“Irresistibile Nord” di Andrea di Robilant.

Quando mi sono imbattuta in questo libro – grazie a Cronache Letterarie –, devo aver fatto più o meno la stessa faccia dell’autore mentre, al lavoro alla Biblioteca Marciana, si è visto arrivare un ammeregano con una strana richiesta. L’ammeregano – «che veniva da Madison, una cittadina costiera del Connecticut» – è in ferie a Venezia e vorrebbe trovare – per la classica foto ricordo – il palazzo «di due fratelli veneziani che a suo dire avevano attraversato l’Atlantico e raggiunto il Nord America alla fine del Trecento». Robilant cerca l’informazione in un volume della biblioteca e manda l’ammeregano a palazzo Zen, ma è il palazzo sbagliato. E siamo solo al prologo.

Ora, inutile dire che tra le mie tante passioni c’è la Serenissima – per parentele che non starò a raccontarvi sennò facciamo notte – e le esplorazioni, i viaggi per mare, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima (sì, guardavo Star Trek).
Da bambina volevo fare l’esploratore, lo ammetto. Cosa che vi riuscirà più comprensibile se aggiungo che sono nata in una località di mare, babbo aveva una barca a vela – minuscola, eh?, mica la Vespucci – e in casa mia siamo tutti usciti di testa per i successi di Azzurra. Più o meno trent’anni fa. Come passa il tempo!, difatti poi avevo decido di fare l’idraulico e mi mangio le mani ogni volta che ci ripenso. Ma di questo parleremo in una prossima recensione.

Insomma, Irresistibile Nord – l’unica cosa a non piacermi è il titolo, il libro invece è eccezionale – doveva finire sul mio comodino. Difatti ci è rimasto ben poco, è passato dalle mani del corriere ai miei occhi avidi e curiosi in mezza giornata. L’ho letto in due nottate, uno di quei libri che dalle mie parti per rendere l’idea verrebbe definito “mei che ‘n cino” (traduzione per i non goresi: meglio di un film).

La vicenda corre su diversi piani temporali: abbiamo Nicolò e Antonio Zen che nel Trecento intraprendono un lungo viaggio verso nord, le loro lettere mandate a casa – sì, la posta funzionava benino, quasi più di adesso – vengono custodite per anni dalla famiglia Zen, fino ad arrivare all’altro Nicolò, loro discendente, che nel Cinquecento mette mano a quelle, al diario e alla mappa – la mitica Carta da navegar –, frutto delle esperienze ricavate in quella pazzesca avventura. Ne fa un libro che è subito un successone.

Ma i piani temporali non si esauriscono qui, e adesso arriva il bello: Andrea di Robilant, curioso come una scimmia curiosa, comincia a fare ricerche sul viaggio degli Zen, sul libro del giovane Zen e su tutto quanto ci ruota attorno. Prima il libro è osannato, poi viene dichiarato una beffa, infine il mondo accademico si divide in pro e contro. E l’autore decide di intraprendere la stessa scampagnata, per scoprire se in quanto raccontano gli Zen nel Trecento c’è qualcosa di vero. Possibile che i due buontemponi si siano inventati tutto? Ché quel tutto nessuno mai l’aveva narrato prima, ed è così credibile, così reale, così esatto…

Bello, davvero. Un bel saggio che si legge come un romanzo, fila via svelto e non annoia. Garantito da Giramenti.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

5 responses to ““Irresistibile Nord” di Andrea di Robilant.”

  1. diait says :

    ma chce storia, viene voglia di leggerla

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  2. mosco says :

    Lo voglio!

    (troppo vicina Marte, si spartiscono Curiosity, quelli lì)

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  3. mosco says :

    ops, vicinO trattandosi di un pianeta. Maschissimo peraltro 😀

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