“Hai una pistola in tasca… o sei solo contento di vedermi?” a cura di Furia Berti.

«Frasi memorabili dai film di ogni tempo da usare in ogni occasione», così racconta la copertina, scomodando Mae West.
Ogni capitolo porta il nome di una pellicola e fa sfoggio di frasi più o meno conosciute: quelle conosciute sono molto conosciute, quelle sconosciute sono pressoché inutili.

Anche la scelta dei «film di ogni tempo» mi lascia perplessa. E vabbe’ intrigarci i lavori in pelle e l’immancabile corvaccio – per fortuna si è evitato il meteo di “non può piovere per sempre” –, passiamo sopra pure al Fantozzi e mi turo il naso arrivando a Michele Placido e Nanni Moretti, ma Raz Degan (pagina 48, «Se mi volto indietro vedo solo pagine di libri: una vita fatta di carta…», dal film Centochiodi), è una di quelle cose che mandano immediatamente il libercolo nel prossimo paccozzo commentozzo.
Eh, lo so… voi mi direte che la pellicola è di Ermanno Olmi e io dovrò rispondervi che non ci sono scuse: c’è solo una cosa che farei fare a Raz Degan: una doccia.

Ma facciamo finta non ci sia lui, e facciamo finta di non aver letto la citazione della sempre inutile Valeria Golino a pagina 73. Scambio di frasi che manco i Baci Perugina made in China tratto da Fuga da Los Angeles, un film che ti veniva venduto così: «Snake is back». Ecco, fai poco il fenomeno che sei ci hai cacciato dentro la Golino, caro il mio Carpenter, fare il figo non risolve.
Quindi facciamo un sacco di finta spesso e volentieri, ma tocca dire che non era facile lasciare refusi in un testo dove il numero di caratteri è così esiguo che quasi quasi mi metto a contarli.

Qualche esempio? Ok, ma è roba di poco conto, certo…

No, è “torturerò”, non insistere.

Ecco, sì, burtto bastrado che non sei altro!

Anche questo «eguale», ho controllato più volte, ma è e vorrebbe rimanere un uguale.

Ma dicevamo che è roba da poco, in fondo si sta solo citando… mica bisogna citare uguale uguale e senza errori.

Peggio – fastidiosamente peggio –, quel “dì”. E va bene che, come spiega la Treccani, «Oggi la grafia è usata spesso anche come 2a persona singolare dell’imperativo del verbo dire», ma se io canto sotto la doccia poi non pretendo di veder uscire il disco.
Stai scrivendo, stai facendo un editing… e fallo bene, porca miseria!

Visto che siamo in modalità antipatia spicciola, la frase di Mae West – quella nel titolo – pare essere stata detta così: «Hai in tasca una pistola o sei semplicemente felice di vedermi?». Che sia così o che sia colà, quei puntini di sospensione non sono da Mae West e in un titolo ci stanno come Raz Degan nei «dialoghi indimenticabili» (pagina 5).

Perfetto, ci siamo tolti un peso. E l’abbiamo messo nel prossimo paccozzo.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

6 responses to ““Hai una pistola in tasca… o sei solo contento di vedermi?” a cura di Furia Berti.”

  1. sarapintonello says :

    Come tuo commento ci starebbe bene “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più” direttamente da Quinto Potere 😀

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  2. ilcomizietto says :

    Spero ci sia:
    “Oh, mio Dio! È pieno di stelle!” (2001 odissea nello spazio),
    “Ho visto cose che voi umani…” (blade runner)
    “Rimetti – a – posto – la – candela.” (Frankenstain Junior).
    Le uso spesso al lavoro. 🙂

    (Fantozzi non fa testo. È tutta una citazione. 🙂 )

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