La siora Beretta Mazzotta, i booktrailer e il lettore cattivo.


[L’immagine arriva da qui].

La siora Beretta Mazzotta la conoscete tutti, il suo post dedicato ai booktrailer è questo e il lettore cattivo sono io. Dunque i conti tornano e possiamo passare al resto.

Ohhh… i booktrailer, un apostrofo rosa tra le parole m’arrangio! Certo, faccio tutto io, ché il booktrailer lo si può confezionare in casa, come le torte. Magari non sembreranno quelle della pasticceria, ma certo il lettore saprà gradire quel sentore – e quel candore – di cibo casalingo. O no?

Seguiamo le istruzioni della siora Beretta Mazzotta e vediamo di saperne di più. Dieci punti semplici e sfiziosi, dieci punti per non sbagliare e per non fare un booktrailer che, a dirlo una vaccata, si offende la bestia.

Il punto 1 ci avverte che montare un booktrailer da dieci minuti è voler male a chi lo guarda e levargli del tutto la voglia di sapere se il libro sia pure peggio.
Ma potrà un libro essere peggio di un polpettone semovente di durata biblica? Non saprei, e non ci tengo a saperlo.

Dieci minuti!

Dodici minuti!

La durata di un video va di pari passo con la sua pesantezza, malanno che spesso si riscontra anche nelle video-recensioni. Avete presente quei filmati da venti minuti dove la tizia – degli ometti diremo poi – ci racconta il libro e dobbiamo sorbirci il suo ritmico scostarsi i capelli dagli occhi, il suo spiccatissimo accento – qualunque accento se spiccatissimo è tremendo – e la sua facciotta truccata per l’occasione, spesso con l’aerografo? Bene, proprio quelli.

Uellà, ventiquattro minuti!

Poi la struccano con l’idrante.

E quando la tizia è un tizio? Be’, è quasi peggio. La tizia da venti minuti si prende sul serio, il tizio da venti minuti – ma noi abbiamo persino quello da trenta! – è convinto d’essere un genio. E solitamente straparla di fantasy.

Ecco, sarò sincera, gente così ti toglie la voglia di vivere e pure quella di leggere. Gente così andrebbe perculata a reti unificate, tutti i giorni, festivi inclusi.

Quindi, se un video del genere risulta indigeribile, perché con un booktrailer dovrebbe andare diversamente? Perché il vostro libro è bello, magnifico e apre nuove vie alla letteratura italica? E tra le tante vie, pure quella in fondo a destra, ovviamente.

Sentite, non vorrei sembrarvi cattiva, ma se siete noiosi è un problema, e se avete scritto un libro più noioso di voi è anche peggio. Ma se il libro noioso di un autore noioso è edito a pagamento… be’, cari miei, avete toccato il fondo e state scavando con le unghie e coi denti.

Credetemi, i booktrailer peggiori, fatti in casa o in pasticceria, sono quelli dei libri editi a pagamento.

E certo mi direte che nessuno è tenuto a rompersi i coglioni col vostro booktrailer, col vostro libro, con le vostre presentazioni, anche se poi invitate mezzo Facebook solo perché l’altro mezzo vi ha già bannati… Certo, è così. Ma voi non potete insozzare il web con le vostre brutture.

Il web è grande ma non abbastanza. E non lo è soprattutto quando si tratta di libri editi a pagamento: i soldi sono vostri e li buttate dove vi pare, ma chi vi scova in giro a darvi arie da intellettuali ha tutti i diritti di commentarvi con un “Vatti a nascondere!”.

Ma torniamo al decalogo della siora Beretta Mazzotta, il punto 1 è strettamente imparentato col punto 2, stanno vicini vicini e si vogliono bene: il punto 2 consiglia di scovare un attore e fargli recitare alcuni brani tratti dal libro. Sì, avete capito bene: un attore.

No, non voi che avete scritto il libercolo, ché mica si può essere bravi da tutto a ‘sto mondo.

Mi dite che l’attore va pagato? Be’, se avete pubblicato sganciando schei e poi non volete pagare l’attore del vostro booktrailer, siete veramente dei malnati. Se avete pubblicato gratis – e quindi avete pubblicato davvero –, i soldini all’attore li dovete dare con maggior slancio: l’editore vi paga i diritti del libro? Sì, e allora investiteli. Il contratto editoriale non vi garantisce le royalties? Ma che razza di contratto avete firmato? Be’, comunque sia, se a voi va di lavorare per la gloria – magari la Gloria è la figliola belloccia dell’editore, una squinzia che è solita darla via con facilità –, vi conviene constatare che il resto del mondo lavora per guadagnarsi il pane.

Il punto 3 vi ricorda che il montaggio di musica e immagini va fatto con criterio. Esistono siti che offrono una cosa e quell’altra in versione free, fatene buon uso e Youtube vi vorrà bene.

Il punto 4 vi fa presente che i booktrailer possono essere creati disegnando. Certo occorre saper disegnare, ma anche per pubblicare un libro sarebbe meglio sapere scrivere. Avete pubblicato a pagamento? Ecco, ci siamo capiti.

Al punto 5 la siora Beretta ci avvisa che i booktrailer à la fascetta maniera – il più venduto al mondo!, un figo della madonna!, scriveva che ancora non sapeva leggere! – sono ridicoli e dannosi.

E che vogliamo dire dei booktrailer che snocciolano numeri?
Se tizio avesse venduto millemillanta copie non starebbe chiuso nel suo stanzino a farsi il booktrailer da solo, se tizio avesse venduto millemillanta copie non saremmo qui a bestemmiare perché in Italia non legge più nessuno.

Siamo al punto 6: non confondete il booktrailer con la videointervista. Ma soprattutto, se vi succede, mostrate le mani o passerete per i soliti onanisti editoriali.

Il punto 7 consta di poche righe, ma sono informazioni essenziali: esiste gente che i booktrailer li fa di mestiere. Meglio un booktrailer pagato che una figura di merda gratis.

Attenti al punto 8 e prendete nota: il booktrailer non farà vendere il vostro libro, esattamente come un blog non vi farà arricchire. Anche il blog dedicato al vostro libro non farà di voi l’autore del secolo. Ma, se proprio dobbiamo raccontarci le cose come stanno, gestire un blog potrebbe insegnarvi a scrivere meglio.

Se il vostro blog deve parlare sempre e solo del vostro libro… be’, continuate pure a ruttare in rima.

Siamo al punto 9, attenti a quello che infilate nel booktrailer! Se il libro è un drammone e il booktrailer fa ridere, avete sbagliato qualcosa. Magari avete sbagliato hobby, magari dovevate darvi al carpiato su ghiaia…

E finalmente il punto 10, il più importante in assoluto: «Fate sul serio, non prendetevi troppo sul serio». Avete scritto un libro? Perfetto, ma salvare il mondo è altra faccenda. Avete fatto un bel booktrailer al vostro librozzo? Benissimo, ma non vi daranno l’Oscar.

Esiste solo una cosa peggiore di un libro orrendo e di un booktrailer inguardabile: un autore che si dice un grande, e se lo dice da solo.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

27 responses to “La siora Beretta Mazzotta, i booktrailer e il lettore cattivo.”

  1. sandra says :

    Sono io che nei commenti alla Siora Beretta ho scritto che l’autore non sta salvando il mondo!!! Quel prendersi sul serio da paura, per poi fare scivoloni uno dietro l’altro lo trovo assai irritante. Buona settimana, manca poco alle ferie (tue)

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    • Daniele says :

      Un mese senza Giramenti sarà duro, io sfrutto il blog per svegliarmi in allegria… ma i tramisti sono animali tosti, vanno affrontati con le pile cariche, lo capisco, perciò auguro a Gaia di trascorrere una buona vacanza dal blog 🙂
      Riguardo ai booktrailer, finora me li sono fatti mancare: e dire che adoro il trash! Ne ho sempre sentito dire un gran male… yummi!
      Buona giornata a tutti!

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      • Gaia Conventi says :

        Devo ricaricare le pile e devo prendermi il tempo di terminare un manoscritto. Insomma, devo fare qualcosina di serio, ogni tanto.

        Lieta di sapere che siamo la tua sveglia! 😀

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        • Daniele says :

          È normale che tu voglia fare diverse cose, tra l’altro scrivere un pezzo ti porterà via un sacco di tempo tra comporre il testo e cercare le immagini per fare corredo… e tu lo fai tutti i giorni senza ghostwriter, Stephen King crepa d’invidia all’idea!
          Dunque, buon lavoro e buon riposo quando inizierai la pausa 😉 e anche prima della pausa.

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    • Gaia Conventi says :

      Quasi in ferie, siora mia!
      Mi mancheranno i nostri buongiorno… 🙂

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  2. diait says :

    “darsi al carpiato su ghiaia” entrerà in tutti i dizionari di slang italiano…

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  3. impossiball says :

    Grazie a questo post avrai tanti nuovi nemici. Gennarini multimediali, accorrete!

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  4. Chiara Beretta Mazzotta says :

    Trovarmi in un suo titolo è il modo migliore per iniziare il lunedì. Farò un booktrailer per festeggiare!

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  5. ilcomizietto says :

    Ricapitoliamo:
    1) Il booktrailer non è banale da confezionare.
    2) Non garantisce migliori vendite.
    3) Se non si è bravi si rischia di fare figure di emme.
    4) Se fatto da professionisti, costa.

    Per quale motivo uno dovrebbe fare un booktrailer?

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    • Gaia Conventi says :

      Me lo chiedo da anni. 😀

      *[Alt!, fermi tutti… prima che il commentatore anonimo dica “Ma pure tu hai fatto un booktrailer, vergogna vergogna vergogna…”, sì, esiste il booktrailer di un mio libro ed è stato girato aggratis e in amicizia da professionisti del settore. Stop. Anonimo, ciao, alla prossima!].

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      • ilcomizietto says :

        Alt. Fermi tutti. 🙂

        La mia domanda era seria.

        Se uno vuole fare un booktrailer per divertimento o anche solo “perché sì”, non solo ne ha diritto (e ci mancherebbe), ma dimostra di avere la testa sulle spalle. Sa che non venderà di più, sa che forse farà qualche figura di emme, si diverte e spesso non spende nulla, come nel tuo caso.

        Se la ragione è: perché lo fanno tutti, perché fa figo, perché venderò di più, la Siora Beretta e la Siora Giramenti ci stanno dicendo che forse, per la figaggine e le vendite del tomo, è più utile una corsetta al parco per disseminare copie gratuite del proprio lavoro sulle panchine.

        Personalmente una recensione di una persona che conosco (=che so come valuta quello che legge) vale più di 20.000 booktrailer.

        Adesso vado a cercare il tuo booktrailer. 🙂

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        • Gaia Conventi says :

          Ma magari ci siamo sbagliate, eh? Magari io e la siora Mazzotta – ma più io di lei, la siora Mazzotta di queste cose ne sa – abbiamo preso un granchio.
          Detesto i booktrailer con le voci impostate, le foto dei tramonti e la musichetta da giostrina. Ma si sa che sono un tipo difficile.
          Se, però, un autore decide di volere il booktrailer… benissimo!, gli sia data la possibilità d’averlo, ma non si faccia troppe illusioni.

          Per quanto mi riguarda, quel booktrailer è stato il regalo di un amico regista.
          Aveva letto il libro e gli era scattata la molla. Lo trovo un buon lavoro, curato e ben fatto, la mano del professionista si nota.
          Avrà fatto vendere quel titolo? Non credo, ma non sono nemmeno il tipo che spamma in giro il video, quindi avrò pure io le mie colpe. È che detesto spammare, tutto qui, lo trovo poco elegante. E lo dico pur avendo un blog che di elegante ha davvero poco. 😀

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      • ilcomizietto says :

        Dimenticavo: avere un blog che parla anche di altro oltre a quanto edito consente di conoscere l’autore e invoglia la lettura. (Per me è così.)

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  6. diait says :

    dopo aver visto il booktrailer del mitico Stas (https://www.youtube.com/watch?v=9-cgg6VXoBk) di “La schiena di Parker”, ho comprato il libro in cui appare il racconto, e non me ne sono pentita. Anzi.
    Purtroppo Stas me lo aveva spoilerato, ma pazienza.

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    • Gaia Conventi says :

      Continuo a preferire le recensioni – meglio se poco cattedratiche, altrimenti mi annoio alla svelta – ma se un booktrailer riesce a catturare l’attenzione, complimenti a quel booktrailer! 🙂

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  7. diait says :

    a volte l’effetto dei booktrailer di gawronski era comico perché apparivano frasi e parole del libro sulle immagini. Ricordavano un po’ i trailer di Maccio Capatonda.

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