Tramisti in triciclo (il ritorno).

E siamo al ritorno, l’andata è qui.

Ho bisogno di un consiglio!!?!?

Eccoci, noi siamo quelli dei consigli a gratis e a richiesta.

Buonasera gente 🙂

Ehilà, persona!

ho bisogno di un vostro parere: da circa un anno sto scrivendo una sorta di piccolo romanzo che parla di un 14enne, Leonardo, che andando al mare con la famiglia, incontra per caso ( e in un modo assurdo) una giovane donna di nome Lucrezia, sposata e con 2 figli molto piccoli.

Andare al mare e incontrare qualcuno in modo assurdo. Potrebbe diventare il nuovo slogan dell’Alpitour.

Siamo già molto sorpresi. Direi sorpresi a sorpresa, ecco.
Ma dicevamo…

Il ragazzino pian piano la frequenta

Ma «piano piano», ché lei ha il sonno leggero.

Esiste anche la versione Piano… piano, dolce Carlotto. Con Alligatore in omaggio.

e ci parla sempre più spesso, finendo con l’instaurare una vera e propria amicizia con questa donna.

E quindi?

Il mio problema è che avrò scritto 4/5 pagine su word e che continua a mancarmi l’ispirazione,

Trattasi dunque di una «sorta di piccolo romanzo». Ma piccolo, eh?

siccome sul PC mi distraggo spesso per dedicarmi alla scrittura di canzoni rap e alla coltivazione

Dai, su, dillo…

del mio vero e unico interesse,

Dai, ammettilo…

il cinema horror.

Argh!, speravo in qualcosa di meglio.

Voi che mi suggerite, continuo a scrivere lentamente o mollo del tutto?

Molla del tutto. Velocemente.

Tra gli utenti rispondenti troviamo Ferr. E Ferr dice così: «Non buttare via tutto, magari per ora mettilo da parte e se per caso ti tornerà l’ispirazione avrai un punto di partenza! Magari ora come ora potresti dedicarti alla sceneggiatura di un film horror ;)».

E che ne pensa la tramista Arianna di questo consiglio? Be’, lei, dall’alto della sua umiltà…

E’ proprio quello che sto facendo!! Mi paragono un po’ a Manzoni,

Certo, certo…

che per scrivere i Promessi sposi è quasi impazzito!!

In effetti dopo cinque pagine di Word era davvero nel panico.

Ogni tanto lo riguardo, aggingo o tolgo quello che ritengo opportuno oppure vado avanti di qualche riga, e così faccio anche con le mie canzoni!! 🙂

Ecco, brava. Vai avanti di qualche riga… sniff sniff

Conoscete questa casa editrice?

Vediamo se è una figurina che ci manca.

Salve a tutti…ho scritto un romanzo fantasy, e sto pensando di inviarlo a varie case editrici; girando su internet, tra le altre ho trovato anche questa qui: http://www.albatrosmagazine.net/CMS/ .

Albatros? Mumble mumble

Nella sezione “chi siamo”, viene detto che non richiedono contributi da parte dell’autore…posso fidarmi?

In realtà dice una cosa così: «La Albatros Edizioni, privilegiando un discorso editoriale che non prevedeva e non prevede contributi economici da parte degli autori (come è consuetudine di tutte le altre case editrici)…». Come è consuetudine di tutte le case editrici, già, e poi ci sono gli stampatori.

Lo chiedo perché conosco già loro: http://www.gruppoalbatros.it/ , e non vorrei che fossero la stessa cosa ma con due nomi diversi!

Ma pare proprio di no. Certo resta da capire perché un editore voglia creare scompiglio utilizzando lo stesso nome del più noto stampatore d’Italia, ma immagino sia per una questione di marketing. Un marketing da suicidio.

Ci riuniamo in seduta plenaria e poi ti facciamo sapere. Stai lì, non ti muovere.

Ciccio, primo passo: magna de meno.

Ecco, sì, come sarà mai quell’editore lì? «Come casa editrice è affidabile – dice l’utente rispondente –, e se poi è il tuo primo libro allora non perdere l’occasione». Siamo sicuri? Ma proprio sicuri sicuri? Sul blog della Lipperini trovo un commento: «Non mi fu chiesta una lira, ma il libro – di poco più di cento pagine – non fu in pratica distribuito nelle librerie pugliesi, se non in pochi esemplari. Proposi poi altri due lavori […] sino alla fatidica pubblicazione di “Brahms, il principe della variazione”, in cui l’editore Schena mi chiese un contributo per le spese pari a 1 milione e 800 mila lire. Il contributo non servì però, nemmeno in quell’occasione a distribuire in modo capillare le copie del libro».
Interessante anche l’operazione trasparenza dell’Università di Cagliari, qui trovate il contratto di edizione con la casa editrice di cui dicevamo: (pagina 2, ultime righe) «a corrispondere all’Editore l’importo di € 2.300,00 (Duemilatrecento/00) IVA inclusa come contributo alla pubblicazione». Ehi, per carità, si sa che università e banche sganciano… chissà se il commentatore della siora Lipperini è una banca. Quella del Monopoli, magari.

Il mondo è pieno di brave persone.

Be’, ecco… si fa per dire.

Inoltre mi chiedevo: l’autobiografia é scritta “da chi, a un certo punto della propria vita, decide di rievocare le fasi già vissute e che sono state per lui particolarmente importanti.” Quindi che succede se uno inizia a scrivere un’autobiografia ma poi, a causa di un motivo “X” lascia la vita terrena? L’autobiografia rimane incompiuta, o qualcuno la completa?

Niente da fare, i tramisti non smettono nemmeno da morti. È una dannazione!

Ma questo non è un libro, è una macedonia di fuffa!

Sto scrivendo un libro!?

Ne siamo lietissimi, finalmente qualcuno che scrive un libro. Non succedeva da quasi cinque secondi. Un record!

Ciao ragazzi, da un po’ di mesi ho iniziato a scrivere un libro, ho già assemblato una cinquantina abbondante di pagine,

Assemblare pagine non è cosa da tutti i giorni.

anche se la storia l’ho già in mente nel suo complesso.

Già, di solito funziona così.

Il problema è che non so come dire ai miei genitori di questa mia decisione, in fondo ho solo 18 anni e non è una scelta di ogni giorno quella di lanciarsi nella scrittura già a questa età.

Ma che dici? Il mondo è pieno di giovani scrittori promettenti e ripetenti. Suvvia, tranquillizza mamma e papà, sei in buona compagnia.

L’ho detto solo al mio ragazzo e alla mia migliore amica per ora, con loro è stato più facile, ma ho paura di non essere presa sul serio dagli adulti.

Stai serena, non c’è niente di serio nell’imbrattare carta. Deve essere così, o non si spiega l’esistenza dei tramisti.

Avete consigli da darmi su come dirlo? Cose sensate per favore

Sensate? Mmm… no, allora è meglio se stiamo zitti.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

16 responses to “ Tramisti in triciclo (il ritorno).”

  1. mozart2006 says :

    Arianna Manzoni… qui si adatta come non mai la celebre frase “la sventurata rispose” 😀

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  2. ilcomizietto says :

    Io quando scrivo poesie mi paragono a Dante Alighieri o Wisława Szymborska. La capisco la tramista manzoniana. È brutto quando nessuno ti capisce.

    Dell’altro che ha la passione dei film horror vorrei vedere la sua cronologia. (Su YP ci sono cose horror, in effetti.)

    (Ottime come sempre le immagini del post!)

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  3. GabriG says :

    La macedonia di fuffa è E-PI-CA!

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  4. minty77 says :

    L’immagine dell’uncinetto con la scritta “Cala!”… ROTFL! XD

    Stimo profondamente il tipo che propone schede-libro a pagamento. Finalmente qualcuno che ha capito come affrontare la piaga dei bimbiminkia che infestano YA in cerca di qualcuno che faccia loro i compiti, quelli che tutte le volte ci fanno salire la domanda “Ma secondo te perché un estraneo dovrebbe farteli gratis?”. Ecco, lui ha la risposta, e si è inventato un modo di incassare qualche soldino venendo incontro a una specifica richiesta del mercato. Ah, l’italica inventiva! *_*

    La tizia di 18 anni che, per confessare ai genitori che sta scrivendo un libro, si fa le stesse paranoie che se dovesse ammettere di essere d’altra parrocchia, m’ha fatto morire dal ridere! ;D

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    • Gaia Conventi says :

      Passo il tempo creando i MEME adatti al post. Segno che sto peggiorando! 😀

      Anche a me l’idea di “aiutare” i tramisti coi compiti è sembrata vincente. Il gratis sta ammazzando il lavoro intellettuale, occorre correre ai ripari.
      E la diciottenne paranoide dovrebbe farsi meno pippe: ormai scrivono anche i babbuini. 😉

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  5. Franco Lotti says :

    Salve, non faccio parte del mondo dell’editoria se non dalla parte di quelli che sbancano le librerie arricchendo editori ed autori, posso intromettermi
    lo stesso? Comunque volevo solo farLa partecipe che questa mattina ho ordinato due Suoi libri (uno è quello pubblicizzato nel blog; mi ha fregato il fatto di avere un bel comodino con il quale credo armonizzerebbe bene la copertina di “Giallo di zucca”) e l’altro è “La morte in pentola” per il quale fra l’altro mi hanno chiesto un contributo extra che andrà fra i 3 e gli 8 Euro perchè la Libreria Rinascita di Empoli non ha rapporti diretti con la Casa Editrice.
    Quando li avrò letti potrei chiederLe se ne ha scritti altri oppure sorvolare, ad ogni modo apprezzo molto il blog anche se i commenti sono sempre delle stesse persone fra le quali si intuisce un forte rapporto di amicizia.
    Va beh, non ho altro da aggiungere. Un saluto. Grazie.

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    • Gaia Conventi says :

      Signor Franco, buongiorno. La ringrazio per aver ordinato i miei libri e mi spiace moltissimo che lei debba subire l’ulteriore salasso fra i 3 e gli 8 Euro.
      Sarò sincera, anche andando contro il mio interesse, al posto suo non avrei ordinato quel testo. La cifra che le hanno chiesto è esagerata.
      Qui siamo soliti parlare e sparlare di certi atteggiamenti editoriali che rasentano – e spesso vanno oltre – il malcostume. Ecco, mi dia retta, se può… cancelli quell’ordine, le stanno chiedendo troppi soldi.

      Per quanto riguarda i commentatori, in effetti nel tempo si è creato un bel salottino. Ci siamo conosciuti grazie al blog, ci siamo visti grazie al blog – Giramenti organizza pranzi con gli utentAmici – e ci sentiamo tutti i giorni. Qui o su Facebook.
      Dunque sì, lo ammetto, il forte rapporto di amicizia c’è. E ne vado fierissima. 🙂

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      • Franco Lotti says :

        Grazie per la risposta.
        Lo sa? in effetti è quello che mi ha suggerito timidamente anche la commessa della Libreria, “Il libro costa 11 Euro e potrebbe spendere ulteriori 8 Euro di spese di spedizione che sono a suo carico”
        Ma ero deciso a leggerLa, e se posso privilegio le librerie invece di
        Amazon, che comunque serve, sotto tanti aspetti e di conseguenza
        me ne servo. Giudicherò poi se valeva la pena di spendere, non solo la cifra extra ma anche gli 11 Euro, ma sono sicuro di si.
        Buona Domenica.

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        • Gaia Conventi says :

          Una brava libraia si mette sempre nei panni del lettore. Il blogger dovrebbe fare altrettanto.
          Qualcuno dirà che io sono anche un autore, certo, ma il blog viene prima. Poi viene la lettura. Il resto succede quasi per caso.
          Quindi, gentile Franco, dovesse mai capitare dalle parti di Ferrara… sarà un grande piacere offrirle un paio di spritz. Così da ammortizzare gli 8 euro che, le dirò, mi stanno parecchio antipatici. 🙂

          Buona domenica, e grazie per essere dei nostri!

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