Andar (e tornar) per concorsi…

Torniamo a parlare di concorsi letterari e vediamo un po’ cosa scoviamo in giro per il web.

Qui, tanto per dire, bastano venti euro per partecipare ma «I poeti che desiderino essere inseriti nell’antologia del Concorso, dovranno versare contestualmente alla quota di partecipazione la somma di E.13 per ogni copia del volume che vogliono acquistare». Coi venti euro pagate solo il disturbo. Quindi vedete di pagare il giusto e disturbare poco.

Se siete aspiranti parolieri – attenzione!, parolieri e non parolai… – non potete esservi lasciati sfuggire questo concorso. Bastava «una quota di iscrizione pari a 20 euro a copertura delle spese di organizzazione e segreteria» per tentare la fortuna e vincere una «borsa di studio del valore di euro 3500 euro» alla Scuola Autori di Mogol.
Quel che lasciava un po’ perplessi era dover inviare i propri elaborati «presso Aletti Editore», di cui non si dice proprio un gran bene: «Ho già avuto la triste esperienza con Il Filo editore, che ovviamente ho mandato a quel paese senza accettare il contratto. La Aletti mi sembra più seria, ma chiede comunque dei soldi. In pratica il contratto consiste nella pubblicazione di 150 copie del libro con l’obbligo da parte mia di acquistarne 70 al prezzo di copertina di 12 euro ciascuna (quindi 840 euro in tutto)» (fonte GamesVillage). Lo stesso costo riportato qui da Mirella Puccio. Insomma, qualcosa di vero potrebbe esserci. Mogol si sarà informato prima di farci amicizia?

Credo voglia dire qualcosa ma non mi sbilancio.

Risulta strana anche la vicenda di questo concorso: sono entrata nel sito dell’associazione per saperne di più, e il sito è stato hackerato. Inutile dire che mi è passata la voglia d’inviare «10,00 Euro per la partecipazione a ciascuna sezione del Concorso. Nel caso di partecipazione a entrambe, l’autore dovrà comunque effettuare due distinti versamenti, di 10,00 Euro ciascuno». Nel frattempo hanno gli hacker in casa e nemmeno lo sanno… l’organizzazione lascia un po’ a desiderare.

Questo concorso, che «si rivolge a tutti coloro che hanno un episodio di vita da raccontare con lo scopo di raccogliere un’antologia di storie, espressioni della vita in tutte le sue sfaccettature, negative e positive, travagliate e gioiose….» – quattro punti di sospensione perché di metterne tre erano capaci tutti –, prevede il patrocinio di Comune e Regione – non diremo quali – ed è organizzato da chi sul proprio sito specifica come l’editing sia «svolto a insindacabile giudizio della casa editrice» e «quantificato a seconda delle necessità di intervento sul testo». Tenete poi presente che la «Gestione del testo» necessita di un «preventivo personalizzato». Dunque occorre sborsare dindi.
Ecco perché mi chiedo se il «contributo di 10 euro per ogni elaborato presentato» andrà a coprire anche le spese di editing dell’«INSERIMENTO di tutti i racconti meritevoli in una raccolta» e la pubblicazione gratuita dell’opera inedita del vincitore.
E ricordate che, se i testi partecipanti non saranno «di livello appropriato, il premio si riterrà non andato a buon fine e pertanto l’associazione […] e la casa editrice […] saranno da ritenersi svincolate a tutti gli effetti da qualsiasi obbligo di pubblicazione nei confronti dei partecipanti». E ciao ciao ai vostri dieci euro!

Ma Comune e Regione patrocinanti hanno letto il bando prima di cedere all’entusiasmo? Mumble mumble…

Di questo concorso stregato e vampirico basta dire che è organizzato da una casa editrice “molto probabilmente” a pagamento – se ne parlava qui – e la «quota di iscrizione è fissata in euro 20,00 per sezione».
Che si vince? «Targa personalizzata e Pubblicazione ad personam dell’opera risultata vincitrice di ogni sezione […] con regolare Contratto di Edizione». In caso non aveste letto il post che vi ho linkato, riassumiamo ciò che il direttore editoriale diceva in proposito: «Il contratto di edizione […] sottende sempre da parte di un editore la valutazione del manoscritto, un accurato lavoro di editing, impaginazione, correzione bozze, l’emissione di comunicati stampa, comunicati stampa marketing, organizzazione di incontri, realizzazione di piani di promozione personalizzati, distribuzione e così via. E se a fronte di questa macchina organizzativa l’editore chiede l’acquisto di qualche decina di copie del libro agli autori esordienti e/o a chi scrive ad esempio poesia, mi pare un’operazione del tutto ragionevole. Nonché molto diffusa». Non so voi, ma io mi tengo stretti i miei venti euro.

Desta poi qualche perplessità l’ottimistico concorso «Il numero UNO della Poesia Contemporanea Italiana 2015» che chiede quindici euro per inviare una poesia, venti per mandarne due e venticinque per farne concorrere tre.
Si vincono delle targhe e la presenza in «una eventuale pubblicazione antologica [che] non darà diritto ad alcun compenso per i diritti di autore». Grazie, davvero troppo buoni!

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

20 responses to “Andar (e tornar) per concorsi…”

  1. LFK says :

    Nonostante sia tutto molto bello e nonostante abbia già mandato (grazie alle tue segnalazioni) poesie e testi a tutti con il massimo del costo, devo però farti notare che Mogol non credo abbia più niente a che fare con il suo nome. Ultimamente credo che venda il suo nome per i testi degli altri. Quest’estate ha regalato alla Sardegna un bellissimo testo, quello che secondo lui sarebbe diventato l’inno sardo. Un testo in cui il sole è bello, il mare è bello, la terra è bella, la gente è bella in Sardegna. Ha però avuto un pregio, quello di unire, per la prima volta nella storia, la popolazione sarda, notoriamente divisa su tutto: il 100% dei sardi gli ha inviato un beneaugurante “vaffanculo”, citando Masini.

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  2. sandra says :

    La cosa + irritante è quando il concorso (nonchè una marea di corsi a prezzi esorbitanti) viene indetto da una casa editrice a cui si è mandato il manoscritto, non l’hanno voluto (e su questo, benissimo: i rifiuti non rappresentano il male dell’editoria) ma ora tu autore scartato puoi tornargli utile per spennarti un po’. Ieri ne ho ricevuto uno da una casa editrice piccola, ma non mi pareva male alla quale inviai qualcosa tempo, fa. Ora mi propongono un corso a 1000 e passa euro, scontato a 900 con la motivazione “se hai ancora un romanzo nel cassetto, lo puoi migliorare etc.” primo il romanzo non è + nel cassetto, secondo, ma pensi che io mi spari 1000 km (sono di Milano, la casa editrice è in Puglia) per il tuo corso? Ma ti ripigli?
    Gaia, si moltiplicano iniziative infestanti che manco gli insetti più fastidiosi.
    bacione

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  3. Alessandro C. says :

    Mi sembra un paccozzo poetozzo.

    Io l’avrei proposta così:
    «I poeti che desiderino entrare nell’antologia del Concorso – nonché nella leggenda – potranno vantarsi del fregio di aver ottenuto, seppur con una donazione di soli tredici euro, una copia della meravigliosa raccolta in cui la Sua opera risplenderà come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato.

    PS: non è vero un cazzo. Dopo “I poeti che…” ho smesso di leggere.

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  4. Mario Borghi says :

    Insomma, è sempre bello andare al luna park dei poVeti.

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