrattaria a conoscere persone nuove». Cosa posso dire a mia discolpa? Sarà la timidezza, ecco.

E stavolta mi è andata grassa, stavolta il sior scrittore si è comunque dimostrato un signore.
Coltivo con cura alcune email arrivate al fu modulo contatti, una di queste mi dava della figa di gomma: «Non vuoi scrivere a quattro mani con me, ecco come si diventa quando si scova un editore con cui pubblicare!», e tenete presente che il tizio lo sentivo per la prima volta. In quel breve e pregevole scambio di email.

Perché scrivere a quattro mani con uno sconosciuto, perché leggere la roba di un tale mai sentito prima, perché – porca paletta – certi blogger diventano tanto stronzi da voler leggere e scrivere solo quello che gli pare? Non so dirvelo, e ormai ritengo di non saperlo nemmeno più spiegare. Credo rientri tra le piccole libertà che ogni bipede può concedersi, ma in tanti fanno tanto per dirmi che no, non è così. Caro blogger, hai voluto la bicicletta? E allora lascia che qualcuno ti spieghi come si pedala.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

32 responses to “Scambio di recensioni e recensioni di scambio, recensioni richieste e richieste strane. Quando a fare non ci prendi mai e a non fare… uguale uguale.”

  1. LFK says :

    Trovo che sia incredibile questa supponenza. Io ho ricevuto una mail in cui un tizio mi diceva di aver visto il mio contatto su un sito per esordienti e che pensava di farmi cosa gradita mandandomi il suo primo romanzo. Gli ho detto che quel sito non è un elenco di mail da spammare e mi ha ringraziato, dicendo che non l’aveva capito. Dici che mi ha trollato?

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  2. Mario Borghi says :

    Le stroncature sono recensioni, l’importante che siano ben motivate e articolate, dovrebbero saperlo anche le pietre ma purtroppo non è così. Le stroncature scatenano gli istinti più bestiali degli scriventi, tipo: “ti auguro una disgrazia famigliare”; “grazie, sai la tua stroncatura mi ha fatto vendere tantissimo” (certo, come no); “gentile autore, la nostra casa editrice non è interessata al Suo, seppur pregevole, manoscritto, anche alla luce della sua recente recensione di un nostro autore” (che aveva scritto un libro di merdissima) e via dicendo. Le recensioni reciproche, i famosi bidet per non dire di peggio) letterari sono stupende per quanto sono squallide.
    Insomma, scrivi e lascia scrivere, leggi e lascia leggere, rompi i coglioni e benedici chi te li rompe, ché tutta questa fufferatura che imperversa ovunque sta iniziando a essere pesante.

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  3. minty says :

    perché – porca paletta – certi blogger diventano tanto stronzi da voler leggere e scrivere solo quello che gli pare?

    Ribalterei la domanda così: “Perché il voler leggere solo ciò che ci pare, senza partecipare a riti di scambio, letture fatte per compiacere, recensioni scritte per paraculare, è ormai ritenuto un atteggiamento da stronzi che se la tirano?”
    Sarà che il pensare in autonomia e l’essere un outsider al di fuori di qualsiasi circoletto i cui aderenti passano il tempo a lisciarsi il pelame a vicenda, è visto ormai come cosa degna di un alieno della Quinta Galassia?

    Io non riesco a capire: già non ho tempo per leggere le cose che DESIDERO leggere davvero. Come farei anche solo a trovarne da buttare nel leggere cose di cui mi frega zero, solo per fare il bidet a qualcun altro? E come fanno loro a trovarlo? Mah! Evidentemente sono più bravi di me nell’organizzarsi… °_°

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    • impossiball says :

      Io non riesco a capire: già non ho tempo per leggere le cose che DESIDERO leggere davvero. Come farei anche solo a trovarne da buttare nel leggere cose di cui mi frega zero, solo per fare il bidet a qualcun altro? E come fanno loro a trovarlo?

      Sostituisci bidet con stroncatura e poi fai la stessa domanda al sig. Borghi 😀

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      • minty says :

        Vabbé, ma almeno la stroncatura ti permette di liberare tossine e sputare fuori un po’ di veleno. E’ come il pianto: dopo sei più calmo e più sano… XD
        Con la rece-bidet invece, nonostante il nome, tutta la ipocrisia finisce per incrostarti i processi neuronali, e dopo è un disastro ripulirli, secondo me! °_°

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        • Gaia Conventi says :

          Occorre ricordare che una stroncatura – ben fatta e con un minimo di senso – prevede la lettura del libro. Per fare complimenti – ebbravo ebbravo, ma che bel romanzo! – basta leggere la quarta di copertina. Se uno decide di fare bidè editoriali, qualche minuto per la quarta lo trova sempre. 😉

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    • Gaia Conventi says :

      Più bravi anche di me, sono costretta ad ammetterlo. 🙂

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  4. impossiball says :

    Faccio un attimo quello che passa di qui per caso e buttà lì una opinione un po’ del piffero: ma se uno vuole fare lo scrittore, ergo vuole avere dei rapporti con le case editrici, che diavolo ci guadagna a fare recensioni, a meno che non siano solo e unicamente positive (nel senso che i libri da stroncare non li recensisce)?
    Detto questo torno ad essere me stesso: lo scambio di recensioni è male, poche palle: se io parlo bene del tuo libro, per forza mi aspetto che tu faccia altrettanto del mio. Non è meglio mandarlo a persone che sai come scrivono le recensioni, piuttosto che affidarsi ad emeriti sconosciuti? Per dire, se oltre alle liste della spesa scrivessi anche romanzi, sicuramente avere un parere di un qualche grammar nazi sarebbe utilissimo, anche solo per tanare qualche errore che può essermi sfuggito.
    Faccio il solito parallelo musicale: quando nel 2008 abbiamo sfornato il nostro primo cd, l’ho mandato ad una valanga di giornali e webzine, tutte scelte con cura sapendo di che generi musicali trattano, e scartando tutte quelle che guardano con sufficienza a generi come il nostro. Risultato? La quasi totalità delle recensioni era positiva, solo due webzine c’hanno messo 5 perchè il cd non gli è piaciuto. Sapevamo di aver fatto un buon lavoro, e che all’interno della nostra nicchia di genere avremmo trovato estimatori (mentre al di fuori è ardua!), per cui – con l’arroganza che ci contraddistingue – non ci siamo minimamente stupiti del responso. Il problema è che adesso ci tocca scrivere canzoni ugualmente fighe, se non di più! 😀

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    • Gaia Conventi says :

      Recensire bonariamente i propri simili aiuta a fare gruppo. Certo poi tutto si riduce al “compra il mio che compro il tuo”, ma pare che qualcuno se lo faccia bastare.

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  5. Nazzarena says :

    Grammar Nazi all’appello! Qualcuno mi ha tirato in ballo? 😀

    Ultimamente sto facendo l’errore di leggere qualche recensione e più queste sono entusiastiche meno voglia ho di leggere il libro. Si stava meglio quando si stava peggio: quando non c’era internet era un piacere andare alla cieca in biblioteca.

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    • Gaia Conventi says :

      Già, hai ragione, le recensioni troppo zuccherose fanno dei danni.
      Magari è meglio così. 😉

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    • minty says :

      l’errore di leggere qualche recensione e più queste sono entusiastiche meno voglia ho di leggere il libro. Si stava meglio quando si stava peggio: quando non c’era internet era un piacere andare alla cieca in biblioteca.

      Amen, sorella.
      Io ho notato un fenomeno stranissimo: quando cerco online opinioni su un libro che mi interessa, ma che non so se valga la pena, mi accorgo di filtrare inconsciamente tutte le recensioni che lo lodano e lo sbrodano, percependole false come fossero monete d’ottone, e di dare un grandissimo peso, invece alle stroncature. E so benissimo che non c’è nulla di razionale in questa disparità di considerazione (e non solo perché pure le stroncature possono essere pilotate e/o farina del sacco tramistico), ma non riesco a neutralizzarla del tutto.
      Questi i danni del vivere immersi in una dimensione digitale (e non solo) dove devi sempre fare i conti coi meccanismi delle parrocchiette e delle recensioni calcolate per arruffianare/scambiare/compiacere/azzeccagarbugliare, più che per informare onestamente il prossimo.
      Hai proprio ragione: che bello era quando si andava alla cieca, mossi solo dall’istinto (e il mercato era pure un po’ meno intasato di fufferie…) :-\

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      • Nazzarena says :

        quando cerco online opinioni su un libro che mi interessa, ma che non so se valga la pena, mi accorgo di filtrare inconsciamente tutte le recensioni che lo lodano e lo sbrodano,
        Ah, non sono l’unica! 🙂 Quando vado su ibs e vedo che ci sono dei 5 che argomentano solo con un “meraviglioso” mi chiedo perché le abbiano scritte… almeno i voti bassi sono un poì più argomentati.
        Per non parlare di certi blog o di certi scrittoroni, che praticamente fanno la parafrasi dei siti degli editori… ma la so leggere da me la quarta di copertina.

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        • Gaia Conventi says :

          Ecco, brava! Riportare la quarta è cosa inutile. Non si percula il lettore, mai. Se il blogger ha qualcosa da dire, metta in movimento la testa e le ditine sulla tastiera. Se deve fare il pappagallo, chiuda il blog e vada al mare.
          Il lettore serio, il lettore che si informa prima di leggere, il lettore curioso, ecco, quel lettore lì non ha tempo da perdere. Lo dico da blogger e da lettore, ma io resto sempre e per prima cosa un lettore, quindi gestisco il blog in questa maniera. Il lettore merita il rispetto di tutti – dall’editore fin giù a scendere – e il blogger dovrebbe essere il tizio che lo ricorda ad amici e colleghi: mai far perdere tempo, mai raccontare panzane, mai prendere per il culo chi passa a trovarti. Su questo sono piuttosto talebana, inflessibile. Cattiva come un mal di denti! 😀

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      • Gaia Conventi says :

        Immagino che, col tempo e recensione dopo recensione, ognuno di noi scelga i blog a cui prestare attenzione. Non mi fido di chi scrive solo buone recensioni, così come non mi fido di chi schifa tutti i libri. In un caso o nell’altro “a ghè quèl ca tragia” (c’è qualcosa di strano, qualche meccanismo furbetto).
        Giorni fa ho dato una sbirciata ai libri sì e libri no di Giramenti: al momento siamo in perfetta parità. Quindi non è poi vero che siamo i più cattivi del web. 🙂 Cattivi sì, ma non sempre, ecco. E non dico che questo possa valere la medaglia del buon recensore – qui non facciamo recensioni, diamo solo qualche dritta e qualche storta -, di certo sono impressioni del tutto personali. Può essere un bene o magari no, di sicuro sono impressioni libresche senza filtro. E senza un secondo fine.
        Poi, sia chiaro, un libro non è mai un buon libro per tutti e un brutto libro non è mai un che schifo per l’intera umanità. Ma se un libro è bellissimo, un capolavoro e mai si è vista una roba così… mmm… come tragia… 😉

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  6. Alessandro Madeddu says :

    Quello che più stupisce è la naturalezza con cui fanno certe proposte (oscene) e la meraviglia con cui ricevono il rifiuto: si vede che in certi ambienti queste proposte non vengono considerate così oscene come da noi 🙂

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  7. mosco says :

    io non scrivo, non voglio pubblicare, non ho agganci con nessuno che abbia a che fare con l’editoria. Mi limito a scrivere qualche recensione su anobii, che leggono mia sorella e un paio di amici (faccio la ola, ho visto pasasre Gaia :D). Bè mi è arrivato un messaggio privato di un tal Maisentito Chicazzè che mi propone il suo libro, se per favore lo leggo e magari gli fo un commento. Non mi sogno nemmeno di rispondere e di innescare polemiche a pioggia. Gaia, sei troppo cortese, altroché!

    Lo scambio di salamelecchi, i pollicioni, le urla di giubilo non sono peculiari dell’editoria. Prova a mettere il becco nei siti di fotografia, per esempio, dove è tutto un “magnifica foto” “splendida inquadratura” “magica!” spesso seguito da un “passa anche sulla mia pagina”. E pollicionami, ovviamente. E se per caso cerchi di fare una critica costruttiva, apriti cielo. Capito il giochino, mi faccio i classici cazzi miei. Non mi polliciona nessuno? amen e alleluja, chi mi vuol vedere sa dove sto. Senza polliciarmi, me lo dice per mail, in chat o a voce, che davanti a un buon bicchiere anche le stroncature danno un po’ meno fastidio.

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    • Gaia Conventi says :

      Hai ragione, i bidè non stanno solo in editoria. Verissimo. E sono sempre e comunque fastidiosi, se per i bidè non ci sei portato.
      Qualche giorno fa raccontavo di una tizia che ha messo un “mi piace” alla pagina Facebook di Giramenti, e mi chiedeva pubblicamente di “ricambiare la cortesia” sulla sua pagina. Ecco, come dire… mi sa che quella tizia non ha mai letto post e commenti di questo blog. Già, mi scappa di pensare così. 😀

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  8. sandraellery says :

    Come sai non sono su FB, come sai ricevo con una certa frequenza proposte di lettura/recensione da gente mai conosciuta, a causa immagino, della parola “libri” nella testata del mio blog. Concordo con chi dice che il tempo è già poco e non lo spreco leggendo ciò che non mi interessa. Trovo che questo aspetto della faccenda denoti un fenomeno fastidioso su chi prende la scrittura poco seriamente e se stesso troppo seriamente. Un bacione
    Ancora raffreddata?

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    • Gaia Conventi says :

      Raffreddata sempre, ormai quasi per abitudine. Quando ci avrò fatto il callo, il raffreddore sarà la mia condizione ottimale di sopravvivenza. A quel punto sarà come essere sani. O almeno lo spero. 🙂

      Ricambio l’abbraccio, e togli “libri” dal titolo del blog… con un po’ di fortuna… 😉

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  9. Dario Russo says :

    E’ capitato anche a me, l’ultimo dei blogger del circuito, che qualcuno mi chiedesse un aiuto a diffondere il suo libro. La conversazione era stata frizzante e si era conclusa con una certa cortesia, fino a quando non raccontai ciò che era accaduto sul blog in un post che voleva naturalmente essere la sineddoche di una generale tendenza.
    La mia etica di lettore e recensore è la seguente: non recensisco classici, ma al massimo scrivo piccoli saggi o inviti alla lettura. Stronco solamente libri che hanno una certa diffusione, lasciando invece nel più profondo oblio tutti gli altri. Recensisco positivamente e con entusiasmo quei pochi libri che non sono ancora classici, ma sembrano averne il potenziale.

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    • Gaia Conventi says :

      Da queste parti la situazione va in meglio: a forza di dire no – anni di “no, grazie” – e levando il modulo contatti, le richieste di recensioni sono decisamente calate. Che poi, sia chiaro, le mie non sono recensioni: racconto la roba che passa sul mio comodino, niente di più.
      Esistono blogger bravissimi che scrivono recensioni meditate, e poi ci sono i lettori rompicoglioni. E io non sono un blogger da recensioni meditate. 😉

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  1. Scambi e classifiche | L U N A T I S M I - 13 giugno 2014
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