“Il Libraio” e l’estate libresca.

Certo la versione cartacea ha tutto un suo fascino, ma per il momento mi sono dovuta accontentare di quella online. Che, comunque, riporta in copertina il sior Gramellini. Era già successo a febbraio 2012.

Ve lo segnalo perché, come ben sapete, qui siamo grandi fan di Gramellini. Difatti è riuscito a sfornare…

Ecco, sì, è un bel dialogo che finiamo per sorbirci tutte le mattine. Perché non basta evitare quel giornale lì, tocca anche bannare su Facebook tutti quelli che decidono di condividere questo Buongiorno. E mai risposta fu più adatta: buongiorno un cazzo!

Ora che ci siamo tolti il pensiero di Gramellini, possiamo passare alle meraviglie de Il Libraio, come sempre spartite per tipologia.

Chi ben comincia…


«Senza paragoni» e giù numeri. E poi si tratta del Bancarella


Così, tanto per non esagerare.


E certo deve voler dire qualcosa.

Alleluia!


Molto prima. La storia l’aveva tutta in testa e gli editori lo rincorrevano con l’accetta.


Non importa quali classifiche, non siate pignoli.


Non sappiamo quanti libri legga il sior Franzen, ma almeno stavolta il suo cognome…


Ecco, appunto, stavolta il cognome è proprio il suo. Mica come ne Il Libraio di maggio!

Hai presente tizio?


Se non siete convinti, date retta alla Littizzetto.


L’onestà avrebbe imposto la chiosa “Fossero così anche i miei libri…”.


Tutti lì, a battere il piedino per terra.


La «partita della vita» è cosa che credevo di scovare solo in un depliant dell’antidoping.


Forse dai cani. O dall’avvocato di Berlusconi.


Davide, mezza Italia ti odia.

Avere i numeri

Pare che la moda di sparare cifre ai piccioni sia in fase d’esaurimento. Sarà merito della Lipu.

I premiatissimi


Entrambi commentabili con “E quindi?”.

Qualcosa si doveva pur dire…


Insomma, si piange.


Tutti gli altri vadano pure a fare altro.


Chissà se Paolo Giordano ha letto il libro…


Spoiler incluso.


Un “Dicono di lui” che va bene anche per i libri di Mauro Corona e per l’ultima fatica di Pippo Franco.


Chi?


Ah, ecco.


Infatti…


Ma non mi dire!


Un complimentuccio non si nega a nessuno.

Gli spropositi

Dicono di lui, di lei, del libro…


Le frasi fatte sono sempre le migliori.


Il salvatore della patria!


Che sognino e la piantino di scrivere!


Convincenti come le Pubblicità Progresso.


Quaranta D’Orrico, e abbiamo risolto il calo di zuccheri.


«Ora ci riprova» fa tanto A volte ritornano.


Poi passatemi il cannone perché mi pare robba bbuona.


Dicono di lui, di lei, del libro. Ma se stavano zitti andava bene uguale.


Avanti con le banalità!


Alleluia, alleluia!


No comment, le battute su Faletti non si possono più fare.


Anche la filaria, ma non gli farei tutti ‘sti complimenti.


Quando gli sbadigli faranno vendere libri, avremo risolto il problema.

I bestseller


Il tema fa vendere, occorre sfornarci un bestseller a stagione.


Ciò che serve è la parolina magica: bestseller. E basta.


Questo è bravo a fare tutto, ed è tutto un bestseller.


Vuoi non chiudere proprio coi bestseller del prossimo autunno?


Il più di sempre, i precedenti li potete buttare.


Ribadiamolo, buttate tutto il resto perché sta solo lì a prendere polvere.


Se lo vogliono vendere, devono a malincuore lasciarsi scappare il nome di lei…


E con un lancio così… è già un bestseller!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

28 responses to ““Il Libraio” e l’estate libresca.”

  1. danven76 says :

    Incredibile sensazionale: da anni cercavo una risposta e finalmente è arrivata. Mi è completamente passata la voglia di scrivere qualunque cosa più lunga della lista della spesa…ma non tanto perché parebbe che l’unica sfigata al mondo senza il dono della scrittura sia io (e a sto punto si dovrebbe riaprire il mercato del lavoro…) ma perché l’unica recensione che potrei tollerare sarebbe: L’unico inimitabile l’incommensurabile libro di tutti i secoli: insomma tutti gli altri fan cagare che cazzo li comprate a fare!

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    • Gaia Conventi says :

      Nella prossima vita voglio fare la scrittrice di spottoni editoriali.
      Anzi, lo dico adesso e mi metto in lista d’attesa: «Sei un editore? Bene, allora ti servo io. Io faccio vendere. Non i tuoi libri, faccio vendere altro perché scrivo spottoni scemi. Però faccio girare l’economia». Chissà se funziona…

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  2. sandra says :

    Ma pensa te, mi aspettavo i tramisti e questi sono pure meglio. Bacione da quella più fuori di te : )

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  3. Gianpaolo Ferrara says :

    Stavo pensando a lui.
    a lui.
    pensando.
    stavo.
    poi giunse il rutto.
    il rutto.
    giunse.
    Poi. E ripoi.

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  4. violadelapalisse says :

    ho riso tanto. somigliano ai trailer fatti a casaccio con spezzoni sbagliati per spacciare i film per quello che non sono.
    grazie 🙂

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  5. Alessandro Madeddu says :

    Ma vendono tutti almeno un milione di copie?! paese di lettori forti… 😛

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  6. ladysteamdoll says :

    Caro, vecchio Patterson.
    Una ne pensa, cento ne scrive (o fa scrivere agli altri che “collaborano” con lui”). Pagherei davvero per sapere se quell’uomo ha giornate da sessanta ore o è chiunque altro a essere dannatamente lento.

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  7. Adele Marini says :

    Anch’io ho riso. Soprattutto sul milione di copie vendute in Italia e sull’attesa spasmodica dei lettori. Ma siamo proprio sicuri che gli spot delle fascette si riferiscano ai libri? Che non siano stati concepiti invece per altri beni di forte consumo tipo i cellulari, il viagra, i prodotti per dimagrire?

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  8. ilcomizietto says :

    Scommettiamo che fra un anno ci sono le stesse frasi, al massimo con titoli e nomi diversi?

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  9. minty77 says :

    Sara Rattaro va dritta al cuore.
    Anche la filaria, ma non gli farei tutti ‘sti complimenti.

    ROTFL! XD XD XD
    Con questa m’hai uccisa, non riesco a smettere di ridere ;D

    Ma la vera domanda è: perché gli aspiranti scrittori dovrebbero sognare su un thriller storico? E gli altri lettori no? Boh °_°

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  10. diait says :

    la filaria, ahahahaha!!!!!!!!

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