“L’amore tra i polli” di Pelham G. Wodehouse.

Nella versione “La Biblioteca di Cuore”, regalo di Minty del Comiz (chiedo scusa e vado a impasticcarmi di Smemorin) al pranzo fiorentino di Giramenti. Il libercolo ha l’introduzione – bella! – di Lia Celi, le illustrazioni di Roberto Perini e la traduzione di Mario Bodoman. Insomma, è una chicca.

Lia Celi ci fa notare che nel 1940, mentre l’autore era in Francia, «fu catturato dai tedeschi e portato su un vagone piombato in un campo di concentramento […]. I suoi resoconti […] a una radio americana facevano scompisciare. Descrisse la prigione come una beauty-farm spartana ma salubre, gestita da nibelunghi buontemponi […]. Quel furbone di Goebbels si impadronì delle registrazioni e le fece trasmettere in Gran Bretagna, a scopo propagandistico […]. A difendere lo scrittore dai connazionali giustamente inviperiti, fu, a sorpresa George Orwell. Wodehause, disse, non poteva essere un filonazista, perché la sua mente era completamente refrattaria a qualsiasi idea nata dopo il 1918, inclusi nazismo e comunismo. In pratica, chiese la sua assoluzione per semi-infermità mentale» (pagina 4). Come spiegare altrimenti l’ottimismo – Gianni e il suo ottimismo sono una pippa, a confronto – di Wodehause? Occorre prenderlo così, e ridere.
Mi sa che era un po’ cialtrone pure lui. Lui come noi, ma lui era proprio bravo a cialtroneggiare. Aveva stile, caspita!

Che succede in L’amore tra i polli, romanzo datato 1906? Be’, ovviamente accadono disastri, i personaggi sono fuori come dei balconi, tutto è ordinato ed elegante. Persino i polli.
C’è la storia d’amore – come al solito non tromba nessuno, i figli nascono per posta – che occorre premiare con le giuste nozze nonostante il fato avverso, i ricconi che giocano a golf, i poveretti che sembrano contenti d’essere poveri perché l’importante è la salute e i dialoghi sempre curatissimi. E i polli, certo.

Ukridge – che tanto assomiglia a Zio Dinamite – è «quella specie di uomo che vi invita a cena, si fa prestare il denaro da voi per pagare il conto e finisce col coinvolgervi, alla fine della serata, in una zuffa col cocchiere» (pagina 7). Questo tizio, sbruffone e contento, parolaio convinto e dalla faccia tosta degna del Nobel, coinvolge il protagonista in un progetto che dovrebbe rendere parecchio: l’allevamento dei polli. Naturalmente nessuno sa niente sull’argomento e le galline lo intuiscono presto.
E mentre i due – con un contorno di parenti all’altezza della situazione, ché dire alla bassezza pare brutto – tentano di diventare ricchi, ecco che dal vicinato – ovviamente lui sì ricco sfondato – spunta l’occasione per maritare, degnamente e con tanto tanto amore, il nostro protagonista. Lei è bellissima, il padre è burbero. Il padre e Ukridge si pigliano malissimo fin da subito e per rimediare all’inimicizia succederà un casino. Un casino divertente.

Un libro che si legge al volo e mette di ottimo umore. Ringrazio Minty il Comiz (aridaje!) per il dono.
E saluto Minty, mi pare il minimo. In un post sono riuscita a offendere due amici carissimi, mannaggia a me… chiedo umilmente perdono.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

12 responses to ““L’amore tra i polli” di Pelham G. Wodehouse.”

  1. ilcomizietto says :

    Ah! Quindi hai ricevuto due copie del libercolo e hai letto solo quella di Minty e non la mia?! 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Vuoi dire che la copia era tua e non di Minty? Ussignòr!, allora occorre fare una smentita.
      Ecco, vedi, quando dico che mi devo appuntare anche la mia data di nascita…
      Chiedo umilmente perdono.

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    • Gaia Conventi says :

      Per farmi perdonare… ieri è partita la busta libresca. 😉
      Avverti quando arriva, così mi metto tranquilla (di Poste Italiane mi fido moltissimo… eh, ‘na cifra!).

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      • ilcomizietto says :

        In The American Clooney/Jack riceve per posta in un paesino sperduto dell’Abruzzo un pacco con il necessario per il suo lavoro di sicario. È la parte più inverosimile, perché lui ha scadenze stringenti e il pacco arriva regolare come un orologio svizzero e viene consegnato ad uno straniero americano non residente in Italia senza mettere nel panico l’impiegato delle poste.

        Ma divago. Se c’è riuscito Clooney a ricevere il pacco, ci riuscirò pure io! 😀 (Sì, ti faccio sapere.)

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  2. minty77 says :

    E saluto Minty, mi pare il minimo.

    LOL! XD
    Nonostante abbia letto diversi romanzi di Wodehouse, questo mi manca, per cui avrei fatto fatica a passartene una copia. Grazie comunque del pensiero ;D

    Occorre introdurre una regola allo scambio di libri (e libridemmerda) ai pranzi di Giramenti: È obbligatorio apporre una dedica al libro donato.

    Questa mi pare un’ottima iniziativa!
    Sottintende forse anche che tu apporrai una dedica su ogni singolo libro del paccozzo commentozzo? 😀

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    • Gaia Conventi says :

      Signore benedetto, non ci avevo pensato! Ma ormai l’ho detto, dunque siglerò col sangue ogni librodemmerda del paccozzo commentozzo.
      Mi serviva proprio un nuovo passatempo… 😉

      Ciao cara, un abbraccio.

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  3. Lucy says :

    Ai tempi delle mie letture di Wodehouse pensavo che “Amore tra i polli” (la mia edizione d’epoca così intitola il librino) fosse il peggio riuscito del caro vecchio W. Rileggendolo decenni dopo… e dopo aver scaraventato fuor di finestra orridezze editoriali moderne, pare una sorsata di acqua fresca. Sempre laudato sia Wodehouse. 🙂

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