L’impaperabile abilità paperaria di farti scrivere aggratis: storie papere di vita scritta e vissuta.

Da un po’ non si paperava più niente, certo occorre un buon motivo per paperare, sia detto. E se serviva lo spunto, ecco arrivarci lo sputo!
Ringraziamo per la mira e la cortesia la nostra simpatica utentAmica Cinzia Lasquinzia.

Cinzia nostra, papera di penna buona, contatta la redazione web di un notissimo paperMagazine – non l’avevo mai sentito prima – dedicato alla paperabilità milanese. La redazione aveva infatti lanciato il piccione viaggiatore Scrivete per noi, scrivete per noi che poi vi paghiamo.
Urca la peppa, ma mica è cosa di tutti i giorni: ci sono paperi e paperi pronti a scrivere aggratis, figuriamoci per soldi! Insomma, l’occasione è più ghiotta di un tacchino al forno.

E dunque Cinzia nostra si fa viva, e la redazione fa altrettanto. Circa quasi in questi termini…

Ciao Cinzia Lasquinzia, grazie per il tuo paperCurriculum.
Mica ti andrebbe di diventare redattore papero di Paperlandia Life? Tieni presente che da mattina a sera daremo ampia paperabilità al sito, ecco perché cerchiamo una papera preparata e con tanta voglia di lavorare! Ma tanta, eh? Per scrivere per un paperNewspaper servono costanza e preparazione. Sappilo!
Ovviamente tieni presente che il primo anno lavorativo serve per conoscerci, come succede coi fidanzamenti. Ma dal secondo anno in poi si parla di lavoro vero, eh? Dal secondo anno in poi saremo ufficialmente fidanzati in casa.

Paperlandia Life è un progetto ancora implume ma con grandi opportunità di crescita, e chi sarà con noi sin dall’inizio – e crederà in tutte le palle che raccontiamo – sarà ricompensato con sorrisi e pacche sulle alette. Insomma, farà parte di una mirabolante squadra di paperi scriventi. Iuppi!

Inoltre, grazie a Paperlandia Life, potrai partecipare come nostro inviato papero a eventi strabilianti, potrai anche chiedere accrediti gratuiti per concerti, teatri, funerali… Non si fosse capito, andrai dove ti pare che tanto ti mandiamo noi. Ma ci vai gratis e noi non ci rimettiamo un soldo. Ti piace l’idea? A noi piace proprio tanto.

Ma tu mi dirai che ancora non abbiamo parlato di paperDindi… Eggià, ma mica starci male, eh? Adesso ti diciamo subito come diventare ricca, poi tu ci fai due conti e capisci che devi campare duemila anni. Scrivendo per noi. Almeno non ti annoi, perdinci!

La collaborazione paperabile avrà un periodo di prova di sei mesi e prevede un pagamento di UN EURO OGNI DIECI ARTICOLI. Sì, lo so, siamo troppo buoni… È che a te ci teniamo, sai? Ci sei piaciuta subito. Dovevamo ancora conoscerti e già ci stavi simpatica. Ovviamente dopo i primi sei mesi quell’euro diventerà come il primo cent di Paperone. Ma è ovvio, lo sai pure tu, è un affarone!

Infatti, dopo il periodo di prova, i tuoi articoli rimpingueranno il tuo conto in banca col seguente tariffario: i post che su PaperFacebook avranno cuccato da 20 a 39 “mi piace” ti saranno pagati trenta centesimi. Dai 40 ai 100 “mi piace” il compenso salirà a sessanta centesimi. Oltre i 100 “mi piace” arriviamo ben a UN EURO a pezzo! Dai 300 “mi piace” in poi si parla della cifra astronomica di DUE EURO ad articolo! E poi, tieniti forte, dopo i 700 “mi piace” si passa e CINQUE EURO, dopo i 5000 “mi piace” a SETTE EURO E MEZZO. E – ma siediti sennò caschi – i tuoi articoli con più di 10000 “mi piace” ti varranno UNDICI EURO! Certo dovrai mobilitare mille millantati disgraziati, ma vuoi mettere il guadagno?

Naturalmente il conteggio dei “mi piace” è inteso nel mese solare in cui è realizzato l’articolo. Mica pensare che passato quel mese staremo lì a contare e a girarci i pollici…

Ah!, dimenticavo… i post con meno di 20 “mi piace” sono regalati, e tu non becchi un soldino. Ma che sarà mai, cara la mia Cinzia Lasquinzia? Tu vuoi scrivere, noi ti facciamo scrivere. Insomma, ci devi pure una birra, a voler essere onesti.

Siamo certi che non ti lascerai scappare l’occasione di campare scrivendo. Ti aspettiamo! E porta la birra, mi raccomando.

Ringraziamo Cinzia per averci girato questa splendida email, che noi – davvero – abbiamo ritoccato poco poco. E di certo non nel tariffario.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

17 responses to “L’impaperabile abilità paperaria di farti scrivere aggratis: storie papere di vita scritta e vissuta.”

  1. LFK says :

    Qua qua… Qua!

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  2. Daniele says :

    Giura che questo schifo è vero… no, va be’, non c’è bisogno, anche se non ho memorizzato i dettagli, ho sentito storie simili in passato. Spero sempre che il tempo cancelli ogni traccia anche del ricordo, di certa gente.
    Però mi chiedo se con 25000 mi piace otterrei almeno una quota della società. Con 100000 potrei essere baronetto?

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  3. Mario Borghi says :

    Azzolina, c’è da diventare ricchi! E anche famosi!!

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  4. Tenar says :

    Cavolo, io ho chiuso una collaborazione perché mi pagavano 5€ ad articolo (critica cinematografica, biglietti del cinema non rimborsati, benzina neppure e quindi o piratavo il film da recensire o ero in costante rosso). A confronto di questi, però, erano onestissimi!

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  5. Alessandro Madeddu says :

    Caspita, ma con questi ho avuto a che fare! anni fa trovai il loro annuncio: dicevano che pagavano. Mandai il curriculum e mi risposero dopo un secondo, con una mail precompilata che mi spiegava tutto e in allegato il contratto O_o E le condizioni erano proprio uguali a queste… Questa gente è ancora a piede libero, ne deduco.

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  6. mosco says :

    scommettiamo che trovano i polli? azz, scusa, volevo dire, i paperi?
    “fa curriculum”
    “ho visibilità”
    “sempre meglio che niente”
    In questo periodo di vacche magre gli squali ingrassano.
    Poi c’è anche la componente pavone, posso raccontarlo al bar e tirarmela un po’: “sai, scrivo per Papermagazine, mica paglia”
    (e con ciò abbiamo esaurito lo zoo. Se poi i paperi scriventi sono pure somari, abbiamo fatto strike)

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  7. minty77 says :

    Caspita, la (miserrima) prebenda al lavoro intellettuale pagata in base al numero di Like su Paperook mancava al mio museo degli orrori. Stanotte avrò gli incubi °_°

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  8. tibi says :

    Confermo, è tutto vero. La stessa offerta è arrivata anche a me. Avevo inviato il curriculum, perché mi sembrava, da uno degli annunci, un buon lavoro, ma dopo la loro risposta li ho mandati, gentilmente, a quel paese.
    Come web writer ho, per fortuna, clienti che mi pagano e apprezzano la mia professionalità, ma quando leggo certe proposte mi viene da piangere per lo schifo. Ok, ci sono quelli che si improvvisano articolisti e non sanno scrivere affatto, ma c’è anche gente che questo lavoro lo fa con impegno, dedizione e dietro ogni singolo contenuto ci sputa sudore, creatività e tanta tanta dedizione.
    Stop, scusate lo sfogo.

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  9. carlotta pucci says :

    Beh, io trovo che una grande utilità questa faccenda ce l’abbia. Poiché per arricchirsi occorre campare più o meno come Matusalemme, ispira una gran voglia di vivere. “Una vita sana e un articolo per Papermagazine al giorno” … e ti ritrovi Decano del pianeta

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