Andar per concorsi (di mercoledì, così sconvolgiamo la settimana… ohhh poverina…).

Sì, lo so, non è lunedì – evvai coi festeggiamenti! –, quindi il post dedicato ai concorsi è davvero una sorpresona. Certo che come sorpresa… Ok, potete smettere di fare festa.
Ma si può sapere perché è mercoledì e parliamo comunque di concorsi? Ah, be’, capita di ricevere segnalazioni concorsifere che da qualche parte dobbiamo pur infilarle. Non fate battute cattive, che avete pure una certa età…

Diamoci una mossa, così ci leviamo il pensiero.

Dai, su, non fate quelli col mal d’asilo.

Qui si concorre con un racconto calcistico, dieci euro per vincere libri. Libri di chi? Della casa editrice che organizza il concorso, una casa editrice che propone cose davvero curiose «Sei uno scrittore? Vorresti diventarlo? La xxx Publishing ti dà questa opportunità. MANDACI IL TUO CURRICULUM VITAE CON UNA PRESENTAZIONE DEL TUO LAVORO E VALUTEREMO SE PUBBLICARLO». Il curriculum, eh?, mica il libro.

Sì, vabbe’, non ti ci mettere anche tu.
Andiamo avanti.

Anche qui scoviamo qualcosa di prezioso. Difatti, nella giuria del premio, c’è un signore che lavora – è il direttore editoriale – per una casa editrice che mi diceva qualcosa. Mmm… la memoria, brutta bestia. Eccomi allora a scovare il blog di Leonardo Caffo, e il sior Caffo racconta: «Dopo l’elogio, che appare sincero, mi contatta la segreteria editoriale. Qui, addirittura, succede l’impossibile. Risultato (1): dovevo pagare circa 1100 euro per un libretto di 80 pagine ed averne per me solo 50!. Risultato (2): Puntoacapo, che si pregia di grandezza letteraria, e credo in parte sia vero, sono anche molto gentili, è comunque un editore a pagamento».

Ma siamo sicuri? Perché su Virgilio Genio leggo qualcosa di diverso.


(Immagine cliccabile).

Così asseriva il direttore editoriale nel 2010, colà diceva il sior Caffo nel 2011. Qualcosa mi sfugge

E poi occorre segnalare questo concorso, non tanto perché sia gratuito – non lo è – quanto, invece, perché a organizzarlo è l’editore Gilgamesh. Editore che qui dice cose così: «Se l’editore si fa “aiutare” (uso un eufemismo) finanziariamente dall’autore, trattandolo da socio azionista anziché da creatore d’ingegno, be’ mi pare evidente che oltre a ridurre a zero il rischio d’impresa, e fare l’editore significa fare anche impresa, il pericolo sia quello di non avere alcun bisogno di prodigarsi per cercare di vendere ciò che si è voluto (?) scientemente produrre». Urca, senti come suona bene!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.
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