I troll in gita: chi sono, che vogliono, perché vanno lasciati morire di fame. In solitudine.

Il sottobosco dei troll è ampio e i troll sono tanti – milioni di milioni, certo –, ci sono i professionisti del trollismo – nome e cognome, perché sanno d’essere nel giusto – e i troll improvvisati. Questi new trolls non ci mettono la faccia, ché il loro trollare è soltanto un passatempo. Un hobby. Un divertimento a costo zero.

Ovviamente ci sono anche gli habitué del trollare, hanno un nick e lo usano, salvo poi riproporsi con altre false identità per dare man forte alla principale. Il troll ha bisogno di una famiglia, e tante volte se la inventa.

Ci sono troll che restano sul pezzo, criticando – spesso alla cazzo di cane, volutamente alla cazzo di cane – un post, ci sono i troll che insultano l’intero blog e i suoi lettori, ci sono quelli che detestano semplicemente il primo blog su cui ficcano gli occhi. Ecco gente così, o colà, o che somiglia a gente così e colà, va trattata come i Gremlins: niente cibo, e non tenete conto degli orari stabiliti dalla dieta gremlinsiana.

Gente così e colà non va mai nutrita, personcine col pallino del disturbo meritano l’oblio. Il silenzio. Insomma, non cagateli e prima o poi si stuferanno. Qualcuno ci mette più tempo di altri, ma alla fine a nessuno – nemmeno ai pazzi – piace parlare all’aria che tira.

Detto questo – e vi prego di credermi: qui i troll scrivono con la stessa frequenza con cui io pubblico post –, vorrei raccontarvi della categoria trolliana che trovo più cretina in assoluto: i troll in gita.
Per questo genere di troll i social e la blogosfera sono meglio di Google Maps, si disegna un percorso amicale e poi si va di commenti al vetriolo (col copia e incolla): Tizio è amico di Sempronio, che è amico di Caio che non sopporta Gennarino Coccolino Scrittore, quindi pure Tizio non ama Gennarino, è chiaro, logico, lapalissiano. Ecco che Gennarino Coccolino Scrittore s’improvvisa troll viaggiante, o chiede all’amico suo di fare qualcosa a riguardo, o magari ha amici cari che si sentono di dover difendere Gennarino da tutto e da tutti.

Così nascono gruppi segreti – mai abbastanza segreti – su Facebook o il parlottare privatissimo a giro di email: occorre fermare Caio, Sempronio e pure Tizio, che magari non sente Caio e Sempronio da sei mesi e non segue le dispute libresche, non si accorge del meteo, non sa nemmeno che Gennarino Coccolino Scrittore ha perso la fame e il sonno per una stroncatura, per un buongiorno mancato, o semplicemente per un post in cui ha intravisto un attacco personale.
Occorre anche dire che Gennarino Coccolino Scrittore si vede spesso protagonista, e non importa di cosa. Per un tipo come lui serve una platea, ma andrà bene anche la remota – e fantasiosa – possibilità d’essere preso a torte in faccia. Insomma, Gennarino deve avere qualche nemico, il suo ruolo lo richiede. E gli amici suoi fidatissimi lo assecondano volentieri, risalendo da Caio in poi, fino a individuare il cattivo più cattivo di tutti: il cattivone che ha osato dire buuuu a Gennarino.

Ora, sia chiaro, non sta a me stabilire se Gennarino Coccolino soffra di manie di persecuzione e se il suo club non lo stia in realtà perculando – «Ehi, vediamo se il Gennarino stavolta sbrocca davvero!» –, a me resta solo da chiedere a tutta ‘sta massa di gente dove trova il tempo. Ecco, il tempo. Perché si sa da anni che il monitor abbruttisce gli animi già biechi di loro – minacciare e insultare senza metterci nome e cognome è brutto, ma metterci nome e cognome e far diventare l’aggressione verbale una semplice abitudine è faccenda da ospedale psichiatrico –, ma mi sembra di cogliere, soprattutto negli ultimi mesi, una sorta di felice aggregazione di psicopatici viaggianti. Se prima occorreva andare allo stadio per sentirsi parte di una tribù, adesso basta individuare un nemico comune per fare gruppo.

Be’, non so voi – voi che fate parte del gruppo in gita – e voi – che mi leggete sapendo che tanti commenti anonimi ve li risparmio volentieri –, ma sento arrivato il momento di dire chiaramente che novanta volte su cento non so davvero quale sia l’accusa, lo sbaglio che mi ha portata a essere bersaglio di certi attacchi. Ebbene sì, è questo il punto: non sto dicendo che ai troll bisognerebbe infilare un razzo nel didietro – non mi permetterei mai di dirlo, mi limito a pensarlo –, ma vorrei un po’ di chiarezza, se non nel nick almeno nelle motivazioni: ai tempi dell’asilo ho rubato la merendina al cugino di terzo grado di Gennarino Coccolino Scrittore? Ok, allora ricordamelo, caro troll in gita, perché il mondo è pieno di Gennarini e io nella vita ho fatto cose ben peggiori. E dillo agli amici tuoi, almeno vi accordate sulla marca delle merendine.

*I commentatori che trollano senza email reale – o perlomeno credibile – moriranno silenti. Non perdeteci del tempo, e ricordatevi di quel razzo…

Annunci

Tag:, ,

About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

61 responses to “I troll in gita: chi sono, che vogliono, perché vanno lasciati morire di fame. In solitudine.”

  1. Mario Borghi says :

    Però qui bisogna tenere aperta la porta agli anonimi, almeno potranno, per quanto glielo consentiranno le loro sinapsi, spiegarsi. E anche sfogarsi un po’, dai, anche loro ne hanno bisogno.

    Mi piace

  2. sandra says :

    Purtroppo io ci casco ancora: quando vedo commenti anonimi offensivi in blog che seguo, non parlo solo dei tuo, di cui magari ho pure conosciuto di persona la blogger, ci siamo fatte due vere risate dal vivo, condiviso una tavolata, be’ non riesco a non scrivere il mio solito contro commento. Lo so faccio il gioco del troll, prima o poi imparerò, ma ci perdo la testa, mentre il troll ha tempo da perdere evidentemente perchè ha una vita vuota, altrimenti, be’ non sarebbe un troll.
    Bentornata Gaia, Le mie mattine in ufficio, il dopo caffè con te, mi sono mancate, mi toccava mettermi subito al lavoro. Bacioni

    Mi piace

  3. nontinteressa says :

    Questo cara è un pezzo autobiografico? Brava ti sei data all’autobiografia contunua così e poi fai la biografia dei tuoi cari amici blogger frustrati.

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Metto online il tuo commento – piuttosto inutile, a dire il vero – perché il mio amico Mario ha fame di carne fresca.
      Certo con te non si pranza, sei uno spuntino da poveretti.

      Mi piace

      • Mario Borghi says :

        Ciao Gaia, ma esiste una nuova razza di zanzara? La zanzaratroll rosicante?

        (Il bello è che dicono che di fregarsene e di sorridere – ché amano le cose semplici e i gattini – ma poi son sempre lì a palare delle stesse cose)

        Mi piace

        • Gaia Conventi says :

          Amo i gattini e le cose semplici, ma evito di lasciare commenti anonimi.
          Sarò strana…

          Mi piace

          • Mario Borghi says :

            Ma sai, l’anonimato è un pourparler, alla fine ci conosciamo un po’ tutti e ‘sti commenti sembrano a orologeria.

            Mi piace

            • Gaia Conventi says :

              Mario, tu mi metti nei pasticci: ti conosco e quindi il mondo mi odia.
              Potresti cortesemente farti odiare a tua volta per il semplice fatto d’avere il mio numero di telefono?

              Mi piace

            • nontinteressa says :

              Il giorno che rimarrete soli del tutto perché vi avranno conosciuto tutti, anche la Postale, ripenserete a questi momenti di divertimento alle spalle di chi non vi ha fatto nulla e rimpiangerete di avere speso le vostre visibilità in questo modo sciocco anziché costruttivo.

              Mi piace

              • Gaia Conventi says :

                Pensi di dirmi quale marachella abbiamo combinato? Così, tanto per capire cosa ti rimbalza per il cranio.
                Non ti piace il mio blog? Be’, cambia aria. Non ti piacciono i miei amici? Non vedo come la cosa possa riguardarti. Non ti piaccio io? Benissimo, ma resta comunque un problema tuo.
                Sei qui e commenti in maniera anonima. Questo non ti fa sentire una personcina priva di carattere? Dovrebbe, sai? E lo dico per te, mica per me. A me basta bannarti, ma tu devi sopportarti tutti i giorni.

                Mi piace

              • Mario Borghi says :

                La postale? Occazz erano già almeno quattro ore che non ne sentivo parlare, grazie. E amen.

                Mi piace

  4. minty77 says :

    Ciao Gaia, bentornata! 🙂

    a me resta solo da chiedere a tutta ‘sta massa di gente dove trova il tempo

    Che in effetti è una domanda chiave, eh! Ché io in passato, in altri tempi, in altre situazioni, mi sono trovata coinvolta in un po’ di flame e guerrette fra gruppetti, divertendomi assai inside nel più puro spirito dello Sca22o Supremo(TM). Ma, appunto, era una roba da perderci ore e ore quotidianamente. Cioè, lo puoi fare in particolari congiunture esistenziali, ma non quando già fai fatica a trovare le 6 ore canoniche quotidiane per dormire un po’ (e non sto dicendo solo perché magari soffocati da impegni, ma anche semplicemente per buttare un occhio a tutto il resto che la vita offline e online ti offre/mette davanti). Insomma, io a ‘sta gente chiederei davvero “Ma come fai?!” °_°

    Comunque dico a Sandra di non autocolpevolizzarsi troppo. E’ vero, i troll andrebbero ignorati, ma anche giocarci per qualche tempo, studiando argute risposte con cui percularli un po’, è divertente (sempre che i padroni del campo da gioco siano d’accordo, eh!) 😀

    Mi piace

  5. tibi says :

    Bentornata, e con il botto vedo! Brutta bestia, il troll, sono d’accordo.

    Mi piace

  6. Alessandro Madeddu says :

    Bentornata sull’arena! E giù botte a ‘sti seccatori.

    Mi piace

  7. diait says :

    ode al troll
    quando arriva un cosiddetto “troll” di solito il numero di commenti si impenna.
    In un certo senso sono gli eroi della blogosfera, che langue un po’ in una morta gora, da quando FB, twitter, whatsup ecc. occupano buona parte del tempo *libero* a lavoro e a casa.

    Anch’io sono spesso definita un troll quando posto commenti critici sui blog femministi, anche se sono commenti argomentati e documentati, e senza offese. Però non mi ritengo un troll, se mai una rompiscatole, ma non è lo stesso. In questo senso, farei una distinzione.

    Tra i troll veri metterei quello che abbiamo incontrato noi utenti del forum di Fahrenheit, una decina d’anni fa. Un “polinick” che commentava con nick diversi e ognuno con una personalità e uno stile diverso. Incredibile. Ci abbiamo messo un po’, per renderci conto che aveva praticamente monopolizzato la discussione, e che eravamo tutti caduti nella rete. Alla fine siamo stati noi pochi utenti veri ad abbandonare il campo. Era diventato un manicomio dove nessuno sapeva più chi era chi.

    Comunque era un troll bravissimo, a modo suo. Se mi legge, chapeau.

    Mi piace

  8. diait says :

    p.s. poi c’è colui che è stato definito “il re dei troll”: Lucio Angelini. Terrore della blogosfera, ibernista, alpinista, avventuriero, no-navista, uomo dalle mille risorse. E’ stato addirittura definito *hater* (odiatore) che è il massimo dei riconoscimenti.

    Mi piace

  9. nontinteressa says :

    Siete davvero uno più patetico dell’altra, invece di arginare questi fenomeni dite che vi divertono. Siete irrecuperabili, la bile che nutrite vi fa fare figure barbine e nemmeno ve ne accorgete

    Mi piace

  10. diait says :

    Roma, Carrefour, venerdì ore 18.20.
    Un mondo di donne, gay e trans al supermercato.

    Mi piace

  11. Giovanni Stoto says :

    Ma se nonglinteressa perché parla?

    Mi piace

  12. nontinteressa says :

    E anche questo è per voi. 2 – 0 prendete e portate a casa, ciao belli e non rosicate troppo

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Gentilissima, vedo che il link rimanda a Milvia Comastri. Signora che non conosco.
      Sei tu? Oppure stai mettendo la signora Comastri negli impicci e pensi di farle un favore?
      Sia come sia, se la signora Comastri ha bisogno di dirmi qualcosa, sono qui.

      Nel frattempo tu continui a fare la parte della personcina priva di spina dorsale e blateri senza esporti.
      E lo fai mettendo di mezzo la signora Comastri. Lei lo sa?

      Mi piace

    • Giovanni Stoto says :

      Noncinteressa

      Mi piace

  13. tibi says :

    Certe cose proprio non le riesco a capire. Mi sembra che sia ben chiaro che posto sia Giramenti, è scritto ovunque che tipo di blog sia, come la pensa, ecc… ma se non vi interessa, che cosa venite a fare? In questo blog non ho mai visto insulti contro nessuno, solo sane prese in giro ironiche e, soprattutto, con nome e cognome. Gli unici che insultano non hanno neanche le palle di metterci la faccia. Ora, chi di noi è patetico?

    Mi piace

  14. Simona says :

    Egr. nontiinteressa,
    ma cenefregasse qualcosa delle tue sparate.

    Mi piace

  15. impossiball says :

    Ao’, a me sembra chiarissimo. Nonciinteressa ha linkato un pensiero di tale milvia comastri:

    Tastiere velenose

    Sull’odio, la maleducazione, le meschinità che attraversano la Rete, si sono scritti ultimamente molti post, il cui contenuto condivido assolutamente.
    Vorrei soffermarmi brevemente su un aspetto di questo “fenomeno” assolutamente negativo: il giudizio davvero crudele, di una crudeltà immotivata e irrispettosa, che taluni danno su opere pubblicate da autrici e autori che non sono certo ai vertici delle classifiche di vendita. Certo, un libro può non piacere, ma… COMPIACERSI di stroncarlo mi sembra un atto che definisco tout court meschino. Lo si può fare con un autore affermato, anche se l’educazione non dovrebbe mancare anche in questo caso, ma adoperare un certo linguaggio tranchant, per stroncare libri di scrittrici e scrittori esordienti o quasi esordienti (e mi chiedo anche se gli autori di questi giudizi i libri di cui parlano li abbiano letti), è, ripeto, un’azione meschina. E non lo dico per paura che simili giudizi colpiscano anche mie passate o future pubblicazioni: se devono arrivare, che vengano. Mi dispiace molto di più che a essere attaccati siano persone che stimo, e non solo per la loro scrittura, o anche sconosciuti. Non importa che io abbia letto o no i loro libri. Mi fa rabbia, questa cosa, mi disgusta. E mi chiedo da dove nasca un comportamento così pieno di veleno. Basta. Meglio che mi fermi qui, prima che anch’io scriva qualcosa di inopportuno.

    Questa signora soffre perchè un suo amico/a scrive di merda e qualcuno gliel’ha fatto notare.o Ovviamente questa signora dà per scontato che il suo amico/a sia un bravissimo scrittore e che lo stroncatore sia in malafede: per la cronaca “e mi chiedo anche se gli autori di questi giudizi i libri di cui parlano li abbiano letti” is the new “probabilmente mosso da invidia e rancori personali”. E infatti, già al secondo commento sotto al post leggo “C’é tanta acidità, in giro. Chissà da cosa nasce”. Eh, chissà. Dal letame nascono i fior, quindi non saprei. Peccato che nessun commentatore tiri fuori la parolina magica. In compenso ci sono due commenti interessanti:

    La maggior parte dei fustigatori (autoeletti, un po’ come Renzi) delle patrie lettere sono personcine che da anni si aggirano tra social e blog alla ricerca della dritta giusta per dare alle stampe il loro capolavoro.

    Ora, questa è bella: mi spiegate la connessione tra il fustigare e l’averne vantaggi editoriali? Gaia è la prova vivente che ‘sta connessione non esiste 😀

    L’altro:

    Anche io come Marco penso che si dovrebbe impedire, con regole chiare, ogni mezzo di diffamazione on line.

    Stendiamo un velo pietoso su quel “con ogni mezzo” (chiudiamo l’internet? Togliamo la tastiera ai cattivoni?) e chiediamo a questo giustiziere da salotto: ok, concretamente, come individui con precisione l’autore della diffamazione? Come fai a sapere che dietro quel nick e quell’indirizzo ip c’è proprio Gennarino Coccolino Scrittore? Ah, giusto col solito cugino nella polizia postale. E poi come lo punisci? Gli sequestri il pc, il telefonino, il tablet e qualunque altro oggetto per connettersi ad internet?

    Detto questo, io ho sempre perculato i troll. Ottenendo grandi soddisfazioni 😀

    Mi piace

    • Gaia Conventi says :

      Ecco, sì, occorresse ribadirlo: stroncare libri non ti fa sembrare più simpatico, stroncare libri non ti fa pubblicare prima e meglio, stroncare libri non ti fa avere il panettone dell’AIE. Dovessi dare retta a chi ne sa di editoria, avrei già chiuso il blog. 😀

      Mi piace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: